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Giovedì 15 Gennaio 2026 - 381ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 10:02)

A conclusione del dibattito sulle comunicazioni del Ministro della difesa in materia di proroga dell'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell'Ucraina, l'Assemblea ha approvato la risoluzione n. 4 della maggioranza, che impegna il Governo a sostenere l'Ucraina con alleati NATO, UE e G7; a proseguire l'azione diplomatica per una pace giusta nel rispetto della sovranità ucraina; a contribuire a ricostruzione e stabilità, garantendo informazione al Parlamento.

Il Ministro Crosetto ha illustrato la proroga dell'autorizzazione agli aiuti fino al 31 dicembre 2026 quale conferma della continuità e coerenza dell'impegno italiano. Ha chiarito che sostenere l'Ucraina non significa prolungare la guerra, ma impedire una pace solo apparente, fondata sulla forza e destinata a fallire. Ha descritto un conflitto di logoramento, segnato da un'intensificazione dell'offensiva russa, dall'espansione dell'apparato militare di Mosca e da gravi violazioni contro obiettivi civili. Sul piano politico-strategico, il Ministro ha evidenziato l'inconciliabilità tra le pretese territoriali russe e il diritto dell'Ucraina a esistere come Stato sovrano. Ha quindi delineato un approccio a "triplo binario": difesa immediata del territorio e della popolazione, assistenza umanitaria e rafforzamento delle capacità di deterrenza nel medio-lungo periodo. Ha ribadito la posizione italiana contraria all'invio di truppe sul terreno e ha sottolineato l'importanza di mantenere l'unità europea e internazionale. Crosetto ha concluso affermando che la libertà e la sicurezza dell'Europa dipendono anche dalla capacità di sostenere oggi l'Ucraina, auspicando che gli aiuti militari possano presto diventare inutili con il raggiungimento di una pace giusta e duratura.

Oltre alla risoluzione n. 4 di maggioranza, sono state presentate le proposte di risoluzione nn. 1 di M5S, 2 di AVS, 3 di IV, 5 di Az e 6 del PD. Sono intervenuti in dichiarazione di voto i sen. Calenda (Az), che ha denunciato l'irrilevanza dell'Italia nella costruzione della difesa europea, il sottofinanziamento della difesa e le ambiguità della maggioranza, rimarcando la necessità di una leadership europea credibile di fronte alle minacce russe e all'incertezza della posizione statunitense; Enrico Borghi (IV), che ha ravvisato una netta incoerenza tra le comunicazioni del Ministro e le scelte politiche effettive del Governo e della maggioranza, mettendo in luce l'ambiguità sull'Ucraina, la rimozione del riferimento militare nella risoluzione e le contraddizioni sulla sicurezza europea; De Poli (Cd'I), che ha difeso l'unità della maggioranza e il ruolo dell'Italia come fattore di equilibrio e credibilità in Europa, valorizzando la continuità della politica estera italiana in ambito euro-atlantico e l'impegno per una pace giusta e duratura; De Cristofaro (AVS), che ha denunciato la delega del processo di pace agli Stati Uniti e la subordinazione europea alle scelte di Trump, proponendo una via alternativa fondata su diplomazia multilaterale, diritto internazionale e ruolo autonomo dell'Europa; Gasparri (FI-BP), che ha riconosciuto la necessità della deterrenza per difendere la sovranità ucraina, sostenendo l'invio di aiuti anche militari, accanto a quelli umanitari, come strumento per proteggere civili e infrastrutture; Marton (M5S), che ha lamentato il ritardo nell'apertura di un vero negoziato con la Russia, contestato il riarmo europeo e chiesto trasparenza sugli aiuti inviati, proponendo il blocco delle armi come leva diplomatica; Romeo (LSP), che ha ribadito il sostegno della Lega all'Ucraina, distinguendo la retorica bellicista dalla legittima difesa e dalla deterrenza: il sostegno deve restare difensivo e ancorato al processo negoziale, che coinvolga tutte le parti, inclusa la Russia; Alfieri (PD), che ha ribadito il sostegno pieno e coerente all'Ucraina contro l'aggressione russa e difeso l'unità euro-atlantica; ha criticato le ambiguità della maggioranza, richiamando l'Italia a stare nel gruppo di testa europeo; Barcaiuolo (FdI), che ha rivendicato la coesione e la credibilità della maggioranza rispetto alle divisioni dell'opposizione, difendendo la scelta di campo dell'Italia a sostegno della legittima difesa ucraina come tutela del diritto internazionale: la pace passa dalla sicurezza, dalla deterrenza e dal rispetto della sovranità ucraina.

Nella mattinata l'Assemblea ha approvato in via definitiva il ddl n. 316-B recante modifiche all'articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, in materia di contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne.

La relatrice, sen. Bizzotto (LSP), ha riferito sul ddl, volto a rafforzare il contrasto alla pesca illegale nelle acque interne, tutelando la fauna ittica e inasprendo le sanzioni. La Camera ha introdotto una modifica puntuale inserendo il Lago di Lugano o Ceresio tra i grandi laghi soggetti alla disciplina più restrittiva. L'articolo 1 ridefinisce l'esercizio illegale della pesca, distinguendo tra uso di mezzi vietati e uso illecito di mezzi consentiti, ed elenca specifiche condotte vietate nei laghi dell'allegato 1. Viene riorganizzato l'apparato sanzionatorio e ampliate le competenze di accertamento a guardie dei parchi e guardie volontarie ambientali. Le disposizioni si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome, nel rispetto dei rispettivi statuti.

