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DE PETRIS (IU-Verdi-Com).
Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole del
Gruppo Verdi‑Comunisti italiani e Consumatori uniti al
disegno di legge, vorrei svolgere alcune brevi
considerazioni.
Innanzitutto, vorrei esprimere un apprezzamento, perché
oggi, con l'arrivo in Aula e l'approvazione a breve del
provvedimento, il Governo e la maggioranza assolvono a un
impegno che si erano assunti, proprio in quest'Aula, dopo il
venir meno del decreto-legge in materia.
Si torna oggi nella questione con un disegno di legge in
tempi abbastanza rapidi, che, ovviamente, è diverso dal
precedente decreto‑legge, ma contiene alcune misure
interessanti che hanno visto, tra l'altro, il contributo
anche di una parte della maggioranza nella discussione in
Commissione e con le quali, per la prima volta (lo dico in
risposta ad alcuni accenti posti oggi durante l'esame degli
emendamenti), si assolve a due questioni fondamentali,
presentando anche alcuni elementi di novità.
Innanzitutto, vorrei ricordare che il provvedimento, al
contrario di quelli che lo hanno preceduto nella scorsa
legislatura, non affronta solo e unicamente l'emergenza;
proprio in ottemperanza alla sentenza della Corte
costituzionale n. 155 del 2004, si va oltre e si cominciano
a gettare le basi e a delineare gli elementi di una nuova
politica abitativa per il nostro Paese. Quindi, ci sono
alcuni degli elementi strutturali che credo meritino la
nostra attenzione e il nostro apprezzamento.
Sono stati emanati decreti che non facevano altro che
prorogare il termine di esecuzione degli sfratti: punto e
basta. Questa era la realtà che abbiamo trovato. Ciò
accadeva senza capire - e concordo sul fatto che non si può
continuare a procedere di proroga in proroga - che è
assolutamente necessario immettere elementi che portino a
superare il problema del disagio abitativo nel nostro Paese.
Quali sono tali elementi? Al riguardo, sostengo che il
disegno di legge ottempera quanto disposto dalla sentenza
della Corte costituzionale n. 155 del 2004.
Il primo elemento sostanziale è che l'intervento viene
finalmente legato anche alla capacità di programmazione che
è in capo alle Regioni, che devono, anche con auto l'ausilio
fondamentale degli enti locali, varare entro tre mesi un
programma triennale da inviare ai Ministri competenti. Nel
piano avremo finalmente i dati del fabbisogno degli alloggi
di edilizia residenziale pubblica e soprattutto una
ricognizione della situazione nel nostro Paese. Vorrei
ricordare che questo elemento è fondamentale anche per la
gestione della contingenza degli sfratti. Si torna
finalmente, con elementi di novità apprezzabili, al concetto
di passaggio da casa a casa, attraverso la restituzione
facoltativa - credo però che, soprattutto nelle grande aree
metropolitane a forte disagio abitativo, si verificherà -
delle commissioni in capo ai Comuni, ma ovviamente
coordinate dai Prefetti.
Altro elemento fondamentale è l'istituzione del tavolo di
concertazione finalizzato a definire un programma nazionale
di edilizia residenziale pubblica. Credo che esso sarà
l'occasione non solo di contemperare gli interessi, ma di
cominciare a comprendere come si è evoluto il fabbisogno
abitativo nel nostro Paese, quali sono gli elementi di crisi
e anche come deve evolversi un piano serio di edilizia
residenziale pubblica, che può essere declinato in vari
modi. Abbiamo visto in questi anni esperienze diverse e
multiformi: non ci sono soltanto i classici piani di
edilizia residenziale pubblica, c'è la possibilità di
incrementare - e il nostro Gruppo è estremamente favorevole
- anche le politiche di recupero. Abbiamo la possibilità di
cominciare a ridisegnare un'idea di politica abitativa.
Altra questione importante, come dicevo, è quella relativa
al tavolo di concertazione. Il piano dà in mano ai Comuni,
ai Ministeri e alle Regioni la possibilità concreta di
comprendere come contrastare il fenomeno, che in questi anni
è stato impressionante, del boom immobiliare, che ha fatto
lievitare i prezzi degli affitti. Dovrebbe essere nella
sensibilità di quest'Aula comprendere che è arrivato anche
il momento di cominciare a rimetter mano alla legge n. 431
del 1998, perché essa non è più rispondente agli elementi di
novità subentrati in questi anni nel mercato immobiliare.
Contemporaneamente, lo sottolineava giustamente il Ministro,
abbiamo avuto una drastica riduzione della proprietà
pubblica nel campo degli alloggi, anche a causa del fenomeno
della cartolarizzazione. Le cartolarizzazioni e le
dismissioni degli alloggi degli enti previdenziali pubblici,
della proprietà pubblica, non hanno prodotto una
calmierazione dei prezzi del mercato. Al contrario, hanno
tolto la possibilità alla mano pubblica di intervenire per
venire incontro alle famiglie più bisognose e non hanno
avuto, lo ripeto, alcun effetto nel calmierare i prezzi. Il
boom dei prezzi e la bolla immobiliare, erano dovuti infatti
a ragioni ben più ampie e forse sarebbe il caso di avviare
una riflessione a questo riguardo.
Il secondo elemento sostanziale consiste nel contemperare
due valori costituzionali, ossia il diritto all'alloggio e
la salvaguardia della proprietà privata. Credo che nel
provvedimento ciò avvenga e che quindi siano entrambi
tutelati. Infatti, la proroga viene data solo a categorie
che si trovino in determinate condizioni, tra l'altro tutte
vincolate al non raggiungimento del tetto di 27.000 euro
come reddito annuo lordo complessivo familiare.
Contemporaneamente, queste stesse norme e condizioni si
applicano anche al conduttore, qualora dovesse venire a
trovarsi in queste condizioni.
Ciò che alcuni ritengono negativo, ma che noi, invece,
salutiamo molto positivamente, è la differenziazione, in
merito alla sospensione delle procedure esecutive di
rilascio, tra gli otto e i sedici mesi, a seconda del
locatore. Faccio riferimento al comma 3 dell'articolo 1,
dove si parla di sospensione degli sfratti fino a diciotto
mesi per i locatari che, in un precedente provvedimento,
venivano definiti come grandi proprietà immobiliari, e che,
oggi, vengono individuati in enti previdenziali, casse
professionali e società assicurative, che rappresentano nei
Comuni a grande disagio abitativo il nocciolo duro delle
difficoltà, anche nei confronti degli inquilini. Si tratta
di un elemento importante, perché chi ha grandi proprietà
non ha la condizione soggettiva del piccolo locatore che
magari può avere la necessità di riavere la casa. Il
provvedimento permette insomma di fare un'operazione di
equità.
Sappiamo benissimo che tutto questo non basta. È il primo
provvedimento per ricominciare a costruire in modo serio,
dopo anni di nulla, una politica di Governo per
l'abitazione.
Ho apprezzato le dichiarazioni del Ministro, perché quando
si discute di welfare molto spesso non si affronta il
problema della casa, che è uno dei più sentiti dai nostri
cittadini.
Per questi motivi, il nostro Gruppo darà un voto a favore di
questo disegno di legge. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com).
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