346º SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
GIOVEDÍ 26 MARZO 1998
(Pomeridiana)
Presidenza del vice presidente FISICHELLA, indi del vice presidente
CONTESTABILE
Presidenza del vice presidente FISICHELLA
Si dia lettura del processo verbale.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Speroni,
negli USA, per attività dell'Assemblea dell'Unione dell'Europa
occidentale; Di Orio, Mignone, Pianetta e Provera, in Sicilia, per
verificare lo stato delle strutture sanitarie incompiute; Bucci, a Kiev
(Ucraina), per attività dell'Assemblea dell'organizzazione per la
sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Sono assenti i senatori Dentamaro, Dondeynaz, D'Onofrio, Elia,
Loiero, Pieroni, Salvato e Salvi, componenti del Comitato della Commissione
bicamerale per le riforme costituzionali, perché impegnati nella
discussione alla Camera del progetto di legge costituzionale.
Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal
preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento.
Da pochi giorni é all'esame della Commissione difesa e della
Commissione affari costituzionali del Senato il disegno di legge n. 2793
-ter
concernente la delega al Governo per il nuovo ordinamento dell'Arma dei
carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza. Dopo l'esauriente
relazione del senatore Loreto, che sottolineava la positività
dell'intenzione esplicitata dal Governo di non sopprimere reparti speciali e
dopo la successiva e ampia discussione generale veniva deciso di istituire
un comitato ristretto per l'esame approfondito del provvedimento.
Ieri poi é giunta la notizia che il ministro Napolitano,
dimostrando di non tenere in considerazione il lavoro che si sta svolgendo
nelle Commissioni difesa e affari costituzionali, con un colpo di mano
incredibile ha emanato 5 direttive, due delle quali di carattere
rilevantissimo, che prevedono di fatto la soppressione dei reparti speciali
delle Forze di polizia e la ruralizzazione dell'Arma dei carabinieri, che
é il primo passo verso la certamente già programmata
smilitarizzazione della stessa.
Avendo intuito che il Governo, e per esso il ministro Napolitano, si
sarebbe mosso al di fuori delle regole, nel corso della seduta delle
Commissioni riunite 1º e 4º tenutasi in data 11 marzo ultimo
scorso, sollecitai il Ministro dell'interno alla massima trasparenza,
dichiarando che temevo sorprese riferendomi, in particolare, ad eventuali
decisioni adottabili in via amministrativa dirette a ridimensionare la
capacità operativa dei reparti speciali delle Forze di polizia.
Sollecitai inoltre il Ministro ad assumere una decisione sulla delicata
materia solo a seguito di un ampio e approfondito dibattito parlamentare.
Come dimostrato dai fatti, questa esortazione, venuta da un Capogruppo
dell'opposizione, come al solito e stata disattesa.
Il Governo, pressato da alcuni settori della magistratura che
interferendo in modo inaudito tempo addietro si sono recati a Palazzo Chigi
e presso altri Ministeri per chiedere che fosse messo il bavaglio al Ros dei
carabinieri, reo di aver osato svolgere indagini su alcune procure per
mettere in luce pericolosi legami tra magistratura e centrali della
criminalità organizzata e lo stesso ministro Napolitano, pressato
dalla lobby
del Viminale, non tenendo in alcun conto la sovranità del Parlamento
e non attendendo la fine dell'esame in Parlamento del delicato disegno di
legge che riguarda il riassetto delle Forze di polizia, hanno preferito,
come sempre, imporre in modo arrogante e antidemocratico il loro progetto.
e delle mozioni nn. 116, 196, 200, 201, 211, 227, 228, 229 e 230, sulla
politica scolastica, nonché della petizione n. 198
premesso:
che negli ultimi tempi si sono moltiplicati in Italia i
dibattiti sulla ormai ineludibile riforma del sistema scolastico educativo e
formativo, considerata ormai una priorità assoluta e l'unica in grado
di dare concrete risposte alle aspettative dei giovani sia per una piena
formazione della loro personalità, sia per renderli competitivi nelle
nuove situazioni di mercato del lavoro, sia per la costruzione di una valida
futura classe dirigente del paese;
che una riforma di tale importanza, che assurge al livello di
riforma istituzionale, non puó che scaturire da un dibattito
approfondito e consapevole, al quale sono chiamate a partecipare tutte le
forze politiche e culturali del paese, prescindendo da un'analisi separata
ed estremamente limitativa dei singoli provvedimenti;
considerato:
che, secondo quanto sancito dalla Costituzione, la riforma del
sistema scolastico deve avere come suoi fondamenti il rispetto della persona
umana e la sua realizzazione, il diritto-dovere dei genitori di educare ed
istruire i figli in piena libertà, la parità di trattamento
degli studenti indipendentemente dalle scuole frequentate senza
discriminazioni, neanche di carattere economico;
che la riforma del sistema scolastico deve garantire la
libertà di insegnamento sia che questa si esplichi nelle scuole
statali che in quelle non statali, in conformità con il dettato
costituzionale;
che la riforma del sistema scolastico non puó in nessun
modo eludere il grave problema della rivalutazione della dignità
professionale e del trattamento economico degli insegnanti pur senza
trascurare la necessità del loro aggiornamento,
impegna il Governo:
a sottoporre all'approvazione del Parlamento in tempi rapidi i
provvedimenti sulla riforma della scuola annunciati dal Governo in modo che,
insieme alle proposte parlamentari attualmente giacenti, la riforma
complessiva del sistema scolastico salvaguardi tutti i pilastri della
cultura e nel contempo adegui le strutture e i programmi alle esigenze di
tutti gli studenti, sia che essi appartengano alla scuola statale che a
quella non statale, alla scuola religiosa o a quella laica;
a tracciare le linee di indirizzo della revisione dei programmi,
la disciplina dei rapporti tra studenti e insegnanti nonché le
modalità di aggiornamento di questi ultimi secondo le indicazioni che
verranno dal Parlamento;
a predisporre parimenti per le scuole statali e per quelle non
statali norme atte a garantire un reale pluralismo educativo ed un pari
trattamento economico dei docenti al fine di garantire la effettiva
libertà di educazione e di insegnamento a tutti.
