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Il Presidente: Discorsi

Presidente Casellati: Lina Merlin torna a Palazzo Madama

Il discorso del Presidente del Senato Elisabetta Casellati in occasione della scopertura e della collocazione del busto bronzeo di Lina Merlin a Palazzo Madama

11 Maggio 2021

Buongiorno a tutti.
Oggi Lina Merlin, prima donna eletta al Senato, torna a Palazzo Madama.

Tra poco, scopriremo il busto bronzeo della nostra prima Senatrice.
È un momento davvero importante per questa Istituzione, che ho fortemente voluto per il suo valore storico e simbolico. Ed è una emozione condividerlo con tutti voi.

Fin dall'inizio, ho sostenuto l'iniziativa con grande entusiasmo, assegnando all'opera scultorea una posizione particolare, accanto all'ingresso dell'Aula parlamentare.
Perché proprio da quest'Aula Lina Merlin è stata protagonista di tante battaglie politiche ed istituzionali. Battaglie che hanno cambiato profondamente il ruolo delle donne nella società.

Desidero ringraziare i rappresentanti del Comitato "Lina Merlin. La senatrice" per avere voluto sottolineare, anche attraverso l'arte scultorea di Ettore Greco, il profondo legame tra la storia personale di una donna e la storia, tutta al femminile, di questa Istituzione.
Un ringraziamento che estendo al Comune di Padova, che con grande entusiasmo ha sostenuto l'iniziativa.
Grazie alle amiche Senatrici che hanno colto l'importanza del ritorno di Lina Merlin in Senato e ai Senatori che oggi, con la loro presenza, testimoniano la partecipazione di tutti i gruppi parlamentari all'iniziativa.

Proprio oggi, per celebrare al meglio Lina Merlin, ho voluto accompagnare l'esposizione del busto con una nuova edizione dei suoi discorsi, introdotta da una mia prefazione.
Si tratta di un contributo di grande valore storico e culturale, per il quale ringrazio la Presidente dell'Associazione Rete per la Parità, Rosa Olivia De Conciliis, e la Commissione per la Biblioteca e per l'Archivio Storico del Senato.
Sono certa che il volume ci consentirà di ripercorrere la storia personale e politica di una madre della nostra Repubblica. E di riscoprire la figura di una donna straordinaria.

Una donna moderna, profondamente legata alla sua origine padovana, ma aperta al mondo, sempre pronta a coniugare i suoi alti ideali con la concretezza di azione.
Una donna coraggiosa, capace di testimoniare e difendere le proprie idee e i propri valori anche contro un sistema ostile o avverso.

Questo è il cammino che l'ha contraddistinta fin dall'esperienza di giovane insegnante. Un'insegnante rimossa dall'impiego e arrestata cinque volte in meno di un anno per non avere piegato la testa di fronte al regime fascista.
Dall'attivismo nel Partito socialista, la questione femminile è stata sempre il filo conduttore del suo percorso pubblico.
Lo è stato nella Resistenza, quando grazie a Lina Merlin sono stati fondati i "Gruppi di Difesa delle Donne".
Lo è stato nella partecipazione all'Assemblea Costituente, quando fu relatrice sul tema delle garanzie economiche e sociali di supporto alla famiglia quale membro della Commissione per la Costituzione.

Comprese, con spiccata sensibilità e capacità di visione, che il futuro dell'istituto famigliare sarebbe stato sempre più legato alla piena attuazione del diritto al lavoro. Un diritto da riconoscersi, in totale parità, all'uomo e alla donna.
Sono sue le affermazioni sull'esigenza di dare alle donne la libertà di dedicarsi a ogni tipo di lavoro, senza che il carico famigliare possa essere di ostacolo a una occupazione scelta per vocazione e interesse.

Ma è nella discussione parlamentare che portò all'approvazione dell'art. 3 della Costituzione che si manifestò la forza innovatrice del suo pensiero.
Fu proprio Lina Merlin a battersi affinché fosse espressamente inserito il riferimento al sesso quale possibile causa di discriminazione e ostacolo al principio di uguaglianza. Un riferimento prezioso che si sarebbe rivelato, negli anni a seguire, la pietra angolare delle politiche di parità.

Per Lina Merlin affrontare la questione femminile significava mettere al centro la donna come titolare di diritti: il diritto alla salute, il diritto alla formazione e all'istruzione, il diritto al lavoro.
Si trattava di una prospettiva non scontata in quel momento storico e rivoluzionaria per l'impatto che il riconoscimento costituzionale di quei diritti avrebbe avuto sulla legislazione ordinaria, sulla prassi e sui costumi.
Ma soprattutto si trattava di una prospettiva fortemente ancorata alla granitica convinzione del bene prezioso da tutelare: la dignità e la ricchezza interiore della donna.

In questo contesto si colloca l'approvazione di provvedimenti decisivi per dare tutele reali alle donne nelle dinamiche e negli equilibri sociali. Così la legge contro lo sfruttamento della prostituzione o l'abrogazione della cosiddetta "clausola di nubilato", che consentiva il licenziamento delle lavoratrici in caso di matrimonio.
Battaglie, queste, condotte con le armi della tenacia e della determinazione per difendere la dignità della donna contro ogni possibile forma di sfruttamento o di penalizzazione.

Questa stessa passione ha contraddistinto l'impegno di Lina Merlin per la difesa e promozione della sua terra: il Polesine.
Quello con il Polesine era un legame intenso, costitutivo della sua personalità.
Un legame che si esprimeva nella capacità di ascolto della sua gente, delle esigenze e aspirazioni di un intero territorio. Un legame inteso come stimolo costante alla soluzione dei problemi, volontà di dare sostanza alle speranze attraverso l'innovazione.

Lina Merlin è stata protagonista di tanti cambiamenti per la formidabile energia che sorgeva dalla purezza dei suoi ideali. In questo si esprimeva quell'umanesimo sociale che ha informato tutta la sua attività politica e istituzionale.
Anche nel suo legame al socialismo ha saputo dare prova di grande autorevolezza, indipendenza e coraggio. Lo conferma la stessa scelta dolorosa di abbandonare un partito nel quale non si riconosceva più.

Questi sono i tratti distintivi della sua personalità che la rendono ancora una figura di straordinaria attualità.
Specialmente oggi, di fronte alle incertezze della pandemia, il suo cammino può essere per tutti noi, ed in particolare per le donne, una fonte preziosa di ispirazione per costruire il futuro.

Dal suo esempio, dal suo straordinario contributo alla costruzione dell'Italia Repubblicana, possiamo trarre la forza che serve per fare ripartire davvero il nostro Paese.
Perché è sulle donne, sulle grandi donne come la senatrice Merlin, che si scrive la storia di una Nazione, del suo popolo e delle sue istituzioni.

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