Torna alla Home page I Senatori Verdi Tutti i disegni di Legge Incontri Documenti Contattaci Link utili


Dichiarazione di voto del Sen. Natale Ripamonti sulla questione di fiducia posta al decreto Bersani

FIDUCIA
Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale

Dichiarazione di voto

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto. (Brusìo).

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Pregherei i colleghi senatori di abbassare il tono della voce, perché è difficile parlare.

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani alla fiducia chiesta dal Governo su questo provvedimento.
Intanto intendo esprimere a titolo personale e, a nome di tutto il Gruppo, solidarietà nei confronti del presidente Marini, che nelle scorse ore è stato additato come una figura non trasparente e menzognera.

COLLINO (AN). Abbiamo detto solo la verità.

PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a lasciar parlare il senatore, così da consentire il rispetto dei tempi stabiliti.

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Ovviamente, Presidente, terrà conto di questa interruzione.
A maggior ragione, dopo questa interruzione, credo sia doveroso, da parte mia e da parte del Gruppo che rappresento in questo momento, esprimere solidarietà nei confronti del presidente Marini per le accuse non vere alle quali è stato sottoposto.
Ritengo che la decisione di porre la fiducia sia stata determinata da una questione molto semplice, relativa ai nostri lavori, vale a dire dalla necessità di non incorrere nelle prossime ore in un sorta di ingorgo istituzionale. Avevamo infatti l'esigenza - e credo che la questione non riguardi solo la maggioranza, ma tutto questo ramo del Parlamento - di poter approvare il provvedimento nella giornata odierna, perché domani l'Assemblea del Senato sarà impegnata nella discussione sul Documento di programmazione economico-finanziaria e nella votazione sulla relativa risoluzione, mentre nella giornata successiva ci sarà un'importante discussione qui in Senato in materia di finanziamento delle missioni internazionali all'estero.


Presidenza del vice presidente ANGIUS (ore 22,03)

(Segue RIPAMONTI). È previsto quindi un intenso lavoro che coinvolge questo ramo del Parlamento. Da questo punto di vista, considero pertanto legittima, opportuna e giusta la richiesta di fiducia del Governo, in modo da poter concludere nella giornata odierna l'esame di questo provvedimento.
Mi rivolgo ai senatori dell'opposizione: vi è stata, è vero, da parte vostra - ne abbiamo parlato in queste ore - la disponibilità a ritirare gli emendamenti, riducendone notevolmente il numero, al fine di sviluppare un confronto sulle proposte di modifica più importanti. Ritengo, però, signor Presidente, che tale volontà sia stata smentita proprio nella giornata di ieri, quando l'opposizione, con una serie di eccezioni di incostituzionalità (non ricordo se otto, nove o dieci), ha posto all'attenzione dell'Aula il rinvio del provvedimento. Credo, quindi, che vi sia una contraddizione in termini: se volete discutere, scegliamo gli argomenti e confrontiamoci; ma non si può pretendere, poi, che l'Assemblea del Senato sia impegnata a discutere delle eccezioni, perché in tal modo il tempo viene occupato per altre questioni e non, invece, per il confronto sul merito del provvedimento.
In queste ore abbiamo assistito anche ad una sorta di minaccia di ricorso al referendum abrogativo di alcune norme del provvedimento al nostro esame; ovviamente, sappiamo tutti che sulle questioni fiscali questo non è possibile; eppure, vi devo dire la verità: sarei persino contento se si arrivasse a questo punto, perché sarebbero i cittadini, i consumatori e gli utenti a manifestare effettivamente cosa pensano di tali norme.

MENARDI (AN). Ma che cosa dici?

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Sono i cittadini, i consumatori e gli utenti, infatti, che hanno sostenuto in questi giorni questo provvedimento, oltre al lavoro svolto dal Governo e dalla maggioranza. (Commenti dai Gruppi FI, AN e LNP). Ci penseranno loro: lo ripeto, sono persino contento che si minacci il ricorso al referendum.
Dal dibattito svolto nei giorni scorsi sul provvedimento in titolo, emerge una nuova figura, quella del cittadino contribuente e consumatore. Certo, non si superano le tradizionali posizioni tra destra e sinistra: queste permangono; tuttavia credo che si renda urgente... (Brusìo). Presidente, immagino che quanto sto dicendo non sia gradito a quella parte dell'Aula che si trova alla mia sinistra, però vorrei, come dire...

PRESIDENTE. Ma lei, senatore Ripamonti, non si deve curar di loro: prosegua. (Applausi del senatore Amato). È ovvio che le sue opinioni possono non essere gradite all'opposizione, ma credo che sia...

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Allora, se lei me lo consente, Presidente, potrei utilizzare lo stesso metodo quando interverrà il Capogruppo...

PRESIDENTE. No. Se lei mi avesse fatto concludere il mio intervento, le avrei ricordato esattamente che i nostri colleghi dell'opposizione sono troppo intelligenti per pensare di interromperla, sapendo che poi i senatori della maggioranza possono restituire loro il mal tolto, per così dire.
Inviterei, pertanto, l'opposizione ad ascoltare le argomentazioni che non condivide del collega Ripamonti.