(1-00116)
considerato:
che la razionalizzazione scolastica prevista dall'articolo 21
della legge n. 59 del 1997, pur tenendo conto di una certa
flessibilità a favore di aree svantaggiate in quanto montane oppure
in condizioni socio-economiche precarie, si limita nei regolamenti attuativi
a normare il dimensionamento degli istituti senza prendere in considerazione
ulteriori criteri derivanti per esempio dalla densità della
popolazione e dalla situazione orografica, climatica e delle vie di
comunicazione in certe aree del paese;
che nel disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici
presentato dal Governo e già calendarizzato si prefigurano
prospettive di autonomia e profonde modifiche dell'assetto scolastico,
istituzionale e strutturale, con un piú stretto e definitivo rapporto
specie con gli enti territoriali di riferimento secondo un principio di
sussidiarietà;
che é stato inserito nel calendario dei lavori
parlamentari della Camera dei deputati il disegno di legge sul "riordino dei
cicli scolastici";
che la legge n. 23 del 1996 prevede la formulazione da parte
delle province di piani triennali riguardanti l'edilizia scolastica da
sottoporre alle regioni e al Ministero della pubblica istruzione;
che i finanziamenti di tali piani triennali si sono limitati
all'anno 1996 per un importo di 465 miliardi;
che detta legge n. 23 del 1996 ha significato per molte province
il farsi fare carico di un patrimonio edilizio scolastico ingente e spesso
in mediocre stato di conservazione e di manutenzione;
che molte amministrazioni provinciali si trovano in grave
difficoltà nell'attuare le disposizioni del decreto legislativo n.
626 del 1996, con conseguente pericolo di chiusura di vari plessi scolastici
a fronte delle comunicazioni avanzate dai presidi e del censimento degli
interventi necessari e urgenti,
impegna il Governo:
a formulare un regolamento di dimensionamento degli istituti
scolastici e di formazione delle classi secondo criteri i piú ampi ed
elastici possibili, in modo che possano essere adottate le scelte e gli
indirizzi piú opportuni in relazione alle caratteristiche degli
ambiti territoriali di riferimento e ai loro specifici e legittimi
interessi;
ad affidare alle regioni, province e comuni la redazione e la
revisione quinquennale del piano pluriennale di razionalizzazione della rete
scolastica al fine di costruire un sistema integrato di servizio scolastico
pubblico e privato correlato alle realtà socio-economiche locali,
alle necessità dell'utenza, agli insediamenti abitativi, alle
caratteristiche orografiche del territorio e alle vie di comunicazione;
a rivedere i programmi di studio della scuola secondaria,
affinché sia eliminata l'attuale ridondanza, che presuppone allievi
con un grado di maturazione intellettuale cosí elevato da risultare
poco diffuso sul piano statistico ed esige una disponibilità di ore
di insegnamento di gran lunga superiore a quelle previste nonché un
aggiornamento dei docenti attualmente ancora virtuale, e finalmente nella
scuola prevalgano le conoscenze sulle nozioni;
ad incentivare la dimensione europea dell'istruzione attraverso
l'insegnamento delle lingue degli Stati membri, forme di mobilità di
insegnanti e studenti, definizione di standard
internazionali di servizi formativi, reciproco riconoscimento dei periodi
curriculari, cooperazione e scambio di informazioni e di esperienze fra
scuole di paesi membri;
a verificare la situazione dell'edilizia scolastica su tutto il
territorio nazionale e ad adottare gli opportuni provvedimenti finanziari al
fine di adeguare gli edifici scolastici alle norme di sicurezza e alle
necessità a cui sono adibiti.
(1-00196)
atteso:
che il sistema scolastico italiano ed in particolare la sua
organizzazione necessita di una ampia riflessione per poter essere rivisto
alla luce anche di una società - quella italiana - profondamente
mutata nella struttura socio-economica che richiede una indiscussa
professionalità e capacità diverse rispetto al passato;
che non é possibile immaginare di tentare di
riorganizzare il sistema scolastico con indirizzi applicativi dettati dal
Ministro della pubblica istruzione sottraendo gli stessi al dibattito
parlamentare da cui nasce sempre un confronto di idee utile alle soluzioni
ottimali;
che, nonostante le ripetute affermazioni del Presidente del
Consiglio, i problemi della scuola italiana continuano ad essere trascurati
mancando - al di là di progetti - un complessivo disegno di
riorganizzazione che ponga sullo stesso piano la scuola statale e quelle non
statali, esaltando cosí le possibilità di libera scelta da
parte delle famiglie, e che definisca in modo certo e credibile l'autonomia
scolastica ed il ruolo degli insegnanti sino ad oggi vergognosamente
mortificati sia da un punto di vista professionale che economico,
impegna il Governo a riferire in Parlamento sugli intendimenti e sui
tempi di approvazione della legge sulla parità scolastica e a
chiarire il significato che intende dare all'autonomia scolastica e quale
ruolo affidare agli insegnanti nella nuova organizzazione scolastica.
