SENATO DELLA REPUBBLICA
-------------------- XVII LEGISLATURA ------------------


6a Commissione permanente
(FINANZE E TESORO)


494ª seduta: martedì 30 maggio 2017, ore 15
495ª seduta: mercoledì 31 maggio 2017, ore 15,30
496ª seduta: giovedì 1° giugno 2017, ore 14


ORDINE DEL GIORNO


PROCEDURE INFORMATIVE

I. Seguito dell'indagine conoscitiva per l'istruttoria delle proposte legislative dell'Unione europea in materia creditizia - "Pacchetto bancario" (COM (2016) 850 def., COM (2016) 851 def., COM (2016) 852 def., COM (2016) 853 def., COM (2016) 854 def. e COM (2016) 856 def.): audizione del professor Rainer Masera

II. Interrogazioni

IN SEDE CONSULTIVA

Esame degli atti:
1. Schema di decreto legislativo recante codice del Terzo settore - Relatore alla Commissione LUCHERINI
(Osservazioni alla 1a Commissione)
(n. 417)
2. Schema di decreto legislativo recante disciplina dell'istituto del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
(Osservazioni alla 5a Commissione)
(n. 419)

IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 139-bis del Regolamento, dell'atto:
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/65/UE relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE, come modificata dalla direttiva (UE) 2016/1034, e adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari e che modifica il regolamento (UE) 648/2012, come modificato dal regolamento (UE) 2016/1033 - Relatore alla Commissione Mauro Maria MARINO
(Previe osservazioni della 1a, della 2a, della 5a e della 14a Commissione)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento, ai sensi degli articoli 1 e 9 della legge 9 luglio 2015, n. 114)
(n. 413)


ESAME DI ATTI PREPARATORI DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIA

I. Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, degli atti comunitari sottoposti al parere motivato sulla sussidiarietà:
1. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda il coefficiente di leva finanziaria, il coefficiente netto di finanziamento stabile, i requisiti di fondi propri e passività ammissibili, il rischio di controparte, il rischio di mercato, le esposizioni verso controparti centrali, le esposizioni verso organismi di investimento collettivo, le grandi esposizioni, gli obblighi di segnalazione e informativa e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012
(Osservazioni della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 850 definitivo)
2. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 806/2014 per quanto riguarda la capacità di assorbimento delle perdite e di ricapitalizzazione per gli enti creditizi e le imprese di investimento
(Osservazioni della 2ª, della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 851 definitivo)
3. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2014/59/UE sulla capacità di assorbimento di perdite e di ricapitalizzazione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e le direttive 98/26/CE, 2002/47/CE, 2012/30/UE, 2011/35/UE, 2005/56/CE, 2004/25/CE e 2007/36/CE
(Osservazioni della 2ª, della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 852 definitivo)
4. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la classificazione degli strumenti di debito non garantiti nella gerarchia dei crediti in caso di insolvenza
(Osservazioni della 2ª, della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 853 definitivo)
5. Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/36/UE per quanto riguarda le entità esentate, le società di partecipazione finanziaria, le società di partecipazione finanziaria mista, la remunerazione, le misure e i poteri di vigilanza e le misure di conservazione del capitale
(Osservazioni della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 854 definitivo)
6. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un quadro di risanamento e risoluzione delle controparti centrali e recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1095/2010, (UE) n. 648/2012 e (UE) 2015/2365
(Osservazioni della 2ª, della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 856 definitivo)
- Relatore alla Commissione Mauro Maria MARINO
II. Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, degli atti comunitari sottoposti al parere motivato sulla sussidiarietà:
1. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure strutturali volte ad accrescere la resilienza degli enti creditizi dell'UE - Relatore alla Commissione Mauro Maria MARINO
(Osservazioni della 3ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2014) 43 definitivo)
2. Proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società - Relatrice alla Commissione GUERRA
(Osservazioni della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 683 definitivo)
3. Proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società - Relatrice alla Commissione GUERRA
(Osservazioni della 3ª, della 10ª e della 14ª Commissione)
(n. COM (2016) 685 definitivo)

