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18/12/06

FINANZIARIA: TIBALDI (PDCI), PIU’ TUTELE PER LAVORATORI ATIPICI. NON CAPIAMO ALLARME DEL “SOLE 24 ORE”. IL PARLAMENTO HA FATTO IL SUO DOVERE

“Con un articolo ampio ed allarmato il Sole 24 ore di ieri commenta le novità introdotte in finanziaria sugli atipici: in particolare quelle riferite al trattamento economico e previdenziale di questi lavoratori”. Lo afferma il senatore del Pdci Dino Tibaldi, membro della Commissione Lavoro a palazzo Madama per il Gruppo Verdi-Pdci. “Non trovo assolutamente un’ingerenza del Parlamento aver voluto entrare in merito alla salvaguardia dei trattamenti in essere per i co.co.pro. e co.co.co. con una norma che definisce che i due terzi dell’aumento dell’aliquota sia a carico dei datori di lavoro, al fine di evitare quanto è successo la vota precedente quando l’aliquota passò dal 14 al 19, scaricandosi tutta sui lavoratori; infatti il loro salario medio è sceso da 12.500 euro a 10.700. Non si tratta di una “blindatura” come sostiene l’articolista ma della semplice sottolineatura di quanto previsto dalla legislazione. Sulla questione relativa ai trattamenti economici dei co.co.pro., anch’essa contenuta al comma 774, che prevede che si debba fare riferimento per il salario ai contratti nazionali di settore, mentre non stupisce lo stupore di Bombassei, trovo singolare addirittura imputare alla norma in questione una capacità di stravolgimento della legge 30. Senza dubbio il principio per il quale mi sono battuto strenuamente affinché entrasse in finanziaria, prevede migliori garanzie economiche per questi lavoratori che nella stragrande maggioranza dei casi hanno sottosalari e non sono nelle condizioni di arrivare a fine mese e spesso hanno forme di lavoro dipendente mascherate da co.co.pro., al fine di pagarli di meno, dargli meno diritti e tanta precarietà.
Penso quindi che la norma sia coerente con i principi affermati nel programma dell’Unione che si pone l’obiettivo di un’equiparazione sia economica che dei diritti ai lavoratori a tempo indeterminato. Non capisco – conclude l’esponente del Pdci - come ci si possa allarmare e gridare allo scandalo se in Parlamento si tenta di provvedere in questa direzione, a meno che Confindustria non voglia continuare a perseverare nell’idea che i salari dei lavoratori vadano ulteriormente tagliati. Voglio loro ricordare che questa pratica (bassi salari e bassa professionalità, eccesso di precariato) è stata una dei fattori che ha portato al declino industriale ed alla caduta di competitività del sistema Italia”.




 

 


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