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FIDUCIA
Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n.
223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico
e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della
spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di
contrasto all'evasione fiscale
Dichiarazione di voto
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Domando di parlare per
dichiarazione di voto. (Brusìo).
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Pregherei i colleghi senatori di
abbassare il tono della voce, perché è difficile parlare.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, intervengo per
annunciare il voto favorevole del Gruppo Insieme con
l'Unione Verdi-Comunisti Italiani alla fiducia chiesta dal
Governo su questo provvedimento.
Intanto intendo esprimere a titolo personale e, a nome di
tutto il Gruppo, solidarietà nei confronti del presidente
Marini, che nelle scorse ore è stato additato come una
figura non trasparente e menzognera.
COLLINO (AN). Abbiamo detto solo la verità.
PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a lasciar parlare il
senatore, così da consentire il rispetto dei tempi
stabiliti.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Ovviamente, Presidente, terrà
conto di questa interruzione.
A maggior ragione, dopo questa interruzione, credo sia
doveroso, da parte mia e da parte del Gruppo che rappresento
in questo momento, esprimere solidarietà nei confronti del
presidente Marini per le accuse non vere alle quali è stato
sottoposto.
Ritengo che la decisione di porre la fiducia sia stata
determinata da una questione molto semplice, relativa ai
nostri lavori, vale a dire dalla necessità di non incorrere
nelle prossime ore in un sorta di ingorgo istituzionale.
Avevamo infatti l'esigenza - e credo che la questione non
riguardi solo la maggioranza, ma tutto questo ramo del
Parlamento - di poter approvare il provvedimento nella
giornata odierna, perché domani l'Assemblea del Senato sarà
impegnata nella discussione sul Documento di programmazione
economico-finanziaria e nella votazione sulla relativa
risoluzione, mentre nella giornata successiva ci sarà
un'importante discussione qui in Senato in materia di
finanziamento delle missioni internazionali all'estero.
Presidenza del vice presidente ANGIUS (ore 22,03)
(Segue RIPAMONTI). È previsto quindi un intenso lavoro che
coinvolge questo ramo del Parlamento. Da questo punto di
vista, considero pertanto legittima, opportuna e giusta la
richiesta di fiducia del Governo, in modo da poter
concludere nella giornata odierna l'esame di questo
provvedimento.
Mi rivolgo ai senatori dell'opposizione: vi è stata, è vero,
da parte vostra - ne abbiamo parlato in queste ore - la
disponibilità a ritirare gli emendamenti, riducendone
notevolmente il numero, al fine di sviluppare un confronto
sulle proposte di modifica più importanti. Ritengo, però,
signor Presidente, che tale volontà sia stata smentita
proprio nella giornata di ieri, quando l'opposizione, con
una serie di eccezioni di incostituzionalità (non ricordo se
otto, nove o dieci), ha posto all'attenzione dell'Aula il
rinvio del provvedimento. Credo, quindi, che vi sia una
contraddizione in termini: se volete discutere, scegliamo
gli argomenti e confrontiamoci; ma non si può pretendere,
poi, che l'Assemblea del Senato sia impegnata a discutere
delle eccezioni, perché in tal modo il tempo viene occupato
per altre questioni e non, invece, per il confronto sul
merito del provvedimento.
In queste ore abbiamo assistito anche ad una sorta di
minaccia di ricorso al referendum abrogativo di alcune norme
del provvedimento al nostro esame; ovviamente, sappiamo
tutti che sulle questioni fiscali questo non è possibile;
eppure, vi devo dire la verità: sarei persino contento se si
arrivasse a questo punto, perché sarebbero i cittadini, i
consumatori e gli utenti a manifestare effettivamente cosa
pensano di tali norme.
MENARDI (AN). Ma che cosa dici?
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Sono i cittadini, i consumatori e
gli utenti, infatti, che hanno sostenuto in questi giorni
questo provvedimento, oltre al lavoro svolto dal Governo e
dalla maggioranza. (Commenti dai Gruppi FI, AN e LNP). Ci
penseranno loro: lo ripeto, sono persino contento che si
minacci il ricorso al referendum.
Dal dibattito svolto nei giorni scorsi sul provvedimento in
titolo, emerge una nuova figura, quella del cittadino
contribuente e consumatore. Certo, non si superano le
tradizionali posizioni tra destra e sinistra: queste
permangono; tuttavia credo che si renda urgente... (Brusìo).
Presidente, immagino che quanto sto dicendo non sia gradito
a quella parte dell'Aula che si trova alla mia sinistra,
però vorrei, come dire...
PRESIDENTE. Ma lei, senatore Ripamonti, non si deve curar di
loro: prosegua. (Applausi del senatore Amato). È ovvio che
le sue opinioni possono non essere gradite all'opposizione,
ma credo che sia...
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Allora, se lei me lo consente,
Presidente, potrei utilizzare lo stesso metodo quando
interverrà il Capogruppo...
PRESIDENTE. No. Se lei mi avesse fatto concludere il mio
intervento, le avrei ricordato esattamente che i nostri
colleghi dell'opposizione sono troppo intelligenti per
pensare di interromperla, sapendo che poi i senatori della
maggioranza possono restituire loro il mal tolto, per così
dire.
