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  • Aprile 2008

    • Mercoledì 2

      Commissioni d'inchiesta della XV Legislatura: Servizio sanitario nazionale

      La Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale ha effettuato 17 sopralluoghi, si è riunita 71 volte in seduta plenaria e, tramite il proprio nucleo di agenti ed ufficiali delle forze dell'ordine, ha vagliato decine di segnalazioni ed esposti, anche prendendo spunto da fatti di cronaca. Il risultato di queste attività è dettagliatamente descritto nella relazione finale di 166 pagine, approvata nella seduta del 12 marzo 2008.

      L'inchiesta parlamentare si è concentrata, in particolare, sull'attuazione del Piano nazionale della prevenzione e delle emergenze sanitarie; sul funzionamento del Sistema nazionale di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria (SiVeAS); sugli aspetti strutturali, igienico-sanitari, tecnologici e organizzativi degli ospedali italiani, con particolare riguardo a quelli di insegnamento; sui coma neurovegetativi e l'assistenza domiciliare nelle diverse realtà regionali; sull'aggiornamento professionale in sanità; sull'organizzazione dei prelievi e dei trapianti di organi; sul ruolo dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA).

      Di particolare interesse, anche per il rilievo registrato nei media nazionali, le risultanze dei sopralluoghi effettuati nelle strutture ospedaliere più importanti. Il complesso architettonico del Policlinico universitario Umberto I di Roma - si legge ad esempio nella relazione - «è caotico, disordinato e privo di ogni razionalità e funzionalità. Il traffico veicolare interno e gli spostamenti dei pazienti da un padiglione all'altro sono inaccettabili. Il degrado della struttura è elevato in molte aree». Alcune ristrutturazioni recenti «sono state fatte non nel senso della integrazione e razionalizzazione, ma piuttosto come celebrazione del potere del direttore di turno». All'Istituto nazionale dei tumori-Fondazione G. Pascale di Napoli «gli aspetti di manutenzione ordinaria appaiono carenti e tendono a conferire a tali strutture, anche se valide dal punto di vista scientifico e assistenziale, un aspetto decadente, di scarso decoro e in ultima analisi non rispettose sia dei degenti che degli operatori».

      La relazione della Commissione di Vigilanza sui fondi pensione.

      Comunicata alla Presidenza il 18 febbraio 2008, è disponibile in formato pdf la relazione per il 2006 della Commissione di Vigilanza sui fondi pensione (COVIP). «Alla fine del 2006 e, quindi, alla vigilia dell'avvio della riforma, le adesioni alle forme pensionistiche complementari - si legge nella relazione - sono complessivamente 3,3 milioni; le risorse destinate alle prestazioni, pari a circa 51,5 miliardi di euro, si rapportano al 3,5 per cento del prodotto interno lordo (PIL) e all'1,5 per cento delle attività finanziarie detenute dalle famiglie italiane». «Nel 2006 - afferma ancora la Commissione - i rendimenti registrati dai fondi pensione di nuova istituzione sono stati nel complesso soddisfacenti; il rendimento medio aggregato si è, infatti, attestato al 3,4 per cento. Nello stesso periodo, la rivalutazione netta del trattamento di fine rapporto (TFR) è stata del 2,4 per cento».

      Indagini conoscitive della XV Legislatura: cooperazione allo sviluppo

      «La riforma della disciplina in materia di cooperazione allo sviluppo presenta in qualche modo aspetti di natura istituzionale, posto che va ad incidere su una parte importante del nostro sistema e che quindi quanto più è condivisa tanto maggiori sono le possibilità che duri nel tempo. Quindi, a maggior ragione è importante che, sulla struttura fondamentale di una parte così significativa della politica estera del nostro Paese, sulle regole che devono governarla, ci sia un consenso di fondo del Parlamento italiano, a prescindere da chi pro tempore in quel momento ha responsabilità di Governo. Tale condivisione costituisce forse l'unica condizione per non perdere del tutto il lavoro fin qui svolto e, quindi, per poterlo opportunamente utilizzare nell'ambito di una prossima legislatura». E' quanto si legge nel documento approvato dalla Commissione Esteri nella seduta del 26 febbraio 2008, a conclusione dell'indagine conoscitiva sulla politica della cooperazione allo sviluppo e sulle prospettive di riforma della relativa disciplina.

