«
»
Affari internazionali - Assemblea parlamentare della NATO

Generalità sull'Assemblea e sull'organizzazione del Trattato Nord Atlantico

(aggiornamento: 10 luglio 2013)

L'Assemblea parlamentare Nato costituisce il punto di raccordo tra le istanze governative che operano in seno all'Alleanza atlantica ed i Parlamenti nazionali. Una prima Conferenza interparlamentare si svolse il 18 luglio 1955, a Parigi, su impulso dell'allora Segretario generale della NATO, Lord Ismay. Nel 1966 la Conferenza assunse la denominazione di Assemblea parlamentare dell'Atlantico del Nord, e, nel giugno 1999, ha nuovamente modificato la sua denominazione assumendo quella attuale di Assemblea parlamentare NATO.

I principali obiettivi dell'Assemblea sono: favorire il dialogo parlamentare sulle principali tematiche della sicurezza; facilitare la consapevolezza e la comprensione, a livello parlamentare, delle questioni chiave dell'Alleanza in materia di sicurezza; rafforzare le relazioni transatlantiche. Dal 1989 si sono andati aggiungendo alcuni nuovi e decisivi obiettivi: assistere lo sviluppo della democrazia parlamentare nell'area euroatlantica, attraverso l'integrazione dei parlamentari dei paesi non membri nei lavori dell'Assemblea; assistere da vicino i Parlamenti che desiderano aderire all'Alleanza; incrementare la cooperazione con i paesi che, pur non volendo aderire all'Alleanza, sono comunque interessati a creare dei legami stabili con essa (fra questi i paesi del Caucaso e della regione mediterranea o del Golfo; promuovere lo sviluppo dei meccanismi parlamentari e delle procedure necessarie a realizzare un efficace controllo democratico sulle forze armate.

L'Assemblea si compone di 257 parlamentari appartenenti a delegazioni dei 28 Parlamenti nazionali dei paesi membri [1] dell'Alleanza Atlantica. La consistenza delle delegazioni nazionali varia (da 3 a 36 membri) in funzione della popolazione dei relativi paesi.

Dal 1989 ai lavori dell'Assemblea partecipano con lo status di membri associati rappresentanti dei Parlamenti dei paesi dell'Unione europea non-Nato e dell'Europa centro-orientale. I Paesi associati sono attualmente 14: Armenia, Austria, Azerbaijan, Bosnia Erzegovina, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Federazione russa, Finlandia, Georgia, Moldavia, Montenegro, Serbia, Svezia, Svizzera, Ucraina.

Una nuova categoria di membri associati è stata istituita nel 2004; si tratta dei membri associati del Mediterraneo: Algeria, Giordania, Israele, Marocco [2].

La Delegazione italiana è composta di 18 parlamentari, 9 deputati e 9 senatori, nominati dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, su designazione dei rispettivi Gruppi parlamentari.

Il Presidente rappresenta l'Assemblea e viene eletto al termine di ogni Sessione annuale; la carica è rinnovabile solo una volta; di fatto si tratta di un mandato biennale, sulla base di una rotazione fra i principali gruppi politici e il gruppo Nordamericano.

Organo di direzione dell'Assemblea è la Commissione permanente, costituita dai Presidenti delle delegazioni nazionali, dal Presidente dell'Assemblea, dai cinque Vice Presidenti dell'Assemblea, dal Tesoriere e dai Presidenti delle cinque Commissioni. È compito della Commissione permanente adottare il calendario delle attività dell'Assemblea; esaminare ed approvare il bilancio annuale e le questioni finanziarie, prima che siano presentate all'Assemblea per l'approvazione finale; coordinare l'attività delle Commissioni, suggerendo temi di studio e approfondimento; eleggere il Segretario Generale dell'Assemblea; istituire sottocommissioni su temi specifici; assicurare le relazioni con le delegazioni associate.

L'attività dell'Assemblea si articola in cinque Commissioni: Dimensione civile della sicurezza, Difesa e sicurezza, Economica e sicurezza, Politica, Scienza e Tecnologia. Sono previste anche otto Sottocommissioni, create allo scopo di approfondire argomenti di particolare interesse o attualità. Commissioni, Sottocommissioni e gruppi di lavoro si riuniscono regolarmente nel corso dell'anno e rendono conto della loro attività nel corso delle sessioni plenarie dell'Assemblea.

L'Assemblea NATO si riunisce infatti nella sede plenaria due volte l'anno. La sessione primaverile si tiene generalmente nel mese di maggio. In tale occasione le Commissioni esaminano in via preliminare i progetti di relazione e svolgono discussioni politiche al loro interno. La sessione autunnale, denominata annuale, si svolge tra ottobre e novembre ed è il contesto nel quale le relazioni delibate in promavera vengono adottate in via definitiva. Si procede inoltre al voto su raccomandazioni, risoluzioni, pareri e direttive, che vengono poi trasmessi ai Governi, ai Parlamenti nazionali e al Segretario Generale della NATO. Le decisioni dell'Assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei voti espressi.

