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Mercoledì 27 Giugno 2018 - 15ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 09:35)

A conclusione della discussione sulle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio dei Ministri Conte in vista del Consiglio europeo del 28 e del 29 giugno,l'Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione di maggioranza n. 3, presentata dai sen. Romeo (L-SP) e Patuanelli (M5S). E' stata accolta anche una proposta del sen. Gasparri (FI) che impegna il Governo ad adoperarsi per escludere le concessioni demaniali dall'applicazione della direttiva Bolkestein. Sono state invece respinte le proposte di risoluzione nn. 2,4,5 e 6 presentate rispettivamente dai sen. Bertacco (FdI), Marcucci (PD), Loredana De Petris (Misto-LeU) e Anna Maria Bernini (FI).

Il Presidente del Consiglio Conte ha ricordato che i temi all'ordine del giorno del vertice europeo sono le migrazioni, la sicurezza e la difesa, l'innovazione digitale, il lavoro, la crescita e la competitività, l'unione bancaria e monetaria, il quadro finanziario pluriennale 2021-2027. Sul tema dei flussi migratori il Governo italiano, dopo aver ottenuto il ritiro di una bozza inadeguata e contraria agli interessi del Paese, ha presentato una proposta organica per uscire dalla logica dell'emergenza. Il documento è articolato in dieci obiettivi: intensificare gli accordi e i rapporti tra UE e Paesi terzi (in particolare Libia e Niger) per ridurre all'origine il fenomeno migratorio; creare centri di protezione internazionale nei Paesi di transito per gestire rapidamente le richieste di asilo e organizzare i rimpatri volontari assistiti; rafforzare le frontiere esterne dalla UE, con il supporto della guardia costiera libica; superare il regolamento di Dublino, tenendo conto che solo il 7 per cento dei migranti sono rifugiati; superare il criterio del Paese di primo arrivo affermando il principio che chi sbarca sulle coste italiane sbarca in Europa; assumere la responsabilità comune sulle persone da salvare in mare; contrastare la tratta di esseri umani e combattere più efficacemente le organizzazioni criminali; creare centri di accoglienza in più Paesi europei, portare a termine i ricollocamenti e rendere effettivi i rimpatri; consentire a ogni Stato di stabilire quote di ingresso di migranti economici e prevedere contromisure finanziarie per gli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati. Per quanto riguarda il prossimo quadro finanziario, anche in questo ambito il Governo ritiene che un'Europa più forte è un'Europa più giusta e più equa. L'Italia, che è contributore netto del bilancio dell'Unione, merita una maggiore attenzione in tema di agricoltura, migrazioni, fondi strutturali per contrastare povertà e divario territoriale, e chiederà che il Fondo sociale europeo sia utilizzato per finanziare la riforma dei centri dell'impiego. In tema di competitività, il Governo porterà all'attenzione una riforma del sistema tributario volta a ridurre la pressione fiscale; sosterrà una tassazione più equa dei profitti delle digital companies e proporrà una revisione della direttiva Bolkestein. In tema di governance economica, la posizione italiana è favorevole alla riduzione del debito pubblico in una prospettiva di crescita stabile e sostenibile. Il Governo, invece, è contrario ad un meccanismo europeo di stabilità rigido, a nuovi vincoli sul debito, che aumentano i rischi di instabilità finanziaria, a un Fondo monetario europeo e una sorveglianza fiscale tesi ad esautorare gli Stati della politica economica. L'Italia, infine, è contraria a un rinnovo automatico delle sanzioni contro la Russia.

Alla discussione hanno partecipato i sen. Laura Bottici, Petrocelli, Daniela Donno, De Falco, Marilotti, Silvana Giannuzzi (M5S); Alfieri, Parrini, Marino, Nadia Ginetti (PD); Bagnai, Stefania Pucciarelli, Anna Cinzia Bonfrisco (L-SP); Barbara Masini, Elena Testor, Gabriella Giammanco (FI); Steger, Durnwalder (Aut); Isabella Rauti, De Bertoldi (FdI); Emma Bonino (Misto).

