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17/01/08

Sintesi intervento sen. Manuela Palermi (Pdci) su informativa Prodi

E’ un momento di grande delicatezza per la maggioranza e per il governo.
Noi apparteniamo ad una cultura politica che dà fiducia alla magistratura, vuole che essa sia autonoma e indipendente, che il potere politico non possa né debba condizionarla e che essa non possa né debba condizionare la politica.
Contemporaneamente è per noi fondamentale che la presunzione di innocenza resti fino al momento del giudizio, senza che sia emessa alcuna sentenza, né di ordine morale né politico.
Attorno a noi spira un vento pesante di antipolitica che saremmo pazzi ad ignorare. Ed è un’antipolitica che ha più di una ragione. Abbiamo assistito ad un rincorrersi di dichiarazioni di solidarietà a Mastella funzionali solo ad attaccare la magistratura. Questo, in uno stato di diritto, non è consentito e suggerisco a Mastella per primo di guardarsene. Chi appartiene alle istituzioni deve rispettare ogni potere istituzionale.
Non spetta a noi decidere se c’è colpevolezza o innocenza. Né spetta a noi stabilire se i reati sono leggeri o pesanti. O addirittura che quei reati non esistono perché fanno parte della pratica politica. Se questo è, bene che i giudici rompano tale pratica, perché essa è devastante per la vita civile di un Paese. Quella non è la pratica della politica, ma di una certa politica, dalla quale siamo distanti anni luce.
Oggi la politica deve saper tacere. Sarebbe devastante assumere un atteggiamento di difesa corporativo e ripetere gli attacchi che nel passato sono stati fatti alla magistratura, inammissibili e volgari allora, inaccettabili oggi.
Non ci sfugge che, utilizzando la vicenda Mastella, si stiano scatenando calcoli politici che riguardano gli equilibri generali del paese e dello stesso centrosinistra. Sappiamo bene che oggi, alle condizioni date, il governo Prodi è quello che rappresenta le posizioni più avanzate.
Abbiamo appena iniziato un percorso che, dopo l’opera di risanamento del Paese, vuole redistribuire reddito e risorse. Che individua nell’aumento dei salari e delle pensioni il modo per ridare giustizia ai lavoratori. Noi lavoreremo perché questo percorso non venga interrotto da meri calcoli di potere, dall’egoismo di partiti, da lotte intestine, e dia i frutti che i cittadini aspettano. Solo così la politica si rigenera, garantendo uno Stato basato sull’equità e sul diritto.
Noi vogliamo che la giustizia faccia il suo corso, che Mastella possa liberamente difendersi e ci auguriamo – e gli auguriamo sinceramente – che dimostri la sua estraneità. Ma la giustizia sia libera di fare serenamente il suo lavoro. Da parte nostra ostacoleremo in ogni modo, con tenacia, con una rinnovata battaglia delle idee, ogni scontro tra potere legislativo e potere giudiziario.




 

 


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