IN SEDE REFERENTE

I. Seguito dell'esame dei disegni di legge:
1. MIRABELLI ed altri. - Disposizioni in materia di riordino dei giochi - Relatore alla Commissione MIRABELLI
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 4ª, della 5ª, della 7ª, della 8ª, della 9ª, della 10ª, della 12ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(2000)
2. Gianluca ROSSI ed altri. - Disposizioni per favorire l'acquisto di sussidi tecnici ed informatici in favore di studenti con disturbo specifico dell'apprendimento - Relatore alla Commissione MOSCARDELLI
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 7ª e della 12ª Commissione)
(2236)
3. Lucrezia RICCHIUTI ed altri. - Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione - Relatore alla Commissione FORNARO
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(2263)
II. Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge:
1. VACCIANO ed altri. - Disposizioni in materia di prescrizione del diritto alla restituzione del credito depositato nei libretti di risparmio
(Pareri della 1ª, della 2ª e della 5ª Commissione)
(2490)
2. Mauro Maria MARINO ed altri. - Disposizioni in materia di termine prescrizionale per il diritto alla restituzione di somme giacenti su conti e depositi bancari
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª e della 14ª Commissione)
- Relatore alla Commissione MOLINARI
(2631)
III. Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge:
1. LEPRI ed altri. - Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(1473)
2. ZELLER ed altri. - Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa ai prodotti di prima necessità per l'infanzia
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(22)
3. ZELLER e BERGER. - Agevolazioni fiscali e in materia di assegno per il nucleo familiare in favore delle famiglie numerose o con figli disabili e di quelle che si trovano al di sotto della soglia di povertà
(Pareri della 1a, della 5a, della 11a e della 14ª Commissione)
(25)
4. ZELLER ed altri. - Delega al Governo per la revisione del trattamento tributario della famiglia mediante l'introduzione del metodo del quoziente familiare
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(33)
5. Laura BIANCONI. - Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti di prima necessità per l'infanzia
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(153)
6. Laura BIANCONI. - Disposizioni in materia di agevolazioni fiscali per la prima casa in favore delle famiglie con un disabile grave a carico
(Pareri della 1a, della 5a, della 11a e della 12ª Commissione)
(167)
7. DE POLI. - Disposizioni per il riequilibrio del carico fiscale della famiglia e introduzione del contributo alla genitorialità
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(341)
8. BITONCI. - Modifica all'articolo 10 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concernente la deducibilità delle spese documentate sostenute per l'acquisto di beni di prima necessità
(Pareri della 1a e della 5a Commissione)
(569)
9. Emanuela MUNERATO. - Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota sul valore aggiunto relativa ai prodotti per l'infanzia
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(773)
10. Ornella BERTOROTTA ed altri. - Disposizioni per il sostegno delle famiglie numerose
(Pareri della 1a, della 2ª, della 5a, della 7ª, della 8ª e della 10a Commissione)
(924)
11. Raffaela BELLOT. - Riduzione dell'aliquota IVA sui prodotti di prima necessità per l'infanzia
(Pareri della 1a, della 5a e della 11a Commissione)
(1161)
12. D'ANNA. - Modifica alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto relativa agli alimenti destinati a lattanti e a bambini nella prima infanzia
(Pareri della 1a e della 5a Commissione)
(1198)
13. SCHIFANI ed altri. - Misure per il sostegno della famiglia
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 7ª, della 10ª, della 11ª, della 12ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)
(2066)
- Relatore alla Commissione MOSCARDELLI

