Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02133

Atto n. 3-02133

Pubblicato il 25 novembre 2020, nella seduta n. 277
Svolto nella seduta n. 277 dell'Assemblea (26/11/2020)

STEFANO , MARCUCCI , FERRARI , NANNICINI , PITTELLA - Al Ministro per gli affari europei. -

Premesso che:

nel processo di approvazione del bilancio pluriennale dell'Unione europea e del recovery fund, dopo il raggiungimento, a inizio novembre 2020, di un accordo negoziale tra Parlamento e Consiglio UE su bilancio di lungo termine (MFF 2021-2027) e meccanismo di ripresa ("Next generation EU") che, raccogliendo gli orientamenti politici forniti in sede di Consiglio europeo nel luglio scorso, aveva altresì introdotto un nuovo regime di condizionalità finalizzato a tutelare maggiormente il bilancio UE da violazioni dei principi dello Stato di diritto, si è giunti ad un nuovo grave momento di crisi che espone l'Unione europea al serio rischio di esercizio provvisorio di bilancio e di un pericoloso ritardo nell'erogazione delle risorse europee finalizzate a risollevare l'Europa dalla profonda crisi determinata dalla pandemia da COVID-19;

la battuta d'arresto è dovuta alla netta opposizione di Ungheria e Polonia proprio all'inserimento del meccanismo di condizionalità che subordina l'erogazione dei fondi dal bilancio europeo al rispetto dello Stato di diritto; esso prevede che gli esborsi possano essere congelati o ridotti, con decisione del Consiglio a maggioranza qualificata, nel caso in cui l'indipendenza e l'imparzialità della giustizia in uno Stato membro fossero gravemente lese, facendo mancare la garanzia essenziale per l'accesso ai fondi, la loro distribuzione e l'eventuale controllo su casi di corruzione e abusi di potere;

il veto dei due Paesi, tuttavia, non può essere esercitato sul meccanismo di applicazione del criterio dello Stato di diritto ai fondi europei, perché quel meccanismo è stato concordato con il Parlamento europeo ed approvato a maggioranza qualificata. Essi possono tuttavia esercitare il proprio veto sulla "decisione sulle risorse proprie", imposte il cui gettito finisce nel bilancio dell'Unione, che bloccherebbe l'approvazione del nuovo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 all'unanimità;

considerato che la situazione dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, sia in Ungheria che in Polonia, sta peggiorando. In Ungheria, in particolare, il ritorno allo stato di emergenza decretato il 3 novembre è stato usato come pretesto per ulteriori gravi interventi sulla legge fondamentale, la legge elettorale e i diritti dei cittadini ungheresi, come d'altronde già avvenuto durante la prima ondata della pandemia,

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda assumere, nelle preposte sedi istituzionali europee, al fine di garantire nei tempi necessari l'approvazione e l'immediata operatività del nuovo ciclo di bilancio, evitando l'esercizio provvisorio e le gravi conseguenze che esso determinerebbe anche nell'erogazione delle risorse del recovery fund, nonché l'introduzione del nuovo regime di condizionalità finalizzato a tutelare maggiormente il bilancio UE da violazioni dei principi dello Stato di diritto.