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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 52 (Nuova Serie), agosto 2019

Presentata la Bibliografia statutaria italiana 2006-2015

Il 4 maggio u.s. si è svolta, presso la sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato, la presentazione del terzo volume della Bibliografia statutaria italiana dedicata al decennio 2006-2015, e pubblicata a cura della Biblioteca del Senato e del Comitato italiano per gli studi e le edizioni delle fonti normative (Cisefn) istituito presso l'Università di Bologna, ora trasformato in Società italiana per gli studi e le edizioni delle fonti normative - De statutis.

Il pomeriggio di presentazione è stato introdotto da Rolando Dondarini, fondatore del Comitato e primo presidente della neonata Società. Dondarini ha illustrato gli obiettivi della nuova associazione, che si propone di realizzare con ancora maggiore efficacia le finalità già perseguite dal Comitato, in una prospettiva di coordinamento nazionale della ricerca in ambito statutario. Per tale ragione propone che il primo convegno promosso dalla Società, in continuità con i dieci realizzati dal Comitato nei 25 anni della sua attività, possa costituire l'occasione per un censimento delle iniziative in corso in ambito statutario, e per fare il punto su quanto resti ancora da realizzare, attraverso l'invito alla partecipazione di studiosi da tutta Italia in rappresentanza delle Università, delle Deputazioni di storia patria, delle Regioni e degli enti locali interessati agli studi statutari.

Sandro Notari ha sottolineato come lo studio degli statuti, che richiede grande impegno e molteplici competenze, non abbia trovato spesso il giusto riconoscimento a livello accademico. Per tale ragione, uno degli obiettivi della neo costituita Società dovrebbe essere quello di accrescere il livello d'interesse e di apprezzamento per lo studio di queste fonti, nella accademia e fuori. A tale scopo, auspica da parte della Società la pubblicazione di una rivista scientifica che metta insieme, intorno a queste importanti fonti, studiosi di ambiti diversi in una prospettiva interdisciplinare, che tenga conto degli aspetti storici, giuridici e materiali degli statuti. Ritiene inoltre che i risultati della ricerca, possano e debbano avere una diffusione anche fuori dell'accademia con iniziative di divulgazione come quella realizzata recentemente dall'Istituto di storia e di arte del Lazio meridionale (Isalm) che ha condotto un importante studio sugli statuti dei comuni dell'ex provincia di Campagna, dei cui risultati è stato dato conto oltre che in un volume pubblicato nella Collana Biblioteca di Latium anche attraverso incontri con studenti e cittadini delle diverse località interessate allo studio statutario.

Beatrice Borghi ha illustrato il ruolo svolto dal Comitato dal momento della sua nascita nel 1993 fino alla sua trasformazione in Società italiana per gli studi e le edizioni delle fonti normative - De statutis.Il Comitato ha unito in una rete i referenti regionali operanti presso atenei di tutta Italia e ha consentito di realizzare dieci convegni nazionali sui vari aspetti delle fonti statutarie oltre che di pubblicare, in collaborazione con la Biblioteca del Senato, i tre volumi della Bibliografia statutaria relativi rispettivamente alla produzione editoriale di argomento statutario dei decenni 1985-1995, 1996-2005, 2006-2015. La Bibliografia, dunque, dal momento dell'uscita del primo volume nel 1998, ha regolarmente monitorato il settore permettendo la diffusione dell'informazione bibliografica al di là degli spazi produttivi, rivelandosi uno strumento basilare per lo sviluppo delle ricerche anche sul piano comparativo. Borghi ha poi ricordato i criteri geografici, storici e contenutistici adottati per il lavoro di raccolta e di organizzazione dei dati bibliografici ed ha concluso il suo intervento ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla pubblicazione, dai curatori ai referenti regionali, agli autori delle schede, ai bibliotecari, archivisti, operatori culturali che hanno permesso o facilitato le ricerche e l'accesso ad informazioni spesso di difficile reperimento.

