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Signor
Presidente, ci troviamo nuovamente in quest'Aula ad
affrontare una discussione sull'emergenza rifiuti nella
Regione Campania. Per la prima volta, con questo decreto,
credo che forse si possano fare davvero passi avanti. Penso
che il lavoro svolto in Commissione sia servito a migliorare
il testo e a mettere più strumenti a disposizione per
superare tale emergenza. Il punto, colleghi, è proprio
questo.
Nella relazione, il collega Sodano accennava ad alcuni dati
che devono essere oggetto della nostra riflessione. Ci
troviamo di fronte ad un commissariamento che ormai perdura
nel tempo, che non solo non ha prodotto alcun tipo di
miglioramento della situazione ma anzi ne ha determinato
l'aggravamento. In questi anni di commissariamento vi è
stata, da un lato, nei fatti, una totale espropriazione, e
dunque una deresponsabilizzazione, delle amministrazioni
locali; dall'altro, non solo abbiamo avuto l'eredità delle
4.200.000 cosiddette ecoballe (questo la dice lunga e la
definizione non ha nulla a che fare, ovviamente, con la
denominazione giuridica del CDR), ma si è anche verificata
una situazione grave dal punto di vista sanitario,
ambientale e della sicurezza dei cittadini.
Questa situazione drammatica ha delle responsabilità. Mi
spiace doverlo sottolineare, ma credo che l'Aula non possa
fare a meno di sottolinearle. Sono responsabilità che, per
la verità, non possono essere - com'è noto - scaricate da
una parte o dall'altra, ma responsabilità che credo la
classe politica che ha governato negli ultimi tredici anni
in quella Regione e in quelle Province si debba assumere in
toto; sono anche il risultato di alcune scelte.
Vorrei tornare sulla vicenda FIBE. Una delle cause delle
gravi crisi che si sono succedute nel tempo fino ad oggi è
da rintracciarsi proprio nell'aver individuato, con una gara
di appalto ed un capitolato sui generis, nella FIBE il
responsabile non solo degli impianti, ma addirittura delle
localizzazioni. La causa della famosa rivolta dei cittadini
(lo dico per coloro che, fuori della Campania, non conoscono
il problema) è da ricercarsi nel fatto che sono state scelte
talune localizzazioni senza nessun tipo di valutazione;
localizzazioni che avrebbero comportato danni non solo
ambientali, ma anche economici molto forti alla Regione.
Penso ad alcune zone, tra l'altro di agricoltura di qualità,
che hanno già tanti problemi per le varie discariche abusive
di sostanze tossiche; mi riferisco alla vicenda della
diossina, che non si è ancora conclusa e che tuttora si
trascina, e alla conseguente contaminazione dell'area
interessata.
Per quanto riguarda la vicenda FIBE, la Commissione di
indagine sul ciclo dei rifiuti nella scorsa legislatura,
quando per la prima volta si recò in missione a Napoli per
esaminare la situazione, dopo aver preso atto di quanto
stava accadendo (mi riferisco al capitolato d'appalto e ai
problemi: eravamo infatti in piena rivolta per Acerra),
chiese all'allora commissario straordinario Bassolino di
arrivare alla rescissione del contratto prima che fosse
troppo tardi. Ciò non è avvenuto. Si rescisse quel
contratto, quando ormai la situazione era già grave, con
l'ultimo decreto della scorsa legislatura. Sono stati
costruiti impianti a dir poco vetusti, con tecnologie
desuete; il risultato sono state le cosiddette ecoballe.
Il fatto grave è che, dopo la rescissione del contratto, da
dieci mesi continuiamo a pagare alla FIBE milioni e milioni
per questi impianti e per lo stoccaggio (chiedo alla
Presidenza di poter usufruire di maggior tempo per terminare
il mio intervento ora, rinunciando alla dichiarazione di
voto finale) e tutto ciò ha creato una situazione grave, non
solo con una gestione di malaffare (il presidente Sodano
ricordava il passaggio delle aree di stoccaggio), ma anche
con la crescita, ancora più forte, di quella che viene
definita ecomafia, che credo in Campania abbia avuto la
massima esposizione in questi anni. Il decreto in esame, con
un lavoro serio ed approfondito, di cui ringrazio anche
l'opposizione, ha cercato dunque anche di introdurre
elementi importanti, inserendo alcune modifiche.
Vorrei ricordare, peraltro, ai colleghi della Lega che in
Commissione è stata eliminata la norma per cui i rifiuti
della Campania potevano essere portati altrove, senza intesa
con le Regioni interessate, arrivando, quindi, di fatto, ad
una sorta di commissariamento di altre Regioni. Questa
misura molto delicata anche dal punto di vista istituzionale
è stata eliminata e sono state introdotte giuste modifiche.
Sono state modificate ed approfondite le indicazioni sulla
raccolta differenziata. I commissariamenti che si sono
succeduti in questi anni hanno operato sulla base di un
vecchissimo piano dei rifiuti; non hanno fatto praticamente
nulla per la raccolta differenziata, né per diminuire la
produzione dei rifiuti o per cercare, almeno, di avviare una
gestione moderna del ciclo dei rifiuti.
È chiaro che questo è l'ennesimo sforzo che si compie per
superare l'emergenza. Tuttavia, credo che noi tutti dobbiamo
essere coscienti - e almeno per quanto riguarda il nostro
Gruppo sarà così - che questa dovrà essere l'ultima volta e
abbiamo anche fissato il termine del 31 dicembre 2007 per i
poteri del commissario. Deve essere l'ultima volta e ognuno
si dovrà assumere le proprie responsabilità fino in fondo
per fare in modo che si esca una volta per tutte
dall'emergenza... (Il microfono si disattiva
automaticamente).
PRESIDENTE. Concluda, senatrice, la prego.
DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Si torni, Presidente, finalmente,
ad avere una gestione non solo ordinaria, ma anche capace di
ridare una speranza a quella Regione. (Applausi dai Gruppi
IU-Verdi-Com, Aut e del senatore D'Ambrosio). |