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2008

Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica

«La previsione di crescita italiana viene oggi fortemente ridotta rispetto a solo pochi mesi fa, da 1,5 a 0,6 per cento, per tenere pienamente conto delle recenti informazioni sulla congiuntura internazionale e interna. La previsione è in linea con le stime più aggiornate dei maggiori istituti internazionali». E' quanto si legge nella Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica ("Andamento dell'economia nel 2007 e aggiornamento delle previsioni per il 2008-2011 e situazione di cassa al 31 dicembre 2007 e stima del fabbisogno di cassa per l'anno 2008"), presentata in Parlamento dal Ministro dell'economia e delle finanze Padoa-Schioppa, disponibile in formato pdf.

Deficit al 2,4 per cento

Per quanto riguarda il deficit, «è previsto stabilirsi al 2,4 per cento del Pil», cioè lo 0,2 per cento in più rispetto a quanto previsto a settembre. In ogni caso, «il lieve aumento del deficit previsto per il 2008 appare di natura del tutto transitoria. L'andamento tendenziale per gli anni successivi al 2008, stimato con criteri di uguale prudenza, mostra un profilo fortemente decrescente del deficit, che verrebbe a collocarsi su livelli abbondantemente al di sotto del 2 per cento del Pil».

Per il pareggio una correzione di mezzo punto di PIL all'anno

[...] «L'obiettivo del pareggio strutturale dei conti pubblici nel 2011 è un traguardo indispensabile per ottenere una soddisfacente riduzione del debito pubblico, liberare risorse e assicurare uno sviluppo sostenibile in un contesto demografico sfavorevole. E' anche un obiettivo non negoziabile in sede europea. Per raggiungere il pareggio sarà necessario compiere nel triennio 2009-2011 un'ulteriore correzione del disavanzo tendenziale a legislazione vigente di circa mezzo punto di PIL all'anno, intorno ai 20 miliardi nel triennio, nettamente inferiore a quella realizzata in due anni dal Governo uscente».

Il debito pubblico: per ogni italiano (neonati compresi) 1300 euro all'anno di interessi

[...] «Il debito pubblico italiano è ancora superiore al 100 per cento del PIL, il più alto tra i paesi dell'Unione Europea. Ogni italiano, anche se neonato, porta sulle spalle il pagamento di 1.300 euro l'anno per interessi; e non possiamo neanche dire che li dobbiamo a noi stessi, perché circa la metà del debito è in mani estere». [...] «Se fosse al livello degli altri paesi dell'area euro, ci sarebbero ogni anno 30 miliardi di minor spesa per interessi, che potrebbero essere destinati a riduzione delle imposte, a investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, al finanziamento di politiche sociali, a un più veloce conseguimento del pareggio dei conti pubblici».
[...] «La spesa per interessi sul debito pubblico è risultata in forte crescita, passando dal 4,6 al 5,0 per cento del PIL, per effetto dell'aumento dei tassi di interesse nell'area dell'euro».

L'economia sommersa: una perdita di oltre 100 miliardi l'anno

[...] «L'economia sommersa raggiunge, secondo le stime ISTAT, circa il 17 per cento del PIL, e le stime disponibili dell'evasione sulle diverse categorie di imposte raggiungono proporzioni ancora maggiori. Sono livelli 2-3 volte superiori a quelli osservati nei maggiori paesi europei e fino a 4 volte superiori a quelli dei paesi più virtuosi. In termini di gettito si tratta di almeno 7 punti percentuali di PIL, corrispondenti a una perdita di oltre 100 miliardi l'anno».