Sei in: Home »  Attualitą » Approfondimenti » 2007 » Il reddito disponibile delle famiglie italiane nel 2006

2007

Il reddito disponibile delle famiglie italiane nel 2006
Novembre 2007
Elaborazione da un dossier del Servizio Studi del Senato.

Le informazioni sul reddito e sulla spesa familiari sono tra le più complesse da raccogliere. Esse sono tuttavia necessarie sia alle Istituzioni sia ad una vasta cerchia di studiosi, perché consentono di cogliere gli stili di vita e di comportamento di persone diverse e perché, opportunamente sintetizzate (come si è cercato di fare nel presente dossier), permettono di formulare considerazioni non solo economiche, ma anche sociali e psicologiche, di notevole importanza nella formulazione delle politiche per l'occupazione, l'abitazione, la sanità, la previdenza, l'assistenza ed altro ancora.
Il concetto di reddito utilizzato nel presente dossier è quello di "reddito disponibile delle famiglie", che differisce in certa misura dal reddito nazionale, che dà la misura del livello di attività economica di un Paese.
Il reddito delle famiglie qui trattato è visto sotto l'aspetto macroeconomico, desunto dai Conti economici nazionali (Sec95). Infatti detti conti danno una misura più precisa del reddito disponibile, ma non possono dirci le caratteristiche socio-economiche delle persone che lo percepiscono (allo scopo l'Istat, da alcuni anni, ha istituito alcune rilevazioni che consentono, per larga massima, di conoscere i redditi familiari e quindi i relativi consumi, distinti secondo caratteristiche dalle quali dipende l'ammontare del reddito percepito, da cui scaturiscono i diversi schemi di consumo).
Nel trattare del reddito disponibile, l'anno di riferimento è il 2006.
Gli aspetti salienti dell'anno summenzionato rispetto al 2005 possono sintetizzarsi nel modo seguente:

1. per le Famiglie consumatrici, l'aumento delle imposte correnti e dei contributi sociali versati alle Amministrazioni Pubbliche ha contenuto la crescita del reddito disponibile al 2,8 per cento. Nel dettaglio, il settore ha registrato un aumento dell'8,4 per cento delle imposte correnti, imputabile all'Irpef (+6,4 per cento) e alle imposte sulle attività finanziarie (in particolare le ritenute sugli interessi, le imposte sul risparmio gestito e quelle sulle riserve matematiche delle assicurazioni): l'incidenza delle imposte correnti sul reddito disponibile è passata, pertanto, dal 13,9 per cento del 2005 al 14,6 per cento nel 2006. Se alle imposte correnti si aggiungono i contributi sociali, sia effettivi che figurativi, cresciuti del 4,4 per cento (+4,7 per cento nel 2005), il carico fiscale e contributivo corrente sulle famiglie nel 2006 si è attestato al 28,7 per cento (era il 28,1 per cento nel 2005). Nell'ambito dei trasferimenti, infine, subiscono un'accelerazione le prestazioni sociali, che sono aumentate nel 2006 del 4,4 per cento (+3,6 e +3,2 per cento nei due anni precedenti); in particolare, le pensioni e rendite di tipo previdenziale sono cresciute del 3,8 per cento (+3,5 per cento nel 2005) e le pensioni di tipo assistenziale del 3,3 per cento (+2,1 per cento nel 2005), mentre l'incremento degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni e indennità di disoccupazione) è stato del 6,8 per cento.

2. L'incremento del 4,2 per cento della spesa per consumi finali (il più rilevante a partire dal 2000) ha determinato un'importante contrazione del risparmio delle Famiglie consumatrici, che si è ridotto del 7,1 per cento rispetto all'anno precedente, quando era, invece, rimasto sostanzialmente stabile.
La propensione al risparmio (definita come rapporto tra il risparmio lordo ed il reddito disponibile lordo1) si è attestata al 12,1 per cento (1,2 punti in meno rispetto all'anno precedente).

IL REDDITO DISPONIBILE DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL 2006

