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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

La mostra "1960. Il mondo ai tempi de 'La dolce vita'. Immagini e storie dalle collezioni dell'Emeroteca"

dolceÈ in corso dal 27 ottobre 2010, presso la Biblioteca del Senato, la mostra "1960. Il mondo ai tempi de 'La dolce vita'. Immagini e storie dalle collezioni dell'Emeroteca", che si propone di illustrare, traendo spunto dagli eventi di quell'anno così decisivo per la storia e la cultura, il mutamento epocale della società che si andò delineando a partire dall'inizio di quel nuovo decennio.

All'inaugurazione della mostra sono intervenuti il professor Claudio Siniscalchi, titolare della cattedra di Storia e critica del cinema presso la Libera Università Maria Ss. Assunta di Roma, Rino Barillari, celebre "paparazzo" ed autore di alcune tra le fotografie più significative dei tempi della "Dolce vita", ed Aurelio Magistà, giornalista del quotidiano La Repubblica; i relatori hanno rievocato episodi e circostanze che contrassegnarono quel periodo, inquadrandolo alla luce dell'evoluzione del costume, con particolare riferimento al mondo dello spettacolo e del cinema, i cui protagonisti affollavano i locali di via Veneto e riempivano le colonne dei giornali. Sono stati poi ripercorsi brevemente i principali avvenimenti del 1960, a sottolineare la concomitanza di eventi che fece di quell'anno un nodo cruciale per i successivi sviluppi delle vicende mondiali.

L'esposizione, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 19 fino al 20 dicembre 2010, si articola in una serie di pannelli che riproducono una selezione degli articoli più rappresentativi pubblicati sulla stampa dell'epoca, spaziando dalla politica al costume, dall'arte allo sport, dallo spettacolo al cinema, quest'ultimo dominato dal capolavoro di Federico Fellini, La dolce vita, che proprio nel 1960 uscì nelle sale. Accompagnato da un'interminabile scia di polemiche e attacchi, il film costituisce uno dei testi di riferimento della cultura cinematografica occidentale, rappresentazione di una società alla deriva in cui lo smarrimento dell'uomo moderno è colto con maestria e disincanto. I periodici dell'epoca danno conto dell'acceso dibattito che seguì la pellicola, vera e propria metafora di quel travagliato passaggio storico di cui la mostra intende fornire testimonianza attraverso la cronaca giornalistica, con l'obiettivo di offrire una chiave di lettura per una migliore comprensione di quegli anni. Tale del resto è l'ottica nella quale si colloca la serie di esposizioni sulle "Istantanee di storia" organizzate dall'Emeroteca del Polo bibliotecario parlamentare, cioè quella di suggerire percorsi di conoscenza alternativi attingendo al materiale periodico presente nelle sue collezioni quale fonte imprescindibile per la ricostruzione delle vicende che hanno segnato il nostro tempo.

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