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Dichiarazione di voto del senatore Natale Ripamonti sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri sulla fiducia al Governo

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole del Gruppo dei Verdi e dei Comunisti italiani sulla questione di fiducia.
Innanzitutto voglio ringraziare la senatrice Pellegatta, il senatore Tibaldi e la senatrice De Petris che sono intervenuti nella discussione generale in rappresentanza del nostro Gruppo. Siamo ad un passaggio importante e desidero dunque fare un intervento molto franco, presidente Prodi, perché c'è sempre stato da parte nostra un atteggiamento leale e teso a non nascondere i problemi.
Riteniamo, signor Presidente, che nel mondo globalizzato la politica estera diventi più complessa e più difficile: proprio per questo crediamo che sulla politica estera si debba esprimere un giudizio complessivo, che noi riteniamo essere positivo. Partendo dall'articolo 11 della Costituzione, ritengo che nel nostro Paese si sia sviluppata un' iniziativa importante, che ha assegnato all'Italia un ruolo nuovo nel mondo e nel Mediterraneo. Nel Mediterraneo, nel Sud dell'Europa, si sviluppano nuovi rapporti con i Paesi arabi e con il mondo islamico. Ritengo che l'Europa debba diventare un punto di riferimento per i Paesi del terzo e del quarto mondo, per il suo modello democratico, sociale e culturale.
Abbiamo apprezzato, presidente Prodi, l'impegno nuovo nei confronti dell'Africa: un impegno umanitario che ha recepito anche le indicazioni provenienti dai movimenti impegnati nella cooperazione e da parte di Alex Zanotelli. Riteniamo che l'Europa, nel quadro delle alleanze internazionali, abbia un ruolo importante per la difesa della democrazia, dei diritti civili e dei diritti umani. È la dimostrazione che una vera politica multilaterale è possibile ed è efficace: questa è la politica nuova che abbiamo portato avanti in questi mesi grazie al nostro Governo. Per il bene della democrazia nel mondo non vi può essere un solo Paese che decide sugli interessi degli altri Paesi.
Infine, riteniamo che debba essere assegnato un nuovo ruolo all'ONU, più rappresentativo, più democratico, più aperto alle nuove emergenze, più capace di intervenire anche di fronte alle nuove sfide globali, come i cambiamenti climatici.
Presidente, abbiamo molto apprezzato il suo intervento in merito alla svolta intervenuta nelle politiche energetiche e ambientali. Vede, Presidente, noi abbiamo colto sintonia tra i nostri pensieri e ciò che lei ha affermato in quest'Aula, perché è riuscito a cogliere il vero nocciolo della questione ecologica in questo momento.
La questione ecologica sta proprio nel nesso tra la sostenibilità, l'innovazione tecnologica e la possibilità dei Paesi avanzati di essere più competitivi. Badate, noi queste cose le diciamo dall'inizio della legislatura. Ci fa piacere che il presidente Prodi abbia utilizzato esattamente questi termini nel centrare la questione, come l'abbiamo posta noi all'attenzione della nostra maggioranza.
Allora, tutto bene, Presidente: come dicevo prima, voglio essere franco. Noi chiediamo che tutti i problemi siano risolti, dall'Afghanistan alla TAV, con la discussione, il consenso e il confronto serio, trasparente e leale. I dodici punti, Presidente, che lei ha presentato diventano, per la nostra parte politica e il nostro Gruppo, una grande opportunità: non «prendere o lasciare», ma essere capaci di entrare nel merito delle questioni, di fornire risposte e mostrare capacità di Governo, in un confronto serio e trasparente, che sia leale, unitario e collegiale.
C'è un nonsenso logico, quasi un paradosso. Quando si parla di infrastrutture, noi che abbiamo sempre sostenuto che bisogna trasportare le merci e i passeggeri sul ferro, in questo momento, paradossalmente, veniamo presentati come quelli che si oppongono alle ferrovie. Sulla questione delle grandi infrastrutture, chiediamo che si realizzino le buone infrastrutture e che vi sia un cambiamento di metodo tra la politica di questo Governo e quella del precedente: tale cambiamento sta nel fatto che noi non abbiamo mandato i poliziotti con i manganelli contro i manifestanti in Val di Susa! Noi siamo quelli che prevedono, attraverso l'osservatorio, di trovare alternative praticabili, affinché sia possibile realizzare, attraverso il consenso delle popolazioni locali, lo sviluppo dello infrastrutture che servono nel nostro Paese.
Abbiamo apprezzato, Presidente, il suo passaggio sulle pensioni, ma vogliamo sottoporre alla sua attenzione due questioni. Il mercato del lavoro è cambiato: vi sono aspetti negativi e positivi. È certamente positivo che, attraverso le regolarizzazioni dei lavoratori immigrati, quantificabili in alcune centinaia di migliaia, entrino contributi nelle casse dell'INPS. Il conto dell'INPS nei confronti dei lavoratori dipendenti è in attivo, e questo grazie anche alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati che, magari, non prenderanno mai la pensione, perché torneranno a casa loro, lasciando i soldi nel nostro Paese. È un aspetto che va tenuto in considerazione quando parliamo di riforma del sistema pensionistico. Vi sono anche aspetti negativi: è cambiato il mercato del lavoro e sono aumentate le precarietà.
Signor Presidente del Consiglio, lei sa che abbiamo vinto le elezioni, in primo luogo per il messaggio pacifista. (Vivaci commenti dai banchi della Lega Nord Padania). Le abbiamo vinte perché abbiamo detto che avremmo ritirato le truppe dall'Iraq, ma anche perché abbiamo mandato un messaggio di speranza alle nuove generazioni, promettendo di intervenire contro le precarietà. Anche da questo punto di vista, allora, è importante prevedere che la riforma previdenziale tenga conto di come si sia modificato il mercato.
Vorrei concludere, Presidente, sulla riforma elettorale: noi siamo perché venga garantito ai cittadini, nel modo più democratico possibile, il diritto di scegliersi i propri rappresentanti. Vogliamo che sia garantita una rappresentanza plurale. Vogliamo che ci possa essere la governabilità del Paese.
Non siamo, però, d'accordo - lo diciamo subito, prima che inizi la discussione - a utilizzare la questione della riforma elettorale per far andare avanti progetti politici di parte o che interessano solo una parte politica. Ritengo, allora, signor Presidente, che se qualcuno è contrario al sistema bipolare, lo debba dire; se c'è qualcuno che è contro il sistema bipolare e vuole la creazione del Grande Centro, deve sapere che, per quanto ci riguarda, non saremo d'accordo.
Allora, signor Presidente del Consiglio, concludo ribadendo che, a mio avviso, la fiducia è un passaggio importante che dobbiamo assegnare al suo Governo. All'opposizione - che spera che, tra qualche mese, vi sia un altro tonfo, un'altra crisi - devo dire la verità: quello che ho capito è che, al suo interno, sono emerse almeno tre posizioni diverse (quella della Lega, quella dell'UDC e quella di Alleanza Nazionale); non ho capito, però, la posizione di Forza Italia, forse perché ogni mezza giornata cambia.
Allora, signor Presidente, deve finire questa storia dei brogli elettorali: Berlusconi la deve piantare. Diteglielo che stiamo ricontando le schede e che stiamo verificando il risultato elettorale, che non cambia.
La fiducia, signor Presidente del Consiglio, per noi è un passaggio che le assegniamo perché riteniamo che lei debba sentire i Gruppi parlamentari; deve sentire, però, anche la nostra gente. Se farà questo, credo che il suo Governo avrà una strada lunga davanti a sé. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Aut e Ulivo).



 


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