Il Ministro per gli affari europei Savona ha accolto la risoluzione di maggioranza e, con una integrazione, la proposta del sen. Gasparri (FI) sulla direttiva Bolkestein; ha invece respinto le altre proposte di risoluzione. Il Ministro Savona ha definita storica la battaglia civile che il Governo ha iniziato a condurre, con pazienza ma senza acquiescenza, per riconciliare l'architettura istituzionale europea con politiche atte a rendere l'Europa più forte ed equa. Ha ricordato le debolezze e le asimmetrie della costruzione europea, in particolare la mancanza di strumenti per contrastare la speculazione e per affrontare crisi strutturali, e ha annunciato la convocazione il 5 luglio di una riunione interministeriale sugli affari europei.

Nelle dichiarazioni di voto, il sen. Casini (Aut) ha condiviso gli obiettivi della proposta illustrata dal Presidente del Consiglio, ma ha osservato che essi sono raggiungibili in un'ottica europea federalista e non intergovernativa; il sen. Grasso (Misto-LeU) ha espresso il timore che l'Europa si disgreghi sulla questione migratoria e ha accusato il Governo di ricorrere a tattiche spregiudicate e di anteporre la propaganda sulla sicurezza alla rimodulazione della spesa per finalità sociali. La sen. Daniela Gennaro Santanché (FdI), nell'annunciare l'astensione, ha auspicato invece maggiore coraggio nella difesa dei confini nazionali, ricordando il blocco navale deciso dal Governo Prodi e gli ingenti finanziamenti alla Turchia, voluti dalla Germania per chiudere la rotta balcanica. Secondo il sen. Richetti (PD) l'Esecutivo è privo di una visione unitaria e la decisione di chiudere i porti italiani, confondendo la questione degli sbarchi con la politica migratoria, ha messo a dura prova la credibilità del Governo. Il sen. Romeo (L-SP) ha negato l'isolamento dell'Italia, che è tornata invece protagonista assumendo un ruolo di mediazione sullo scenario internazionale; ha quindi ricordato che l'obiettivo del Governo italiano in Europa è farsi ascoltare di più e contribuire alla riforma dei Trattati nell'interesse dei popoli. La sen. Craxi (FI) ha posto l'accento sulle diverse voci del Governo, ha evidenziato la mancanza di risorse europee per la rotta libica e ha invitato il Presidente del Consiglio a non stringere accordi al ribasso, accettando proposte franco-tedesche che danneggiano le banche italiane in cambio di margini di spesa per il reddito di cittadinanza. Il sen. Patuanelli (M5S) ha affermato che, in tema di immigrazione, l'obiettivo è un'Europa unita e solidale e, in tema di difesa, è una razionalizzazione della spesa che liberi risorse da impiegare per l'inclusione sociale.

Questa mattina l'Assemblea ha proseguito l'esame del ddl. n. 435, di conversione in legge del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55, recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

Ildecreto-legge, presentato dal precedente Governo, si compone di due articoli e disciplina la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone RAI e delle utenze per le popolazioni del centro Italia colpite dal sisma. Il primo comma dell'articolo 1 dispone che la ripresa della riscossione dei tributi, sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo e degli esercenti attività agricole, decorra dal 16 gennaio 2019, con la contestuale rateizzazione del versamento delle somme sospese in 60 rate mensili (invece delle 24 attualmente previste). Il secondo comma proroga al 1° gennaio 2019 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti emessi dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS. I commi da 3 a 5 dispongono la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione - senza applicazione di sanzioni e interessi - dal 1° gennaio 2021.L'articolo 2 dispone l'entrata in vigore del provvedimento.