Nel 1996 l'Assemblea NATO ha istituito il Gruppo speciale sul Mediterraneo e il Medio Oriente (GSM), allo scopo di approfondire il dialogo parlamentare con i paesi della sponda sud del Mediterraneo con riferimento alle problematiche di sicurezza e di sviluppo economico e sociale. La delegazione italiana organizza ogni anno un Seminario parlamentare nel formato GSM.

Dal 1990 l'Assemblea organizza i cd. Seminari Rose-Roth il cui scopo originario era rafforzare lo sviluppo delle democrazie parlamentari in Europa centrale e orientale utilizzando l'Assemblea come veicolo per l'assistenza e la cooperazione interparlamentare. Nel corso del tempo l'iniziativa si è estesa geograficamente ai Balcani e al Caucaso.

Dal 2001 l'Assemblea NATO ha istituito l'iniziativa del Forum parlamentare transatlantico, organizzato dal Consiglio Atlantico degli Stati Uniti congiuntamente con la National Defence University. Questo evento si svolge nella prima decade di dicembre a Washington.

L'Assemblea dispone di un Segretariato internazionale, con sede a Bruxelles, che assicura il personale necessario per l'organizzazione dei lavori dell'Assemblea, delle Commissioni e Sottocommissioni. Per quanto concerne il finanziamento dell'Assemblea, il bilancio annuale è di circa 3,8 milioni di euro; esso proviene quasi esclusivamente dai paesi membri ed è erogato dai parlamenti o dai governi nazionali secondo quote proporzionali a quelle della partecipazione di ciascun paese al bilancio civile della Nato. La quota italiana per il 2013 ammonta a € 324.158,00. Peraltro le varie riunioni (sessioni, riunioni di commissione e altri eventi) sono ospitate dai vari paesi -membri o con altro status- con spese di organizzazione a carico del parlamento ospite. Le spese di missione dei parlamentari sono a carico del parlamento di appartenenza. Le lingue ufficiali dell'Assemblea sono l'inglese ed il francese.

ORGANIZZAZIONE DEL TRATTATO NORD ATLANTICO (NATO)

Il Trattato del Nord Atlantico, firmato a Washington il 4 aprile 1949, ha come obiettivo prioritario la salvaguardia della sicurezza e della libertà degli Stati firmatari attraverso mezzi politici e militari, in conformità ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite. A tal fine i paesi membri si impegnano a comporre con mezzi pacifici qualsiasi controversia internazionale; a contribuire allo sviluppo di relazioni internazionali pacifiche ed amichevoli; a eliminare i contrasti nelle loro politiche economiche internazionali, a incoraggiare la cooperazione economica e scientifica. La norma cardine del Trattato NATO è l'articolo 5, che prevede che un attacco armato contro uno Stato membro sia considerato quale attacco diretto contro tutte le parti, impegnando ognuna ad assistere la parte o le parti attaccate, facendo ricorso, se necessario, all'impiego della forza armata.

I 12 paesi fondatori sono Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Stati Uniti , cui si sono aggiunti nel tempo Bulgaria, Estonia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ungheria e da ultimo Albania e Croazia, per un totale di 28 membri. L'Italia ha ratificato il Trattato con Legge 10 agosto 1949, n. 465.

PRINCIPALI ORGANI

Il Consiglio Nord atlantico (NAC) è composto dai Rappresentanti Permanenti (ambasciatori presso la Nato) dei paesi membri dell'Alleanza. Il Consiglio si riunisce a livello di Ministri degli Affari esteri e di Ministri della Difesa, almeno due volte l'anno. Quando si tratta di esaminare questioni particolarmente importanti, o i momenti determinanti nell'evoluzione della politica di sicurezza degli alleati si il Consiglio si riunisce anche a livello di Capi di Stato e di Governo (cd. Vertici Nato).

Il Segretario generale della NATO è designato dai governi degli Stati membri quale Presidente del Consiglio Nord Atlantico; ha il compito di promuovere e dirigere il processo di consultazione e decisionale in seno all'Alleanza. È a lui che spettano le relazioni, comunicazioni e contatti con i governi degli Stati membri e con i mezzi di comunicazione.

Il Comitato militare è la più alto consesso militare della NATO ed è somposto dai Rappresentanti militari nazionali presso la NATO. Il Comitato militare raccomanda alle autorità politiche le misure necessarie per la difesa comune, fornisce le linee direttive e pareri sulla strategia e la politica militare. Il Comitato militare si può riunire a livello di Capi di Stato Maggiore della Difesa. L'Islanda, paese membro che però non dispone di forze armate, è rappresentata da un funzionario civile. Il Comitato è presieduto dal Presidente del Comitato militare, scelto dai Capi di Stato Maggiore della Difesa per un periodo di tre anni.



[1] I paesi membri sono: Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria

[2] Lo status di membro associato del Mediterraneo della Mauritania è stato sospeso a seguito del colpo di stato militare dell'agosto 2008.

FINE PAGINA

vai a inizio pagina