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Sì dell'Aula alla riforma degli esami di maturità
L'Assemblea ha approvato, nel corso della seduta pomeridiana, la riforma degli esami di istruzione secondaria superiore, proposta dal disegno di legge 960. Il testo passa ora all'esame della Camera dei deputati.
L'esame era iniziato nella seduta antimeridiana del 7 novembre con la relazione da parte della senatrice Soliani; nella stessa seduta l'Aula aveva respinto le questioni pregiudiziali, presentate dall'opposizione.
Secondo la relatrice, sono tre i punti qualificanti del provvedimento: «Il primo è la natura pubblica dell'esame e il contrasto dei diplomifici, la serietà delle prove e dell'impianto, il valore del titolo di studio; il secondo è la responsabilizzazione degli studenti e delle istituzioni scolastiche anche in ordine alla verifica dei risultati, nella valorizzazione dell'autonomia delle scuole; il terzo è l'orientamento e il raccordo con l'università, gli istituti di formazione tecnica superiore, gli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, le professioni e il lavoro».
L'esame di maturità "riformato" comprende tre prove scritte ed un colloquio. Il Ministro sceglie i testi della prima e seconda prova, mentre il testo della terza è predisposto dalla commissione d'esame. In particolare, la terza prova è espressione dell'autonomia dell'istituzione scolastica, tenuto conto di modelli predisposti dall'INVALSI, il quale provvederà anche alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti al termine dei percorsi di istruzione e delle prove d'esame secondo criteri e modalità coerenti con quelli applicati a livello internazionale per garantirne la comparabilità.
