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Mercoledì 21 Luglio 2021 - 349ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:32)

L'Assemblea ha avviato l'esame del ddl 2320 (c.d. decreto sostegni bis), conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, già approvato dalla Camera dei deputati.

La relatrice, sen. Modena (FIBP), ha riferito sul contenuto del provvedimento che abroga i decreti-legge nn. 89 e 99 del 202, facendone salvi gli effetti. Il titolo I (articoli da 1 a 11-octies) reca misure a sostegno delle imprese, dell'economia e di abbattimento dei costi fissi. In particolare, l'articolo 1 dispone un ulteriore contributo a fondo perduto per le partite IVA. Il titolo II (articoli da 12 a 25-bis) reca misure per l'accesso al credito e la liquidità delle imprese. Il titolo III (articoli da 26 a 35-ter) reca misure per la tutela della salute. Il titolo IV (articoli da 36 a 50-quater) reca misure in materia di lavoro e politiche sociali, tra cui il rinnovo del reddito di emergenza e l'incremento del fondo per le non autosufficienze. Il titolo V (articoli 51-57 bis) reca misure per gli enti territoriali, il titolo VI (articoli da 58 a 64) misure relative a giovani scuole e ricerca; il titolo VII (articoli 65-67 bis) riguarda la cultura, il titolo VIII (articoli da 68 a 73-quinquies) l'agricoltura e i trasporti. Il titolo IX reca disposizioni finali e finanziarie.

Il relatore di minoranza, sen. De Carlo (FdI), ha sollevato la questione dell'inemendabilità del testo da parte del Senato, che conferma una tendenza al monocameralismo di fatto, e ha denunciato il fallimento della politica dell'emergenza. Alla discussione generale hanno partecipato i sen. De Bertoldi, Zaffini, Garnero Santanché (FdI), Ferro, Perosino, Paola Binetti, Mallegni, Floris, Roberta Toffanin (FIBP-UDC), Antonella Faggi, Bruzzone, Bergesio, Pazzaglini, Elena Testor (L-SP), Croatti, Lanzi, Pesco (M5S), Paola Boldrini (PD), Bianca Laura Granato (Misto-l'A.c'è).

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento D'Incà ha posto la questione di fiducia sull'approvazione del testo licenziato dalla Camera; la Conferenza dei Capigruppo ha organizzato il dibattito: le dichiarazioni di voto e la chiama avranno luogo nella seduta di domani, con inizio alle ore 9.30.

Il Ministro della giustizia Cartabia ha reso un'informativa sui gravi fatti occorsi nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere: dopo aver ricordato i fatti di violenza inaudita accaduti a Genova il 21 luglio di venti anni fa, il Ministro ha ringraziato la stampa per l'indagine svolta. Le violenze e le umiliazioni inflitte nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere hanno squarciato un velo sulla realtà del carcere che è specchio della società e parte della Repubblica. Al di là della risposta dell'autorità giudiziaria, dei 75 provvedimenti cautelari di sospensione del personale e del trasferimento di 44 detenuti, i fatti reclamano una riflessione e un'indagine più ampia. La pandemia ha esasperato condizioni già difficili per sovraffollamento, fatiscenza degli edifici, degrado, carenza di personale; ma al di là della contingenza, sono necessarie linee di intervento sulle cause più profonde della violenza nelle carceri. Dopo la visita a Santa Maria Capua Vetere con il Presidente del Consiglio, e dopo la riunione con i vertici del DAP e il garante dei detenuti, il Ministro ha istituito una commissione ispettiva e ha indicato tre priorità: strutture materiali, personale, formazione. Dai primi approfondimenti sono emersi alcuni elementi: l'età elevata del personale di polizia penitenziaria che ha commesso violenze, i problemi di organico legati al blocco del turn over (molte carceri sono prive di un direttore), la necessità di un sistema di videosorveglianza capillare, la formazione del personale che è chiamato non solo a sorvegliare e punire ma a rieducare.

Nel successivo dibattito i sen. Grasso e Ruotolo (Misto-LeU) hanno posto l'accento sulla complicità e sull'inerzia dell'amministrazione penitenziaria che era a conoscenza dei fatti. Il sen. Mirabelli (PD) ha proposto di istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema carcerario e di potenziare le misure per contrastare il sovraffollamento. La sen. Rossomando (PD) ha posto l'accento sulla responsabilità del contesto e ha criticato gli automatismi della pena. La sen. Nugnes (Misto) ha proposto di rafforzare le misure alternative alla detenzione. I sen. Caliendo e Fiammetta Modena (FIBP) hanno ringraziato il Governo per la visita al carcere e per il richiamo ai principi costituzionali; hanno posto l'accento sulle misure di prevenzione, sugli interventi di edilizia giudiziaria del PNRR, sull'impegno assunto dal Governo a riformare la giustizia. I sen. Bossi e Urraro (L-SP) si sono soffermati sulle difficili condizioni di lavoro nelle carceri, sulla carenza di educatori, assistenti, psicologi, sulle possibilità di intervento del PNRR e su una riforma dell'ordinamento penitenziario che renda il carcere conforme ai principi costituzionali. La sen. Piarulli (M5S) ha ricordato che sulla condizione carceraria si misura la civiltà di un Paese: non servono nuove leggi, occorre applicare le misure già previste. Il sen. Cucca (IV-PSI) ha apprezzato il riferimento del Ministro alla giustizia riparativa che apre un percorso nuovo. Il sen. Totaro (FdI) ha ricordato che nell'ultimo anno si sono verificati 1234 casi di aggressione agli agenti della polizia penitenziaria.

In apertura di seduta il sen. Balboni (FdI), richiamando una lettera della Commissione europea, ha sollecitato un'informativa del Ministro della giustizia sulle condizioni di lavoro dei magistrati onorari.

(La seduta è terminata alle ore 18:22 )

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