SENATO DELLA REPUBBLICA N. 674
DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
diniziativa dei senatori PEDRINI, RIGHETTI e VERALDI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 26 SETTEMBRE 2001
Abrogazione dei commi primo e secondo della XIII
disposizione
transitoria e finale della Costituzione
Noi pensiamo che oggi il tema si possa
e anzi si debba porre esclusivamente e squisitamente sotto il profilo della
tutela dei diritti umani, dei diritti della persona insomma, e degli speculari
doveri che un moderno stato democratico, occidentale ed europeo, è
tenuto a rispettare, per dovere morale ma anche per rispetto delle convenzioni
internazionali liberamente sottoscritte e degli organismi internazionali
di cui è componente a pieno titolo.
Affrontiamo i punti con ordine: quanto
alle responsabilità dei Savoia nella storia italiana relativa al
periodo fascista e alla Seconda Guerra Mondiale, dobbiamo notare che i
due membri di Casa Savoia attualmente viventi, ed esclusi dal territorio
nazionale (Vittorio Emanuele ed il figlio Emanuele Filiberto) erano, allepoca
delle tristi vicende storiche summenzionate, rispettivamente, il primo
un bambino di pochi anni e laltro non ancora nato!
Molte persone, nel corso della loro
vita, sono talvolta chiamate a rispondere delle proprie azioni, sotto il
profilo morale, sotto quello penale, sotto quello della opportunità,
ed anche, sotto il profilo politico e storico.
Tuttavia, una grande conquista della
civiltà moderna occidentale post illuminista, forse la più
grande conquista del pensiero moderno, è che la responsabilità
è personale. Ripugna alla nostra coscienza morale di contemporanei
pensare che la responsabilità possa trasmettersi per discendenza
e per stirpe. Lo stesso periodo storico sopra ricordato ci ha dato degli
esempi terribili di quali abomini possa produrre il portare alle estreme
conseguenze un siffatto pensiero.
I due Savoia attualmente viventi,
prima di essere Savoia, sono delle persone, persone che non possono, per
evidenti ragioni anagrafiche, aver avuto alcun ruolo nelle vicende in cui
sono stati coinvolti i loro ascendenti, questi ultimi attualmente morti.
Unaltra conquista del pensiero
moderno che ha segnato un salto di qualità nel progredire della
civiltà umana, faticosamente acquisita al nostro patrimonio, a prezzo
di sacrifici e di sangue, purtroppo ancora non pienamente affermata in
tutto il mondo, è la concezione del rispetto dei diritti umani,
tra i quali il diritto di circolare e di stabilirsi, volendolo, nella propria
terra.
È difficile cercare di capire
quale sia il processo mentale che induce alcuni a negare a queste due persone
un trattamento rispettoso dei loro elementari diritti umani, quegli stessi
diritti umani che invece vengono giustamente invocati nei purtroppo ancora
moltissimi casi di razzismo, segregazione, discriminazione e apartheid.
Non vogliamo credere che taluno possa
pensare che questi diritti si possono ignorare o trascurare, in ragione
del rango, del censo o persino della antipatia di chi subisce la discriminazione.
Se così fosse, verrebbe annullata proprio la conquista di civiltà
della difesa dei diritti delluomo, che per essere vera, integra,
ed ergersi in tutto il suo valore rivoluzionario rispetto al passato, deve
estendersi a tutti.
Non si può stabilire a priori
una specie di graduatoria della sofferenza, tale per cui solo certe persone,
in ragione della loro condizione sociale e dellentità della
violazione dei loro diritti umani, sarebbero meritevoli di tutela.
Tuttavia, proprio in riferimento alla
sofferenza, non possiamo non ricordare che anche i due Savoia hanno affrontato
e affrontano ancora, nel corso della loro vita, difficoltà e sofferenze
personali che meriterebbero rispetto e umana comprensione. Si pensi alla
vicenda di un bambino costretto ad allontanarsi in condizioni rocambolesche
dal suo paese, senza poter più farvi ritorno. Si pensi al dipanarsi
di vicende personali e familiari segnate da questo problema, con persone
escluse per sempre dalla loro terra, dai loro amici, dalle loro relazioni.
Si pensi alla formazione personale e scolastica di Emanuele Filiberto,
costretto a rimanere per sempre lontano dalla cultura e dalle radici italiane.
Eppure, cultura di un popolo, radici personali, identità nel rispetto
delle altre identità, tutela delle relazioni personali e delle amicizie
sono, alla fine, il vero patrimonio di ciascuna persona, sono valori che
anche recentemente sono stati evidenziati e indicati come meritevoli di
tutela anche da parte del dibattito politico.
Perchè dobbiamo negarli a queste
due persone?