Filippo Galletti ha presentato un'analisi comparativa delle tre edizioni della Bibliografia statutaria, fornendo, con l'ausilio di grafici, dati quantitativi particolarmente significativi. L'analisi ha evidenziato un notevole e progressivo aumento delle voci totali registrate dalla Bibliografia, con una crescita particolarmente evidente tra la prima e la seconda edizione. Le ragioni di questa crescita sono probabilmente da ricondurre ad un maggiore interesse per gli studi statutari e dunque ad un aumento della relativa produzione editoriale ma anche alla presenza di migliori lavori repertoriali regionali, OPAC, risorse elettroniche e banche dati, tra le quali quelle messe a disposizione dalla Biblioteca del Senato, che permettono un più semplice recupero dell'informazione bibliografica. La maggior parte delle voci si concentrano nella sezione dedicata agli studi che utilizzano le normative locali come fonte primaria, ma Galletti ha segnalato anche la grande crescita riscontrata tra le edizioni e gli studi relativi alle normative di enti ecclesiastici, confraternite, ospedali. Le sezioni che invece risentono di un calo sono quella delle pubblicazioni dei testi statutari, forse dovuto alla complessità, già segnalata da Sandro Notari, che l'edizione di un testo giuridico antico, spesso manoscritto, comporta; e quella delle tesi di laurea e di dottorato.

Mario Ascheri ha commentato i dati illustrati da Galletti concentrandosi in particolar modo sulla valutazione del preoccupante dato del calo delle tesi di laurea e dottorato. Ascheri ha sottolineato l'importanza formativa della storia, per il ruolo che svolge anche nella interpretazione della realtà, ed ha affermato che la difesa della storia è difesa della cultura. Per questo ritiene indispensabile mettere in campo idee per la comunicazione e il raccordo con gli operatori locali svincolati dalle università e dalla ricerca alta, così come fatto nel caso dell'iniziativa dell'Isalm illustrata da Sandro Notari, nella convinzione del valore degli statuti come strumento didattico, in grado di suscitare nei ragazzi interesse per la storia del proprio territorio. Per tale ragione ritiene importante ricorrere, quando necessario, anche alla traduzione italiana del testo, la cui realizzazione, spesso resa complessa dalla presenza di forme scorrette, termini locali e tecnicismi giuridici, si rivela tuttavia particolarmente utile per la divulgazione presso un pubblico non specializzato. In tal senso si sta procedendo con gli Statuti di Roma del 1469, la cui traduzione è in corso di realizzazione grazie alla collaborazione della Biblioteca del Senato, di Roma nel Rinascimento e dell'Archivio Capitolino.

Il breve intervento di Alessandra Casamassima si è concentrato sul ruolo di riferimento svolto dalla Biblioteca del Senato per la bibliografia statutaria. Come istituto bibliografico centrale per lo ius proprium e la storia locale, la Biblioteca provvede infatti all'acquisizione di monografie, riviste ed articoli di argomento statuario e alla registrazione delle relative notizie bibliografiche nei propri cataloghi speciali, indispensabili strumenti di partenza e di verifica in itinere nella realizzazione della Bibliografia. La Biblioteca coltiva altresì la sua vocazione storica e conservativa, portando avanti una politica di acquisizioni in antiquariato che permette di arricchire costantemente la già straordinaria raccolta di fonti giuridiche possedute.

L'incontro si è concluso con le considerazioni finali di Rolando Dondarini, che ha ricordato come il Comitato, fondato nel 1993, abbia svolto la sua attività durante un ventennio di transizione, caratterizzato da cambiamenti straordinari anche nel mondo degli studi storici ed umanistici, eppure da un complessivo arretramento delle discipline storiche. La trasformazione del Comitato in forma di associazione si propone di continuarne l'azione di comunicazione e dialogo tra i vari settori di studio delle fonti normative, e di rilanciare le discipline storiche, per un futuro migliore da costruire insieme.

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