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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

La Biblioteca centrale giuridica

centraleDopo aver osservato più da vicino, nei precedenti articoli, alcune biblioteche pubbliche statali (tra le quali la Biblioteca di Storia moderna e contemporanea e la Biblioteca Casanatense), si propone qui un approfondimento sulla Biblioteca centrale giuridica del Ministero della giustizia.

La biblioteca, che appartiene all'amministrazione centrale dello Stato, ha partecipato, al pari di numerose altre biblioteche tra le quali quelle della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, al progetto denominato "Sistema Biblioteche Pubblica Amministrazione" (SBPA) approdato alla realizzazione di un meta catalogo, denominato Metaopac Pubblica Amministrazione, che consente la ricerca simultanea negli OPAC delle biblioteche collegate.

Nello specifico, il patrimonio librario e documentale della Biblioteca centrale giuridica, incentrato sulle scienze giuridiche e sviluppatosi da un nucleo originario costituito dai fondi librari della Grande Cancelleria dell'ex Regno di Sardegna,ai quali si aggiunsero successivamente materiali documentari appartenenti a varie corporazioni religiose soppresse nel 1866, rappresenta una risorsa di particolare interesse per tutti coloro che operano nel campo del diritto.

Abbandonata l'ubicazione ministeriale di via Arenula per la più agevole collocazione presso il Palazzo di Giustizia di Roma, il "Palazzaccio", sede della Corte Suprema di Cassazione, dal 1996 la biblioteca ha aperto le proprie porte al pubblico, sebbene con accesso ristretto ad alcune categorie d'utenza (personale appartenente all'ordine giudiziario e dipendente dal Ministero della giustizia; dipendenti di pubbliche amministrazioni; iscritti agli ordini professionali; docenti universitari; dottorandi di ricerca e i titolari di assegni e contratti di ricerca; studenti delle facoltà giuridiche ed economiche, purché assegnatari di tesi).

Come esplicitato nel regolamento, in relazione al profilo e alla caratterizzazione delle raccolte possedute, la Biblioteca centrale giuridica ha, tre le principali finalità, quelle di raccogliere, conservare e mettere a disposizione degli utenti la produzione editoriale italiana in campo giuridico; assolvere alle funzioni istituzionali di supporto per le attività di studio e ricerca del Ministero della Giustizia e degli uffici giudiziari; raccogliere, conservare e rendere fruibili per gli utenti i documenti di studio e di analisi elaborati nell'ambito del Ministero della Giustizia; documentare e promuovere la conoscenza della cultura giuridica di altri Stati.

Grazie alla possibilità, concessa alla biblioteca fin dal 1880, di ricevere copia di ogni pubblicazione stampata sul territorio dello Stato, successivamente riconfermata dalla normativa sul deposito obbligatorio degli stampati tuttora vigente (legge 15 aprile 2004, n. 106 e relativo regolamento di attuazione, D.P.R. 3 maggio 2006, n. 252), la biblioteca è di fatto assimilabile, per il patrimonio bibliografico consolidatosi nel corso di più di un secolo, ad una sorta di archivio specializzato delle pubblicazioni nella sfera della produzione giuridica italiana. L'incremento delle raccolte a seguito delle nuove acquisizioni ha consentito di innestare su un fondo antico costituito da incunaboli ed edizioni del XVI e XVII secolo un'articolata e prestigiosa dotazione bibliografica di circa 250.000 volumi, 5.000 periodici dei quali 1.718 correnti, 2.500 opere collocabili cronologicamente fra il 1473 ed il 1830 e banche dati su supporto informatico e on line.
Dal 28 giugno 2007 e' attivo il nuovo catalogo web (OPAC) della biblioteca centrale giuridica e delle biblioteche che aderiscono al Polo giuridico del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), tra le quali le biblioteche del Consiglio di Stato, del Ministero dell'Interno e del CED della Corte di Cassazione. L'adesione al Servizio Bibliotecario Nazionale ha consentito l'automazione di tutti i servizi della biblioteca (acquisti, catalogazione, prestito locale ed interbibliotecario); la catalogazione informatizzata, iniziata dal 1990, è completa per i titoli successivi a questa data, progressiva è invece la catalogazione dei volumi anteriori, comunque rintracciabili attraverso lo schedario cartaceo della Biblioteca; sono in corso progetti di recupero retrospettivo del materiale.
Le modalità di erogazione dei servizi (assistenza e informazioni bibliografiche, fornitura di documenti, riproduzioni, consultazione delle banche dati, prestito) vengono definite in dettaglio nella carta dei servizi. Reperibili on line sono anche gli strumenti di ricerca redatti dal personale della biblioteca e finalizzati alla formazione di bibliografie su argomenti specificatamente giuridici. Nella sezione relativa alle bibliografie e pubblicazioni è possibile inoltre prendere visione sia della guida alla biblioteca, sia di alcune risorse informative in merito al catalogo, alla ricerca di periodici e monografie e alla carta delle collezioni.
Per notizie più puntuali relative alla storia e all'evoluzione del servizio, all'incremento della documentazione giuridica, alle pubblicazioni periodiche, nonché ai servizi al pubblico, é possibile prendere visione dello "speciale" realizzato dall'Ufficio stampa del Ministero della Giustizia.
La Biblioteca Centrale Giuridica costituisce senz'altro un punto di riferimento prezioso per gli utenti della Biblioteca del Senato, in quanto la ricchezza del suo materiale bibliografico permette di integrare, per specializzazione tipologica affine, le nostre raccolte.

Indirizzi e recapiti:
Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour - 00193 Roma
Tel. +39 06.68834900
Fax +39 06.6883422
E-mail: bcg@giustizia.it
Sito internet: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_7.wp

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