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E’ un momento di
grande delicatezza per la maggioranza e per il governo.
Noi apparteniamo ad una cultura politica che dà fiducia alla
magistratura, vuole che essa sia autonoma e indipendente, che il
potere politico non possa né debba condizionarla e che essa non
possa né debba condizionare la politica.
Contemporaneamente è per noi fondamentale che la presunzione di
innocenza resti fino al momento del giudizio, senza che sia
emessa alcuna sentenza, né di ordine morale né politico.
Attorno a noi spira un vento pesante di antipolitica che saremmo
pazzi ad ignorare. Ed è un’antipolitica che ha più di una
ragione. Abbiamo assistito ad un rincorrersi di dichiarazioni di
solidarietà a Mastella funzionali solo ad attaccare la
magistratura. Questo, in uno stato di diritto, non è consentito
e suggerisco a Mastella per primo di guardarsene. Chi appartiene
alle istituzioni deve rispettare ogni potere istituzionale.
Non spetta a noi decidere se c’è colpevolezza o innocenza. Né
spetta a noi stabilire se i reati sono leggeri o pesanti. O
addirittura che quei reati non esistono perché fanno parte della
pratica politica. Se questo è, bene che i giudici rompano tale
pratica, perché essa è devastante per la vita civile di un
Paese. Quella non è la pratica della politica, ma di una certa
politica, dalla quale siamo distanti anni luce.
Oggi la politica deve saper tacere. Sarebbe devastante assumere
un atteggiamento di difesa corporativo e ripetere gli attacchi
che nel passato sono stati fatti alla magistratura,
inammissibili e volgari allora, inaccettabili oggi.
Non ci sfugge che, utilizzando la vicenda Mastella, si stiano
scatenando calcoli politici che riguardano gli equilibri
generali del paese e dello stesso centrosinistra. Sappiamo bene
che oggi, alle condizioni date, il governo Prodi è quello che
rappresenta le posizioni più avanzate.
Abbiamo appena iniziato un percorso che, dopo l’opera di
risanamento del Paese, vuole redistribuire reddito e risorse.
Che individua nell’aumento dei salari e delle pensioni il modo
per ridare giustizia ai lavoratori. Noi lavoreremo perché questo
percorso non venga interrotto da meri calcoli di potere,
dall’egoismo di partiti, da lotte intestine, e dia i frutti che
i cittadini aspettano. Solo così la politica si rigenera,
garantendo uno Stato basato sull’equità e sul diritto.
Noi vogliamo che la giustizia faccia il suo corso, che Mastella
possa liberamente difendersi e ci auguriamo – e gli auguriamo
sinceramente – che dimostri la sua estraneità. Ma la giustizia
sia libera di fare serenamente il suo lavoro. Da parte nostra
ostacoleremo in ogni modo, con tenacia, con una rinnovata
battaglia delle idee, ogni scontro tra potere legislativo e
potere giudiziario. |