(1-00200)
considerato che nel nuovo contesto internazionale la
capacità competitiva dell'Italia é sempre piú
condizionata dalla qualità e dalla quantità degli investimenti
nella formazione scolastica e post-scolastica;
ritenuta la necessità che venga finalmente affermata
anche in Italia la priorità degli investimenti culturalmente
produttivi nella scuola;
considerato inoltre:
che nel 1998 é in corso di attuazione l'autonomia
scolastica;
che il Parlamento é chiamato a deliberare in ordine
al nuovo sistema formativo; alla parità tra scuola statale e scuola
non statale; al rapporto tra scuola e università da un lato, e tra
scuola e formazione scolastica post-diploma dall'altro;
che é necessario un contratto radicalmente innovativo
per il personale docente e non docente, centrale e periferico della scuola
italiana;
rilevato che le riforme costituzionali discusse in Parlamento
prevedono una sostanziale redistribuzione di poteri e risorse tra centro e
periferia anche in materia scolastica,
impegna il Governo:
ad indicare nel Documento di programmazione economica e
finanziaria la priorità degli investimenti nella scuola rispetto ad
ogni altro investimento produttivo;
a prevedere, nell'arco del triennio 1999-2001, investimenti per
complessivi 20.000 miliardi per il finanziamento dell'intero arco dei
provvedimenti legislativi concernenti la scuola italiana.
(1-00201)
considerato:
che nel quadro di una politica di qualificazione, di sviluppo e
di riforma del sistema formativo scolastico, ormai non piú rinviabile
e non piú frammentabile in molte parziali iniziative legislative dal
disegno complessivo incerto, si rende necessaria un'inversione di tendenza
cosí da:
considerare conclusa la fase delle razionalizzazioni e dei
tagli di spesa ed avviare un programma di investimenti necessari alle
riforme, che non possono farsi a costo zero pena l'inefficienza delle stesse
innovazioni;
affrontare innanzi tutto la riforma culturale, didattica e
organizzativa della scuola pubblica e poi riprendere e completare tutte le
altre riforme che devono necessariamente discendere dalla prima e ad essa
armonizzarsi (regolamenti dell'autonomia, organi collegiali, statuto degli
studenti, aggiornamento, dirigenza dei presidi, eccetera);
che le priorità, per quanto concerne la riforma,
attengono a:
interventi per il diritto allo studio ed un piano di risorse
straordinarie per la riforma;
inserimento nella riforma di precise norme relative
all'equipollenza delle scuole private per realizzare il dettato
costituzionale ed esclusione di qualunque forma di finanziamento della
scuola privata e di ogni prospettiva di creazione di un sistema integrato
pubblico-privato nella formazione;
un contratto per gli insegnanti che, in funzione della
riforma, ne ridisegni tempi di lavoro, organizzazione, funzioni e
retribuzioni ed eliminazione di ogni forma di precariato;
una revisione della riforma degli ordinamenti universitari
la cui struttura a "canne d'organo" e per livelli deve trasformarsi in un
sistema universitario di tipo ricorrente;
rilevato che punti qualificanti di una autentica innovazione
nella politica scolastica sono:
a)
la scuola dell'infanzia come strumento di socializzazione e luogo
formativo;
b)
una scuola dell'obbligo, in tempi brevi fino a 18 anni, che sviluppi un
progetto educativo e forme di orientamento che evitino ogni canalizzazione
precoce;
c)
una scuola secondaria in cui linguaggi, società, lavoro, tecnica e
natura siano oggetto critico di ricerca culturale e non obiettivo di
adeguamento subalterno, cosí che lo studio nel triennio sia
essenzialmente primo approccio ad un sistema di formazione permanente e
primo sguardo critico ed autonomo sul mondo;
d)
un diritto allo studio fondato, per la scuola dell'obbligo, sul principio
costituzionale della completa gratuità;
e)
una politica di occupazione nella scuola mirata alla particolarità
delle prestazioni e, in un quadro di lotta alla disoccupazione, alla piena
integrazione dei lavoratori;
f)
una concezione del lavoro docente che rovesci le prospettive di
emarginazione e burocratizzazione e si fondi su un autentico progetto
educativo;
g)
una riorganizzazione del lavoro scolastico che non scivoli verso forme di
accentuazione dell'aspetto quantitativo ma privilegi l'aspetto qualitativo,
impegna il Governo ad invertire una tendenza al risparmio nel
settore scolastico e a produrre investimenti sulla scuola nei prossimi 5
anni per almeno 10.000 miliardi e a destinare i risparmi previsti nel
triennio 1999-2001, alla costituzione di un fondo indirizzato
prioritariamente alle aree ed ai livelli scolastici a maggiore rischio
formativo, superando la logica dell'incentivazione individuale degli
insegnanti e perseguendo la realizzazione del diritto di tutti ad avere una
formazione qualitativamente omogenea.
