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L'intervento della Sen. Loredana De Petris nel corso della discussione sulla questione pregiudiziale posta al ddl di conversione del decreto-legge sul disagio abitativo e quello sulla sua approvazione

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, il nostro Gruppo ritiene che le questioni poste alla base delle pregiudiziali oggi presentate siano assolutamente infondate; quindi, voterà contro.
Vorrei ricordare che questo è il primo decreto sugli sfratti e sul disagio abitativo che va incontro ai rilievi formulati dalla Corte costituzionale, che aveva invece espresso una serie di osservazioni significative, senza comunque giungere ad una dichiarazione di incostituzionalità, sui provvedimenti precedenti. In questa occasione ciò non accade, perché le proroghe non sono fini a se stesse, ma sono collegate ad un piano delle Regioni e dei Comuni sul disagio abitativo, ma soprattutto perché tiene conto anche dei diritti del locatore (argomento oggetto invece in passato di rilievi da parte della Corte costituzionale).
In merito al parere contrario espresso dalla 5a Commissione sul comma 7 dell'articolo 1, vorrei far presente al senatore D'Alì, che forse era distratto, anche perché arrivato in ritardo in Commissione, che non è assolutamente vero che in quella sede la questione non sia stata posta. Nelle Commissioni riunite in sede referente, il parere della 5a Commissione è stato correttamente letto da parte del Presidente. Se i membri delle Commissioni hanno poi deciso, come poi è accaduto anche sugli emendamenti, di andare avanti e di confermare il loro voto, hanno semplicemente esercitato la loro prerogativa. Non è la prima volta che accade, anzi, anzi, anzi.
Il suo ragionamento, senatore D'Alì, avrebbe potuto avere validità se noi avessimo ignorato il parere, ma i membri della 5a Commissione erano pienamente coscienti e, in piena coscienza, esercitando le loro prerogative di parlamentari, hanno deciso diversamente. Peraltro sono assolutamente convinta di una certa infondatezza di quel parere contrario, ma poi ne discuteremo e troveremo - credo - anche delle soluzioni. Basterebbe andare a vedere il parere sul decreto-legge n. 351 del 2001.
Respingendo le pregiudiziali difendiamo dunque le prerogative dei parlamentari che, in scienza e coscienza, decidono di andare avanti sul provvedimento, di trovare soluzioni. D'altronde, lei sa perfettamente che il relatore aver chiesto una sospensione proprio per trovare una soluzione e superare così una serie di rilievi.
Per tali motivi, ribadisco l'infondatezza delle questioni pregiudiziali. Mi rivolgo al presidente Baccini, che in questo momento presiede l'Aula: lei sa perfettamente, signor Presidente, qual è la situazione drammatica che si verrebbe a creare non solo a Roma, ma in tutte le grandi città e nell'intero Paese se questo decreto dovesse oggi trovare una battuta d'arresto. Abbiamo trovato una situazione seria che si è incancrenita col passare degli anni, perché non si è fatto assolutamente nulla dal punto di vista degli interventi.
Le cartolarizzazioni, il punto di cui al comma 7, hanno creato ulteriori problemi e disagio facendo venir meno un patrimonio pubblico su cui si poteva intervenire per far fronte alle esigenze dei cittadini più bisognosi. Il decreto in esame non solo prevede una proroga, ma mette in atto una serie di provvedimenti; rappresenta l'inizio di un percorso per cominciare ad affrontare tali problemi.
Per queste ragioni, invito l'Aula a respingere le pregiudiziali, avvalendosi anzi, a maggior ragione, delle proprie prerogative di parlamentari. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com e RC-SE).
 

DE PETRIS (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, desidero ritornare alla vera questione e a quanto accaduto oggi, ricordando che all'interno delle Commissioni competenti - colgo l'occasione per rispondere anche al senatore Castelli - vi era stato un assoluto atteggiamento di disponibilità e di collaborazione nei riguardi di questo provvedimento. Ai colleghi dell'opposizione dico che quando si tratta di esaminare provvedimenti che affrontano, come nel caso specifico, il disagio sociale presente nel nostro Paese e che riguardano tanta povera gente bisognerebbe avere tutti uno spirito di collaborazione.
Ora, stiamo discutendo delle conseguenze politiche di quanto accaduto, ma io desidero evidenziare soprattutto le ricadute dal punto di vista sociale. Nei cinque anni precedenti (Brusio. Richiami del Presidente) tutti i vostri decreti di proroga degli sfratti... (Brusio. Richiami del Presidente). Chi vi parla credo abbia condotto per cinque anni una durissima battaglia in quest'Aula...
Questo non è mai accaduto, anzi c'è sempre stato un clima di collaborazione, soprattutto in materia di sfratti.
In realtà, non avete voluto proseguire in quell'atteggiamento di ampia collaborazione, dimostrato anche dall'accoglimento di emendamenti dell'opposizione in Commissione, per portare a buon fine questo decreto-legge. (Commenti dal Gruppo AN).
Quindi, ritornando alle responsabilità, vorrei richiamarvi - questa volta sommessamente - alle vostre e alle conseguenze derivanti dal fatto di non aver voluto trovare soluzioni che sarebbero venute incontro ai problemi veri di questo Paese.
È bello, e lo dico a molti di voi che hanno fatto manifesti contro gli sfratti e contro le cartolarizzazioni. Adesso vorrei sapere cosa andate a raccontare.
Ognuno si deve assumere le proprie responsabilità in quest'Aula (Commenti dai banchi dell'opposizione), come noi ce le siamo assunte sui decreti che riguardavano problemi generali del Paese.
Invito tutti a riflettere sull'assunzione di responsabilità per una questione molto delicata. Con quel decreto discutevamo infatti della vita delle persone, del futuro e del diritto alla casa di tantissime famiglie nel nostro Paese. Ovviamente sono anch'io favorevole ad una sospensione. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e RC-SE).




 


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