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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 52 (Nuova Serie), agosto 2019

Archivio storico capitolino e Biblioteca Romana

Ringraziamo il dottor Vincenzo Frustaci, coordinatore affari generali dell'Archivio storico capitolino.

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L'Archivio

La storia dell'Archivio Capitolino affonda le proprie radici nel medioevo. La documentazione di quelle antiche magistrature comunali che svolgevano le loro funzioni nella vita cittadina coabitando col potere pontificio è arrivata a noi in maniera non unitaria e conservata presso diversi archivi della città: metodi di conservazione degli atti del tutto dissimili da quelle odierne e fattori esterni alla produzione stessa hanno fatto sì che la documentazione antica sia solo in parte conservata nell'Archivio Capitolino. E del resto bisognerà arrivare alla fine del XIX secolo quando, unita Roma all'Italia, un forte interesse civico e l'impegno di intellettuali e politici motivati nel dare ampio sviluppo alle potenzialità culturali della nuova capitale, spingerà il Consiglio Comunale a intraprendere una prima riunificazione degli archivi comunali antichi in Campidoglio.

Solo nel 1922, però, l'Archivio Capitolino otterrà una sede adeguata, per prestigio e grandezza, e una migliore sistemazione nell'attuale sede di Palazzo Borromini alla Chiesa Nuova, dove aveva avuto vita l'oratorio di San Filippo Neri e, a seguito dell'applicazione delle leggi sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico, la corte d'Assise e i tribunali. In questa nuova sede vengono raccolte sia le serie antiche - Camera Capitolina, Archivio notarile - sia la parte della documentazione prodotta dagli uffici dell'Amministrazione. Lo spazio ben presto si è dimostrato insufficiente, soprattutto per effetto della crescita esponenziale della città e delle competenze municipali: sempre più pressante si è fatta l'esigenza di un ampliamento dei depositi, nonostante i restauri effettuati negli anni dieci di questo secolo.

A questa già ricca documentazione si è andata sommando nel corso del secolo scorso e in questo scorcio di terzo millennio la raccolta degli archivi di importanti famiglie e di persone che hanno avuto in Roma il centro della loro attività: le famiglie Orsini, Cardelli, Capranica, Boccapaduli, Savorgnan di Brazzà, più recentemente Sacchetti e Serlupi; personalità del mondo politico e intellettuale come Nicola Licata, Carlo Muscetta, Renato Nicolini e gli ex sindaci Rinaldo Santini e Luigi Petroselli. Ancora fanno parte dell'Archivio Capitolino una serie di archivi aggregati - di soggetti diversi ma qui conservati - e l'Archivio Fotografico.

A partire dalla fine degli anni Novanta del Novecento è iniziata una campagna di informatizzazione della documentazione, che ha compreso anche la digitalizzazione di materiale raro e di pregio: la gran parte consultabile sulla rete.

Biblioteca ed Emeroteca Romana

Alla fine degli anni venti nello stesso edificio borrominiano è stata collocata la Biblioteca Romana, istituzione che avrebbe dovuto raccogliere tutte le pubblicazioni su Roma e tutta la produzione amministrativa - opuscoli, statistiche - prodotta dall'amministrazione. In realtà la Biblioteca Romana raccoglieva l'eredità della Biblioteca del Popolo Romano, fondata nel XVI secolo, ma presto dimenticata, e la Biblioteca Capitolina. Quest'ultima era nata, subito dopo l'Unità, con l'idea di costituire una biblioteca amministrativa sul modello di quella parigina ad uso degli amministratori della città: anche questa esperienza si arenò fino alla definitiva ripresa con la nuova intitolazione nei nuovi depositi di Palazzo Borromini in stretto connubio con l'Archivio della città.

Da allora - oltre alle acquisizioni di routine e agli aggiornamenti - molti sono stati i fondi acquisitati o donati alla biblioteca: dal Fondo Vico al Fondo Marini, che ha costituito l'ossatura della neonata Biblioteca Romana, dal Fondo Pelliccioni al Fondo Amatucci, ai più recenti Possenti e Nicolini. Nell'ambito dei festeggiamenti per il primo centenario di Roma capitale, costola della biblioteca stessa, si costituisce l'Emeroteca Romana, raccolta importantissima di quotidiani e periodici dall'Unità ai giorni nostri.

La Biblioteca Romana nel 1990 ha aderito al Servizio Bibliotecario Nazionale costituendo il Polo RMR oggi ricco di 45 biblioteche specializzate ed estremamente eterogenee.

Per saperne di più:

www.archiviocapitolino.it

www.archiviocapitolinorisorsedigitali.it

http://opac.almavivaitalia.it/RMR/

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