IV. Esame congiunto dei disegni di legge:
1. Silvana Andreina COMAROLI ed altri. - Delega al Governo per la separazione dei modelli bancari
(Pareri della 1a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(331)
2. SCILIPOTI ISGRO'. - Delega al Governo per la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a e della 14a Commissione)
(635)
3. TREMONTI ed altri. - Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento bancario mediante la separazione tra credito produttivo e attività finanziaria speculativa
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(717)
4. STUCCHI. - Delega al Governo per la separazione dei modelli bancari
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(789)
5. BITONCI ed altri. - Delega al Governo per la separazione del modello di banca commerciale dal modello di banca d'affari
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(820)
6. VACCIANO ed altri. - Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento bancario attraverso la separazione delle attività bancarie commerciali da quelle speculative (Fatto proprio dal Gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento)
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(906)
7. Paola DE PIN. - Delega al Governo per la separazione tra banche d'affari e banche commerciali
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a e della 14a Commissione)
(1085)
8. Gianluca ROSSI ed altri. - Delega al Governo per il riordino e l'adeguamento del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in materia di regolamentazione delle attività bancarie
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a, della 10a e della 14a Commissione)
(1204)
9. NENCINI ed altri. - Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento bancario mediante la separazione tra banche commerciali e banche d'affari
(Pareri della 1a, della 2a, della 5a e della 14a Commissione)
(1228)
- Relatore alla Commissione Mauro Maria MARINO

V. Seguito dell'esame congiunto dei disegni di legge:
1. Silvana Andreina COMAROLI ed altri. - Disposizioni per l'adeguamento dei trattamenti pensionistici spettanti ai congiunti dei caduti e degli invalidi di guerra
(Pareri della 1a, della 4a, della 5a e della 11a Commissione)
(212)
2. Silvana Andreina COMAROLI ed altri. - Disposizioni per l'adeguamento dei trattamenti pensionistici spettanti ai mutilati e agli invalidi di guerra
(Pareri della 1a, della 4a, della 5a e della 12a Commissione)
(220)
3. MARINELLO ed altri. - Trattamenti pensionistici vittime di guerra
(Pareri della 1a, della 4a, della 5a e della 11a Commissione)
(1542)
4. Laura FASIOLO. - Trattamenti pensionistici di guerra
(Pareri della 1a, della 4a, della 5a e della 12a Commissione)
(1742)
- Relatore alla Commissione GIACOBBE


INTERROGAZIONI ALL'ORDINE DEL GIORNO

VACCIANO, SIMEONI, BENCINI, MOLINARI, CAMPANELLA, BOCCHINO, BIGNAMI, DE PIETRO, FUCKSIA- Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che tramite una segnalazione supportata da adeguata documentazione, gli interroganti sono stati messi al corrente che, dal 1996 ad oggi, la ASL di Latina non abbia mai provveduto alla liquidazione dei corrispettivi maturati dall'équipe del servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale dell'ospedale "Santa Maria Goretti" di Latina, unico polo ufficiale della provincia pontina individuato con delibera della Giunta regionale n. 9101 del 24 novembre 1994, in relazione alle spese sostenute per il funzionamento generale della struttura produttiva dei servizi di trasfusione. Il decreto ministeriale 1° settembre 1995, recante "Disciplina dei rapporti tra le strutture pubbliche provviste di servizi trasfusionali e quelle pubbliche e private, accreditate e non accreditate, dotate di frigoemoteche", infatti, individua nella percentuale del 20 per cento, calcolata sul totale spettante alla ASL territoriale, il compenso extra da destinare al personale dei reparti trasfusionali autorizzati che materialmente garantiscono la continuità del servizio. Pare, dunque, che dal 1996 al 2015 la ASL pontina abbia puntualmente riscosso e assorbito nei bilanci annuali le somme derivanti dalle convenzioni stipulate con strutture terze, senza mai scorporare e poi conferire l'emolumento aggiuntivo del 20 per cento al personale del reparto;

