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RIPAMONTI (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, innanzitutto vorrei ringraziare il
ministro Chiti per la relazione svolta in Aula, anche
apprezzando la sua proposta di dar luogo ad un successivo
dibattito e ad una riflessione più pacata nei prossimi
giorni. Tuttavia, signor Presidente, ritengo che siamo in un
passaggio difficile e credo sia necessario - ha fatto bene
la Conferenza dei Capigruppo ad inserire questa discussione
all'ordine del giorno - che le istituzioni siano nelle
condizioni di fornire subito una risposta ponderata al
Paese, ma anche a noi stessi e ai nostri discorsi.
Riteniamo, signor Presidente, che cardine fondamentale dei
regimi democratici sia la separazione dei poteri e, in
particolare, crediamo che l'autonomia della magistratura
stia alla base dell'equilibrio dei sistemi democratici. La
politica deve difendere questi due princìpi: sono due valori
basilari ai quali il nostro Gruppo non intende rinunciare.
I cittadini tutti, sia quelli di reddito più elevato, sia
quelli appartenenti alle classi più umili, devono
riconoscere la magistratura come organo super partes. Ma la
magistratura deve operare per meritarsi questo
riconoscimento: i procedimenti giudiziari devono essere
veloci, le inchieste devono essere rigorose e la
magistratura non deve guardare in faccia a nessuno.
Quindi, credo che sia giusto e necessario indagare in tutte
le direzioni, anche nei confronti dei cosiddetti potenti:
mettere il bavaglio alla magistratura è un errore, ma
soprattutto consideriamo un errore sbattere sulle prime
pagine dei giornali l'apertura di inchieste o di
procedimenti giudiziari prima della conclusione delle
indagini. Dopo l'inchiesta cosiddetta Mani Pulite, il
rapporto tra la magistratura e la politica è diventato più
conflittuale e ad alimentare questo conflitto ha contribuito
la legislazione adottata nella passata legislatura, le
cosiddette leggi ad personam che abbiamo contrastato e che
ci siamo impegnati a modificare.
La politica deve riappropriarsi del proprio ruolo con
rigore, imparzialità ed equilibrio. Ad esempio, riteniamo
che ci sia stato un uso sbagliato e distorto delle
intercettazioni. Bisogna difendere l'integrità delle
persone, ma crediamo che occorra anche difendere l'autonomia
dei giornalisti per la funzione importante che svolgono
soprattutto nelle società complesse come la nostra.
Quindi, si tratta di un equilibrio complesso, a volte
difficile, ma necessario. Soprattutto, riteniamo debba
essere ristabilita una funzione legislativa che guardi al
Paese, ai diritti individuali e collettivi, e che adotti
tutti gli accorgimenti necessari a ricreare fiducia fra i
vari organi costituzionali.
Chiediamo al ministro Mastella di ritirare le dimissioni,
esprimendo sentita e trasparente solidarietà nei suoi
confronti, ed anche della moglie, che riveste una carica
istituzionale importante. Riteniamo inammissibile che una
persona che riveste una carica istituzionale importante (ma
sarebbe lo stesso anche se non la ricoprisse) debba ricevere
le comunicazioni del magistrato dopo diverse ore dalla
divulgazione della notizia da parte della radio e delle
agenzie di stampa.
Credo che occorra un esame di coscienza da parte di tutti,
degli stessi magistrati e della stampa. Personalmente, mi
auguro che ipotesi di reato di questo tipo, così rilevanti
(almeno da ciò che appare, perché vengono adottati
meccanismi di restrizione della libertà personale) siano
realmente suffragati da inchieste rigorose. L'inchiesta
sembra che si stia allargando, ne aspettiamo gli esiti. La
magistratura deve fare nel più breve tempo possibile il suo
corso.
Mi avvio a concludere, ma mi sia concessa una breve
riflessione politica. Politicamente, la questione è
sicuramente diversa rispetto ai tempi di Tangentopoli.
Allora tutta la politica era rimessa in discussione e
delegittimata dall'azione della magistratura, come se vi
fosse un disegno politico. Ora vi sono schegge impazzite -
almeno ritengo sia così - che colpiscono qua e là.
Si è detto in queste settimane che qualcuno sta operando
contro l'accordo Veltroni-Berlusconi, con riferimento, ad
esempio, alla pubblicazione delle intercettazioni
telefoniche relative al caso Saccà. Qualcun altro sostiene
che è in atto un tentativo contro il Governo Prodi,
individuando alcuni settori della sua maggioranza, che
magari potrebbero essere definiti più deboli o più ai
margini della stessa maggioranza. Anche per questo motivo
chiediamo al ministro Mastella di stare al suo posto. Questa
vicenda giudiziaria non deve essere strumentalizzata a fini
politici.
Ripeto, si tratta di un passaggio difficile per la politica
e per il Paese. Dobbiamo avere fiducia nell'operato della
magistratura, ma anche nel nostro ruolo, perché questo è il
modo per far rinascere la fiducia dei cittadini nei
confronti delle istituzioni. Soprattutto, bisogna impedire
che vengano utilizzate le indagini a fini politici e che sia
la magistratura a scandire i tempi e le scelte della
politica.
Occorre l'unità del Parlamento, e ritengo occorra anche
rafforzare l'unità del Paese attraverso l'unità del
Parlamento. Occorre un confronto alto. Per questo motivo,
riteniamo che il Presidente del Consiglio debba venire in
quest'Aula a riferire al Parlamento, per fare chiarezza,
dire con franchezza le cose che si intendono fare, risolvere
i problemi e servire il Paese.
Riteniamo che il Governo e la maggioranza debbano continuare
il loro lavoro, perché ci aspettano tempi difficili. Il
Parlamento faccia la sua parte fino in fondo e approvi una
legge elettorale che sia condivisa e che non faccia gli
interessi solo di due partiti, perché questo non andrebbe
bene e non risponderebbe alle esigenze del Parlamento.
Soprattutto, il Parlamento si occupi dei problemi del Paese,
dell'economia, del Sud, della competitività, dei redditi
bassi dei lavoratori.
L'errore più grande sarebbe di strumentalizzare l'inchiesta
per cambiare il quadro politico e arrivare ad un Governo
istituzionale: nessuno l'ha detto, eppure sappiamo che ci
potrebbe essere anche questa ipotesi. Sarebbe un errore,
sarebbe come abdicare al nostro ruolo e accettare che sia la
magistratura a decidere di cambiare la politica del nostro
Paese. Questo sarebbe per noi inaccettabile, perché il Paese
non vuole pasticci: se non c'è più una maggioranza lo si
dica e se ne prenda atto nelle Aule parlamentari.
Per questo la presenza di Prodi è necessaria. È necessario
che Prodi venga in quest'Aula, e venga con fiducia, perché
bisogna avere fiducia nel ruolo del Parlamento. (Applausi
dal Gruppo IU-Verdi-Com e del senatore D'Ambrosio). |