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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

Una cinquecentina ritrovata

La Biblioteca del Senato ha recentemente rintracciato sul mercato antiquario una importante edizione giuridica cinquecentina, che va ad arricchire significativamente la raccolta di fonti giuridiche medievali e moderne già possedute.

Si tratta della seconda edizione del "mastodontico commentario al Liber Augustalis", che il giurista napoletano Matteo d'Afflitto, compose fra il 1510 e il 1513. Pubblicato per la prima volta a Trino nel 1517 da Giovanni Giolito de Ferrari e Gerardo Zeglio, fu poi stampato sei anni più tardi a Milano, a spese dei fratelli da Legnano.

L'acquisizione è particolarmente rilevante poiché di entrambe le edizioni non risultavano esemplari sopravvissuti, e della loro esistenza si aveva notizia solo grazie alle informazioni, parziali, fornite su di esse dalla storiografia settecentesca. In particolare ne fa cenno Pietro Giannone, nel ventisettesimo libro della Istoria civile del Regno di Napoli, e ne riferisce più dettagliatamente il bibliotecario domenicano Eustachio d'Afflitto nel primo volume delle Memorie degli scrittori del Regno di Napoli.

L'esemplare recuperato dell'edizione milanese dei da Legnano, non comprende l'intera lettura di Matteo d'Afflitto alle Constitutiones Regni Siciliae (o Liber Augustalis), ma solo quella del secondo e del terzo libro (1523, uscita dalla tipografia di Giovanni Angelo Scinzenzeler) e il relativo repertorio (1524, per i torchi di Agostino da Vimercate). Si tratta di due unità bibliografiche, tenute insieme da una legatura originale in piena pergamena, reintegrata con un recente restauro di un piatto mancante. Il registro dei fascicoli - stampato in fine al volume del repertorio - ci permette di dedurre l'esistenza anche di un indice della lettura del primo libro, e dunque di ipotizzare che l'edizione includesse l'intera opera esegetica di Matteo d'Afflitto al Liber Augustalis.

Eustachio d'Afflitto, nella voce biografica dedicata al suo illustre antenato Matteo, attribuì la stampa dell'intera opera ad Agostino da Vimercate: l'editio princeps, egli scrisse, "fu seguita dalla seconda non molto dopo, fatta Mediolani ap. Augustin. de Vicomercato 1523. in fol. anche in vita dell'autore". Ma alla luce delle sottoscrizioni dei due esemplari rinvenuti, e dei rapporti tra i da Legnano e i tipografi, riteniamo probabile che i fratelli editori avessero affidato a Giovanni Angelo Scinzenzeler la stampa della Lettura nella sua interezza, lasciando ad Agostino da Vimercate quella, meno impegnativa, del repertorio. La produzione di argomento giuridico, legata alle richieste del vicino Studium papiense, infatti, aveva particolari esigenze di tempestività di pubblicazione in rapporto all'attività didattica, così che spesso i da Legnano, per la stampa delle opere in più volumi, dividevano il lavoro tra diversi tipografi, affinché le varie parti fossero pronte pressoché contemporaneamente. La scelta di Giovanni Angelo per la stampa della Lettura è in linea con la politica editoriale dei da Legnano, che da sempre si erano rivolti alla tipografia della famiglia Scinzenzeler per le grandi opere di diritto in formato in-folio; mentre per il repertorio si avvalsero, in questo caso, dell'opera di Agostino da Vimercate, unico tipografo attivo in città nel 1524, anno nero dell'editoria milanese del Cinquecento, a causa della nuova guerra tra Francesco I e Carlo V e del drammatico contagio di peste, che travolsero Milano e il suo territorio.

Il ritrovamento, seppure parziale, di questa edizione ha consentito di riportare in luce segnalazioni bibliografiche settecentesche, spesso dimenticate dalla storiografia contemporanea, e di aggiungere alcuni nuovi tasselli al censimento delle cinquecentine italiane e agli annali degli editori e tipografi coinvolti. La Biblioteca del Senato ne ha segnalata l'acquisizione e fornito la descrizione all'Istituto Centrale e per il Catalogo Unico (ICCU), che cura il Censimento delle edizioni italiane del XVI secolo (EDIT16). Una descrizione della Lettura e del repertorio è compresa anche nell'OPAC della Biblioteca del Senato, mentre per ulteriori informazioni sull'edizione si rinvia a A. Casamassima, Sulle prime edizioni della Lectura Constitutionum Regni di Matteo d'Afflitto, "Rivista Internazionale di Diritto Comune", 25 (2014), in corso di pubblicazione.

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