Torna alla Home page I Senatori Verdi Tutti i disegni di Legge Incontri Documenti Contattaci Link utili


La dichiarazione di voto del senatore Dino Tibaldi nel corso della discussione e reiezione della mozione n. 102 (testo 2) sugli scioperi nel trasporto aereo

TIBALDI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, prendo la parola per dire che voterò contro la mozione di cui è primo firmatario il senatore Cutrufo perché si tratta sostanzialmente - l'ho sentito ripetere anche nell'intervento del rappresentante della Lega - di un teorema in cui si cerca di sostenere che i disservizi presenti nei trasporti sono unicamente colpa e causa dei lavoratori, che vogliono mantenere assoluti e assurdi privilegi, e delle organizzazioni sindacali che difendono i lavoratori, e non sono per nulla colpa del fatto che in cinquant'anni di storia della nostra Repubblica si è fatto in modo che - il senatore Cutrufo citava i pendolari che impiegano due o tre ore per arrivare - l'unico incentivo fosse dato al trasporto privato a scapito di tutto il trasporto pubblico e che l'unica cosa che ha realizzato in questi anni la politica delle privatizzazioni (ne abbiamo fatte tante e uno dei guai di Alitalia dipende forse da alcuni errori che abbiamo compiuto rispetto alla politica di privatizzazione) è stata far sì che la sicurezza dei voli, la ricerca esasperata della competitività, non passasse esclusivamente rispetto a due componenti: in primo luogo la diminuzione dei lavoratori, oltre che la riduzione dei salari o di quelli che qualcuno chiama privilegi, in secondo luogo la riduzione della sicurezza dei voli.
Viene facile spiegare che è stato cancellato un volo all'ultimo minuto perché un componente dell'equipaggio all'ultimo minuto si è dato malato. Vorrei chiedere al senatore Cutrufo se sa quanti voli vengono cancellati, e non solo da Alitalia ma dalle compagnie che viaggiano nei nostri aeroporti, per il semplice fatto che non c'è un numero sufficiente di passeggeri; oppure se sa quanti voli vengono cancellati perché Alitalia, sempre in un'ottica di ricerca della riduzione dei costi, ha di fatto dismesso una politica di manutenzione dei propri aerei.
Fino a non molti anni fa Alitalia era una delle compagnie che si trovava, in ambito mondiale, ai primi livelli in termini di sicurezza e di puntualità dei voli. Certo, si può dire che allora era tutta pubblica e che non si badava ai costi; sta però di fatto che Alitalia era additata a livello mondiale come una delle compagnie più sicure, cosa che oggi non è.
Ciò premesso, tengo a dire che non ho capito qual è l'obiettivo vero della mozione proposta dal senatore Cutrufo. Bisogna capire se l'obiettivo vero è quello di verificare - e mi pare ci sia stato un impegno che qui ci ha illustrato il Sottosegretario - se una serie di disservizi che hanno comportato alla fine la cancellazione dei voli sia stata del tutto casuale o se vi sia stata invece un'intenzione vera, nel qual caso credo vada perseguita. Badate, colleghi, l'unico soggetto che può perseguirla è l'azienda; non c'è bisogno di invocare la Commissione di garanzia. Il diritto di sciopero nei servizi, soprattutto nel settore dei trasporti, è praticamente un diritto di sciopero virtuale perché tra le franchigie e i venti giorni di preavviso il sindacato spesso deve prenotare gli scioperi a inizio anno e non può essere imputato ai lavoratori del settore aereo - in questo caso di Alitalia - il fatto che ci sia stato un esubero di scioperi.