  • Nel 2006, per il secondo anno consecutivo, il potere d'acquisto delle famiglie italiane, valutato ai prezzi dell'anno 2000, è rimasto invariato, nonostante l'aumento in termini nominali del reddito disponibile del 2,7 per cento. La parallela accentuazione del ritmo di crescita della spesa per consumi finali ha determinato una consistente riduzione della propensione al risparmio, che è risultata di 1,3 punti percentuali inferiore all'anno precedente e si è attestata al 12 per cento.
  • Il reddito primario, che esprime la remunerazione dei diversi fattori produttivi offerti dalle famiglie, ha mostrato una dinamica sostenuta, crescendo del 3,6 per cento, quasi un punto percentuale in più rispetto al 2005. In presenza di un incremento del 2,2 per cento dell'occupazione dipendente, misurata in termini di unità di lavoro, i redditi da lavoro dipendente sono aumentati del 4,6 per cento, un risultato analogo a quello del 2005. Le retribuzioni lorde, che sono la componente del reddito da lavoro che contribuisce effettivamente al reddito disponibile delle famiglie, hanno presentato un incremento lievemente più sostenuto, pari al 4,9 per cento (4,7 per cento nel 2005); i contributi sociali, che sono versati agli enti di previdenza, sono cresciuti, invece, del 3,8 per cento.
  • Alla crescita del reddito primario hanno contribuito in misura minore i redditi derivanti dal lavoro autonomo e dalla gestione delle piccole imprese classificate nel settore, che sono cresciuti soltanto dello 0,7 per cento; si tratta comunque di un parziale recupero della flessione, vicina al 2 per cento, subita nel 2005 per effetto di una consistente contrazione del numero di unità di lavoro indipendenti.
    Un apporto negativo alla variazione del reddito è venuto dalla componente degli utili delle società di persone e dei compensi attribuiti ad amministratori e sindaci delle società di capitali, diminuiti nel complesso dell'1,2 per cento, dopo la flessione del 2,7 per cento già sperimentata l'anno precedente.
  • Ad alimentare la crescita del reddito primario nel 2006 ha contribuito il favorevole andamento dei rendimenti delle attività finanziarie nette, cresciuti del 6,6 per cento (5,8 per cento nel 2005).
    Tale risultato si deve essenzialmente agli interessi netti che, dopo quattro anni di ripetute flessioni, sono aumentati del 6,5 per cento, con un effetto netto positivo di oltre 3 miliardi di euro sul reddito delle famiglie; l'incremento degli interessi passivi, pur molto elevato in termini relativi (oltre il 53 per cento), è stato largamente compensato dall'ampia crescita degli interessi attivi (12,7 per cento), realizzata grazie anche al migliorato rendimento dei titoli. Anche i dividendi, pur se in rallentamento rispetto all'eccezionale espansione dei due anni precedenti, hanno mostrato un tasso di crescita soddisfacente (+6,7 per cento); considerazioni analoghe valgono per i rendimenti delle riserve delle assicurazioni sulla vita, che vengono figurativamente imputati al reddito delle famiglie, aumentati del 7,4 per cento.
  • La dinamica del risultato lordo di gestione ha mostrato un'accelerazione, crescendo del 5,4 per cento, un punto in più rispetto al 2005, guidato dalla dinamica dei fitti imputati, aumentati del 5,1 per cento (4,4 per cento l'anno precedente).
    Nel 2006 la quota di reddito primario lordo sottratta dall'insieme delle operazioni di redistribuzione è aumentata sensibilmente passando dal 10,4 all'11,2 per cento.
  • Sulle disponibilità delle famiglie ha inciso negativamente il forte aumento dell'imposizione fiscale corrente (+8,9 per cento), dovuto alla crescita dell'Irpef (+6,4 per cento) e delle imposte sulle attività finanziarie (in particolare le ritenute sugli interessi, le imposte sul risparmio gestito e quelle sulle riserve matematiche delle assicurazioni): l'incidenza delle imposte correnti sul reddito disponibile è passata dal 14,0 per cento del 2005 al 14,7 del 2006.
    Una variazione analoga si riscontra per il carico fiscale complessivo, quello cioè che include anche le imposte in conto capitale, che non incidono sul reddito ma piuttosto sulla ricchezza delle famiglie: il prelievo di tali imposte si è ormai sostanzialmente esaurito, restando a carico delle famiglie solo un importo minimo, legato agli esiti del condono edilizio del 2004.
    Se alle imposte correnti pagate dalle famiglie si aggiungono i contributi sociali, effettivi e figurativi, cresciuti del 4,4 per cento (4,7 nel 2005), il carico fiscale e contributivo corrente sulle famiglie nello scorso anno è salito al 28,8 per cento dal 28,1 del 2005.
  • Nell'ambito dei trasferimenti, infine, le prestazioni sociali hanno mostrato un'accelerazione, aumentando nel 2006 del 4,8 per cento (3,2 l'anno precedente): in particolare, le pensioni e rendite di tipo previdenziale sono cresciute del 3,8 per cento (3,5 nel 2005) e le pensioni di tipo assistenziale del 3,3 per cento (2,1 nel 2005); l'incremento degli ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni e indennità di disoccupazione) è stato del 6,8 per cento. La quota delle prestazioni sociali sul reddito primario è salita dal 25,2 al 25,4 per cento, confermando la tendenza a un lento ma graduale aumento in atto ormai dal 2000. L'incremento del 4,2 per cento della spesa per consumi finali ha corrisposto a una contrazione del 7,6 per cento del risparmio delle famiglie.

