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ROSSI Fernando
(IU-Verdi-Com). Signor Presidente, io non ho fatto delle
scuole "pese", come diciamo noi, ma perlomeno siamo fuori
tema con il nostro ordine del giorno. Dobbiamo discutere la
questione della base di Vicenza e invece parliamo di altro.
Prodi ha messo un treno, sul quale siamo saliti tutti, su un
binario sbagliato e l'ordine del giorno stabiliamo che tra
un po' di tempo si farà una conferenza sulla sicurezza dei
trasporti. Ma cosa c'entra? O diciamo sì a Vicenza o diciamo
no a Vicenza. (Applausi FI e AN). In ogni caso credo che chi
dice di essere comunista, chi socialista, chi democratico
(italiano, perché i democratici americani pare che vogliano
ridiscutere la politica di guerra americana ) dovrà pur
cominciare a interrogarsi, anche politicamente. Ho ascoltato
vari esponenti della sinistra; penso all'intervento della
mia Capogruppo, a quello del senatore Russo Spena e di tanti
compagni e amici, chiarissimi, limpidi. E poi? Tra le parole
e i fatti bisognerà cominciare a mettere un trattino che li
raccordi perché altrimenti nel Paese non cresce la fiducia
nella classe dirigente e nelle forze politiche. Dire una
cosa fino a Vicenza e poi farne delle altre non è chiaro,
non è una politica.
Concludo evidenziando la necessità di rivedere il rapporto
con il Governo perché il programma dell'Unione vada avanti.
Non è vero ciò che sostiene il centrodestra cioè che non
esiste una maggioranza sulla politica estera perché c'è la
maggioranza dell'Unione su quel programma, sulle scelte
sbagliate no. Ma la responsabilità non è nostra se oggi
arriviamo a questa discussione. Quindi, se anche si fosse
fatto il "copia e incolla" con l'articolo 11 non c'entra
niente con la discussione di Vicenza. E poiché io la penso
così non parteciperò, in dissenso dal Gruppo, alla
votazione. |