      La cooperazione - si legge ancora nel documento conclusivo - «non può più essere considerata come un dono dei Paesi ricchi nei confronti dei Paesi poveri». Del resto, «vi è ormai una presenza fortissima, in qualche caso formidabile, di Paesi che qualche anno fa avremmo definito in via di sviluppo e che ora stanno diventando partner fondamentali allo sviluppo di alcune aree del mondo: si pensi alla presenza crescente della Cina e dell'India in Africa, che sta diventando una realtà di assoluta e straordinaria rilevanza». Per quanto ci riguarda, però, oggi siamo di fronte ad una «cooperazione frammentata in mille rivoli» che sfugge «perfino alla consapevolezza da parte dello stesso Paese che la realizza». «Il Paese non conosce esattamente le iniziative italiane che hanno luogo nel mondo, ove per Paese si intende non solo l'opinione pubblica, ma anche il Parlamento e lo stesso Ministero degli affari esteri». Ebbene, «tutto questo va in qualche modo ricondotto ad unità, senza utopie o illusioni dirigistiche, ma quanto meno dando vita ad un lavoro di messa in rete».

      Indagini conoscitive della XV legislatura: tutela del risparmio e disciplina dei mercati finanziari

      I nuovi meccanismi di governance societaria, con particolare riferimento alle forme di tutela delle minoranze; la circolazione delle obbligazioni; la struttura e l'articolazione delle autorità di controllo, vigilanza e regolazione sui mercati finanziari anche in riferimento al controllo parlamentare: sono questi alcuni dei temi affrontati dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nello svolgimento dell'indagine conoscitiva sulle questioni attinenti l'attuazione della legge 28 dicembre 2005, n. 262, recante "Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari". La Commissione ha ascoltato, tra gli altri, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il Comandante generale della Guardia di finanza, il Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato, il Governatore della Banca d'Italia, il Presidente della CONSOB e il Presidente dell'ISVAP.

      Pensionamento lavori usuranti: schema di dlgs in 11a Commissione

      In Commissione Lavoro, in sede consultiva su atti del governo, il senatore Giorgio Roilo (Pd-Ulivo) ha svolto la relazione introduttiva ed è iniziata la discussione sullo schema di decreto legislativo recante: "Disposizioni in materia di accesso anticipato al pensionamento per gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti" (n. 238).

      Indagini conoscitive della XV Legislatura: la bonifica dei siti inquinati

      Il problema dell'emergenza rifiuti è stato affrontato anche dalla Commissione Ambiente del Senato (oltre, ovviamente, alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti), in particolare con una indagine conoscitiva «sulla bonifica dei siti inquinati». L'indagine ha preso il via il 21 marzo 2007 con le audizioni del Direttore generale del Servizio per la qualità della vita del Ministero dell'ambiente e del Presidente dell'Autorità portuale di Napoli. Sono stati poi ascoltati, tra gli altri, il Commissario straordinario per le bonifiche della Regione Campania, il Commissario straordinario dell'ex stabilimento dell'ACNA di Cengio, il Presidente dell'Autorità portuale di Brindisi, il Commissario straordinario dell'ICRAM, i rappresentanti del Comitato «No Fanghi» di Piombino.
      Il Commissario straordinario per le bonifiche della Regione Campania, il professor Arcangelo Cesarano, ascoltato il 3 aprile 2007, si sofferma sulla situazione del Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano - «che comprende siti di grande criticità ambientale, come Marcianise, Acerra, Pomigliano» - definendola «estremamente delicata». «Vi sono numerose indicazioni di criticità - si legge nel resoconto stenografico (formato pdf) -, che però non si riesce ad inquadrare in un contesto generale, proprio perché lo studio della falda non è sufficientemente approfondito».