Inviterei, pertanto, l'opposizione ad ascoltare le
argomentazioni che non condivide del collega Ripamonti.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Stavo dicendo, signor Presidente,
che dalla discussione svolta in queste ore ed in questi
giorni emerge la nuova figura del cittadino contribuente e
consumatore. Certamente non si superano le tradizionali
posizioni di differenza tra la destra e la sinistra, ma
ritengo urgente l'impostazione di una nuova politica sui
diritti individuali e collettivi.
Il provvedimento in esame va in tale direzione: si è creata
una profonda contraddizione nel Paese, come se il tassista
non utilizzasse i servizi bancari (che grazie a tale
provvedimento saranno più favorevoli), non avesse un
rapporto con il mondo delle assicurazioni o con la
distribuzione commerciale; come se l'avvocato non ricorresse
all'utilizzo del taxi oppure non assicurasse la propria
automobile.
Ripeto che si tratta di una grande contraddizione che io
considero positiva, perché fa discutere il Paese e le
categorie sociali e soprattutto spinge in avanti il
dibattito sul futuro e sulle scelte che devono essere
operate nel nostro Paese. Credo, quindi, che si aprano nuove
prospettive.
Vi sono certamente misure importanti per lo sviluppo,
finanziate anche con le risorse previste da questo
provvedimento. Si è detto che nel 2006 c'è una misura molto
scarsa in relazione all'aggiustamento dei conti pubblici;
voglio ricordare, però, che vengono finanziati il fondo per
le Ferrovie dello Stato, quello per l'ANAS e quello per le
politiche sociali: sono tutte risorse recuperate grazie al
provvedimento in esame. Ad esempio, è stata ridotta l'IVA
per i settori industriali, importanti per il nostro Paese,
così come quella per le ristrutturazioni edilizie.
Infine, signor Presidente, vorrei soffermarmi sulla
questione fiscale che ha attirato l'attenzione, in
particolare dei colleghi dell'opposizione, nel confronto
svoltosi negli ultimi giorni.
Riteniamo che si debba pagare il giusto per arrivare a
ridurre il carico fiscale per tutti. Crediamo che i condoni
facciano male all'economia e creino quel rapporto distorto e
malsano tra i contribuenti e l'amministrazione finanziaria.
A nostro avviso, il provvedimento in esame adotta misure
concrete ed efficaci per impostare una vera lotta
all'evasione e all'elusione fiscale. Tutto ciò non è stato
fatto negli ultimi anni.
Noi abbiamo proposto alcune misure: se non siete d'accordo,
proponete qualcosa di diverso.
MENARDI (AN). Mi chiedo cosa sta dicendo: voi ponete la
questione di fiducia!
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Mi piacerebbe sapere anche quello
che dice lei, caro collega.
PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, la prego di rivolgersi alla
Presidenza. La invito, inoltre, a concludere il suo
intervento.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, gradirei
concludere il mio intervento con un po' più di serenità in
Aula.
Noi proponiamo di raccogliere i dati attraverso l'anagrafe
tributaria; di incrociare tali dati attraverso una banca
dati; di creare quel conflitto di interesse che permette di
far emergere il conflitto tra i vari contribuenti. Tutto ciò
si può fare o meno e ci si può confrontare su queste misure
oppure no.
Abbiamo ascoltato in quest'Aula soltanto parole vuote circa
l'oppressione tributaria e burocratica. (Commenti del
senatore Asciutti). Questi sono slogan! Dovete confrontarvi
con le misure concrete e non con gli slogan.
ASCIUTTI (FI). È uno Stato di polizia, peggiore del
fascismo!
PRESIDENTE. Si avvii a concludere, senatore Ripamonti.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, mi avvio alle
conclusioni. Immagino - come ho già evidenziato - che nel
tempo a mia disposizione siano state considerate queste
interruzioni.
PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, lei ha già avuto un piccolo
risarcimento.
BIONDI (FI). Siamo noi a non averlo avuto!
PRESIDENTE. No, voi dovreste essere un po' più educati
nell'ascoltare gli interventi dei vostri colleghi.
BIONDI (FI). Signor Presidente, non rivolga a me questa
accusa!
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, dobbiamo
applicare concretamente quanto previsto dall'articolo 53
della Costituzione. Ogni contribuente deve contribuire al
finanziamento della spesa pubblica in rapporto alle sue
condizioni. I colleghi dell'opposizione hanno affermato che
l'iniziativa doveva essere impostata sulla riduzione del
peso dello Stato.
PRESIDENTE. Senatori Ripamonti, mi dispiace, ma ora deve
proprio concludere il suo intervento. Le concedo ancora
venti secondi di tempo.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Il peso dello Stato, però, è
aumentato.
Ritengo, dunque, che il provvedimento in esame sia
equilibrato, venga incontro alle esigenze dei cittadini e
sia utile per il futuro del nostro Paese.
Per tali motivi, il Gruppo Insieme con l'Unione
Verdi-Comunisti Italiani voterà a favore della questione di
fiducia. (Applausi dal Gruppo Ulivo).
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