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“La proposta della
Commissione sulle quote latte conferma una impostazione che
favorisce gli esportatori nord-europei e ha ridotto al lastrico
gli allevamenti italiani. Dal nostro Governo ci aspettiamo un
forte impegno per salvaguardare un settore in sofferenza,
costretto ad importare il 40% della materia prima.”
Loredana De Petris, senatrice dei verdi e capogruppo in
Commissione Agricoltura, giudica negativamente la proposta
adottata oggi a Bruxelles concernente l’aumento lineare del 2%
delle quote latte a tutti gli Stati membri.
“L’Italia è l’unico Paese dell’UE – dichiara la senatrice – ad
avere diritti di produzione attribuiti molto inferiori al
consumo interno, mentre tutti gli Stati nord-europei hanno quote
assegnate ben superiori al fabbisogno e spesso non le utilizzano
a pieno, con punte del 360% per l’Irlanda e del 230% per la
Danimarca, guarda caso Paese d’origine dell’attuale Commissario
all’agricoltura. L’attuale regime – prosegue la senatrice –
altera anche le condizioni di concorrenza fra le aziende
zootecniche europee. I nostri allevatori sono stati costretti a
pagare in questi anni le quote latte fino a 10 volte di più dei
loro colleghi del nord, con un esborso dal 2003 ad oggi di quasi
500 milioni di euro, risorse preziose sottratte ai bilanci delle
aziende ed agli investimenti per la qualità del prodotto. Non si
può perpetuare – conclude l’esponente dei Verdi – una situazione
iniqua. L’aumento delle quote deve essere attribuito
prioritariamente agli Stati deficitari e deve essere consentita
la compensazione mediante affitto intracomunitario.” |