Il Presidente: Discorsi

Bilancio interno del Senato

23 Giugno 2009

Onorevoli Colleghi,
a conclusione del dibattito voglio ringraziare tutti coloro che sono oggi intervenuti. In primo luogo, il mio ringraziamento va ai colleghi Senatori Questori, al Presidente Azzollini e a tutti i Presidenti di Commissione che hanno dato il loro contributo - unitamente ai membri del Consiglio di Presidenza - per la definizione dei nostri documenti contabili. E per quanto riguarda il Consiglio di Presidenza, voglio di nuovo invitare i Gruppi parlamentari a trovare una soluzione concordata ed equilibrata, che garantisca a tutti i Gruppi una loro legittima presenza in quell'organismo.

Ho seguito con attenzione gli interventi svolti, pur se impegnato in appuntamenti istituzionali in buona parte della giornata. Tutti coloro che sono intervenuti, anche quelli che lo hanno fatto in maniera a volte fortemente critica, hanno contribuito ad arricchire il dibattito con osservazioni e proposte che meritano una riflessione ed una risposta. I colleghi Questori, in sede di replica e di esame degli ordini del giorno, hanno già fornito le loro risposte ma ritengo che sia necessaria una riflessione ulteriore che dobbiamo senz'altro a Voi Senatori ma, in primo luogo, all'opinione pubblica.

In tutti gli interventi, anche in quelli più critici, ho tuttavia potuto cogliere il riconoscimento di un percorso che, per alcuni in modo ancora non completamente soddisfacente, è già avviato. Un percorso che risponde a esigenze diverse, sulle quali è assai attenta la pubblica opinione. In primo luogo, quella di una utilizzazione prudente e ottimale delle risorse che lo Stato, in particolare in un momento delicato come questo, mette a nostra disposizione. In secondo luogo, la necessità che il Senato non solo appaia, ma sia realmente una casa di vetro per i cittadini. Ancora, che quanto viene speso, venga speso bene, per un corretto ed efficiente funzionamento dell'istituzione parlamentare.

Il Parlamento è il bene primario della nostra democrazia. Ad esso, anche nei momenti di critica più dura, guardano sempre i nostri elettori. La critica, anche severa, a noi parlamentari, non deve mai essere rivolta all'istituzione che rappresenta milioni di cittadini. Ma anche la critica ai parlamentari non deve mai ignorare l'impegno, la competenza, a volte il vero e proprio sacrificio che tanti di voi quotidianamente, in silenzio, dedicano al proprio lavoro.

La difesa del Parlamento, la tutela della sua autonomia, il miglioramento della sua funzionalità e delle sue strutture sono un dovere che abbiamo non solo nei riguardi di noi, che nel Parlamento viviamo quotidianamente, ma, in primo luogo, nei riguardi dei cittadini e del Paese.

Grazie quindi di nuovo a tutti voi, a coloro che quotidianamente ci aiutano nel nostro lavoro, ma anche a tutti coloro che, a cominciare dalla stampa, possono con le loro osservazioni, anche critiche, aiutarci a migliorare la nostra attività.



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