Nelle dichiarazioni finali, i sen. Damiani (FI-BP), Bergesio (LSP) e Amidei (FdI) hanno annunciato voto favorevole, ritenendo necessario un intervento normativo forte contro un fenomeno criminale che minaccia ecosistemi, sicurezza e legalità: servono pene severe, divieti chiari e confisca obbligatoria dei mezzi per tutelare i pescatori onesti e sostenere le guardie volontarie e le Forze dell'ordine. Pur giudicandolo non esaustivo e carente sul rafforzamento dei controlli, la sen. Fregolent ha dichiarato un voto a favore del provvedimento, che colma un vuoto normativo sul bracconaggio ittico nelle aree interne. I sen. Magni (AVS), Gisella Naturale (M5S) e Franceschelli (PD) hanno annunciato l'astensione: pur condividendo la ratio della legge, hanno ritenuto il testo insufficiente e poco incisivo, soprattutto perché privo di adeguate risorse, personale e strumenti per i controlli; l'apparato sanzionatorio risulta altresì debole, con eccessivo ricorso a deroghe e misure amministrative.

Questa mattina si è svolto altresì il sindacato ispettivo.

Il Ministro per lo sport e i giovani Abodi ha risposto all'interrogazione n. 3-02176, del sen. Parrini (PD), sulla corretta applicazione della normativa sul "minutaggio dei giovani calciatori", richiamando il quadro normativo vigente e i criteri previsti dal decreto attuativo e soffermandosi sul caso del calciatore dell'Empoli, per il quale è stato negato il contributo. Ha chiarito che non risultano ancora evidenze formali delle motivazioni della Lega Serie A né di eventuali casi analoghi, annunciando l'avvio di verifiche. L'interrogante si è detto soddisfatto dell'impegno assunto e ha chiesto una verifica uniforme per evitare disparità di trattamento. Il Ministro ha poi risposto all'interrogazione n. 3-02269, del sen. Croatti (M5S) e altri, sul rafforzamento dei controlli sulle società sportive professionistiche che cambiano proprietà, ricordando gli strumenti già vigenti e i nuovi protocolli di cooperazione attivati nel 2025, in particolare con la Guardia di finanza, per rafforzare i controlli economico-finanziari. Ha quindi sottolineato il ruolo della nuova Commissione indipendente per la verifica dell'equilibrio economico delle società professionistiche e il ddl in corso di esame come occasione per rafforzare trasparenza e requisiti reputazionali dei proprietari. Il sen. Croatti ha sollecitato presìdi più incisivi per tutelare legalità e il tessuto sociale e giovanile.

Il Sottosegretario per l'interno Wanda Ferro ha risposto all'interrogazione n. 3-01860, del sen. Parrini e altri, sulla mancata autorizzazione di iniziative di celebrazione del 25 aprile a Orbetello (Grosseto), chiarendo che il Comune di Orbetello ha negato la concessione dell'area all'ANPI per la natura politica dell'iniziativa e per la destinazione d'uso del bene comunale; nonostante il diniego, l'area è stata comunque utilizzata, con conseguente sanzione amministrativa. Ha quindi precisato che le celebrazioni ufficiali del 25 aprile si sono svolte regolarmente e senza problemi di ordine pubblico. Insoddisfatto l'interrogante, che ha stigmatizzato le scelte del sindaco.

Il Sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Durigon ha risposto all'interrogazione con carattere d'urgenza n. 3-02177, del sen. Trevisi (FI-BP), sull'adozione di tecnologie di sicurezza innovative per prevenire gli incidenti sul lavoro, confermando l'urgenza di un approccio innovativo alla luce dei dati sugli infortuni. Ha illustrato le misure introdotte con il dl n. 159, che rafforzano prevenzione, vigilanza e tutela, puntando su tecnologie avanzate e intelligenza artificiale, evidenziando l'incentivazione di sensori, sistemi predittivi, nonché il rafforzamento dei controlli ispettivi e il sostegno alle PMI. Il sen. Trevisi ha sottolineato l'efficacia delle nuove tecnologie anticollisione e dell'intelligenza artificiale come strumenti decisivi per prevenire salvare vite.

Infine, il Sottosegretario per l'agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste La Pietra ha risposto all'interrogazione n. 3-02299, del sen. Bergesio (LSP), sulla clausola europea di salvaguardia e la tutela della filiera risicola nazionale, illustrando l'azione del Governo in sede europea per la revisione del regolamento SPG, volta a introdurre una clausola di salvaguardia automatica efficace contro importazioni distorsive. Ha richiamato le difficoltà incontrate nel negoziato e l'impegno a rivedere soglie più coerenti con i dati reali. Pur dichiarandosi soddisfatto, il sen. Bergesio ha sollecitato un'azione politica più incisiva in sede europea per tutelare il riso italiano e garantire reciprocità negli scambi.

(La seduta è terminata alle ore 16:38 )

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