Giovedì 8 Gennaio 2026 - 378ª Seduta pubblica
(La seduta ha inizio alle ore 10:09)
Con 88 voti a favore, 58 contrari e un astenuto, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando in prima lettura il ddl n. 1718 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il relatore, sen. Sigismondi (FdI), ha illustrato il testo, composto di 3 articoli, che disciplina in modo organico il credito d'imposta del Piano Transizione 5.0 e la nuova cornice normativa per l'individuazione delle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili. L'articolo 1 definisce termini, modalità e limiti di accesso al credito Transizione 5.0, chiarendo il divieto di cumulo con Transizione 4.0, le procedure di opzione e i poteri di vigilanza, trasferiti dal MASE al GSE, con uno stanziamento di 250 milioni di euro per il 2025. Nel corso dell'esame in Commissione sono stati rafforzati i controlli, precisate le ipotesi di decadenza e disciplinate in modo puntuale le rinunce ai benefici prenotati. L'articolo 2 riscrive la disciplina delle aree idonee, trasferendola nel Testo unico delle rinnovabili e superando il precedente sistema frammentato e i rinvii ad atti attuativi. La Commissione ha ampliato e chiarito l'elenco delle aree idonee, con particolare attenzione alle aree industriali e agricole, rafforzando la disciplina dell'agrivoltaico e la tutela della continuità produttiva. È stato valorizzato il ruolo di Regioni, Province autonome ed enti locali, nel rispetto degli obiettivi nazionali di potenza rinnovabile e delle competenze statutarie. Il provvedimento completa il quadro con norme su offshore, semplificazioni autorizzative, tutela dei siti UNESCO, piattaforma digitale delle aree idonee, salvaguardia delle procedure in corso e disposizioni in materia di sicurezza energetica e golden power.
Hanno preso parte alla discussione generale i sen. Gisella Naturale, Elena Sironi, Gabriella Di Girolamo (M5S), Scalfarotto (IV), Potenti (LSP), Basso (PD) e De Priamo (FdI). Le opposizioni hanno denunciato il fallimento del Piano Transizione 5.0, giudicato caotico e inaffidabile, con piattaforme bloccate, fondi incerti e imprese penalizzate. Hanno contestato l'assenza di una vera pianificazione industriale ed energetica, la gestione frettolosa del provvedimento e lo svuotamento del ruolo del Parlamento. La maggioranza ha rivendicato il decreto come strumento necessario per garantire sicurezza energetica, rispetto degli obiettivi europei e integrazione tra sviluppo e tutela del territorio; hanno richiamato il valore della pianificazione nazionale e degli investimenti infrastrutturali strategici. In replica, il relatore ha sottolineato il lavoro della Commissione, che ha arricchito il testo anche grazie a emendamenti delle opposizioni. Anche il Sottosegretario per l'ambiente e la sicurezza energetica Barbaro ha rimarcato un confronto parlamentare rispettoso e collaborativo, a tutela della dignità del Parlamento, pur in un contesto complesso segnato da sovrapposizioni normative e dalla crisi energetica ereditata. Il Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Pichetto Fratin ha quindi posto la questione di fiducia, a nome del Governo, sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione, con modificazioni, del dl n. 175, nel testo proposto dalla Commissione.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. Salvitti (Cd'I), che ha difeso il decreto come equilibrato e coerente, valorizzando l'agrivoltaico, la tutela dell'agricoltura e il sostegno alle imprese; Trevisi (FI-BP), che ha definito il provvedimento parte di una strategia ordinata che incentiva famiglie, imprese e territori, nel quadro di un mix energetico equilibrato; Clotilde Minasi (LSP), che ha rivendicato uno strumento di chiarezza normativa e di equilibrio tra sviluppo, tutela del territorio, ruolo delle Regioni e controllo delle risorse pubbliche; Rosa (FdI), che ha apprezzato il sostegno alle imprese, il rafforzamento dei controlli sull'uso delle risorse pubbliche, il superamento di incentivi indiscriminati e l'attenzione alla tutela del territorio e degli interessi nazionali. I sen. Aurora Floridia (Aut), Silvia Fregolent (IV), Magni (AVS), Nave (M5S) e Fina (PD) hanno negato la fiducia, accusando il Governo di bloccare le rinnovabili e di non mettere in campo una vera politica energetica: secondo Aut il decreto è incapace di sostenere davvero la transizione energetica; IV ha ritenuto la scelta della fiducia segno di divisioni nella maggioranza e di incapacità di offrire certezze a imprese e investitori; AVS ha giudicato il testo inadeguato e destinato ad aumentare i contenziosi; M5S ha lamentato una gestione confusa delle aree idonee, che genera incertezza e ricorsi; il PD ha denunciato il fallimento di Transizione 5.0, segnata da ritardi, tagli improvvisi e incertezza che hanno penalizzato le imprese e svuotato una misura chiave del PNRR.
