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Minerva Web
Rivista online della Biblioteca "Giovanni Spadolini"
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 30 - agosto 2010

Guidelines for legislative libraries, 2nd edition / Keith Cuninghame

guidelinesNegli ultimi mesi è stata data alle stampe una pubblicazione di grande importanza per il settore delle biblioteche parlamentari, la cui lettura suggeriamo non solo ai bibliotecari che operano in queste strutture, ma anche a quegli utenti curiosi di approfondire il dietro le quinte della vita di questa tipologia di biblioteche.

Si tratta delle Guidelines for legislative libraries, 2nd, completely updated and enlarged edition. Berlin: De Gruyter Saur, 2009 (IFLA Publications, 140), di cui esiste anche una prima edizione(edited by Dermot Englefield. Munchen: Saur) risalente al 1993 (per la scheda bibliografica di entrambe le edizioni rimandiamo al catalogo). Il curatore della nuova edizione, Keith Cuninghame, bibliotecario della House of Commons, prendendo atto dei cambiamenti intervenuti dal 1993, ricorda che questa nuova edizione non è semplicemente un aggiornamento della precedente, ma ha comportato una sua completa riscrittura.

Le linee guida si articolano in 17 capitoli, che coprono tutte le aree di interesse per le biblioteche parlamentari: i bisogni cui devono rispondere, i servizi da offrire, le politiche di sviluppo delle collezioni, i servizi di informazione e di ricerca, la gestione del personale, l'uso delle tecnologie, le relazioni con altri settori dell'istituzione parlamentare, le possibili altre funzioni che possono essere chiamate a svolgere (ad esempio, i servizi informativi per il pubblico e per le scuole e archiviazione della documentazione parlamentare).

Particolarmente interessante è la definizione che l'autore dà delle legislative libraries, (ossia l'insieme delle biblioteche istituite per servire assemblee legislative, altrimenti dette biblioteche parlamentari), mettendone in evidenza il sostanziale paradosso di fondo che le caratterizza. "While legislative libraries can be seen as special libraries in the narrow sense that they are providing services for a specialised clientele, they differ from many such libraries in that they need to be willing to provide information on the breadth of human knowledge, rather than concentrating on a range of subjects relevant to a specialist clientele. In a nutshell parliament is interested in the whole universe of knowledge". In sostanza, Cuninghame sottolinea che le biblioteche parlamentari sono biblioteche speciali dal punto di vista dell'utenza e dell'istituzione che servono, ma di fatto si trovano a dover rispondere a necessità informative ad ampio raggio dal momento che l'attività legislativa può riguardare qualunque sfera della vita e qualunque settore disciplinare. L'autore aggiunge, inoltre, che i membri del parlamento e coloro che lavorano nell'ambito dell'attività parlamentare sono di solito da un lato specialisti in determinati settori o argomenti rispetto ai quali hanno una conoscenza ampia ed approfondita; dall'altro, si trovano a doversi occupare di settori e temi a loro quasi completamente estranei e su cui hanno bisogno di farsi rapidamente un'idea complessiva, ma anche aggiornata e puntuale.

Cuninghame accenna, inoltre, alla problematicità del rapporto tra i servizi informativi e quelli più propriamente di ricerca, che, a seconda delle istituzioni, possono convergere in un'unica struttura oppure risiedere in settori diversi.

Nell'ultimo capitolo, l'autore riepiloga infine alcuni dei temi che, a suo parere, dovrebbero essere tenuti in particolare considerazione per il futuro dalle biblioteche parlamentari:

- il cambiamento tecnologico;

- le potenzialità degli strumenti di social networking;

- la perdita di importanza degli spazi fisici;

- la necessità di comprendere e rispondere ancora meglio ai bisogni particolari dell'utenza parlamentare;

- la necessaria convergenza tra specialisti dell'informazione e ricercatori;

- il bisogno di gestire l'information overload evitando di diventarne un'ulteriore causa;

- la risposta al bisogno di apertura e trasparenza che caratterizza sempre di più parlamenti e governi.

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