|
TIBALDI (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, prendo la parola per dire che voterò
contro la mozione di cui è primo firmatario il senatore
Cutrufo perché si tratta sostanzialmente - l'ho sentito
ripetere anche nell'intervento del rappresentante della Lega
- di un teorema in cui si cerca di sostenere che i
disservizi presenti nei trasporti sono unicamente colpa e
causa dei lavoratori, che vogliono mantenere assoluti e
assurdi privilegi, e delle organizzazioni sindacali che
difendono i lavoratori, e non sono per nulla colpa del fatto
che in cinquant'anni di storia della nostra Repubblica si è
fatto in modo che - il senatore Cutrufo citava i pendolari
che impiegano due o tre ore per arrivare - l'unico incentivo
fosse dato al trasporto privato a scapito di tutto il
trasporto pubblico e che l'unica cosa che ha realizzato in
questi anni la politica delle privatizzazioni (ne abbiamo
fatte tante e uno dei guai di Alitalia dipende forse da
alcuni errori che abbiamo compiuto rispetto alla politica di
privatizzazione) è stata far sì che la sicurezza dei voli,
la ricerca esasperata della competitività, non passasse
esclusivamente rispetto a due componenti: in primo luogo la
diminuzione dei lavoratori, oltre che la riduzione dei
salari o di quelli che qualcuno chiama privilegi, in secondo
luogo la riduzione della sicurezza dei voli.
Viene facile spiegare che è stato cancellato un volo
all'ultimo minuto perché un componente dell'equipaggio
all'ultimo minuto si è dato malato. Vorrei chiedere al
senatore Cutrufo se sa quanti voli vengono cancellati, e non
solo da Alitalia ma dalle compagnie che viaggiano nei nostri
aeroporti, per il semplice fatto che non c'è un numero
sufficiente di passeggeri; oppure se sa quanti voli vengono
cancellati perché Alitalia, sempre in un'ottica di ricerca
della riduzione dei costi, ha di fatto dismesso una politica
di manutenzione dei propri aerei.
Fino a non molti anni fa Alitalia era una delle compagnie
che si trovava, in ambito mondiale, ai primi livelli in
termini di sicurezza e di puntualità dei voli. Certo, si può
dire che allora era tutta pubblica e che non si badava ai
costi; sta però di fatto che Alitalia era additata a livello
mondiale come una delle compagnie più sicure, cosa che oggi
non è.
Ciò premesso, tengo a dire che non ho capito qual è
l'obiettivo vero della mozione proposta dal senatore Cutrufo.
Bisogna capire se l'obiettivo vero è quello di verificare -
e mi pare ci sia stato un impegno che qui ci ha illustrato
il Sottosegretario - se una serie di disservizi che hanno
comportato alla fine la cancellazione dei voli sia stata del
tutto casuale o se vi sia stata invece un'intenzione vera,
nel qual caso credo vada perseguita. Badate, colleghi,
l'unico soggetto che può perseguirla è l'azienda; non c'è
bisogno di invocare la Commissione di garanzia. Il diritto
di sciopero nei servizi, soprattutto nel settore dei
trasporti, è praticamente un diritto di sciopero virtuale
perché tra le franchigie e i venti giorni di preavviso il
sindacato spesso deve prenotare gli scioperi a inizio anno e
non può essere imputato ai lavoratori del settore aereo - in
questo caso di Alitalia - il fatto che ci sia stato un
esubero di scioperi.
Credo soprattutto che non possa essere imputata ai
lavoratori la colpa della crisi Alitalia nella misura in cui
si sostiene che essa sia dovuta alla volontà dei lavoratori
di mantenere assurdi privilegi. Gli stipendi dei lavoratori
Alitalia negli ultimi dieci anni sono infatti drasticamente
diminuiti. I lavoratori Alitalia sono passati da 20.000 ai
10.000 attuali attraverso diversi piani di ristrutturazione
che, di volta in volta, il nuovo amministratore delegato
(che veniva individuato come persona dotata di grandi virtù
taumaturgiche, mentre le uniche cose di grande virtù che
aveva erano lo stipendio e la liquidazione quando veniva
sostituito) ha promosso, anche con il consenso del
sindacato, talvolta estorto. I piani di ristrutturazione
hanno fatto sì che i costi relativi al personale siano
diminuiti, che gli orari di lavoro (quindi i carichi di
lavoro) siano aumentati e che la precarietà, anche
all'interno della compagnia di bandiera, sia alta.
Semmai il problema dei disservizi è un po' altro rispetto a
questa cosa: è il fatto che i piani che di volta in volta
dovevano risanare Alitalia sono miseramente falliti e che le
alleanze fatte da Alitalia sono miseramente fallite (e non
per colpa dei lavoratori). L'ultimo piano di cui si sta
discutendo, che prevede altri 1.400 esuberi, probabilmente -
a quanto si dice - sarà sottoscritto anche dal sindacato. La
chiusura di Malpensa come hub internazionale viene
effettuata da questo consiglio di amministrazione con
l'unico scopo di realizzare l'alleanza e di vendere la parte
in vendita ad Air France, la quale non può tollerare che ci
sia un hub a Malpensa in quanto è troppo vicino al suo hub
di Parigi.
Se si vogliono affrontare i problemi dei trasporti si svolga
una discussione seria. Se invece, utilizzando la crisi dei
trasporti e i disservizi, si vuole sostenere che c'è bisogno
di un'ulteriore stretta sul diritto di sciopero all'interno
del settore dei servizi, lo si dica chiaramente: non si
venga qui a fare un pot pourri di varie cose.
Io penso che il diritto alla mobilità debba essere
garantito, così come deve essere garantito il diritto di
sciopero; penso inoltre che quest'ultimo debba essere
garantito e regolato anche in alcuni servizi essenziali,
come è il caso dei trasporti. Certo, qualcuno mi può dire
che in alcuni Stati europei non esiste il diritto di
sciopero all'interno di alcuni settori (anche se magari gli
scioperi si svolgono lo stesso), tuttavia trovo francamente
inaccettabile e mistificatorio invocare i disservizi ed
imputare tale problema ai lavoratori, che spesse volte sono
costretti a fare i doppi turni, con orari massacranti.
Voglio ricordare che è vero che gran parte del personale è
dipendente su Roma; ma per il personale di volo (sia i
piloti che gli assistenti di cabina) che opera su Malpensa
il trasferimento da Roma a Malpensa è a proprio carico, non
a carico dell'orario di lavoro. Spesse volte gli equipaggi
non arrivano e saltano le coincidenze proprio per questa
motivazione, in quanto il personale deve essere trasportato
da altri hub e da altri aeroporti.
Ho fatto il sindacalista per molti anni e sono assolutamente
contrario al cosiddetto sciopero bianco: se si deve
scioperare, si sciopera. Per questo credo che vada accolto
l'impegno assunto dal Sottosegretario di verificare. Ritengo
che alla fine si verificherà che la maggior parte dei voli
cancellati non sono imputabili agli scioperi bianchi o ad
eccessivi rispetti del regolamento. Credo peraltro che, se i
regolamenti sono scritti e sono severi (in quanto riguardano
la sicurezza dei passeggeri), vadano comunque rispettati.
Quindi, anziché pensare di diminuire sempre di più gli
equipaggi, sarebbe forse necessario cercare di superare i
problemi garantendo i diritti ai lavoratori, magari
rinnovando loro il contratto e non minacciandoli di
licenziamento un giorno sì e l'altro anche. In questo modo,
forse, le cose funzionerebbero un po' meglio. (Applausi dei
senatori Bulgarelli e Brisca Menapace). |