Si è quindi svolto il sindacato ispettivo.
Il Vice Ministro della giustizia Sisto ha risposto all'interrogazione n. 3-02108 della sen. Rossomando (PD) e altri sulle carenze di organico negli uffici giudiziari di Piemonte e Valle d'Aosta, elencando dati relativi agli investimenti dell'Amministrazione della giustizia in un piano assunzionale che prevede nuove procedure concorsuali, l'utilizzo di graduatorie preesistenti e accordi quadro con gli enti locali, anche grazie alle risorse PNRR. Assolutamente insoddisfatta l'interrogante, che ha lamentato l'assenza di informazioni concrete sull'incidenza percentuale delle assunzioni menzionate sul totale del personale, a fronte dei vigenti tagli delle risorse. Il Vice Ministro ha poi risposto all'interrogazione n. 3-02179, sempre della sen. Rossomando, sulla stabilizzazione del personale a tempo determinato negli uffici per il processo, rammentando l'impegno del Dicastero nel rafforzare e stabilizzare il capitale umano impiegato nel settore. L'interrogante si è dichiarata insoddisfatta per lo scarso numero di lavoratori che troveranno risposta al dramma del precariato, per la mancata modernizzazione degli uffici e la derivante disorganizzazione di una giustizia che in tal modo non può tenere il passo coi tempi; rimangono irrisolte troppe criticità strutturali relative alla perdita di competenze e alla necessità di supporto al lavoro dei magistrati.
In risposta all'interrogazione n. 3-02267 della sen. Naturale (M5S) e altri sulle misure per rafforzare il comparto olivicolo italiano, il Sottosegretario La Pietra ha ricordato che l'incremento produttivo previsto per il prossimo futuro palesa una tendenza non univoca a livello nazionale, ma anche una controtendenza rispetto alla precedente flessione della produzione mondiale e al conseguente innalzamento dei prezzi. Il piano olivicolo nazionale intende rispondere con strategie a tuttotondo e condivise, mirate al rilancio del settore e alla protezione della specificità del prodotto autoctono, tramite il controllo dell'intera filiera. In replica, l'interrogante insoddisfatta ha ribadito che la gravità della situazione attuale richiede non un monitoraggio, ma azioni puntuali, incisive e solide, sia con attenzione alla concorrenza sleale e al dumping, sia con la valorizzazione delle eccellenze nostrane.
Il Sottosegretario Iannone ha risposto congiuntamente alle interrogazioni nn. 3-01925 e 3-01932, rispettivamente delle sen. Rando (PD) e altri e Zambito (PD), e 3-02312 e 3-02313, entrambe del sen. Borghi Enrico (IV), sul finanziamento della manutenzione delle strade provinciali: nella consapevolezza della strategicità delle infrastrutture nazionali, come pure del divario esistente nel Paese, ha fatto presenti gli interventi adottati e progettati per il miglioramento della qualità della vita della collettività e della sicurezza della circolazione, per la salvaguardia dei territori e la prevenzione del loro spopolamento, tramite l'incremento delle risorse dedicate sia all'efficientamento e alla manutenzione della rete esistente, sia alla progettazione di nuove strutture, ma anche tramite il controllo del loro utilizzo. Hanno replicato, insoddisfatti, la sen. Rando, che ha ribadito come sia prima politica, e poi solo contabile e tecnica, la questione che riguarda la quotidianità dei cittadini e le problematiche degli enti locali nella manutenzione ordinaria e straordinaria, a seguito dei tagli che hanno ridotto la stabilità dei fondi e, di conseguenza, i margini d'intervento; la sen. Zambito, che ha stigmatizzato l'incapacità programmatoria che trapela dai continui stop and go e cambi di direzione degli stanziamenti, che hanno portato la Regione Toscana pressoché alla paralisi infrastrutturale; il sen. Borghi, che, concentrandosi sulla realtà piemontese, ha biasimato l'approccio aleatorio e paternalistico dell'Esecutivo nell'affrontare spese per singoli interventi, ma non per una pianificazione di più ampio respiro, con cantieri semiabbandonati, opere incompiute e interventi occasionali, con i disagi alla circolazione che ne derivano.
Alle 15 si è svolto il question time.
