DE PETRIS (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, il nostro Gruppo ritiene che le questioni
poste alla base delle pregiudiziali oggi presentate siano
assolutamente infondate; quindi, voterà contro.
Vorrei ricordare che questo è il primo decreto sugli sfratti
e sul disagio abitativo che va incontro ai rilievi formulati
dalla Corte costituzionale, che aveva invece espresso una
serie di osservazioni significative, senza comunque giungere
ad una dichiarazione di incostituzionalità, sui
provvedimenti precedenti. In questa occasione ciò non
accade, perché le proroghe non sono fini a se stesse, ma
sono collegate ad un piano delle Regioni e dei Comuni sul
disagio abitativo, ma soprattutto perché tiene conto anche
dei diritti del locatore (argomento oggetto invece in
passato di rilievi da parte della Corte costituzionale).
In merito al parere contrario espresso dalla 5a Commissione
sul comma 7 dell'articolo 1, vorrei far presente al senatore
D'Alì, che forse era distratto, anche perché arrivato in
ritardo in Commissione, che non è assolutamente vero che in
quella sede la questione non sia stata posta. Nelle
Commissioni riunite in sede referente, il parere della 5a
Commissione è stato correttamente letto da parte del
Presidente. Se i membri delle Commissioni hanno poi deciso,
come poi è accaduto anche sugli emendamenti, di andare
avanti e di confermare il loro voto, hanno semplicemente
esercitato la loro prerogativa. Non è la prima volta che
accade, anzi, anzi, anzi.
Il suo ragionamento, senatore D'Alì, avrebbe potuto avere
validità se noi avessimo ignorato il parere, ma i membri
della 5a Commissione erano pienamente coscienti e, in piena
coscienza, esercitando le loro prerogative di parlamentari,
hanno deciso diversamente. Peraltro sono assolutamente
convinta di una certa infondatezza di quel parere contrario,
ma poi ne discuteremo e troveremo - credo - anche delle
soluzioni. Basterebbe andare a vedere il parere sul
decreto-legge n. 351 del 2001.
Respingendo le pregiudiziali difendiamo dunque le
prerogative dei parlamentari che, in scienza e coscienza,
decidono di andare avanti sul provvedimento, di trovare
soluzioni. D'altronde, lei sa perfettamente che il relatore
aver chiesto una sospensione proprio per trovare una
soluzione e superare così una serie di rilievi.
Per tali motivi, ribadisco l'infondatezza delle questioni
pregiudiziali. Mi rivolgo al presidente Baccini, che in
questo momento presiede l'Aula: lei sa perfettamente, signor
Presidente, qual è la situazione drammatica che si verrebbe
a creare non solo a Roma, ma in tutte le grandi città e
nell'intero Paese se questo decreto dovesse oggi trovare una
battuta d'arresto. Abbiamo trovato una situazione seria che
si è incancrenita col passare degli anni, perché non si è
fatto assolutamente nulla dal punto di vista degli
interventi.
Le cartolarizzazioni, il punto di cui al comma 7, hanno
creato ulteriori problemi e disagio facendo venir meno un
patrimonio pubblico su cui si poteva intervenire per far
fronte alle esigenze dei cittadini più bisognosi. Il decreto
in esame non solo prevede una proroga, ma mette in atto una
serie di provvedimenti; rappresenta l'inizio di un percorso
per cominciare ad affrontare tali problemi.
Per queste ragioni, invito l'Aula a respingere le
pregiudiziali, avvalendosi anzi, a maggior ragione, delle
proprie prerogative di parlamentari. (Applausi dai Gruppi
IU-Verdi-Com e RC-SE).
DE PETRIS (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, desidero ritornare alla vera questione e
a quanto accaduto oggi, ricordando che all'interno delle
Commissioni competenti - colgo l'occasione per rispondere
anche al senatore Castelli - vi era stato un assoluto
atteggiamento di disponibilità e di collaborazione nei
riguardi di questo provvedimento. Ai colleghi
dell'opposizione dico che quando si tratta di esaminare
provvedimenti che affrontano, come nel caso specifico, il
disagio sociale presente nel nostro Paese e che riguardano
tanta povera gente bisognerebbe avere tutti uno spirito di
collaborazione.
Ora, stiamo discutendo delle conseguenze politiche di quanto
accaduto, ma io desidero evidenziare soprattutto le ricadute
dal punto di vista sociale. Nei cinque anni precedenti
(Brusio. Richiami del Presidente) tutti i vostri decreti di
proroga degli sfratti... (Brusio. Richiami del Presidente).
Chi vi parla credo abbia condotto per cinque anni una
durissima battaglia in quest'Aula...
Questo non è mai accaduto, anzi c'è sempre stato un clima di
collaborazione, soprattutto in materia di sfratti.
In realtà, non avete voluto proseguire in quell'atteggiamento
di ampia collaborazione, dimostrato anche dall'accoglimento
di emendamenti dell'opposizione in Commissione, per portare
a buon fine questo decreto-legge. (Commenti dal Gruppo AN).
Quindi, ritornando alle responsabilità, vorrei richiamarvi -
questa volta sommessamente - alle vostre e alle conseguenze
derivanti dal fatto di non aver voluto trovare soluzioni che
sarebbero venute incontro ai problemi veri di questo Paese.
È bello, e lo dico a molti di voi che hanno fatto manifesti
contro gli sfratti e contro le cartolarizzazioni. Adesso
vorrei sapere cosa andate a raccontare.
Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità in quest'Aula
(Commenti dai banchi dell'opposizione), come noi ce le siamo
assunte sui decreti che riguardavano problemi generali del
Paese.
Invito tutti a riflettere sull'assunzione di responsabilità
per una questione molto delicata. Con quel decreto
discutevamo infatti della vita delle persone, del futuro e
del diritto alla casa di tantissime famiglie nel nostro
Paese. Ovviamente sono anch'io favorevole ad una
sospensione. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e
RC-SE). |