considerato che con un atto di sindacato ispettivo è stato formalmente edotto della vicenda anche il Ministro della salute, confidando in un suo celere e dirimente intervento per quanto riguarda la conferma dell'interpretazione del decreto ministeriale 1° settembre 1995 e da quanto disposto dal contratto collettivo nazionale del lavoro dell'8 giugno 2000, all'art. 55, comma 2, e per eventuali azioni in tema di controlli interni, per quanto di competenza, presso l'ente sanitario pontino;

considerato inoltre che il decreto ministeriale 17 luglio 2014, recante "Individuazione e attribuzioni degli Uffici di livello dirigenziale non generale dei Dipartimenti del Ministero dell'economia e delle finanze", all'art. 3, comma 2, individua nell'Ispettorato generale di finanza, ufficio II, il dipartimento atto alla "Vigilanza, anche per il tramite del sistema delle ragionerie, sugli enti ed organismi operanti nella sfera di competenza del Ministero della salute e delle strutture sanitarie presenti sul territorio nazionale. Esame dei bilanci e degli ordinamenti amministrativi e contabili di detti enti ed organismi. Analisi e accertamento del regolare adempimento dell'attività sindacale e di revisione dei conti", che, nel caso di specie, risulta l'ufficio quanto più appropriato "per la valutazione e la verifica delle spese, con particolare riferimento agli oneri dei contratti collettivi nazionali e decentrati, denunciando alla Corte dei conti le irregolarità riscontrate", come riportato nel decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all'art. 60, comma 5,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se ritenga opportuno un intervento del Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, a norma dell'art. 60, comma 5, citato e dell'Ispettorato generale di finanza secondo quanto disposto dal decreto ministeriale 17 luglio 2014, all'art. 3, comma 2, al fine di accertarsi in quale capitolo di bilancio della ASL di Latina siano confluite dette somme dal 1996 ad oggi, per che cosa siano state utilizzate o se risultino accantonate in attesa di quale evento e quali siano le eventuali responsabilità.


(3-03176)


BELLOT , BISINELLA , MUNERATO - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

giungono alle interroganti numerose segnalazioni da parte di amministratori di piccoli Comuni, in difficoltà nella gestione delle poche risorse disponibili e costretti a confrontarsi con norme e vincoli finanziari sempre più stringenti;

è il caso, tra gli altri, del nuovo Comune di Alpago, risultante dalla fusione dei Comuni di Farra d'Alpago, Pieve d'Alpago e Puos d'Alpago nella provincia di Belluno;

come segnalato dal sindaco di Alpago, ai sensi dell'art. 1, comma 26, della legge n. 208 del 2015, "è sospesa l'efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l'anno 2015";

ai sensi inoltre dell'art. 1, comma 132, della legge n. 56 del 2014 (cosiddetta legge Delrio), "i comuni risultanti da una fusione, ove istituiscano municipi, possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli enti preesistenti alla fusione, non oltre l'ultimo esercizio finanziario del primo mandato amministrativo del nuovo comune";

i Consigli comunali dei tre ex Comuni, poco prima della fusione, ai sensi dell'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, hanno approvato, nel medesimo testo, lo statuto del nuovo Comune di Alpago il quale, all'art. 32, comma 1, prevede che: "allo scopo di valorizzare le specificità territoriali ed assicurare adeguate forme di partecipazione ai cittadini delle Comunità d'origine, sono istituiti i Municipi di Farra d'Alpago, Pieve d'Alpago e Puos d'Alpago, ai sensi dell'art. 16 del D.Lgs. n. 267/2000";

detto ciò, si fa presente come i 3 enti cessati avevano, nel 2015, aliquote dei tributi (IMU - TASI - addizionale IRPEF) differenti, che avrebbero dovuto necessariamente essere armonizzate, anche per garantire equità e parità di trattamento ai propri cittadini. Tuttavia, non essendo possibile, per le pesanti ricadute sul bilancio del nuovo ente, adottare per l'intero territorio del Comune l'aliquota più bassa tra quelle applicabili nei tre enti antecedenti alla fusione (si veda l'art. 1, comma 26, della legge n. 208 del 2015), sono state mantenute per l'anno 2016 aliquote differenziate per ciascuno dei territori municipali;

