|
“Le gravissime
questioni salariali e del controllo dei prezzi, in particolare
quelli dei generi di largo consumo, che sono ormai fuori
controllo, vanno affrontate con misure serie. Se davvero si
vuole dare una risposta positiva alla drammatica situazione dei
salari e delle pensioni, tre sono i terreni su cui intervenire.
Al primo posto la questione fiscale, che va affrontata
attraverso l’aumento delle detrazioni per la produzione del
reddito e la restituzione del fiscal drag, mentre non riteniamo
praticabile la strada della detassazione degli aumenti
contrattuali”. Lo afferma il senatore del Pdci Dino Tibaldi,
membro della Commissione Lavoro a palazzo Madama. “Il secondo
terreno è quello relativo ai rinnovi contrattuali che non
possono più essere agganciati all’inflazione programmata. Si
deve prevedere che oltre al recupero dell’inflazione i contratti
abbiano anche un ruolo di redistribuzione di una parte della
produttività del settore. Chi pensa o propone che l’unico luogo
deputato alla redistribuzione di una parte della produttività
debba essere il livello aziendale, in realtà propone una truffa
nei confronti dei lavoratori ed un regalo alle aziende. Infine
va ripristinato un meccanismo di adeguamento automatico annuale
che intervenga qualora lo scarto tra i contratti e l’inflazione
reale superi lo 0,5%. Così come previsto nella maggioranza dei
paesi, è necessario istituire per legge un salario orario minimo
garantito, in modo da assicurare trattamenti economici dignitosi
per tutti i lavoratori e le lavoratrici, in particolari per gli
atipici che attualmente non sono coperti da alcuna norma
contrattuale”. |