Il Presidente: Discorsi

Seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Viterbo

Intervento pronunciato nella sala del Consiglio Comunale di Viterbo, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia

10 Marzo 2011

Autorità, Signore e Signori,
sono lieto di essere con voi oggi in questa splendida sala del Palazzo dei Priori di Viterbo e di prendere parte alla seduta straordinaria del Consiglio Comunale. Saluto Giulio Marini, sindaco di questa città, al quale mi legano stima e amicizia maturate nel corso della comune esperienza al Senato. Saluto il Presidente del Consiglio comunale On. Giancarlo Gabbianelli, la senatrice Laura Allegrini, tutte le Autorità e gli intervenuti.

La visita alla vostra città è per me motivo di particolare emozione, cade nel 150° Anniversario dell'unità d'Italia e Viterbo - come affermò Benedetto XVI nel suo viaggio del settembre 2009 - «rievoca secoli di storia civile e religiosa». Viterbo e la Tuscia sono state al centro della storia nazionale, di quel pensiero di costruzione dell'identità italiana che non teme la diversità, ma considera il senso di appartenenza ad una storia comune un valore essenziale per la civile convivenza della comunità.

Una città che ha ricoperto un ruolo di rilievo già all'epoca degli etruschi e dei romani, per conoscere poi una grande espansione economica e politica durante il Medioevo, quando è stata soprannominata "la città dei Papi" perché divenuta residenza stabile di molti Pontefici. Viterbo rappresenta nell'anniversario dell'unità nazionale il simbolo dell'incontro possibile e virtuoso tra istituzioni laiche e sentimento religioso, tra cultura, arte, pensiero. Divenuta provincia nel 1927, questa splendida città, situata al centro di un magnifico territorio possiede tutte le potenzialità per vivere una nuova stagione di effettivo sviluppo, in cui le sue grandi ricchezze storiche, culturali e architettoniche siano valorizzate al giusto, e possano attrarre quei flussi turistici che certamente merita.

Per raggiungere questi obiettivi la politica da voi auspicata è quella di attuare un efficiente sistema infrastrutturale integrato che faciliti la mobilità di persone e merci. La realizzazione di grandi opere previste, l'Aeroporto, certamente, ma anche la Trasversale, funzionale al sistema aeroportuale, i progetti per la Ferrovia veloce, il raddoppio della Cassia, l'Interporto, vanno verso la direzione di un efficace ed efficiente sistema in grado di valorizzare ulteriormente i tesori che Viterbo racchiude, rendendo la vostra città sempre più moderna e competitiva.

Oggi, gli agglomerati urbani conoscono un nuovo impulso e una importante crescita, e rivestono un ruolo significativo nell'economia globale. La stessa Unione Europea ha voluto riconoscere, con le politiche di coesione 2007/2013, l'importanza della dimensione territoriale in generale e quello delle città in particolare. Una crescita armonica che risponda ai requisiti e alle giuste aspettative dei cittadini di sicurezza, vivibilità, corretta urbanizzazione; che dia le giuste prospettive per il lavoro e per il tempo libero di ciascuno.

La presenza delle Terme costituisce elemento di ulteriore interesse nella vostra città. La medicina termale ha grandi tradizioni. Luminari della scienza ne hanno evidenziato le capacità curative in moltissime malattie. Vi è oggi una ripresa medica e scientifica sull'importanza dell'idroterapia. Ritengo che a ragione Viterbo possa essere promossa "città termale".

In questa prospettiva, la vostra bella città, con la sua storia, le sue tradizioni così radicate nelle menti e nei cuori di ciascuno di voi - e tra tutte voglio ricordare la festa di Santa Rosa, vostra patrona insieme a San Lorenzo - dovrà essere, potrà essere, con un nuovo sistema infrastrutturale, un esempio ed un modello per uno stile di vita " a misura d'uomo".

Non posso, poi, a pochi giorni dalla sua definitiva approvazione in Parlamento, non parlare del federalismo municipale. La ricomposizione di tante fratture, da quella Nord-Sud, all'evasione fiscale, agli sprechi, può avvenire soltanto percorrendo la strada dell'autonomia e della responsabilità: sia sul piano istituzionale, sia su quello fiscale. Federalizzare le competenze e operare un decentramento più sistematico consentirà di risolvere molti dei problemi che affliggono la nostra Italia. Darà ai comuni del Sud le stesse risorse di quelli del Centro e del Nord e contribuirà a ridurre le differenze tra i territori. Le modalità di assegnazione delle risorse pubbliche avverranno con criteri automatici predefiniti e quindi trasparenti. Certo, aumenteranno le responsabilità dei Sindaci e dei Consigli Comunali, ma il più stretto rapporto anche fiscale tra cittadini ed eletti, porterà i Comuni virtuosi ad eccellere in una competizione che non potrà che giovare alla stabilità ed alla buona amministrazione. Una gestione del "buon padre di famiglia" che creerà un vincolo sempre maggiore di solidarietà ed un più stabile rapporto tra amministratori, che dovranno dare prova della loro capacità, e saranno direttamente responsabili nei confronti di coloro che li hanno eletti.

Federalismo, tutela e sicurezza del territorio, possono affermarsi soltanto all'interno dell'Unità d'Italia che è il valore fondante delle autonomie. Sono certo che Viterbo, città d'arte e dalle tante ricchezze, grazie alla buona amministrazione già dimostrata nel corso di questi anni, saprà fare tesoro della riforma appena varata dal Parlamento e offrire risultati positivi ai suoi abitanti.
Vi ringrazio.



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