a fronte della proroga del blocco degli aumenti di aliquote tributarie per l'anno 2017, previsto dall'art. 1, comma 42, della legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio per il 2017), l'amministrazione si trova nuovamente costretta, per evitare forti riduzioni dell'entrata tributaria e, di conseguenza, ripercussioni negative sul bilancio dell'ente, a valutare il mantenimento delle differenziazioni municipali, se non per tutti, almeno per alcuni tributi; soluzione che tuttavia non pare realizzare gli scopi della fusione stessa e soprattutto crea disparità di trattamento nei confronti di cittadini dello stesso comune;

in concreto, ad esempio, l'addizionale IRPEF comunale è oggi fortemente differenziata nei 3 ambiti: in due municipi è progressiva per scaglioni di reddito ed in un municipio è pari a zero;

l'amministrazione vorrebbe intervenire per ridurre lo squilibrio, ma l'unica operazione consentita dall'art. 1, comma 42, della citata legge di bilancio per il 2017, è quella di azzerare tutte le aliquote, soluzione insostenibile per il bilancio comunale, che perderebbe un'entrata di circa 320.000 euro;

inoltre, il mantenimento di aliquote differenziate per i 3 diversi municipi, ancorché consentita dal quadro normativo citato, sta comportando notevoli difficoltà applicative: in particolare, diversi sostituti di imposta hanno segnalato al Comune di Alpago l'impossibilità di differenziare l'aliquota della addizionale IRPEF, stante la presenza di un unico codice comunale, posto che i codici catastali dei tre Comuni precedenti la fusione sono stati soppressi al 31 dicembre 2016 e sostituiti definitivamente dall'unico codice del Comune di Alpago;

sarebbe opportuno, secondo l'amministrazione comunale di Alpago, valutare la possibilità di sospendere l'efficacia degli aumenti prevista dalla legge di bilancio per il 2017, come riferita alla pressione tributaria nel suo complesso. Secondo questa interpretazione, infatti, potrebbe essere consentito al Comune di armonizzare le aliquote, purché il gettito atteso non superi il totale della somma delle entrate accertate per tributi, nel 2015, nei tre comuni cessati di Farra d'Alpago, Pieve d'Alpago e Puos d'Alpago,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della problematica relativa al Comune di Alpago e di altri casi simili, e come intenda intervenire, per quanto di propria competenza, al fine di garantire, specie nel caso dei Comuni risultanti da fusione, equità e parità di trattamento nell'applicazione dei tributi comunali.


(3-03420)


VACCIANO, MUSSINI, MOLINARI, BATTISTA, SIMEONI, CAMPANELLA, MASTRANGELI, BENCINI, BOCCHINO, ROMANI Maurizio, BIGNAMI, GIACOBBE, GOTOR, BUCCARELLA - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che la vicenda dei 419 plichi custoditi nel caveau della Banca d'Italia ancora non suscita il dovuto interessamento del Ministero dell'economia e delle finanze, proprietario e responsabile di quello che, a tutti gli effetti, è un patrimonio pubblico di indubbio valore storico e culturale. Recentemente gli interroganti sono entrati in possesso di dati meno approssimativi relativi al contenuto dei 63 depositi visionati fino al 2006, dati sicuramente noti al Ministero evidentemente taciuti in sede di risposta al precedente atto ispettivo (3-02870). Avendo il Ministero perso l'occasione di comunicare ufficialmente quanto realmente custodito (almeno per la parte dei reperti ispezionati) nella sede della Banca d'Italia di via dei Mille di Roma, ciò è testimonianza a giudizio degli interroganti dell'ignavo incedere delle istituzioni competenti in questa vicenda;