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE

Dopo i modestissimi incrementi del quadriennio precedente, nel 2006 i consumi delle famiglie residenti sono aumentati dell'1,5 per cento in termini reali (tab. 7), un ritmo comunque inferiore alla crescita media registrata nella fase espansiva del 1998-2000. In presenza di acquisti di beni non durevoli sostanzialmente stazionari, la spesa in semidurevoli è aumentata per la prima volta in quattro anni (1,2 per cento; tab. 8); i consumi dei beni tradizionali dei comparti del "made in Italy" sono stati soddisfatti in misura crescente con acquisti dall'estero. Quelli di beni durevoli si sono confermati robusti (3,2 per cento), soprattutto per i prodotti dell'elettronica e della telefonia; anche la domanda di mezzi di trasporto ha segnato un deciso recupero. I consumi di servizi, sui quali si concentra circa la metà della spesa complessiva delle famiglie, hanno accelerato al 2,0 per cento; vi ha contribuito la ripresa nel comparto delle comunicazioni, nonché quella delle attività legate al turismo e al tempo libero.

L'accelerazione della spesa per consumi non ha potuto trarre sostegno dall'andamento del reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici che, in termini reali, avrebbe ristagnato per il secondo anno consecutivo (tab. 9). Le ampie revisioni apportate alle statistiche ufficiali sulla dinamica del reddito nel biennio 2004-05 inducono cautela nel ritenere già stabilizzato il dato relativo al 2006. Correggendo per la minore erosione monetaria delle attività finanziarie nette, dovuta alla riduzione dell'inflazione attesa, nel 2006 il potere d'acquisto sarebbe aumentato di mezzo punto percentuale.

L'azione delle Amministrazioni pubbliche ha frenato la crescita del reddito disponibile nominale delle famiglie consumatrici per 1,1 punti percentuali, quasi il doppio rispetto al 2005: l'aumento della spesa per prestazioni sociali (4,8 per cento) ha compensato solo in parte quello dei contributi sociali (4,4 per cento) e, soprattutto, quello delle imposte correnti sul reddito e sul patrimonio (8,9 per cento; 1,9 nella media del quinquennio precedente).

Dopo la brusca flessione del 2005, i redditi da lavoro autonomo hanno ristagnato: il modesto recupero delle unità standard di lavoro indipendente (0,7 per cento, da -4,1 nell'anno precedente) è stato quasi interamente compensato dal calo dei redditi unitari (-0,5 per cento). Il monte retributivo (cresciuto del 5,0 per cento) ha invece sostenuto per 2 punti percentuali la crescita del reddito disponibile nominale, grazie al simultaneo incremento delle unità standard di lavoro dipendente e delle retribuzioni unitarie.

I redditi netti da proprietà hanno accelerato al 4,5 per cento. Vi hanno contribuito l'ulteriore rafforzamento del risultato lordo di gestione (5,4 per cento), sospinto dalla dinamica dei canoni di locazione, e l'aumento degli interessi netti affluiti alle famiglie (6,5 per cento). Quest'ultimo riflette l'incremento del flusso di interessi attivi che, favoriti dall'accresciuto stock di ricchezza finanziaria detenuto e dal rialzo dei tassi di rendimento nell'anno, hanno interrotto una caduta in atto dal 2002. Nel contempo, il flusso di interessi passivi è ulteriormente aumentato, gravato dagli oneri connessi con l'espansione continua dell'indebitamento per l'acquisto di abitazioni e di beni di consumo, nonché dal forte incremento dei tassi. Il crescente ricorso al credito al consumo da parte delle famiglie italiane trova sostegno nel processo di innovazione finanziaria ma si mantiene tuttora su livelli bassi rispetto ai paesi più sviluppati. I dividendi percepiti dalle famiglie e gli altri utili distribuiti dalle società sono cresciuti, nel complesso, dell'1,8 per cento, in pronunciato rallentamento rispetto al 2005.

La propensione al risparmio delle famiglie si è ridotta di 1,3 punti, scendendo all'11,0 per cento, il livello più basso dal 2000, ma tuttora elevato nel confronto con gli altri paesi avanzati; misurata con riferimento al reddito corretto per l'erosione monetaria attesa, la propensione è pari al 9,1 per cento (9,9 nel 2005). La formazione di risparmio è ammontata, al netto della variazione delle riserve dei fondi pensione, a 108 miliardi di euro a prezzi correnti (-8,2 per cento rispetto al 2005); unitamente alla rivalutazione delle attività finanziarie e reali, essa ha continuato a sospingere l'accumulazione di ricchezza.