(1-00211)
considerato:
che il mondo della scuola é attraversato da molti anni da
numerose polemiche e proteste per le insufficienze e inefficienze del
sistema scolastico;
che tali proteste investono tutti gli operatori del settore,
insegnanti, alunni, famiglie;
che il sistema scolastico italiano non appare adeguato alle
esigenze del mondo del lavoro ed in assoluto al contesto sociale
determinatosi negli anni;
che la riforma scolastica ha costituito obiettivo, sempre
fallito, dei Governi che si sono succeduti, per la forte opposizione che
hanno sempre incontrato i diversi progetti;
che il ministro Berlinguer ha presentato al Parlamento una serie
di disegni di legge che hanno l'ambizione di costituire una completa
rivoluzione nel mondo della scuola;
che la riforma é partita male con la modifica degli esami
di maturità prima che fosse discussa la riforma generale dei cicli
scolastici e quindi che fosse definito il nuovo volto della scuola in
Italia;
che esiste ancora una forte prevenzione e discriminazione nei
confronti del sistema scolastico privato, ció che impedisce
un'effettiva competizione fra le scuole e che ha determinato un drammatico
appiattimento verso il basso della qualità dell'istruzione;
che gli insegnanti non motivati economicamente, e senza quella
spinta che solo la competizione potrebbe assicurare, finiscono per essere
sfiduciati e meno interessati all'importante funzione che sono chiamati a
svolgere;
che un gran numero di insegnanti, soprattutto giovani, attende
da troppo tempo una definizione stabile del proprio posto di lavoro;
che il tasso di abbandono scolastico rimane troppo alto per un
paese che si appresta ad entrare competitivamente nell'Unione europea;
che i programmi scolastici risultano ormai superati e le riforme
proposte dal ministro Berlinguer appaiono assolutamente inadeguate;
che i problemi della scuola devono essere assolutamente risolti
e superati, perché uno Stato civile deve avere come priorità
assoluta la formazione delle nuove generazioni,
impegna il Governo a presentare un piano organico di riforma del
sistema scolastico inteso a:
rispettare la libertà d'insegnamento e la
possibilità per le famiglie di effettiva scelta del tipo di
educazione da fornire al minore;
stimolare maggiormente gli insegnanti sia attraverso un
sistema di effettiva competizione sia attraverso una diversa e migliore
forma di retribuzione economica proporzionata all'impegno ed alla funzione
che essi svolgono;
indirizzare le scuole a far sí che nello stabilire i
programmi, pur tenendo conto delle necessità del nuovo contesto
sociale, che esige l'apprendimento delle nuove tecnologie e delle lingue
straniere, non si mortifichi la cultura classica, con la consapevolezza che
la scuola non debba limitarsi a fornire una serie di nozioni utili ma debba
soprattutto fornire un'impostazione culturale che consenta di imparare a
"pensare", a "giudicare", a "decidere".
(1-00227)
considerata:
l'urgenza di orientare in modo organico verso i problemi di
riforma e di ammodernamento della scuola italiana l'attenzione e le scelte
di Parlamento e Governo superando il modo frammentario con cui si sta
procedendo;
la necessità di dare al paese chiare indicazioni di quali
investimenti si intende riservare all'istruzione nei prossimi anni;
l'esigenza che il Ministro della pubblica istruzione consegua
una specifica delega ad operare ad un tavolo politico per i problemi della
scuola (con riferimento alla specificità del comparto, ai temi dello
stato giuridico e dei profili retributivi, al quadro globale e pluriennale
per gli investimenti che si rendono necessari),
impegna il Presidente del Consiglio a provvedere il Ministro
competente degli idonei strumenti di concertazione e della piú ampia
delega finalizzata:
a definire i contenuti e i connessi ambiti attuativi del decreto
del Presidente della Repubblica n. 35 del 1996 mediante il quale si sancisce
la specificità del comparto scuola e la sua irriducibilità
alle tematiche del pubblico impiego;
a definire percorsi e modelli, meno approssimativi, delle
riforme in cantiere, risalendo dalla molteplicità delle proposte ad
una rilettura organica e unitaria dell'impianto riformatore, nel contempo
individuando tempi e simulando con sufficiente precisione gli effetti delle
scelte che si vanno compiendo nell'esercizio dei poteri delegati nell'ambito
della legge n. 59 del 1997;
impegna inoltre il Governo:
a delineare un quadro programmatico pluriennale provvisto dei
necessari riferimenti finanziari, resi certi dalla definizione per legge
della quota del prodotto interno lordo che si intende riservare annualmente
alla scuola, che tenga conto:
degli investimenti in edifici, tecnologie, strumentazioni,
con particolare riguardo alle aree arretrate soggette a fenomeni di
dispersione e di degrado;
dei profili retributivi del personale della scuola fermi da
anni, ai quali va conferita un'accelerazione commisurata all'importanza del
servizio che la scuola rende al paese e alla qualità che tendono ad
assumere la funzione docente e il sistema organizzativo che la rende
possibile;
della promozione di un effettivo diritto allo studio che
valorizzi la capacità ed esalti la libertà di insegnamento e
di scelta da parte delle famiglie, la possibilità di dialogo fra
scuola e famiglie, la relazione fra scuola e mondo del lavoro;
a prevedere nel Documento di programmazione economica e
finanziaria chiari e precisi riferimenti alla realizzazione della politica
scolastica che si intende adottare.