considerato che:

oltre al gruppo di lavoro che tra il 2005 e il 2006 procedette alla ricognizione di 63 plichi, si apprende dalla risposta fornita presso la 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro) del Senato il 13 settembre 2016 che, nel 1978, fu istituita anche un'altra commissione interministeriale, il quale lavoro fu ripreso dal gruppo del 2005. Nel testo della risposta viene ricordato che nel 1999 ci fu il passaggio di consegne di questi beni dalla Direzione generale del tesoro alla Tesoreria centrale della Banca d'Italia. In apparenza niente di clamoroso, se non si considera che questi passaggi compiuti nelle segrete stanze permisero la compilazione di documenti che avrebbero dovuto esser resi di dominio pubblico, poiché quei beni in cauta custodia attendono di entrare a far ufficialmente parte del patrimonio dello Stato. Quindi è opinione degli interroganti che il riserbo del Ministero sul contenuto noto fin nel dettaglio dei plichi sottoposti a ricognizione, che gli interroganti ora conoscono con meno approssimazione, sia stato e sia tuttora funzionale al minore interessamento dell'opinione pubblica poiché lasciata volutamente all'oscuro;

ai fini di un maggiore coinvolgimento del pubblico, è opinione degli interroganti che sia doveroso mettere al corrente la cittadinanza del contenuto dei plichi già ispezionati dalle autorità durante le ricognizioni del 1978 e del 2005-2006: 1) dossier "Mussolini": 24 decorazioni, o parti di esse, tra cui: collare (piccolo) dell'ordine della SS. Annunziata; ordine persiano di Agdas di I classe; medaglia pontificia in oro, probabilmente celebrativa dei patti Lateranensi; placca d'oro e brillanti dell'ordine dell'Aquila tedesca (prodotta in un singolo esemplare per il duce); ordine di Simon Bolivar; placca in oro e brillanti dell'ordine della Fedeltà albanese; ordine del collare di Albania con brillanti; 2) decorazioni dell'ordine di Nepal Tara del Regno del Nepal; ordine di Carlos Manuel de Cespedes della repubblica Cubana; 2 decorazioni dell'ordine al merito della Repubblica austriaca; ordine della Croce di Vytis della Repubblica di Lituania. Queste informazioni dettagliate sono state pubblicate on line su un forum di pubblico dominio. Inoltre, nei depositi associati al dossier Mussolini si annovera anche qualche gioiello da donna, i vestiti indossati dal duce e da Claretta Petacci e le banconote in loro possesso al momento della fuga dall'Italia; vaglia cambiario e distinta valori custoditi in una cassetta di sicurezza sequestrati presso la villa Mantero di Como; 3) dossier "Gerarchi fascisti": argenteria, per lo più pezzi singoli (teiere, lingotti, vassoi, candelabri, suppellettili da tavola), sacchetto contenente pietre ancora non valutate, crogiolo per la fusione di metalli, monete d'argento, 4 dozzine di orologi da polso e uno da tasca in oro, macchina da scrivere Olivetti studio 42; 4) dossier "Casa Savoia" e casati correlati: monete d'argento, astucci e bicchieri da viaggio e servizi di posate con varie iniziali e stemmi, collier Cartier Parigi con 25 pendenti in oro, circa 400 posate d'argento di diversa forma e utilizzo marchiati con diversi stemmi tra cui quello reale; 46 tra piatti e vassoi in argento su cui sono incisi diversi stemmi tra cui quello reale; 5) dossier "Corpi di reato": documenti, francobolli, banconote, monete storiche d'oro e non, qualche lingotto d'oro e titoli; 6) dossier "Oro alla patria": fedi nuziali, monete d'oro storiche di diversa provenienza, spille, monili ed altri oggetti in oro; 7) dossier "Oggetti d'oro e gioielli": 4 orologi in metalli preziosi, 12 anelli da donna in platino con pietre preziose, più di 40 oggetti in oro, 20 brillanti di natura al momento ignota; 8) dossier "Comunità di Salonicco": posate, vari oggetti d'oro, banconote, penna stilografica ed un orologio; 9) inoltre, sono stati ritrovati anche i titoli azionari della costruenda Baghdadbahn (ferrovia Berlino-Costantinopoli-Baghdad) e la documentazione relativa al "prestito Morgan";

