|
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, ringraziamo lei, presidente Prodi, per la
sua determinazione politica e costituzionale. È giusta la
scelta di discutere in Parlamento la crisi della maggioranza
e le prospettive del suo Governo: i cittadini devono sapere
e devono vedere.
Sentiamo in modo crescente il disagio e la lontananza dei
cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica.
Aumenta la distanza tra la politica, i suoi riti, le
procedure, le convenzioni, le scelte e i problemi, le
aspettative, le speranze del Paese.
La politica si chiude a riccio e diventa arrogante. Certi
comportamenti aumentano il distacco: ad esempio, i
festeggiamenti dell'onorevole Cuffaro per essere stato
condannato "solo" per favoreggiamento nei confronti di
personaggi poi condannati per mafia e la sua pervicace
volontà di mantenere il suo ruolo, appoggiata dal presidente
Berlusconi. È come la vicenda delle indagini nei confronti
dell'Udeur: ha sbattuto in faccia a tutti una verità che
tutti conoscono, ma che si vuole cancellare. Non è
l'inchiesta in sé, sulla quale ci siamo già espressi e
abbiamo già espresso solidarietà nei confronti dell'ex
ministro Mastella, inchiesta che probabilmente non produrrà
effetti giudiziari oltre a quelli, già molto gravi, che ha
prodotto; il problema è generale: riguarda le mani della
politica sulla sanità, sulle nomine nelle ASL, riguarda la
fiducia dei cittadini nei confronti del medico che li sta
curando. Ma non riguarda solo il Sud, non riguarda solo una
parte del Paese, riguarda tutto il Paese, riguarda anche il
Nord. Io vi potrei fornire i dati della Lombardia, di chi è
stato nominato nelle ASL e a fianco potrei mettere il
partito che li ha nominati. Succede in tutto il Paese. Tutto
questo avviene perché produce e alimenta la filiera del
premio agli amici, perché deve creare consenso, clientela,
voti. (Commenti dal Gruppo AN. Richiami del Presidente). La
risposta non è, non può essere: così fanno tutti. Occorre
fermarsi, occorre cambiare con convinzione e rigore.
Questo Governo noi riteniamo che abbia operato bene. Ha
messo a posto i conti pubblici. Si chiude nelle prossime
settimane una procedura di infrazione che è iniziata con il
precedente Governo a causa della dissennata gestione dei
conti pubblici del ministro Tremonti. L'inflazione è più
bassa rispetto all'Europa grazie alle iniziative, le
cosiddette lenzuolate, del ministro Bersani. Si è assistito
ad iniziative importanti a sostegno dell'economia, come la
riduzione del cuneo fiscale e l'ultima finanziaria, che
prevede sgravi e semplificazioni per le piccole aziende; il
sostegno ai redditi più bassi, in particolare per i
pensionati più poveri e gli incapienti; la lotta contro
l'evasione fiscale (ne vediamo tutti i giorni gli effetti),
contro il lavoro nero e per l'emersione del lavoro nero (in
questi giorni giungono i primi dati, in particolare nel
settore dell'edilizia). E poi, basta con i condoni edilizi,
basta con gli scempi sul territorio e quanto alla riduzione
dei costi della politica, abbiamo iniziato con iniziative
efficaci. E poi, iniziative concrete per la riconversione
del settore energetico per un'economia più sostenibile.
Ci siamo allora chiesti e chiediamo (credo che questo sia
importante anche per il nostro confronto): perché continua
questa disaffezione, questa distanza, questa mancanza di
fiducia da parte del Paese? Guardate, io ritengo che la
politica abbia leggi molto precise e ferree; se noi siamo in
una maggioranza e abbiamo un programma presentato agli
elettori, questo programma deve essere rispettato, non si
può operare ogni giorno per modificarlo, perché poi gli
elettori ci chiedono perché operiamo in questa direzione e
si voltano dall'altra parte. Se si fa parte di una
coalizione, non si possono considerare gli alleati, tutti
gli alleati della coalizione, una zavorra della quale
potersi disfare; se si fa parte del Governo, non si possono
proporre strategie politiche che indeboliscono il Governo
stesso.
Ci spiace dirlo, ma è esattamente quello che si è verificato
nell'Unione, nella nostra coalizione, prima con la proposta
di legge elettorale, che ha spaccato la coalizione, poi con
le dichiarazioni di andare alle elezioni da soli con
qualsiasi legge elettorale, rivendicando una vocazione
maggioritaria autosufficiente, che ha indebolito il Governo,
la coalizione e ci ha portati a questa situazione.
Il risultato è una coalizione spaccata e la crisi di Governo
che stiamo discutendo in questi giorni. Non ci sembra
davvero un grande obiettivo da rivendicare.
Signor presidente Prodi, lei avrà la nostra fiducia. Siamo
sempre stati leali, trasparenti, solidali. Sappiamo però che
non c'è più la coalizione che si è presentata alle elezioni.
Questo, è evidente, cambia il quadro politico di riferimento
e cambia il rapporto nei confronti dell'elettorato. Ma
riteniamo che lei abbia dimostrato anche nelle ultime ore,
durante questa discussione, di essere il leader di questa
coalizione.
Vada avanti, Presidente, perché c'è molto lavoro da fare.
C'è un accordo da firmare con le parti sociali per ridurre
le tasse sul lavoro e garantire un po' più di soldi nelle
tasche dei lavoratori. Bisogna sostenere l'economia di
fronte all'ondata recessiva, anche di fronte alla crisi dei
mutui. Occorre una nuova legge elettorale, che garantisca la
governabilità ma anche la rappresentanza reale del
pluralismo politico che c'è in questo Paese.
Non ci sono scorciatoie, bisogna far prevalere l'impegno ed
il servizio nei confronti del Paese. Se lei, Presidente,
avrà la fiducia, sappia che noi appoggeremo la sua volontà
di rafforzare il Governo, di snellirlo, di aggiornare il suo
programma.
Signor Presidente, i Verdi e i Comunisti italiani saranno
con lei. Le auguriamo buon lavoro. (Applausi dai Gruppi
IU-Verdi-Com, SDSE e RC-SE). |