Credo soprattutto che non possa essere imputata ai lavoratori la colpa della crisi Alitalia nella misura in cui si sostiene che essa sia dovuta alla volontà dei lavoratori di mantenere assurdi privilegi. Gli stipendi dei lavoratori Alitalia negli ultimi dieci anni sono infatti drasticamente diminuiti. I lavoratori Alitalia sono passati da 20.000 ai 10.000 attuali attraverso diversi piani di ristrutturazione che, di volta in volta, il nuovo amministratore delegato (che veniva individuato come persona dotata di grandi virtù taumaturgiche, mentre le uniche cose di grande virtù che aveva erano lo stipendio e la liquidazione quando veniva sostituito) ha promosso, anche con il consenso del sindacato, talvolta estorto. I piani di ristrutturazione hanno fatto sì che i costi relativi al personale siano diminuiti, che gli orari di lavoro (quindi i carichi di lavoro) siano aumentati e che la precarietà, anche all'interno della compagnia di bandiera, sia alta.
Semmai il problema dei disservizi è un po' altro rispetto a questa cosa: è il fatto che i piani che di volta in volta dovevano risanare Alitalia sono miseramente falliti e che le alleanze fatte da Alitalia sono miseramente fallite (e non per colpa dei lavoratori). L'ultimo piano di cui si sta discutendo, che prevede altri 1.400 esuberi, probabilmente - a quanto si dice - sarà sottoscritto anche dal sindacato. La chiusura di Malpensa come hub internazionale viene effettuata da questo consiglio di amministrazione con l'unico scopo di realizzare l'alleanza e di vendere la parte in vendita ad Air France, la quale non può tollerare che ci sia un hub a Malpensa in quanto è troppo vicino al suo hub di Parigi.
Se si vogliono affrontare i problemi dei trasporti si svolga una discussione seria. Se invece, utilizzando la crisi dei trasporti e i disservizi, si vuole sostenere che c'è bisogno di un'ulteriore stretta sul diritto di sciopero all'interno del settore dei servizi, lo si dica chiaramente: non si venga qui a fare un pot pourri di varie cose.
Io penso che il diritto alla mobilità debba essere garantito, così come deve essere garantito il diritto di sciopero; penso inoltre che quest'ultimo debba essere garantito e regolato anche in alcuni servizi essenziali, come è il caso dei trasporti. Certo, qualcuno mi può dire che in alcuni Stati europei non esiste il diritto di sciopero all'interno di alcuni settori (anche se magari gli scioperi si svolgono lo stesso), tuttavia trovo francamente inaccettabile e mistificatorio invocare i disservizi ed imputare tale problema ai lavoratori, che spesse volte sono costretti a fare i doppi turni, con orari massacranti.
Voglio ricordare che è vero che gran parte del personale è dipendente su Roma; ma per il personale di volo (sia i piloti che gli assistenti di cabina) che opera su Malpensa il trasferimento da Roma a Malpensa è a proprio carico, non a carico dell'orario di lavoro. Spesse volte gli equipaggi non arrivano e saltano le coincidenze proprio per questa motivazione, in quanto il personale deve essere trasportato da altri hub e da altri aeroporti.
Ho fatto il sindacalista per molti anni e sono assolutamente contrario al cosiddetto sciopero bianco: se si deve scioperare, si sciopera. Per questo credo che vada accolto l'impegno assunto dal Sottosegretario di verificare. Ritengo che alla fine si verificherà che la maggior parte dei voli cancellati non sono imputabili agli scioperi bianchi o ad eccessivi rispetti del regolamento. Credo peraltro che, se i regolamenti sono scritti e sono severi (in quanto riguardano la sicurezza dei passeggeri), vadano comunque rispettati.
Quindi, anziché pensare di diminuire sempre di più gli equipaggi, sarebbe forse necessario cercare di superare i problemi garantendo i diritti ai lavoratori, magari rinnovando loro il contratto e non minacciandoli di licenziamento un giorno sì e l'altro anche. In questo modo, forse, le cose funzionerebbero un po' meglio. (Applausi dei senatori Bulgarelli e Brisca Menapace).



 


Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani                                           
Tel. 06.67.06.21.84/5 - Fax 06.68.64.457