(1-00228)
considerato:
che la definizione di tutto il problema del sistema formativo
scolastico nazionale é urgente e non puó essere rinviata ed
altresí non puó essere affrontata con iniziative legislative
segmentate e parziali le quali allontanano tutte le problematiche della
scuola da una visione complessiva globale;
che nel disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici
presentato dal Governo si evincono profondi cambiamenti dell'assetto
strutturale del sistema scolastico, avviando prospettive di autonomia di
gestione dei singoli istituti scolastici e promuovendo, nel contempo, un
piú stretto rapporto con gli enti territoriali di riferimento;
che la razionalizzazione della rete scolastica, affidata alle
regioni, province e comuni, con vincolo di revisione quinquennale del piano
pluriennale, onde favorire la costruzione di un sistema integrato di
servizio pubblico e privato piú aderente alla realtà
socio-economica locale, in relazione agli insediamenti abitativi, alle
particolarità orografiche territoriali ed anche alle vie di
comunicazione, pone problemi nuovi di pianificazione del territorio, di cui
anche la scuola per la sua parte di competenza deve farsi carico;
che la nuova realtà formativa, anche alla luce
dell'adeguamento ai sistemi scolastici europei, impone una visione unitaria
di riorganizzazione del sistema formativo che ponga sullo stesso piano le
scuole statali e quelle non statali al fine di favorire la realizzazione dei
contenuti costituzionali di cui all'articolo 33, ma particolarmente per
valorizzare integralmente le enormi risorse in termini di offerta formativa
di cui dispone il Paese che, nel concetto di pluralismo fonda non soltanto
la propria vocazione democratica, ma anche il proprio divenire culturale,
civile e sociale;
che é opportuno riconoscere nella giusta misura il ruolo
peculiare degli operatori scolastici, spesso mortificati nella loro
professionalità e nel trattamento economico ed altresí che i
medesimi possano giovarsi di un sistema formativo e di aggiornamento a
livello universitario;
che il sistema scolastico nazionale deve necessariamente
competere in un contesto europeo confrontandosi con realtà diverse
per qualità e per quantità degli investimenti culturalmente
produttivi nella scuola,
impegna il Governo
ad avvicinare il livello di istruzione del nostro Paese a quello
degli altri paesi della Unione europea indicando una precipua programmazione
economica e finanziaria;
a considerare e rendere operativa con specifici strumenti
normativi la questione della parità scolastica in un assetto di reale
modernizzazione della scuola italiana;
a dare seguito all'applicazione ed attuazione della legge n. 23
del 1996 riguardante l'edilizia scolastica in tutte le sue implicazioni,
relative anche ai piani triennali congelati all'anno 1996;
a tracciare concreti provvedimenti legislativi con un'ampia
partecipazione delle forze sociali, politiche ed economiche del Paese e di
tutte le componenti parlamentari sul problema scolastico e formativo
italiano.
(1-00229)
considerato:
che, attraverso la proposta di legge presentata alla Camera,
"Legge-quadro in materia di riordino dei cicli d'istruzione" (atto Camera n.
3952), é stato elaborato un disegno di legge complessivo per la
riforma generale del sistema scolastico italiano;
che da una parte la riforma del sistema scolastico e formativo
in generale, alle soglie del terzo millennio, non ammette ulteriori ritardi,
dopo decenni di immobilismo, dall'altra il dibattito all'interno del paese
é stato frammentato e insufficiente, non coinvolgendo fino in fondo
né gli attori, i protagonisti del mondo della scuola (personale
docente e non, studenti, eccetera), né i cittadini, potenziali
fruitori dello stesso;
che la riforma della scuola é stata fondata sulle figure
dei dirigenti scolastici cui si riconoscono funzioni direttive fuori da ogni
verifica di merito, consentendo loro la selezione del personale docente con
il rischio di creare strutture di natura feudale, ideologiche e/o
confessionali;
che la centralità del sistema scolastico e formativo per
lo sviluppo culturale delle risorse umane nella nostra società,
proiettata verso un futuro dove la conoscenza e la formazione continua
rappresenteranno la migliore dote che una persona porterà con
sé per avere pari opportunità, é una condizione
fondamentale;
che vi é la necessità di aprire un confronto
sereno sulla questione della parità, scevro da posizioni
pregiudiziali, estranee ai nostri cromosomi che vedono nella
pluralità delle offerte formative un fattore di ricchezza, se non
ingabbiate dentro scelte ideologiche o confessionali, tenendo peró
sempre in prima considerazione il dettato costituzionale contenuto
nell'articolo 33;
che al centro dell'attenzione dovrà essere posta la
parità di condizioni dello studente che frequenta gli istituti, sia
pubblici che privati, la sua libertà di espressione, la
qualità dell'istruzione ricevuta, il rispetto della persona;
che il progetto educativo "autonomo" di una scuola statale,
anche se collegato alle esigenze del territorio, deve pur sempre essere il
progetto di una scuola di tutti e per tutti e per questo si rende necessario
il concorso nell'elaborazione del personale docente,
impegna il Governo:
a rivedere la proposta sulla parità scolastica al fine di
creare le condizioni per un reale pluralismo tra le diverse identità
e le diverse culture: condizioni assicurate dalla funzione di servizio
offerto dalla scuola statale e dalle garanzie di controllo degli
standard
qualitativi esercitato dallo Stato; alla priorità che dovrà
essere assegnata allo sviluppo della scuola pubblica e al miglioramento
delle sue strutture si dovrà affiancare la legittimazione e la tutela
di offerte formative e culturali diverse e plurali che dovranno accettare
indirizzi e mete nazionali da sottoporre ad un sistema di valutazione
nazionale e di forti e aggiornati controlli; le scuole private dovranno,
inoltre, essere soggette ai provveditorati e al Ministero; dovranno
garantire precisi standard
qualitativi; dovranno reclutare i docenti rispettando le graduatorie
pubbliche, senza discriminazioni; dovranno assicurare il rispetto del
contratto nazionale di lavoro e i diritti politici, assembleari e di
rappresentanza agli studenti e al personale, docente e non; le famiglie
