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RIPAMONTI (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto
favorevole del Gruppo dei Verdi e dei Comunisti italiani
sulla questione di fiducia.
Innanzitutto voglio ringraziare la senatrice Pellegatta, il
senatore Tibaldi e la senatrice De Petris che sono
intervenuti nella discussione generale in rappresentanza del
nostro Gruppo. Siamo ad un passaggio importante e desidero
dunque fare un intervento molto franco, presidente Prodi,
perché c'è sempre stato da parte nostra un atteggiamento
leale e teso a non nascondere i problemi.
Riteniamo, signor Presidente, che nel mondo globalizzato la
politica estera diventi più complessa e più difficile:
proprio per questo crediamo che sulla politica estera si
debba esprimere un giudizio complessivo, che noi riteniamo
essere positivo. Partendo dall'articolo 11 della
Costituzione, ritengo che nel nostro Paese si sia sviluppata
un' iniziativa importante, che ha assegnato all'Italia un
ruolo nuovo nel mondo e nel Mediterraneo. Nel Mediterraneo,
nel Sud dell'Europa, si sviluppano nuovi rapporti con i
Paesi arabi e con il mondo islamico. Ritengo che l'Europa
debba diventare un punto di riferimento per i Paesi del
terzo e del quarto mondo, per il suo modello democratico,
sociale e culturale.
Abbiamo apprezzato, presidente Prodi, l'impegno nuovo nei
confronti dell'Africa: un impegno umanitario che ha recepito
anche le indicazioni provenienti dai movimenti impegnati
nella cooperazione e da parte di Alex Zanotelli. Riteniamo
che l'Europa, nel quadro delle alleanze internazionali,
abbia un ruolo importante per la difesa della democrazia,
dei diritti civili e dei diritti umani. È la dimostrazione
che una vera politica multilaterale è possibile ed è
efficace: questa è la politica nuova che abbiamo portato
avanti in questi mesi grazie al nostro Governo. Per il bene
della democrazia nel mondo non vi può essere un solo Paese
che decide sugli interessi degli altri Paesi.
Infine, riteniamo che debba essere assegnato un nuovo ruolo
all'ONU, più rappresentativo, più democratico, più aperto
alle nuove emergenze, più capace di intervenire anche di
fronte alle nuove sfide globali, come i cambiamenti
climatici.
Presidente, abbiamo molto apprezzato il suo intervento in
merito alla svolta intervenuta nelle politiche energetiche e
ambientali. Vede, Presidente, noi abbiamo colto sintonia tra
i nostri pensieri e ciò che lei ha affermato in quest'Aula,
perché è riuscito a cogliere il vero nocciolo della
questione ecologica in questo momento.
La questione ecologica sta proprio nel nesso tra la
sostenibilità, l'innovazione tecnologica e la possibilità
dei Paesi avanzati di essere più competitivi. Badate, noi
queste cose le diciamo dall'inizio della legislatura. Ci fa
piacere che il presidente Prodi abbia utilizzato esattamente
questi termini nel centrare la questione, come l'abbiamo
posta noi all'attenzione della nostra maggioranza.
Allora, tutto bene, Presidente: come dicevo prima, voglio
essere franco. Noi chiediamo che tutti i problemi siano
risolti, dall'Afghanistan alla TAV, con la discussione, il
consenso e il confronto serio, trasparente e leale. I dodici
punti, Presidente, che lei ha presentato diventano, per la
nostra parte politica e il nostro Gruppo, una grande
opportunità: non «prendere o lasciare», ma essere capaci di
entrare nel merito delle questioni, di fornire risposte e
mostrare capacità di Governo, in un confronto serio e
trasparente, che sia leale, unitario e collegiale.
