Il Presidente: Discorsi

LILT - Lega Italiana per la lotta contro i tumori: 90 anni a favore della prevenzione

Intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, nella Sala Capitolare della Biblioteca del Senato

22 Febbraio 2012

Autorità, Signore e Signori,
sono lieto di ospitare nella Sala Capitolare questo importante incontro della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori in occasione dei 90 anni a favore della prevenzione.
La Lega italiana per la lotta ai tumori agisce al fianco del malato, della sua famiglia, in stretto contatto con il Servizio Sanitario Nazionale.
Un'azione costante e instancabile che magnifica il significato della parola prevenzione, termine i cui contenuti sono racchiusi nel Piano oncologico nazionale 2010 - 2012, considerato strumento di avanguardia in tutta Europa.
E' questo il modo migliore per applicare nei fatti il principio di sussidiarietà, cioè l'integrazione fra istituzioni pubbliche e strutture no profit, associazioni, onlus, privati con il fine di coprire le crescenti richieste e le necessità in settori importanti della sanità.

Il vostro novantesimo anniversario rappresenta un primato storico e di continuità nel perseguimento dell'alta missione di fare la prevenzione in tutti i suoi aspetti: prevenzione primaria per ridurre i fattori di rischio e le cause di insorgenza della malattia; prevenzione secondaria che attraverso visite mediche e esami specifici può consentire la diagnosi precoce dei tumori; prevenzione terziaria cioè la terapia per seguire il percorso di vita e stare accanto a chi è affetto da questa malattia.
Al centro di questo compito, che è anche etico e morale, si pone l'uomo con la sua dignità, il suo diritto ad essere rispettato come cittadino sempre e sopra ogni cosa.
La battaglia scientifica e sociale contro il tumore fino a qualche tempo fa era ritenuta difficile se non impossibile.

Secondo le statistiche più recenti ogni anno a circa il 4 per cento della popolazione italiana viene diagnosticato un tumore.
Oggi però, grazie alla ricerca scientifica e all'evoluzione delle tecniche di indagine e diagnostiche, quasi un terzo di tutti i pazienti in vita può ritenersi guarito: un dato di qualità che ci pone al terzo posto in Europa.
Questi elementi statistici trasmettono un messaggio che è anche la speranza di tutti noi: i tumori oggi sono malattie curabili ed anche guaribili.
La svolta decisiva si è verificata nel 1980; la genetica ha rivoluzionato diagnosi e cure e ha permesso un avanzamento quasi quotidiano.
Oltre alla diagnosi molecolare che permette di scoprire il male prima che si manifesti clinicamente, la nostra sanità è in fase avanzata anche con la vaccinazione antitumorale, dal momento che il 20 per cento delle neoplasie è causato da virus.
Sono progressi ormai definitivamente acquisiti che nascono proprio dalla prevenzione e dalla diagnosi precoce.
Specialmente in oncologia è iniziato il cammino della medicina delle quattro P: preventiva, predittiva, personalizzata, partecipativa.
E tutto questo è avvenuto per merito della ricerca scientifica che è il pilastro della grande battaglia contro il cancro.
Una ricerca scientifica in cui quella di base e quella finalizzata devono convivere ed integrarsi.

La ricerca scientifica non è un lusso ma una vera priorità per affrontare e superare le nuove frontiere della scienza; i successi sono il frutto non soltanto del continuo scambio di conoscenze e di informazioni tra i cultori delle varie materie biomediche ma anche dell'ausilio fondamentale di fisici, chimici, bio-ingegneri, statistici, matematici. Una vera e propria medicina dei sistemi.
Bisogna credere nella ricerca; secondo le previsioni entro dieci anni la scienza sarà capace di cronicizzare il cancro e arriverà il tempo in cui il tumore non sarà più una malattia mortale.
Perché però la medicina si umanizzi e diventi personalizzata occorre il coinvolgimento dei pazienti, dei loro familiari e delle associazioni affinché tutti insieme possano delineare i grandi orizzonti strategici.
E a questo proposito assume particolare rilevanza la comunicazione che significa informazione e conoscenza.

Il coinvolgimento dei familiari diviene necessario dal momento che una diagnosi di cancro nell'ambito familiare porta statisticamente a risultati devastanti che possono così sintetizzarsi: molti familiari assumono farmaci, altri ricorrono a cure di medici e specialisti, alcuni addirittura sono sottoposti a ricoveri.
Viene quasi da dire che dovrebbe istituirsi un sistema di formazione dell'informazione in cui i diritti dei malati di cancro e dei familiari si collocano al centro della sanità.
L'istituzione del servizio di informazione in oncologia risponde a quanto raccomandato dal piano oncologico nazionale del 2010, successivamente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni.
Si crea così una rete di alleanza contro il cancro per il raggiungimento degli obiettivi più ambiziosi.
Vi sono poi alcune considerazioni che si collegano all'attività che la Lega Italiana per la lotta ai tumori pone in essere: la prevenzione è anche gestione della speranza.

La speranza può divenire importante come terapia poiché la volontà di reagire e l'ottimismo innescano processi positivi.
Anche il rapporto medico-paziente, quale bisogno di punti fermi di riferimento a favore del soggetto debole e infermo, assume particolare valore.
Al fianco della qualità della prestazione, requisito indispensabile e inderogabile, si pone la dignità del malato, cioè il rispetto che il soggetto infermo deve suscitare negli altri proprio a causa della sua condizione di malattia.
Un grazie quindi alla Lega Italiana per la lotta ai tumori che opera ponendo in essere tutti gli accorgimenti necessari per alleviare le sofferenze dei soggetti ammalati.
Oggi in Italia si richiedono livelli di efficienza - definiti in medicina appropriatezze - e di razionalizzazione delle spese che, se conseguiti, secondo recenti studi permetterebbero un risparmio annuale di ben 13 miliardi di euro.
Richiamando il tema della dignità dell'uomo, i recenti fatti di cronaca in un presidio ospedaliero della capitale, sui quali è in corso un doveroso approfondimento, hanno profondamente colpito l'opinione pubblica.

Quanto accaduto, mortifica l'individuo; una situazione intollerabile che ci auguriamo non debba più ripetersi, perchè più debole è l'uomo - e certamente lo è quando è infermo e ammalato - più grande deve essere la cura della sua persona.
Occorre individuare al più presto la soluzione ad un problema, quello delle aree di emergenza e urgenza del pronto soccorso, che costituiscono il biglietto di presentazione di una buona sanità.
Per queste ragioni ritengo necessario che si proceda con tempestività alla rivisitazione della complessa struttura sanitaria promuovendo una nuova medicina del territorio che possa servire da filtro primario per non ingolfare le aree di pronto soccorso per patologie minori e quindi di minore entità che non necessitano di ricoveri di urgenza.
Anche se abbiamo una buona sanità, il nostro compito è quello di porre in essere tutti gli accorgimenti utili a migliorare un sistema che appartiene a tutti noi.
Vi ringrazio.


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