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"Al Parlamento
Boldrini ha dedicato il suo impegno politico e civile,
all'Italia ha donato il suo esempio: cresciuto nell'amore per la
libertà, alla causa della libertà ha dedicato la sua vita.
Militare ed ufficiale nella Seconda guerra mondiale, rientra
nell'agosto del 1943 nella città natale, e alla folla riunita,
alla notizia dell'armistizio, Boldrini parla con grande passione
e con forte determinazione, incitando all'unità nella lotta.
Al suo comando una formazione di circa 700 uomini riesce a
superare le difese tedesche, nonostante lo sbarramento dei carri
armati e dell'artiglieria pesante. Ferito, continua a
combattere, lasciando stupiti anche gli alleati inglesi per il
suo valore. La battaglia si conclude il 6 dicembre. Ravenna è
libera. E da Ravenna Boldrini continua con i partigiani, a
fianco degli alleati, la guerra di liberazione verso il Nord. Il
4 febbraio 1945, a guerra conclusa, a Ravenna, il generale
Richard McCreery, comandante in capo dell'VIII armata, decorerà
di medaglia d'oro al valor militare Arrigo Boldrini in quella
stessa Piazza Garibaldi dove nella serata dell'8 settembre egli
aveva incitato la folla al combattimento contro nazisti e
fascisti.
Alla fine della guerra Boldrini diverrà presidente
dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia, animatore
dell'intesa fra tutte le associazioni partigiane e
combattentistiche e, più recentemente, anche presidente della
Fondazione del corpo volontari della libertà.
Ricordare Boldrini, ricordare quegli uomini che ci hanno
indicato l'esempio dell'unità e che l'hanno saputa costruire per
la libertà, per il rinnovamento democratico dell'Italia, per il
progresso sociale è oggi per tutti noi ammonimento severo".
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