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"L'elogio della
diversità e della ricchezza dello scambio è un dato positivo.
Presuppone, però, l'uguaglianza e il riconoscimento delle pari
dignità di tutti i soggetti. Il parlare a vanvera, da parte dei
cosiddetti laici e teodem del Pd, di sintesi a cui lavorare, non
può celare la cruda realtà: partendo dalla propria ideologia
qualcuno vuole imporre visioni del mondo e stili di vita agli
altri". Lo afferma il senatore Gianpaolo Silvestri, candidato
della Sinistra l'Arcobaleno in Sicilia per il Senato e
responsabile dei diritti civili dei Verdi, commentando il
documento di laici e teodem del Pd.
"Fino ad oggi, comunque, la cosiddetta sintesi è stata
l'arroganza dei veti, ed ha impedito di legiferare, ad esempio,
sulle unioni civili, sul testamento biologico, sulla revisione
dell'otto mille per mille e persino su un'ovvietà, già presente
nella Carta fondamentali dei diritti d'Europa e nel senso
comune:il reato di discriminazioni per orientamento sessuale.
L'imbroglio è evidente: non si tratta di anacronistiche
divisioni tra laici e teodem, ma tra democratici e gente libera
da una parte, e autoritari integralisti, dall'altra, che
credenti o non, vogliono decidere delle vite altrui. Il vuoto
del Pd rivela che il sogno di Veltroni è in realtà un incubo per
chi ritiene che oltre alla differenza sia una valore anche
l'uguaglianza". |