Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00385
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Atto n. 4-00385
Pubblicato il 22 luglio 2008
Seduta n. 44
PORETTI , CHIAROMONTE , DELLA SETA , PERDUCA , SANTINI , DE FEO , TOMASSINI , AMATI , POLI BORTONE - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -
Premesso che:
l'Ente tutela lupo italiano (Etli) è stato riconosciuto come ente morale avente come scopo lo sviluppo e la tutela della razza del lupo italiano;
l'origine della razza sarebbe dovuta all'accoppiamento fortuito di una lupa selvatica con un pastore tedesco: tale origine, però, rende problematico garantire apporti di nuovo patrimonio genetico, utile ai fini di evitare un impoverimento genetico a causa di una troppo elevata consanguineità. A questo proposito si deve rilevare che non è mai stata fornita agli enti istituzionali di vario livello, che hanno sostenuto l'Etli economicamente, la mappa genetica del DNA di tali animali, per poter verificare quanto materiale genetico del lupo sia rimasto ad oggi dopo tanti anni di incroci. La risposta ufficiale è sempre stata che esiste un libro genealogico e un pool genetico regolarmente depositato. In pratica l'Etli asserisce di avere le prove che tutti gli esemplari sono parenti tra di loro, quando invece, anche in osservanza della denominazione - Ente tutela lupo italiano - sarebbe da verificare se esiste un collegamento diretto di tipo genetico tra questi cani e il lupo selvatico;
una ricerca scientifica sul DNA del cane detto lupo italiano, presentata presso la Regione Piemonte il 30 luglio 2007, ha dimostrato che il patrimonio genetico di tale razza non è assolutamente confrontabile con quello del lupo selvatico che viene richiamato nella denominazione e che tale cane non può fregiarsi di una particolarità rispetto alle altre razze canine, avendo la stessa lontananza dal progenitore lupo selvatico di una qualsiasi altra razza;
tale ricerca ha evidenziato che non esiste un collegamento genetico tra la razza in questione e il lupo selvatico, come invece il nome dell'ente indica chiaramente;
non risulta che siano state fatte ricerche ufficiali sul DNA di tali cani, come pure è possibile, per definirne scientificamente il contenuto del patrimonio genetico;
il centro di selezione di Cumiana (Torino) dell'ente risulta al momento privo di animali e quindi il peso anche economico del mantenimento degli animali non risulta a carico dell'Etli;
la voragine debitoria dell'ente, ormai cronicizzata, nonostante esso abbia usufruito di contributi regionali, nazionali e forse anche privati da parte di fondazioni bancarie, non consente, al momento, alcun tipo di iniziativa o progettazione realizzabile;
l'ente è privo, nei fatti, di una sede agibile, essendo stato abbandonato il centro di selezione di Cumiana che risulta occupato da un allevamento di cani di altra razza;
il Registro anagrafico ufficiale (RAU) sostanzialmente non esiste. Alcune analisi condotte sullo stesso hanno evidenziato inadempienze e lacune (con successivo effetto "a cascata") rispetto al compito, istituzionalmente prioritario, di tenuta del registro anagrafico ufficiale di razza;
la produzione di nuovi nati si situa a livelli molto bassi e con poche possibilità di controllo da parte dell'ente, essendo le nascite effettuate presso i privati affidatari: le pochissime cucciolate vengono prodotte solo ed esclusivamente per la libera iniziativa degli affidatari, spesso con ridondanza di accoppiamenti da un lato e perdita di linee di sangue dall'altro;
la divisione Studio comportamentale animali di utilità pubblica (SCAUP) non esiste, se non sulla carta, dal momento che il campo di addestramento non è più accessibile essendo stato ceduto assieme a tutto l'edificio che ospitava il centro ed adesso ospita cani di razza staffshire terrier;
l'universo del volontariato Etli è frammentato in varie realtà locali,disomogenee, collegate o addirittura in competizione;
non esiste un sistema di controllo dei soggetti affidati e anche la rete dei delegati nazionali è, di fatto, virtuale,
nel corso delle Legislature precedenti sono stati discussi in Parlamento disegni di legge che prevedevano finanziamenti all'Etli, ed erano stati, quindi, accantonati 1.500.000.000 lire per gli anni 2000, 2001 e 2002;
è stato ripresentato un disegno di legge che prevede il rinnovo di un finanziamento all'Etli,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda approfondire quanto denunciato dalla ricerca scientifica, ovvero la non sussistenza di una particolarità genetica che sosterrebbe la validità del progetto di tutela del cane lupo italiano;
se risultino agli atti nuovi finanziamenti del Ministero e comunque progetti di finanziamento dell'Ente tutela lupo italiano e, in caso affermativo, se intenda mantenerli o rinnovarli;
quali iniziative di competenza intenda intraprendere riguardo al mantenimento della qualifica di ente morale per l'Etli.