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Dichiarazione di voto del senatore Marco Pecoraro Scanio sul disegno di legge n.1314 Misure urgenti prevenzione violenza in competizioni calcistiche

PECORARO SCANIO (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento che oggi siamo chiamati a votare può essere l'occasione di voltare pagina rispetto ad uno stato del nostro calcio molto grave. Può essere l'occasione per iniziare un cambiamento profondo e speriamo che questo percorso sia compiuto con senso di responsabilità e di coesione da tutte le forze politiche, con un'unità d'intenti che oggi registriamo con soddisfazione e che speriamo possa proseguire nel tempo su questo terreno. Sarà chiaro a tutti, infatti, che quello di oggi è un importante passo ma che la repressione della violenza non si può fermare a questo primo intervento emergenziale.
Dobbiamo ammettere che desta stupore come, mentre le Aule parlamentari sono impegnate in una riflessione seria sul futuro del calcio e sulle strategie per fermare la violenza, fuori di qui sembra che non sia avvenuto nulla quel 2 febbraio scorso di fronte allo stadio di Catania. Non vogliamo criminalizzare nessuno, ma quando vediamo certe scritte sui muri contro le forze dell'ordine o quando sentiamo dire che lo spettacolo deve continuare, pare evidente che una parte del mondo che gravita intorno allo sport e al calcio non ha colto la serietà del momento.
Noi daremo un deciso sostegno a questo provvedimento non solo per il merito, che ci convince, ma anche per il metodo. Il lavoro di tutto l'arco costituzionale e del Governo ha consentito di apportare miglioramenti profondi a quello che era già un buon testo di partenza; penso, oltre al tema della responsabilità degli organi di comunicazione, alle norme più solide in materia di nominatività dei biglietti, all'avvio della discussione sul ruolo della scuola nella costruzione di una sana cultura sportiva. Ci sembra giusto restituire alle diverse istituzioni il ruolo che a ciascuna compete.
Noi siamo e saremo rigorosi nel rispetto dell'autonomia dello sport. Riterremo qualunque commistione un errore grave, ma questo non ci solleva dalla responsabilità di definire come legislatori il confine delle regole della convivenza ed il confine dell'etica dei comportamenti socialmente accettabili. Con il provvedimento oggi al nostro esame, che spero godrà di un consenso vasto, cominciamo ad affermare che i comportamenti violenti non fanno parte della cultura dello sport e non hanno nulla a che vedere con i valori che allo sport sono legati.
Ora il Governo, il potere esecutivo e tutte le istituzioni, compresa la magistratura, hanno il dovere di garantire un'applicazione rigorosa di queste norme. Quello che non potremmo accettare sarebbe assistere, magari tra qualche anno, ad altri eventi drammatici come quelli che hanno scosso il Paese in queste settimane.
Il Parlamento ha fatto la propria parte, quella di definire le norme. Ora non ci sono più alibi ad una repressione forte della violenza. Ma spero che sia nella consapevolezza di tutti che quello di oggi è il primo passo anche per noi.
È necessario completare questo disegno complessivo: diversi interventi, di maggioranza e opposizione, hanno richiamato il tema importante della proprietà degli stadi e il ruolo che possono svolgere i professionisti della sicurezza negli impianti durante lo svolgimento degli eventi sportivi.
Resta però aperto il tema degli investimenti sull'impiantistica per portare tutte le strutture ad un livello adeguato. Nessuno di noi dimentica che il calcio non è fatto solo dalla serie A e dalla serie B, e nessuno di noi, mentre ricordiamo commossi l'ispettore Raciti, può e deve dimenticare la storia di Ermanno Licursi, il dirigente morto a Luzzi, in provincia di Cosenza, durante lo svolgimento di una partita delle serie minori. E' una riflessione che avremo modo di affrontare presto, spero fin dalla discussione sul provvedimento sui diritti TV degli eventi sportivi. Se il principio della mutualità è quello che deve definire la distribuzione delle risorse tra i vari soggetti aventi titolo, il tema della sicurezza non può essere dimenticato.
Oggi ci troviamo quindi ad affrontare, con spirito responsabile, un tema che non possiamo eludere e che ha attraversato il nostro dibattito come una sorta di fiume carsico; mi riferisco alla riflessione che intende lo sport solo come un pezzo dell'economia reale o anche o soprattutto come prioritario tratto sociale e identitario della Nazione.
Siamo convinti che per raggiungere l'obiettivo di battere la violenza siano necessari interventi complessi; non vorremmo che passata l'emergenza i legittimi interessi e le culture che ciascuno di noi rappresenta divengano un limite al linguaggio comune che oggi parliamo. Penso alla mutualità nella redistribuzione delle risorse legate ai diritti TV, o alla già citata proprietà degli stadi in capo alle società sportive.
Ci auguriamo che questi temi verranno affrontati condividendo, come esito, la promozione della cultura sportiva e dei suoi valori, non la promozione solo della ricchezza delle società sportive. Un atteggiamento fondato sulla centralità del mercato non ha funzionato, e ha mostrato le conseguenze più nefaste proprio quella sera nello stadio di Catania.
Uno sport televisivo, fondato sulla competizione fuori dalle regole, in cui sia accettata una impunità di fatto sarebbe un danno per il Paese, non una risorsa. Noi invece abbiamo l'obbligo di riaffermare i valori dello sport. Non solo per un indistinto principio etico, ma per la consapevolezza delle conseguenze delle nostre scelte: uno sport malato produce e rafforza gli elementi di disgregazione sociale e funge da catalizzatore di forme di devianza sempre più aggressive.
Sta alla nostra responsabilità definire regole che non si limitino a reprimere la violenza, ma che siano in grado di restituire allo sport quella funzione di promozione sociale e di educazione collettiva che ci ha tanto appassionato e che riscopriamo nei momenti felici della vita sportiva, dalle piazze piene per festeggiare la nazionale in Germania al tifo composto e appassionato per la prima sudatissima vittoria dei nostri rugbiysti contro la Scozia.
Per questo continuiamo a richiamare la necessità di un intervento di vasta portata, che coniughi repressione e promozione della cultura sportiva. Solo così onoreremo la memoria di chi ha dato la vita solo poche settimane fa.
Ed è con la speranza che questo percorso sia largamente condiviso che oggi il Gruppo Insieme con l'Unione voterà a favore di questo primo, importante provvedimento, comprendendo ed essendo anche convinti che il tutto deve essere costruito su due grandi pilastri: da una parte, la regola, rispetto alla quale abbiamo dato una grande dimostrazione di serietà e di capacità, ricostituendone i confini; dall'altra, però, l'emozione sulla quale dobbiamo riuscire a lavorare con la stessa abnegazione, con lo stesso spirito di sacrificio che abbiamo dimostrato. Solo tenendo insieme sia la regola che l'emozione possiamo riappropriarci anche di un'autenticità del valore e trasmettere tutto ciò ai giovani. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com e Ulivo).



 


Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani
Tel. 06.67.06.21.84/5 - Fax 06.68.64.457