devono poter effettuare una libera scelta indipendentemente dal reddito, e
questo puó tradursi nella possibilità, per le famiglie a basso
reddito, di usufruire di sgravi fiscali; dunque nessun finanziamento
diretto, nessun bonus
e sconto (o sgravio) per i libri di testo;
a definire una previsione dei programmi scolastici volta
all'introduzione di nuove e importanti conoscenze, ormai di fatto
indispensabili ai giovani per acquisire una maggiore consapevolezza della
nostra società e del mondo del lavoro quali l'ecologia e le
innovazioni tecnologiche nel campo informatico e telematico; la
centralità della questione ecologica, della compatibilità
dello sviluppo, della complessità dei biosistemi e dell'uso
consapevole e corretto delle risorse limitate impone la conversione in senso
ecologico dei programmi di tutte le discipline; particolarmente importante
appare, per il coinvolgimento dei giovani, una attenzione al valore etico
del rispetto dei diritti di tutti i viventi; la scuola dovrà porsi
come luogo della riflessione e della elaborazione del valore oggettivo del
diritto, superando la visione antropocentrica ormai messa in discussione
dalla riflessione etica contemporanea; la funzione strategica
dell'acquisizione delle conoscenze necessarie a fruire delle nuove
possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche dovrà
essere strettamente connessa alla peculiare vocazione economica e culturale
del territorio;
a riconoscere la professionalità degli insegnanti di
sostegno attraverso il valore abilitante del titolo di specializzazione
faticosamente e onerosamente acquisito con un corso biennale post-laurea o
post-diploma che, oltre ad esigere 1.300 ore di frequenza obbligatoria,
prevede il superamento di 18 esami comprendenti i contenuti delle pedagogie
e delle didattiche speciali, attività di tirocinio diretto svolto
nell'ambito dell' handicap
sia psicofisico che sensoriale e la discussione di una tesi finale; una
professionalità che verrebbe svilita qualora il Governo decidesse di
riconvertire sul sostegno gli insegnanti di ruolo soprannumerari con un
corso di riconversione breve, della durata di un anno; questo comporterebbe
l'utilizzo di personale non adeguatamente specializzato ma soprattutto non
sufficientemente motivato a svolgere questo delicato lavoro in cui la
vocazione del singolo rappresenta un momento determinante; l'accesso
all'insegnamento del sostegno dovrebbe quindi essere regolato dalle normali
forme di reclutamento ovvero tramite classe di concorso specifica per ogni
ordine e grado di scuola, riconoscendo il valore abilitante dei titoli di
specializzazione finora conseguiti nei corsi biennali sia monovalenti che
polivalenti nelle tre diverse tipologie dell' handicap , istituiti
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 970 del 1975; la
mancanza di questo riconoscimento continuerà a compromettere la
continuità didattica e l'efficacia dell'azione educativa a favore
degli alunni portatori di handicap
e a favorire assegnazioni temporanee di docenti, spesso non specializzati,
motivate solo da ragioni di opportunità e convenienza;
a rendere possibile, fin dalla scuola primaria, l'introduzione
della seconda lingua straniera anche attraverso metodologie e supporti
legati all'informatica; la scuola dell'autonomia dovrà ricevere,
attraverso l'indirizzo del Ministero della pubblica istruzione, indicazioni
tese a valorizzare, in ogni ordine e grado, la familiarizzazione con la
seconda lingua straniera, in armonia con le piú efficaci tra le
consimili esperienze europee;
a valorizzare le attività di educazione motoria e
sportiva attraverso la professionalità degli insegnanti di educazione
fisica in ogni ordine e grado di scuola e in collaborazione con le
realtà istituzionali, territoriali e associative che operano a tal
fine e in particolare a valorizzare tale educazione considerandola, sotto il
profilo formativo, di pari dignità rispetto agli altri campi del
sapere;
a porre la scuola quale centro permanente di formazione sia per
adulti pienamente scolarizzati sia per le ancora troppo ampie fasce di
analfabetizzazione, che a diversi gradi e livelli sono presenti nel nostro
paese; la piena utilizzazione, a tal fine, della struttura scolastica,
intesa come luoghi e strumenti, dovrà porsi quale soggetto di
formazione permanente per l'intera popolazione;
a salvaguardare il diritto costituzionale all'istruzione e
quindi alla frequenza scolastica degli alunni non sottoponendo tale diritto
all'obbligo di vaccinazione; ad avviso dei proponenti la questione va
risolta con urgenza tenendo conto dei danni psicofisici che l'intolleranza
ai farmaci produce annualmente in dimensioni inquietanti; il diritto alla
salute deve essere tutelato anche attraverso il rispetto delle decisioni
derivanti dalla conoscenza dei rischi dei vaccini, ampiamente documentati in
letteratura medica, con opzioni che allineano l'Italia alla normativa
europea, tutta ormai orientata alla scelta facoltativa e non piú
all'obbligo delle vaccinazioni;
a prevedere ulteriori stanziamenti, per il triennio 1999-2001,
ponendo fine ai tagli di bilancio nel capitolo dell'istruzione;
ad istituire scuole di ogni ordine e grado su tutto il
territorio nazionale, secondo il dettato costituzionale, per far sí
che il diritto di scegliere non diventi un obbligo laddove le strutture
pubbliche siano carenti, evitando cosí l'equivoco di parlare di
"sistema integrato dell'istruzione"; il privato nel settore della formazione
deve essere una opzione in piú, non un surrogato del pubblico;
ad attuare una campagna straordinaria contro la dispersione
scolastica, unendo le forze dei Ministeri competenti, degli enti locali,
dell'associazionismo e del volontariato;
a procedere all'elevazione dell'obbligo scolastico a 18 anni nel
piú breve tempo possibile, tenuto conto delle risorse finanziarie e
delle strutture;
a rivedere le proprie posizioni sulla condizione degli
insegnanti, per garantire una effettiva partecipazione decisionale del
personale docente e non negli organi collegiali, in un quadro di
riequilibrio dei poteri, a fronte delle derive manageriali dei presidi e
direttori didattici.
(1-00230)
Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 932, nel
testo proposto dalla Commissione.
