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Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo Insieme con
l'Unione Verdi-Comunisti Italiani non solo ha sottoscritto
la mozione (sia io che il senatore Cossutta siamo tra i
presentatori), ma è convinto della necessità di presentare
una mozione così ampiamente sostenuta da moltissime forze
politiche e anche da singoli senatori per la candidatura di
Roma.
Vorrei ricordare che una delle condizioni poste dallo stesso
sindaco Veltroni è stata proprio la necessità che si
realizzasse la più ampia convergenza tra le forze politiche
locali e nazionali di maggioranza e di opposizione. La
candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2016, infatti, dopo
che Milano ha ritirato la propria, è importante
evidentemente per tutto il Paese: non si tratta soltanto di
un elemento positivo per la città di Roma, ma per tutto il
Paese, di cui Roma è la capitale.
Qualcuno poteva obiettare sull'idea della presentazione di
una mozione parlamentare, ma insisto invece nel dire che è
assolutamente fondamentale che oggi si svolga questa
discussione e che ci sia un voto favorevole alla mozione,
perché ci deve essere il più ampio coinvolgimento,
considerando soprattutto che i tempi sono abbastanza
ristretti. Vorrei ricordare, tra le altre cose, che il
dossier che accompagna la candidatura deve essere preparato
già per luglio 2007; il Comitato olimpico internazionale a
quella data inizierà a valutare le candidature, per poi
arrivare ad una decisione nel 2009.
Sapete che molti di noi sostennero la candidatura di Roma
nel 2004, che fu importante per la città: già la
candidatura, infatti, vorrei ricordarlo a tutti e
sottolinearlo, è un elemento di prestigio estremamente
positivo per la città. Forse, però, non vi fu allora quell'ampia
convergenza alla quale invece oggi assistiamo, sia
considerando i firmatari della mozione, sia tenendo conto
dell'approvazione della stessa alla Camera dei deputati. Non
vi fu quell'ampia convergenza perché il Paese non fu unito.
Desidero sottolinearlo con molta chiarezza: vi erano,
evidentemente, retropensieri, vi erano interessi per altre
città.
Nel momento in cui candidiamo Roma, dobbiamo essere
coscienti che è la candidatura dell'Italia, dell'intero
Paese. Essa costituisce un elemento straordinario, non solo
perché le Olimpiadi possono rappresentare un fattore di
coesione ma anche perché, al di là della retorica, è chiaro
che riuscire a costruire una forte candidatura che si
concluda all'appuntamento del 2016 con le Olimpiadi a Roma è
un elemento forte per l'Italia, un elemento di assoluta
dinamicità, che rimette in campo la nostra competitività, il
nostro appeal come Paese a livello internazionale. Vorrei
ricordare la straordinaria Olimpiade di Roma del 1960.
Sarebbe un ritorno, dopo cinquantasei anni, nella nostra
città e credo che rappresenti un investimento forte. Le
Olimpiadi, infatti, oggi rappresentano un investimento.
Vorrei anche ribadire con molta chiarezza che quanto più vi
è coesione, quanto più si riescono a coinvolgere non solo le
forze politiche e gli addetti ai lavori, ma anche le
associazioni sportive, i gruppi di base dello sport e i
gruppi dilettantistici, tanto più bisogna essere attenti a
come potranno essere svolte le Olimpiadi, agli investimenti
che si realizzeranno nella città e nel Paese.
Attualmente le candidature forti (abbiamo una concorrenza
spietata: vi sono 17 candidature) sono quelle che riescono a
preparare un'ipotesi strategica di opere e di interventi
davvero corrispondenti alla storia della città, che non solo
non creano problemi di impatto ambientale (che purtroppo,
devo dire, si sono riscontrati anche per le Olimpiadi di
Torino) ma che, invece, sono da questo punto di vista anche
una garanzia di sostenibilità e di miglioramento della città
stessa. La qualità deve condurre la candidatura per mano:
qualità progettuale, qualità nella partecipazione, qualità
di un Paese che investe nella propria capitale.
Se riusciremo a fare questo credo che questa volta otterremo
un risultato importante, di grande prestigio per Roma e per
il nostro Paese. (Applausi dal Gruppo IU-Verdi-Com). |