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Dichiarazione di voto della senatrice Loredana De Petris sul DPEF

Signor Presidente, il Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani voterà a favore della risoluzione di maggioranza con cui si approva il DPEF; e desidero sottolineare alcuni punti per noi assolutamente fondamentali.
Il DPEF ci consegna quest'anno un quadro economico e dei conti pubblici in deciso miglioramento rispetto al quadro dello scorso anno e la ripresa economica iniziata nel 2006 si consolida nel 2007 e punta decisamente verso un ulteriore miglioramento; è più contenuta di quella di altri Paesi, ma certamente ormai ha saldamente agganciato la crescita e la ripresa in Europa. I risultati anche sul fronte della finanza pubblica sono certamente incoraggianti, consentendo di conseguire l'obiettivo programmato senza manovre correttive, il che, come i miei colleghi sanno perfettamente, non solo è un risultato positivo ma certamente neanche scontato.
La manovra dello scorso anno, accompagnata da un'azione decisa contro l'evasione fiscale, ha dato quindi i suoi frutti. Per questo il Governo, scegliendo giustamente un percorso più graduale rispetto alle indicazioni emerse in sede europea, ma certamente rigoroso, ha potuto attuare, con l'approvazione del decreto-legge n. 81, una prima importante azione redistributiva nei confronti dei pensionati più deboli e dei giovani. Con questi dati però si pone davanti a noi un quesito: forse siamo arrivati ad un bivio, dobbiamo scegliere per il nostro Paese, senza più tentennamenti, se imbocchiamo fino in fondo la strada di un nuovo modello di sviluppo, che punti alla qualità, o se invece continuiamo in qualche modo, con qualche aggiustamento, ad arrancare su un modello vecchio che è basato solo ed unicamente sullo sfruttamento delle risorse umane e naturali.
Abbiamo dei segnali positivi che mi fanno ben sperare: per la prima volta nel DPEF si assume la sostenibilità ambientale e sociale come asse strategico delle scelte di politica economica; la crescita - si afferma - dovrà essere socialmente equa ed ambientalmente sostenibile, la tutela ambientale è individuata come componente di una strategia volta a rafforzare la competitività del Paese. Si tratta indubbiamente di un significativa innovazione, teorica e politica, che inizia a integrare l'ambiente con l'economia in tutti i settori; è un passo in avanti, perché si supera così l'idea, rievocata continuamente anche negli interventi di questi giorni, che la sostenibilità ambientale, così come quella sociale, sia un freno per il Paese.
Speriamo di avere abbandonato finalmente questa idea, e anzi nel DPEF si scrive, con una piccola rivoluzione copernicana, che è proprio la sostenibilità ambientale a garantire che i benefìci della crescita economica possano essere fruiti anche dai nostri figli, dalle generazioni future; la tutela ambientale deve quindi essere integrata nelle politiche di settore. Per fare questo sono necessari la predisposizione di adeguati strumenti di incentivazione e un corretto uso della leva fiscale, ma sono necessarie anche politiche coerenti, perché già nel DPEF abbiamo notato alcune incoerenze. Per fortuna però la risoluzione ha fatto in modo che gli obiettivi della sostenibilità ambientale, per esempio gli obiettivi di Kyoto, che vengono assunti come scelta strategica, siano il parametro a cui sottoporre anche le altre scelte. Questo vale, ad esempio, per l'allegato infrastrutture: nella risoluzione si danno indicazioni chiare e precise sulla priorità e sulla coerenza con gli obiettivi di Kyoto. Sono dei risultati importanti.
L'altro asse strategico per noi fondamentale, Presidente, è l'equità sociale: bisogna investire, se si vuole davvero un modello di sviluppo diverso, nella qualità del lavoro, e allora dico senza mezzi termini: va benissimo quello che c'è scritto nella risoluzione, quando si dice che si investe sulla qualità dell'occupazione, sulla buona occupazione, e si danno segnali molto più coerenti sulla questione del precariato.
Noi critichiamo l'accordo che è stato fatto nel protocollo sul welfare e sul mercato del lavoro, perché insegue una logica che non condividiamo: la logica per cui la competitività e la ripresa del Paese si ottengono solo, ancora una volta, riducendo il costo del lavoro. La strada è un'altra: noi vogliamo continuare a perseguirla con coerenza e vogliamo anche - per questo votiamo con convinzione a favore della proposta di risoluzione della maggioranza - che su questo si faccia finalmente una scelta chiara affinché le politiche sociali, le politiche dei trasporti, tutte le politiche di settore siano condizionate da questo nuovo paradigma: la crescita deve essere sostenibile ambientalmente e socialmente. (Applausi dai Gruppi IU-Verdi-Com, Ulivo e RC-SE).



 


Gruppo Insieme con l'Unione Verdi-Comunisti Italiani
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