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Stavo dicendo, signor Presidente, che dalla discussione svolta in queste ore ed in questi giorni emerge la nuova figura del cittadino contribuente e consumatore. Certamente non si superano le tradizionali posizioni di differenza tra la destra e la sinistra, ma ritengo urgente l'impostazione di una nuova politica sui diritti individuali e collettivi.
Il provvedimento in esame va in tale direzione: si è creata una profonda contraddizione nel Paese, come se il tassista non utilizzasse i servizi bancari (che grazie a tale provvedimento saranno più favorevoli), non avesse un rapporto con il mondo delle assicurazioni o con la distribuzione commerciale; come se l'avvocato non ricorresse all'utilizzo del taxi oppure non assicurasse la propria automobile.
Ripeto che si tratta di una grande contraddizione che io considero positiva, perché fa discutere il Paese e le categorie sociali e soprattutto spinge in avanti il dibattito sul futuro e sulle scelte che devono essere operate nel nostro Paese. Credo, quindi, che si aprano nuove prospettive.
Vi sono certamente misure importanti per lo sviluppo, finanziate anche con le risorse previste da questo provvedimento. Si è detto che nel 2006 c'è una misura molto scarsa in relazione all'aggiustamento dei conti pubblici; voglio ricordare, però, che vengono finanziati il fondo per le Ferrovie dello Stato, quello per l'ANAS e quello per le politiche sociali: sono tutte risorse recuperate grazie al provvedimento in esame. Ad esempio, è stata ridotta l'IVA per i settori industriali, importanti per il nostro Paese, così come quella per le ristrutturazioni edilizie.
Infine, signor Presidente, vorrei soffermarmi sulla questione fiscale che ha attirato l'attenzione, in particolare dei colleghi dell'opposizione, nel confronto svoltosi negli ultimi giorni.
Riteniamo che si debba pagare il giusto per arrivare a ridurre il carico fiscale per tutti. Crediamo che i condoni facciano male all'economia e creino quel rapporto distorto e malsano tra i contribuenti e l'amministrazione finanziaria. A nostro avviso, il provvedimento in esame adotta misure concrete ed efficaci per impostare una vera lotta all'evasione e all'elusione fiscale. Tutto ciò non è stato fatto negli ultimi anni.
Noi abbiamo proposto alcune misure: se non siete d'accordo, proponete qualcosa di diverso.

MENARDI (AN). Mi chiedo cosa sta dicendo: voi ponete la questione di fiducia!
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Mi piacerebbe sapere anche quello che dice lei, caro collega.

PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, la prego di rivolgersi alla Presidenza. La invito, inoltre, a concludere il suo intervento.

RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, gradirei concludere il mio intervento con un po' più di serenità in Aula.
Noi proponiamo di raccogliere i dati attraverso l'anagrafe tributaria; di incrociare tali dati attraverso una banca dati; di creare quel conflitto di interesse che permette di far emergere il conflitto tra i vari contribuenti. Tutto ciò si può fare o meno e ci si può confrontare su queste misure oppure no.
Abbiamo ascoltato in quest'Aula soltanto parole vuote circa l'oppressione tributaria e burocratica. (Commenti del senatore Asciutti). Questi sono slogan! Dovete confrontarvi con le misure concrete e non con gli slogan.

ASCIUTTI (FI). È uno Stato di polizia, peggiore del fascismo!

PRESIDENTE. Si avvii a concludere, senatore Ripamonti.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, mi avvio alle conclusioni. Immagino - come ho già evidenziato - che nel tempo a mia disposizione siano state considerate queste interruzioni.
PRESIDENTE. Senatore Ripamonti, lei ha già avuto un piccolo risarcimento.
BIONDI (FI). Siamo noi a non averlo avuto!
PRESIDENTE. No, voi dovreste essere un po' più educati nell'ascoltare gli interventi dei vostri colleghi.
BIONDI (FI). Signor Presidente, non rivolga a me questa accusa!
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, dobbiamo applicare concretamente quanto previsto dall'articolo 53 della Costituzione. Ogni contribuente deve contribuire al finanziamento della spesa pubblica in rapporto alle sue condizioni. I colleghi dell'opposizione hanno affermato che l'iniziativa doveva essere impostata sulla riduzione del peso dello Stato.

PRESIDENTE. Senatori Ripamonti, mi dispiace, ma ora deve proprio concludere il suo intervento. Le concedo ancora venti secondi di tempo.
RIPAMONTI (IU-Verdi-Com). Il peso dello Stato, però, è aumentato.
Ritengo, dunque, che il provvedimento in esame sia equilibrato, venga incontro alle esigenze dei cittadini e sia utile per il futuro del nostro Paese.
Per tali motivi, il Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani voterà a favore della questione di fiducia. (Applausi dal Gruppo Ulivo).

 



 


Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani                                           
Tel. 06.67.06.21.84/5 - Fax 06.68.64.457