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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 56 (Nuova Serie), aprile 2020

L'Archivio centrale dello Stato

archivioL'Archivio Centrale dello Stato costituisce uno degli istituti preposti alla conservazione del patrimonio archivistico nazionale. Esso ha il compito di conservare e valorizzare sotto il profilo culturale i documenti di rilevanza storica, non più necessari ai fini amministrativi, prodotti dagli organi centrali dello Stato (Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministeri, organi consultivi e giurisdizionali), ad eccezione di quelli prodotti dalla Presidenza della Repubblica, dalle due Camere del Parlamento, dal Ministero degli affari esteri e da quello della difesa, che vengono invece conservati da questi stessi organi nei propri archivi storici. L'Archivio Centrale, gli Archivi di Stato istituiti nei capoluoghi di provincia, le Sezioni di Archivio di Stato e le Soprintendenze archivistiche istituite nei capoluoghi di regione compongono la rete degli istituti dipendenti dalla Direzione Generale per gli Archivi, alla quale compete la direzione del settore sotto i suoi vari profili tecnici e amministrativi (conservazione, sorveglianza, valorizzazione, formazione, attività editoriale). La Direzione Generale dipende a sua volta dal Ministero per i beni e le attività culturali.

L'origine dell'Archivio Centrale dello Stato risale al 1875, quando il regio decreto n. 2552 del 27 maggio istituì l'Archivio del Regno, con la finalità di raccogliere gli atti dei dicasteri centrali non più occorrenti ai bisogni ordinari del servizio, che sino ad allora erano stati custoditi presso l'Archivio di Stato di Roma. Tuttavia esso dovette a lungo condividere con quest'ultimo la sede, la gestione dei documenti e la direzione amministrativa: una piena autonomia gli fu infatti riconosciuta soltanto con la legge n. 340 del 13 aprile 1953. Il trasferimento nella nuova sede dell'EUR avvenne nel 1960.

Il patrimonio dell'Archivio Centrale è estremamente ricco e può pertanto costituire un ulteriore importante punto di riferimento per gli studiosi che già si avvalgono delle collezioni a carattere normativo o storiografico della Biblioteca del Senato. Esso comprende, tra l'altro, gli originali delle leggi e dei decreti, gli atti di alcune inchieste parlamentari svoltesi fra XIX e XX secolo, i verbali della Presidenza del Consiglio dei ministri e la documentazione della Suprema Corte di Cassazione; i cosiddetti "Archivi fascisti" (ossia le carte della segreteria particolare di Mussolini e del Partito Nazionale Fascista); carteggi di personalità del mondo politico, militare, artistico e culturale, dal periodo risorgimentale ai giorni nostri; la documentazione di numerosi enti pubblici, tra i quali l'Opera Nazionale Combattenti, l'Ente EUR e l'IRI; i fascicoli del Casellario Politico Centrale; la documentazione della Consulta Araldica. L'Archivio conserva inoltre un importante patrimonio fotografico.

Il regolamento della Sala di Studio dell'Archivio stabilisce che lo studioso che voglia accedere al materiale documentario è tenuto a compilare e presentare una domanda di accesso, nella quale sia specificato l'oggetto della ricerca e le sue finalità. Conformemente all'art. 103 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), l'accesso è libero e gratuito per motivi di studio e ricerca.

L'Archivio pone a disposizione dell'utenza strumenti di ricerca quali elenchi, inventari e banche dati. Fra queste ultime, lo strumento principale è la versione online della Guida ai fondi degli Archivi di Stato italiani. E' inoltre disponibile sul sito del SIAS (Sistema Informativo degli Archivi di Stato) una guida aggiornata ai fondi dell'archivio. La Guida di sala di studio permette di accedere velocemente ad elenchi di versamento, schedari, inventari, indici, banche dati delle singole serie archivistiche. Esiste anche una banca dati del Casellario Politico Centrale e altre tre banche dati (carte Aldo Moro, Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo, Alto Commissariato per le Sanzioni contro il Fascismo) sono consultabili attraverso il sito del Senato della Repubblica, essendo state rese disponibili nell'ambito del progetto "Archivi on-line" (del quale trattiamo in questo stesso numero della Newsletter). Lo studioso può avvalersi della consulenza del personale addetto all'orientamento, del direttore, dei funzionari presenti in sala e di quelli responsabili dei vari settori.

L'Archivio dispone inoltre d'una propria Biblioteca, aderente al Polo delle Biblioteche Pubbliche Statali di Roma (per informazioni al riguardo rimandiamo al precedente articolo sulla Biblioteca Casanatense). La Biblioteca è concepita come supporto dell'attività di ricerca sui fondi documentari dell'Archivio e l'accesso al suo patrimonio e ai suoi servizi è perciò riservato, a norma di regolamento, agli studiosi impegnati all'interno di quest'ultimo. Essa raccoglie monografie, periodici, atti ufficiali a stampa, opuscoli, CD-ROM, microfilm e microfiches. Tra i fondi speciali in essa presenti sono da segnalare la Collezione delle leggi degli Stati pre-unitari, la Collezione di leggi e decreti dal 1861 ad oggi, la Raccolta degli atti parlamentari dal 1848 al 1972, la Collezione della Segreteria Particolare del Duce, il Fondo dei giornali dell'emigrazione antifascista e la Biblioteca della Consulta Araldica. Quali strumenti di corredo per la ricerca sono disponibili cataloghi a schede e repertori. Per la ricerca on-line delle monografie acquisite a partire dal 1990 è utilizzabile una banca dati su rete locale, mentre per quelle dal marzo 2004 in poi si può ricorrere al catalogo del Polo delle Biblioteche Pubbliche Statali di Roma; i periodici sono presenti nella banca dati del Catalogo Italiano dei Periodici e sono in corso di catalogazione nell'OPAC del Polo suddetto.

Indirizzi e recapiti:

Piazzale degli Archivi, 27 - 00144 Roma

tel. 06/545481

fax: 06/5413620

e-mail: acs@beniculturali.it

Sito internet: http://www.archiviocentraledellostato.beniculturali.it/

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