considerato inoltre che:

da informazioni in possesso degli interroganti, i beni custoditi nei plichi sepolti nel caveau della Banca d'Italia associati alla Casa Savoia non sarebbero tutti quelli che effettivamente furono requisiti dalle truppe anglo-americane e consegnati, al tempo, al Governo italiano: infatti, durante la ricognizione del 1978, gli oggetti più significativi vennero distribuiti a vari musei;

il sempreverde interesse del circuito museale rispetto a oggetti di simile valore storico-culturale è la testimonianza tangibile della fattibilità di un piano unitario di progressiva musealizzazione di questi reperti di grande valore storico e punto di partenza per interessanti ricostruzioni storiche. Verosimilmente, l'alienazione dei beni che risultassero meno attraenti ai fini espositivi potrebbe sostenere economicamente sia l'attuazione di un progetto unico di esposizione che il prosieguo della ricognizione di tutti gli altri plichi ancora mai visionati, senza che si debba ricorrere a ulteriori aggravi economici per la finanza pubblica;

considerato altresì che:

in data 20 settembre 2016 è stata depositata un'interrogazione (3-03138) indirizzata al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, chiedendo delucidazioni circa le procedure di verifica dell'interesse storico e culturale degli oggetti contenuti nelle bisacce ispezionate, come annunciato dal vice ministro dell'economia in sede di risposta al precedente atto di sindacato ispettivo. Infatti, risultava che tale richiesta avrebbe potuto essere inoltrata anche per via telematica, quindi senza impedimenti di sorta. Ad oggi, dopo svariati solleciti, non è stata ricevuta alcuna risposta formale né informale da parte del Ministero dei beni culturali in merito allo stato di avanzamento della verifica dell'interesse storico e culturale dei reperti noti;

è opinione degli interroganti che, in base alla documentazione in loro possesso (fotografica e testuale), nonché dalla presentazione della Banca d'Italia, sia possibile desumere che il materiale contenuto nei plichi abbia un valore se non storico quantomeno economico. Quindi, la conclusione da parte del Ministero dei beni culturali della verifica dell'interesse storico e culturale risulta senza dubbio indispensabile, ma la sua assenza non può costituire un impedimento reale alla ricognizione integrale delle 2.087 bisacce stipate in via dei Mille. Laddove non si dovesse convenire con le considerazioni degli interroganti appena espresse, ovvero non si dovesse attribuire alcun valore al materiale custodito nel caveau della Banca d'Italia, risulterebbe assolutamente irragionevole proseguire nella già ultradecennale attività di custodia,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda rendere noto l'elenco dettagliato del contenuto dei plichi sottoposti a ricognizione di modo da renderlo ufficiale e, soprattutto, pubblico;

quali siano le tempistiche per la valorizzazione dei primi depositi ispezionati, considerata la richiesta di verifica dell'interesse storico e culturale già in essere, di competenza del Ministero dei beni culturali e se, nel caso, il Ministro dell'economia intenda sollecitare tale procedura;

se sia a conoscenza del sollecito al Ministero da parte della Banca d'Italia per la ripresa dell'attività di ricognizione;

se nell'ambito delle proprie competenze in relazione ai beni da includere nel patrimonio dello Stato, intenda predisporre un modello di sistema autonomo e indipendente dall'avvicendarsi dei governi per la sistematica valutazione e reindirizzamento di ogni bene facente parte della partita di plichi in oggetto.


(3-03422)