Riprendiamo l'esame dell'articolo 2:
(Norme transitorie relative al personale docente)
1. Nella prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui
all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dall'articolo 1, comma 4,
della presente legge, l'inclusione, in coda, dei nuovi aspiranti é
effettuata a domanda. Hanno titolo all'inclusione, nell'ordine:
a)
Sostituire il comma 5 con i seguenti:
"5. Nel quadro degli interventi per la formazione del personale
della scuola, il Ministro delle pubblica istruzione, con ordinanza adottata
d'intesa con il Ministero dell'università e della ricerca scientifica
e tecnologica entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, istituisce e disciplina corsi speciali per il conseguimento
dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola materna e nella scuola
secondaria di primo grado normale e speciale e per l'acquisizione
dell'idoneità per gli insegnamenti della scuola elementare gli
insegnamenti tecnico-pratici della scuola secondaria superiore. Detti corsi
comprendono l'approfondimento della didattica delle discipline comprese
nelle classi di concorso nonché degli aspetti piú
significativi della funzione docente. Essi si concludono con un esame
consistente in una prova scritta e in una prova orale aventi per oggetto i
contenuti del corso e la verifica delle capacità didattiche. La
commissione d'esame é composta dai docenti che hanno tenuto i corsi e
da un presidente esterno.
5- bis . Ai corsi di cui al comma 5 sono ammessi i docenti
con contratto a tempo determinato che abbiano prestato effettivo servizio di
insegnamento per almeno trecentosessanta giorni di lavoro in materie di
insegnamento riconducibili a classi di concorso, nel periodo intercorrente
tra l'anno scolastico 1989-90 e l'anno scolastico 1997-98.
5- ter . Il Ministero della pubblica istruzione bandisce,
entro tre mesi dalla conclusione dei corsi abilitanti di cui al comma 5, un
concorso per titoli ed esami. I criteri di valutazione dei titoli, nel loro
equilibrio con la valutazione degli esami, sono determinati con decreto
ministeriale e dovranno assicurare un congruo riconoscimento del servizio
prestato. Fino alla pubblicazione delle nuove graduatorie dei vincitori dei
concorsi si continuerà ad attingere alle graduatorie degli abilitati
già in vigore".
2.47
BERGONZI, Có
Il Senato,
in relazione alla indizione di una nuova sessione riservata di
esami per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento, cosí
come previsto dall'articolo 2 comma 5 del disegno di legge 932,
impegna il Governo:
a prevedere nell'ordinanza ministeriale che stabilisce le
modalità di svolgimento di detti esami che le Commissioni
esaminatrici siano composte in prevalenza di Commissari che hanno svolto
funzione docente nei corsi di cui al comma 5.
9.932.2.
BERGONZI, BRIENZA, OCCHIPINTI, BEVILACQUA, RESCAGLIO, ASCIUTTI, MELE
Il Senato,
con riferimento alla prima integrazione delle graduatorie di cui
all'articolo 2 comma 1 del disegno di legge 932 e piú in particolare
all'inserimento nelle stesse dei docenti che abbiano superato la sessione
riservata di esami cosí come previsto dal comma 5 della stessa legge,
impegna il Governo:
a far sí che l'inclusione nelle graduatorie di questi
ultimi avvenga secondo le seguenti modalità:
1) sono ricompresi nel comma a)
i docenti che avendo superato la sessione riservata siano in possesso del
requisito di servizio richiesto dalle norme previgenti per l'ammissione ai
soppressi concorsi per soli titoli, mentre sono ricompresi nel comma
b)
coloro che non siano in possesso di tale requisito;
2) i docenti di cui alle stesse lettere a) e
b)
dello stesso comma 1 sono inclusi con il punteggio loro spettante sulla
base dei titoli relativi al servizio prestato nelle scuole statali,
nonché dei titoli culturali, professionali, scientifici e tecnici.
9.932.3.
BERGONZI, BRIENZA, OCCHIPINTI, BEVILACQUA, RESCAGLIO, ASCIUTTI, MELE
Questi sono i due punti che volevo portare all'attenzione sua,
signor Presidente, e dell'Aula.
(Applausi dal Gruppo Democratici di Sinistra-L'Ulivo).
Invito il Governo, nella persona dei Ministro della pubblica
istruzione, a pronunziarsi sull'emendamento 2.47 e sugli ordini del giorno
nn. 2 e 3.
Altrettanto desidero dire sull'ordine del giorno n. 3, che riguarda
la questione delle graduatorie e delle modalità con le quali devono
essere compilate.
Quindi, assumo le dichiarazioni del ministro Berlinguer come impegno
cogente per il Governo e pertanto ritiro l'emendamento che ho presentato per
le motivazioni che questa mattina ho avuto modo di esprimere durante il mio
intervento.
A margine di questo mio intervento, voglio precisare che la
richiesta di intervento del Ministro in questa seduta, che ho rivolto questa
mattina, non doveva essere assolutamente intesa - non deve essere intesa
neanche ora - come un atto di sfiducia nei confronti della Sottosegretario
presente in quest'Aula. Se il mio Gruppo politico volesse assumere degli
atteggiamenti di sfiducia nei confronti di un Sottosegretario, lo farebbe
apertamente e con un preciso atto politico. La richiesta della presenza in
Aula del Ministro era motivata esclusivamente dall'importanza che questa
materia ha assunto, agli occhi dell'opinione pubblica, per decine di
migliaia di persone, per il fatto che i contenuti proposti non sono assunti
dal disegno di legge, ma da un semplice ordine del giorno. Questo semplice
ordine del giorno, su cui si é pronunciato direttamente il massimo
rappresentante del Governo in materia, ossia il Ministro della pubblica
istruzione, evidentemente assume per ció stesso un carattere cogente
nel momento in cui viene accolto.