Nella seduta di ieri si è tenuta la discussione generale e il relatore, sen. Patuanelli (M5S), in fase di replica, ha evidenziato l'allineamento delle proroghe per lo stato di emergenza al 31 dicembre 2018. Oggi la Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Castelli ha spiegato che il Governo ha scelto di utilizzare tutte le risorse disponibili per il 2018 e di rinviare alla programmazione, in sede di legge di bilancio, i temi più impegnativi dal punto di vista finanziario (le misure per Ischia e le agevolazioni fiscali più consistenti).

L'Assemblea ha approvato gli emendamenti della Commissione. I premissivi: 01.4, che proroga lo stato di emergenza al 31 dicembre 2018; 01.6 sulle aree attrezzate per le unità abitative amovibili, 0.13 (testo 2) riguardante i finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata; 01.17 sull'indennità di occupazione del suolo pubblico; 01.24 riguardante interventi di immediata esecuzione; 01.29 revisione della soglia di obbligatorietà SOA; 01.31 (testo 2) in materia di ruderi; 01.34 sulle semplificazioni amministrative; 01.35 (testo 2) sui soggetti attuatori; 01.36 (testo 2) sulla semplificazione dei lavori della Conferenza permanente; 01.38 in materia di centrali di committenza; 01.39 (testo 2) in materia di centrali uniche di committenza; 01.1000 sui materiali di scavo; 01.47 (testo 2) sulla proroga dei mutui dei comuni e dell'indennità di funzione dei sindaci. In riferimento all'articolo 1 del decreto, sono stati approvati gli emendamenti: 1.3, 1.11, 1.15, 1.20 (testo 2), 1.26 (testo 2), 1.81, 1.90 (testo 2) sulla deroga agli obblighi di raccolta dei rifiuti, 1.106 sulle esenzioni per le utenze nella zona rossa, 1.115 (testo 2) sull'integrazione salariale straordinaria per le imprese con più di 400 unità lavorative nelle aree di crisi industriale complessa, 1.124 e 1.125. Sono stati approvati, infine, gli emendamenti aggiuntivi 1.0.130 (testo 2) contenente le linee guida per gli adempimenti della ricostruzione, 1.0.9 (testo 2) sul differimento dei termini per gli interventi di immediata esecuzione, 1.0.15 (testo 2) interventi per immediate esigenze abitative, 1.0.18 (testo 2) semplificazioni di strumenti urbanistici attuativi, 1.0.20 (testo 2) riguardante l'applicazione agli edifici di culto della procedura di ricostruzione privata, 1.0.33 (testo 2) prosecuzione di misure di sostegno al reddito, 1.0.129 disciplina degli abusi edilizi per accelerare la ricostruzione e la riparazione di edifici privati, 1.0.110 deroghe alla disciplina delle distanze dal confine stradale, 1.0.111 proroga della sospensione dei mutui, 1.0.2000 recupero di aiuti dichiarati illegittimi. Il Governo ha accolto numerosi ordini del giorno a prima firma del sen. Arrigoni (L-SV) riguardanti la continuità dei servizi pubblici, la rateizzazione in 120 rate mensili dei versamenti tributari e contributi, ora sospesi fino al 16 gennaio 2019; le esenzioni IMU e TASI per i fabbricati inagibili; l'esclusione dei fabbricati del cratere dalla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF; la proroga al 2020 dei contratti a tempo determinato degli uffici per la ricostruzione; la creazione di un fondo per i comuni del cratere a sostegno delle spese legali connesse alla gestione dell'emergenza; la proroga della sospensione delle cartelle esattoriali per le popolazioni del centro Italia e di Ischia colpite dal sisma; la proroga dello stato d'emergenza per i comuni di Casamicciola; la proroga di due anni delle agevolazioni della zona franca urbana. L'esame degli emendamenti accantonati, in attesa del parere della Commissione bilancio, proseguirà nella seduta di domani.

(La seduta è terminata alle ore 20:09 )

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