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“Di fronte alla
vastità del patrimonio artistico e culturale di cui dispongono
gli enti ecclesiastici, prevedere una sostanziale assenza di
regole per la salvaguardia e l’alienazione di quelle opere, come
faceva il Codice “Urbani”, era un tragico errore che rischiava
di mettere in discussione beni inestimabili. Con le modifiche
alle quali abbiamo oggi dato parere favorevole abbiamo detto
basta a quel vulnus nella salvaguardia del patrimonio artistico
nazionale”. Lo afferma la senatrice Maria Pellegatta,
Vicepresidente della Commissione Cultura del Senato, commissione
che oggi ha dato parere favorevole al decreto che rivede il
Codice del Paesaggio e dei Beni Culturali. “Bisogna essere
chiari e coerenti con la Costituzione, la quale prevede che la
Repubblica tuteli il patrimonio artistico della Nazione, anche
quando questo sia di proprietà di privati o come in questo caso
della Chiesa. Quelle opere sono, prima ancora che proprietà di
qualcuno, patrimonio dell’umanità, e lo Stato ha l’obbligo di
difendere dall’incuria e dalla protervia mercantile il nostro
inestimabile tesoro artistico e culturale”. |