Ma, si dirà, seppure si possa
configurare per i due Savoia una violazione dei diritti umani, essa è
giustificata da ragioni di tutela dellordine politico-istituzionale
costituito, nonchè dellordine pubblico e dellordinata
vita sociale, e queste ragioni stanno alla base della XIII disposizione.
Ebbene, la Repubblica Italiana esiste
ormai da più di 55 anni e nessuna persona dotata di un normale raziocinio
potrebbe pensare che nella società italiana od anche tra le forze
politiche attualmente esistenti vi sia un significativo movimento volto
a restaurare la monarchia, non diciamo con mezzi violenti, ma neppure con
metodi democratici! Non riusciamo a scorgere traccia di una diffusa nostalgia
per la monarchia, di un pericolo per le istituzioni o per la pace sociale.
La società italiana non pare in procinto di dividersi in modo lacerante
su questo tema, né si intravvedono pericoli di scontri di piazza
con gravi rischi per lordine pubblico.
Nel momento stesso in cui scriviamo,
o leggiamo, di questi pericoli, possiamo apprezzare tutta la portata della
loro irrealtà e assurdità.
Peraltro, se la Repubblica italiana
fosse veramente ridotta oggi ad avere paura dei Savoia, allora vorrebbe
dire che avremmo veramente toccato il fondo e che ci meriteremmo la restaurazione,
e non solo quella!
Per quanto esposto, non possiamo condividere
la morbosa insistenza con la quale taluno ha ripetutamente chiesto ai due
Savoia viventi di ripudiare un passato per il quale non potevano aver avuto
alcuna parte e di esprimere comunque un giudizio sul comportamento dei
personaggi della loro casata, magari dai tempi medioevali di Biancamano
in poi! Ancora, è stato chiesto ai Savoia di giurare pubblicamente
fedeltà alla Repubblica ed Essi, in pubbliche apparizioni, hanno
riconosciuto la Repubblica italiana e si sono impegnati a rispettarne la
Costituzione.
Ebbene, tutti questi «interrogatori»,
giornalistici o meno, cui sono stati sottoposti i Savoia, non essendoci
alcun pericolo per la Repubblica, sono stati una inutile umiliazione, prima
ancora che per i Savoia, per le istituzioni repubblicane, che sono indirettamente
apparse ridicolmente pavide e inquisitrici. Nessuno si sognerebbe di chiedere
ad una persona di commentare gli atti del suo bisnonno, nonché di
dare un giudizio su tutti i componenti morti della sua famiglia, e condizionare
lesercizio di un diritto alle relative risposte! Si tratta, oltre
che di una umiliazione, di una violazione della libertà di pensiero,
pure garantita dalla Costituzione. Nella stessa linea di giudizio collochiamo
la norma, da taluni proposta, dellobbligo ai Savoia di un solenne
giuramento di fedeltà alla Repubblica prima di abrogare la XIII
disposizione. Una volta depotenziata la vicenda Savoia alle sue vere proporzioni
attuali, di problema cioè non più istituzionale, ma relativo
ai diritti di persone, tale pretesa appare anchessa inutile, ingiusta,
e umiliante, alcune per la Repubblica. Ci pare ancora che, sia per lassenza
di pericolo istituzionale, che per doverosa coerenza nellattribuire
in toto a queste persone incolpevoli i normali diritti di cittadinanza,
sia opportuno abrogare anche il primo comma della XIII disposizione.
Vogliamo infine proporre, come ultimo
argomento, che permettere il libero rientro dei Savoia in Italia, costituisce
per la Repubblica un dovere rispetto anche alla Convenzione europea per
i diritti delluomo, di cui lItalia è paese membro a
pieno titolo. Il Parlamento europeo, inoltre, nella sua risoluzione del
5 luglio 2001 relativa ai diritti umani, ha raccomandato al nuovo Parlamento
italiano di abrogare la XIII disposizione transitoria della Costituzione.
Riteniamo che la difesa del prestigio
italiano negli organismi internazionali di cui lItalia è membro,
passi anche attraverso leliminazione di questa ormai anacronistica
disposizione, per la quale lunico problema che forse oggi si può
porre è come giustificare che essa sia potuta sopravvivere così
tanto tempo oltre il periodo in cui era legittimata dalle circostanze,
causando inutili e ingiuste sofferenze.
In conclusione, noi riteniamo che
da molti anni il tema della libertà di rientro dei Savoia in Italia
sia un tema del tutto privo di qualsiasi implicazione politico-istituzionale,
ma debba costituire semplicemente la rimozione di un divieto ormai ingiustificato
sul piano del rispetto dei diritti umani. Proprio per questo, esso dovrebbe
essere affrontato, e risolto, in uno spirito bipartisan, in tempi
brevi e con un profilo di attenzione politica e mediatica il più
sobrio possibile. Raccomandiamo pertanto lapprovazione del presente
disegno di legge costituzionale.
I commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria della Costituzione sono abrogati.