      Commissioni d'inchiesta della XV Legislatura: l'indagine sul problema dei rifiuti

      Cinquantatre sedute plenarie, oltre 200 persone ascoltate, due documenti sull'emergenza rifiuti in Campania, un convegno a Roma, una banca dati contenente 350 schede e un Archivio che custodisce 16.700 pagine che saranno rese disponibili in formato digitale. Sono questi i dati riassuntivi dell'attività svolta nella XV Legislatura dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse istituita dalla legge 20 ottobre 2006, n. 271.
      A più riprese - si legge nella relazione finale, approvata il 27 febbraio 2008 -, la Commissione si è trovata «in presenza di condizioni di sostanziale paralisi degli ordinari processi decisionali». Dopo aver sottolineato la «necessità di eliminare le troppe strutture di intermediazione burocratica che hanno avuto solo l'effetto di diluire le responsabilità e aumentare a dismisura i costi», e «una volta alleggerita la trama complessiva dei soggetti», la Commissione ipotizza la costituzione di una Autorità indipendente «con una struttura molto agile e snella, utilizzando essenzialmente apparati e risorse preesistenti». Questi alcuni dei compiti ipotizzati per l'Autorità:

      • la realizzazione di verifiche approfondite sulla fattibilità e i costi, per gli utenti, dei piani di gestione dei rifiuti, ivi comprese le tariffe;
      • la promozione di opportune forme di coordinamento e circolarità delle informazioni tra tutti i soggetti variamente interessati alla definizione di strategie appropriate per l'ottimale gestione del ciclo dei rifiuti;
      • la prevenzione e il contrasto degli illeciti connessi alla materia dei rifiuti, ad esempio mediante l'attivazione di una banca dati in materia.

      La relazione finale si sofferma poi sulle "emergenze territoriali" (Campania, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia). Altri capitoli sono dedicati ai "rifiuti speciali", alle tecnologie disponibili ad esempio per la valorizzazione energetica dei rifiuti solidi urbani e per il compostaggio, e all'"impatto sanitario dei rifiuti".

      I lavori del Senato dopo lo scioglimento delle Camere

      Per effetto dello scioglimento delle Camere, l'attività legislativa dell'Assemblea e delle Commissioni, secondo la prassi parlamentare, sarà limitata all'esame di atti dovuti, quali i disegni di legge di conversione di decreti-legge e gli atti urgenti connessi ad adempimenti internazionali e comunitari. Lo ha ricordato in Aula, in apertura della seduta di martedì 26 febbraio, il Presidente Marini. Potranno inoltre svolgersi, in sede di Commissione, le procedure per i pareri parlamentari sugli atti del Governo. Il sindacato ispettivo si eserciterà attraverso interrogazioni a risposta scritta.
      Per quanto riguarda le indagini conoscitive e le inchieste parlamentari, le Commissioni - ha aggiunto il Presidente del Senato - potranno riunirsi al solo fine di rendere esplicite le conclusioni dell'attività svolta prima dello scioglimento. Rimane esclusa qualunque ulteriore attività di rilievo esterno, anche se prevista nei programmi già approvati. Infine, il regime di prorogatio del Senato consente nelle varie sedi l'adempimento di atti relativi agli interna corporis dell'Assemblea.

      Il 29 aprile la prima seduta della XVI Legislatura

      Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il decreto di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati per il 13 e 14 aprile 2008, nonché di determinazione della data della prima riunione delle nuove Camere fissata per il giorno 29 aprile 2008. E' stata decisa inoltre l'assegnazione alle Regioni del territorio nazionale e alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l'elezione del Senato della Repubblica. E' stato infine deliberato il decreto di assegnazione alle circoscrizioni elettorali del territorio nazionale e alle ripartizioni della circoscrizione Estero del numero dei seggi spettanti per l'elezione della Camera dei Deputati.
      Lo scioglimento delle Camere era stato annunciato il 6 febbraio, con un comunicato del Quirinale nel quale si legge: «Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, che è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri».



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