Il Presidente: Discorsi

Decennale dell'Università LUMSA di Palermo

16 Novembre 2009

Autorità, Magnifico Rettore, chiarissimi Professori, cari ragazze e ragazzi,
sono lieto di portare il saluto del Senato della Repubblica a queste giornate celebrative del decimo anniversario dall'istituzione, nella città di Palermo, del corso di laurea in giurisprudenza della Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma.

Quest'anno rappresenta un traguardo importante non soltanto per la sede palermitana, ma per l'intera vita del vostro illustre Ateneo: nel 2009 ricorrono infatti il settantesimo anniversario della fondazione dell'Istituto Superiore di Magistero "Maria Santissima Assunta" e il ventesimo anniversario della trasformazione dell'Istituto in Libera Università. E' indispensabile che le più alte Istituzioni del nostro Paese conservino e diffondano una riconoscente consapevolezza del ruolo imprescindibile svolto - nella Sicilia e nell'Italia di oggi - dall'azione scientifica e culturale, nel senso più ampio e nobile del termine, di una Università libera, che laicamente pone l'impronta "personalista" della sua ispirazione cattolica al centro della propria missione educativa. La LUMSA nel suo Statuto si propone, infatti, di perseguire una formazione "fondata su una concezione umanistica della vita contemporanea", volta a promuovere una "educazione integrale" della persona umana.

Porre le giovani generazioni al centro di qualsiasi sforzo coordinato di educazione e di sviluppo umano si rivela del resto, ad uno sguardo attento, una esigenza antropologica, prima ancora che sociale e politica. Il principio costituzionale della libertà dell'arte e della scienza e del loro insegnamento, contenuto nell'articolo 33 della nostra Carta fondamentale, costituisce allora uno strumento decisivo per ottenere quel "pieno sviluppo della persona umana" che la Repubblica è tenuta a perseguire rimuovendo quegli "ostacoli di ordine economico e sociale" che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza di tutti i cittadini.

Negli stessi mesi in cui questi principi erano dibattuti in seno all'Assemblea costituente veniva pubblicato, nel maggio del 1947, il Manifesto per la libertà della cultura e della scuola italiana, del quale era primo firmatario il professor Gaetano De Sanctis. L'illustre storico dell'antichità, che tre anni più tardi sarebbe stato nominato senatore a vita dal Presidente Einaudi, si soffermava sul "giovane" quale protagonista del processo educativo: "suo diritto incontestabile" - scriveva - "è ricevere aiuto per la sua formazione spirituale al fine di realizzare il proprio destino di uomo, diritto cioè di venire educato per se stesso e per la società, non già quale semplice strumento di prosperità o cittadina o di stirpe".

Se questa è l'essenza del nuovo umanesimo permeato di valori cristiani, cioè porre il pieno sviluppo della persona prima di ogni altra considerazione di carattere sociale o produttivo, non va però dimenticato che il progresso della società, in particolare nel Mezzogiorno d'Italia, ha bisogno anche di efficaci meccanismi di sviluppo materiale, tra i quali si rivelano determinanti le competenze professionali e la cultura della legalità. Una formazione che miri ad essere veramente globale, deve allora porre, all'interno di un quadro coerente ed articolato di valori e di cultura, l'insieme di saperi tecnici e scientifici qualificati e all'avanguardia. Soltanto da questo connubio può nascere una classe dirigente che sia all'altezza delle sfide del mondo globalizzato e consapevole delle irrinunciabili responsabilità civili e sociali che discendono dal suo ruolo.

Centrale, in questa consapevolezza, è l'adesione forte e appassionata alla cultura della legalità: essa deve permeare tutta l'azione dei privati cittadini e dei pubblici poteri, affinché sia sempre più efficacemente contrastata l'azione di quelle forze criminali che a volte hanno tentato di sostituirsi al potere dello Stato nello svolgimento delle più importanti funzioni sociali. Un'azione questa mai portata a compimento perché lo Stato ha saputo vigilare vanificandola; un'azione sulla quale l'attenzione di tutti, Istituzioni e gente comune, deve continuare ad essere massima.

La reazione coraggiosa delle forze vive e sane della società siciliana, di cui abbiamo giornaliera testimonianza, deve contribuire a lenire la sofferenza di vicende dolorose del passato della nostra storia di Sicilia e ad accrescere la fiducia in un futuro prossimo non più piagato dalla presenza di organizzazioni criminali mafiose. Chiunque ponga lo sviluppo della persona umana al centro della propria azione sociale ed educativa, come opera quotidianamente la LUMSA, è proteso alla diffusione di una solida e coerente cultura della legalità.

Del resto, il legame tra la Sicilia e la missione educativa della LUMSA ha una tradizione antica, che risale alle esperienze giovanili della sua fondatrice, la Serva di Dio Madre Luigia Tincani. La giovane Luigia, appena ventunenne, seguì il padre, Provveditore agli studi, nella Messina sconvolta dal terremoto del 1908: in quel desolante contesto maturò la consapevolezza dell'istruzione come strumento privilegiato per aiutare i giovani e donare la propria vita alla causa della loro crescita integrale.

E' questo lo spirito che ha alimentato l'azione quotidiana della LUMSA in questi dieci anni di attività nella città di Palermo e che continuerà ad alimentarlo nel futuro. Questa Università, che sa trasmettere ai giovani non solo istruzione ma anche i veri valori che devono ispirare i comportamenti e le azioni quotidiane, contribuisce alla loro completa formazione e li prepara alla piena esistenza non soltanto professionale ma anche civile. Preparazione didattica, educazione integrale e umanistica, divengono allora un unico obiettivo per consegnare alla società coloro che sapranno rappresentare al meglio il futuro del nostro Paese.

Rivolgo pertanto a tutti voi, a nome mio personale e dell'Istituzione che ho l'onore di presiedere, i più fervidi auguri di buon lavoro, affinché la LUMSA possa proseguire con rinnovato impegno la sua missione culturale, scientifica e civile in Sicilia ed in tutto il nostro Paese.

Sono fiero di essere genitore di uno studente che frequenta la vostra prestigiosa Università. A voi giovani che seguite il corso di studi di questa Facoltà l'augurio di riuscire a realizzare, attraverso il percorso formativo che la LUMSA vi offre, le vostre aspirazioni, le vostre speranze, i vostri desideri professionali e di vita.
Vi ringrazio.



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