|
Il senatore dei
"Verdi-Pdci" Mauro Bulgarelli ha depositato il testo di un
disegno di legge, che riprende quello presentato a livello
regionale dal consigliere dei Verdi Alessandro Metz, che
promuove l'adozione di software open source nella pubblica
amministrazione e sostiene la diffusione di software libero. "Da
tempo -spiega Bulgarelli- la Commissione europea sponsorizza
l'utilizzo del software libero nell'ambito della pubblica
amministrazione, settore nel quale l'interoperabilità e la
cooperazione tra sistemi informativi ricopre un'importanza
nevralgica. Anche nel nostro paese, sia a livello centrale che
regionale, vi sono iniziative che perseguono il medesimo
obiettivo, come testimonia l'operato del CNIPA (Centro Nazionale
per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) e le varie
leggi regionali e delibere provinciali. Tuttavia -continua il
senatore dei Verdi- molto lavoro rimane ancora da compiere e per
questo è tempo che lo Stato si faccia carico in prima persona
della diffusione e dello sviluppo di software open source e dei
cosiddetti "formati aperti", al fine di garantire ai cittadini e
alla pubblica amministrazione l'accesso perpetuo alle
informazioni. L'adozione di software libero -prosegue
Bulgarelli- implica la libertà di eseguire il programma per
qualunque scopo, senza vincoli sul suo utilizzo, di studiarne il
funzionamento e di adattarlo alle proprie esigenze, di
migliorarlo e di ridistribuirne copie e miglioramenti. Il ddl,
inoltre, prevede che gli archivi elettronici utilizzati dalla PA
debbano permettere l’accesso ai dati mediante protocolli aperti,
senza che alcuna limitazione tecnica, di licenze da brevetti, di
copyright o di marchi registrati possa gravare sull’estrazione
dei dati dall’archivio o al trasferimento su altro archivio. La
pubblica amministrazione è tenuta pertanto a utilizzare almeno
un formato aperto nella memorizzazione dei propri documenti e
nella loro pubblicazione e, nella gestione dei rapporti
telematici con i cittadini, deve mettere a disposizione di
quest'ultimi gli strumenti software necessari. La convinzione di
fondo su cui il ddl si basa -conclude Bulgarelli- è che il
software libero, oltre a essere un ottimo strumento per
informatizzare la PA e incentivare l'informatica nelle scuole,
sia un mezzo formidabile per abbattere le barriere digitali,
consentendo agli individui di partecipare a forme di
cittadinanza attiva." |