Il Ministro dell'economia Giorgetti ha risposto all'interrogazione n. 3-02319, illustrata dal sen. Patuanelli (M5S), sulle fonti di finanziamento per l'aumento delle spese militari, sostenendo che questo che non comporterà la rinuncia alle necessità del Paese e l'incidenza sui servizi ai cittadini paventate dall'interrogante che, in replica, si è detto invece insoddisfatto della scarsa chiarezza della direzione che il Governo intende imboccare per affrontare l'indebitamento intrapreso, l'uscita dalla procedura d'infrazione e il reperimento delle risorse necessarie.
Il Ministro dell'interno Piantedosi ha risposto all'interrogazione n. 3-02318, illustrata dalla sen. Renzi (IV), sull'aumento dei reati legati alla criminalità comune, stilando l'elenco delle statistiche che smentiscono la crescita dei reati menzionati dall'interrogante e dunque l'approccio dell'atto di sindacato ispettivo in discorso e ribadendo la strada che il Dicastero intende proseguire per rendere costante l'aumento della sicurezza nel Paese. L'interrogante si è detto insoddisfatto per la realtà attuale, che palesa invece il fallimento delle promesse elettorali. In risposta all'interrogazione n. 3-02315, illustrata dalla sen. Cucchi (Misto), sul trattenimento del cittadino senegalese Assane Thiaw nel centro per i rimpatri di Milano, il Ministro Piantedosi, precisando che i CPR non sono una scelta del Governo italiano, ma europeo, ha motivato il trattenimento a seguito di un provvedimento di espulsione e di un'attestazione di idoneità alla convivenza comunitaria ristretta, solo in un secondo momento revocata in Albania; a seguito del suo ritorno in Italia, si è reso irreperibile, attestato che si era rivelato maggiorenne pur avendo dichiarato il contrario e che presentava precedenti penali. La sen. interrogante, menzionando le testimonianze dirette sulla grave condizione psicologica di Assane, si è detta insoddisfatta per la vacuità delle promesse sbandierate dal Governo. Il Ministro ha poi risposto all'interrogazione n. 3-02314, illustrata dal sen. Paroli (FI), sui disordini seguiti allo sgombero dell'immobile occupato dall'associazione Askatasuna a Torino, rammentando gli episodi di illegalità verificatisi, che avevano fatto venir meno i presupposti in base ai quali era stato accordato l'utilizzo dell'immobile, e l'impegno del Governo nella tutela della proprietà privata. Soddisfatto l'interrogante, che ha ringraziato il Ministro per l'impegno profuso nel ripristino dell'ordine pubblico e nella repressione di abusi e prepotenze mascherati e spalleggiati da certa ideologia. Rispondendo all'interrogazione n. 3-02317, illustrata dalla sen. Valente (PD), sulle misure per il sostegno alle forze di pubblica sicurezza, il Ministro ha ricordato quanto messo in campo, smentendo la presunta assenza di visione d'insieme: aumento delle Forze di polizia, controllo del territorio, contrasto all'immigrazione clandestina, incontrollata negli anni precedenti, riqualificazione delle aree urbane degradate e lotta alla dispersione scolastica. In replica, il sen. Giorgis (PD) si è dichiarato insoddisfatto: la sicurezza per il Governo è non una priorità, ma retorica e speculazione politica, come dimostra l'inasprimento delle pene, a fronte della mancanza di investimenti in cultura e funzione rieducativa della pena per abbattere il tasso di recidiva. Il Ministro ha infine dato risposta all'interrogazione n. 3-02316, illustrata dal sen. Balboni (FdI), sull'operatività in Italia di soggetti legati all'organizzazione terroristica di Hamas, specificando che sono in corso verifiche dell'autorità giudiziaria, esprimendo soddisfazione perché è stato squarciato il velo su un sottobosco di attività illecite sottovalutate in quanto borderline o poco limpide e al contempo rassicurando sullo spessore della nostra attività di Intelligence. Il sen. interrogante si è dichiarato pienamente soddisfatto, ricordando la necessità di mantenere altissima la guardia su alcuni centri islamici dove si istiga all'odio e si fiancheggia il terrorismo, sotto la copertura della libertà di opinione, culturale e religiosa.
La Conferenza dei Capigruppo ha approvato integrazioni al calendario corrente; martedì prossimo il Ministro degli affari esteri renderà comunicazioni all'Assemblea sui tragici fatti accaduti in Svizzera e, a seguire, lo stesso renderà un'informativa sulla situazione in Venezuela. Giovedì 15 gennaio il Ministro della difesa renderà comunicazioni in materia di proroga delle autorizzazioni alla cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari in favore dell'Ucraina; pertanto, il previsto question time non avrà luogo. Mercoledì 21 gennaio si svolgerà la relazione sull'amministrazione della giustizia.
(La seduta è terminata alle ore 15:58 )