C'è un nonsenso logico, quasi un paradosso. Quando si parla
di infrastrutture, noi che abbiamo sempre sostenuto che
bisogna trasportare le merci e i passeggeri sul ferro, in
questo momento, paradossalmente, veniamo presentati come
quelli che si oppongono alle ferrovie. Sulla questione delle
grandi infrastrutture, chiediamo che si realizzino le buone
infrastrutture e che vi sia un cambiamento di metodo tra la
politica di questo Governo e quella del precedente: tale
cambiamento sta nel fatto che noi non abbiamo mandato i
poliziotti con i manganelli contro i manifestanti in Val di
Susa! Noi siamo quelli che prevedono, attraverso
l'osservatorio, di trovare alternative praticabili, affinché
sia possibile realizzare, attraverso il consenso delle
popolazioni locali, lo sviluppo dello infrastrutture che
servono nel nostro Paese.
Abbiamo apprezzato, Presidente, il suo passaggio sulle
pensioni, ma vogliamo sottoporre alla sua attenzione due
questioni. Il mercato del lavoro è cambiato: vi sono aspetti
negativi e positivi. È certamente positivo che, attraverso
le regolarizzazioni dei lavoratori immigrati, quantificabili
in alcune centinaia di migliaia, entrino contributi nelle
casse dell'INPS. Il conto dell'INPS nei confronti dei
lavoratori dipendenti è in attivo, e questo grazie anche
alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati che, magari,
non prenderanno mai la pensione, perché torneranno a casa
loro, lasciando i soldi nel nostro Paese. È un aspetto che
va tenuto in considerazione quando parliamo di riforma del
sistema pensionistico. Vi sono anche aspetti negativi: è
cambiato il mercato del lavoro e sono aumentate le
precarietà.
Signor Presidente del Consiglio, lei sa che abbiamo vinto le
elezioni, in primo luogo per il messaggio pacifista. (Vivaci
commenti dai banchi della Lega Nord Padania). Le abbiamo
vinte perché abbiamo detto che avremmo ritirato le truppe
dall'Iraq, ma anche perché abbiamo mandato un messaggio di
speranza alle nuove generazioni, promettendo di intervenire
contro le precarietà. Anche da questo punto di vista,
allora, è importante prevedere che la riforma previdenziale
tenga conto di come si sia modificato il mercato.
Vorrei concludere, Presidente, sulla riforma elettorale: noi
siamo perché venga garantito ai cittadini, nel modo più
democratico possibile, il diritto di scegliersi i propri
rappresentanti. Vogliamo che sia garantita una
rappresentanza plurale. Vogliamo che ci possa essere la
governabilità del Paese.
Non siamo, però, d'accordo - lo diciamo subito, prima che
inizi la discussione - a utilizzare la questione della
riforma elettorale per far andare avanti progetti politici
di parte o che interessano solo una parte politica. Ritengo,
allora, signor Presidente, che se qualcuno è contrario al
sistema bipolare, lo debba dire; se c'è qualcuno che è
contro il sistema bipolare e vuole la creazione del Grande
Centro, deve sapere che, per quanto ci riguarda, non saremo
d'accordo.
Allora, signor Presidente del Consiglio, concludo ribadendo
che, a mio avviso, la fiducia è un passaggio importante che
dobbiamo assegnare al suo Governo. All'opposizione - che
spera che, tra qualche mese, vi sia un altro tonfo, un'altra
crisi - devo dire la verità: quello che ho capito è che, al
suo interno, sono emerse almeno tre posizioni diverse
(quella della Lega, quella dell'UDC e quella di Alleanza
Nazionale); non ho capito, però, la posizione di Forza
Italia, forse perché ogni mezza giornata cambia.
Allora, signor Presidente, deve finire questa storia dei
brogli elettorali: Berlusconi la deve piantare. Diteglielo
che stiamo ricontando le schede e che stiamo verificando il
risultato elettorale, che non cambia.
La fiducia, signor Presidente del Consiglio, per noi è un
passaggio che le assegniamo perché riteniamo che lei debba
sentire i Gruppi parlamentari; deve sentire, però, anche la
nostra gente. Se farà questo, credo che il suo Governo avrà
una strada lunga davanti a sé. (Applausi dai Gruppi
IU-Verdi-Com, Aut e Ulivo). |