Lei, Presidente, ha fatto riferimento solo all'ordine del giorno n.
3, ma credo che ció sia dovuto ad un errore perché c'é
anche l'ordine del giorno n. 2.
Riguardo all'ordine del giorno n. 2 faccio davvero fatica a
ravvisarci quanto vi legge il senatore Bergonzi. Mi sembra infatti che in
esso si dica semplicemente che le commissioni esaminatrici sono composte in
prevalenza da commissari interni. Non vi trovo invece alcun riferimento alla
didattica piuttosto che al nozionismo. Ripeto che la filosofia sottesa
all'ordine del giorno mi trova d'accordo, esplicitiamo peró questo
concetto perché cosí non é evidenziato. Non so se il
Governo ed il Ministro sono in condizione di assumere impegni in questa
direzione e di dirci, ad esempio, come intendono far concludere le sessioni
riservate. Se potessimo sapere qualcosa di piú ne saremmo grati.
Resta fermo che avendolo sottoscritto sosterremo l'ordine del giorno,
ugualmente vorremmo qualche chiarimento in piú da parte del Governo,
del Ministro.
Siamo entrambi firmatari dell'ordine del giorno ma, nella
trasversalità della presentazione, non vorrei far introdurre aspetti
che non sono stati nè scritti nè firmati. Ognuno ha la sua
opinione: il senatore Bergonzi ha il suo parere ma non corrisponde a quello
al quale il sottoscritto ha aderito.
Dichiaro comunque di non sostenere questo ordine del giorno, sul
quale dunque esprimeró voto contrario, per il fatto che, al punto 2,
evita di menzionare chiaramente i servizi prestati nelle scuole non statali,
pareggiate, parificate o riconosciute. Inoltre non mi e stato risposto sul
fatto se tra i titoli culturali, professionali e scientifici puó
essere compreso questo tipo di servizio. Per tali motivi non concordo con
quanto contenuto nell'ordine dei giorno.
Come questione di metodo, poiché l'ordine del giorno é
stato sottoposto ai colleghi nella formulazione che ho letto, rivolgendomi
al senatore Asciutti devo dire che rispetto l'interpretazione che ogni
firmatario dà all'ordine del giorno, che puó essere estensiva,
personale, politica (io evidentemente do la mia), rispetto dunque coloro che
hanno sottoscritto l'ordine del giorno in questi termini, ma credo che la
modifica richiesta assumerebbe un peso talmente forte che snaturerebbe
l'ordine del giorno e, come abbiamo ascoltato in alcuni interventi,
comprometterebbe le adesioni che sono state date ad esso. Mantengo dunque
l'ordine del giorno, cosí come é stato presentato.
Senatore Asciutti, lei mantiene la firma su questo ordine del
giorno?
Per quanto riguarda l'ordine del giorno n. 3 tengo a sottolineare
che la situazione é piú complessa di quanto non appaia dalla
discussione. Con questo ordine del giorno si impegna il Governo, negli
adempimenti che ne derivano, a seguire una procedura di questa natura: si
tratta, infatti, di due momenti che vanno tenuti distinti, senatore
Bevilacqua. Il primo riguarda l'ammissione alle sessioni riservate, cosa che
non era mai successa in precedenza. Questa volta, grazie ai proponenti,
riserviamo agli insegnanti della scuola non statale il vantaggio, identico
in questo caso a quello della scuola statale, di accedere alla sessione
riservata e quindi creiamo per loro una condizione di particolare vantaggio,
vale a dire di acquisire nel corso della sessione e del corso con il suo
esito finale l'abilitazione e quindi avere il riconoscimento di un titolo
del quale sono sprovvisti e che altrimenti molto probabilmente avrebbero
qualche difficoltà a conseguire. Mi sembra un aspetto molto
importante per consentire loro di entrare nel doppio canale.
Un'altra cosa é la compilazione della graduatoria che, come
effetto pratico, favorisce sostanzialmente le immissioni in ruolo. Per
questo motivo nella individuazione della graduatoria si prevede in questo
caso una limitazione della riserva a favore degli insegnanti della scuola
statale, perché per quel che riguarda l'inserimento nella graduatoria
il servizio prestato nella scuola statale é quello che, fino ad ora,
per ordinamento, é stato calcolato comunque a numero pieno.
Nell'attuale normativa gli insegnanti della scuola non statale acquistano
punteggio calcolando metà di validazione del punteggio rispetto
all'anzianità di servizio prestata nella scuola non statale, senza
che questo provochi le conseguenze che riguardano l'insegnamento.
Mi sembra difficile confondere i due livelli e mi sembra anche che
non sia il caso di sottovalutare il vantaggio che gli insegnanti della
scuola non statale hanno per il servizio da loro prestato derivante dalla
circostanza di poter essere ammessi alla sessione riservata. Se l'ordine del
giorno non viene approvato si nuoce anche alla causa degli insegnanti della
scuola non statale. Non solo accolgo questo ordine del giorno, ma ritengo
anche di poter dimostrare in questo modo l'impegno del Governo ad una
soluzione equa.
Metto ai voti l'articolo 2, nel testo emendato.
É approvato.
Riprendiamo l'esame dell'articolo 8:
(Insegnanti di sostegno)
1. Gli insegnanti specializzati in applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive
modificazioni, sono da considerare abilitati per le attività di
sostegno. A tal fine viene istituita per ogni ordine e grado di scuola
specifica classe di concorso.
2. Gli insegnanti specializzati che abbiano inoltre maturato 360
giorni di attività di insegnamento nel quinquennio 1992-1997 potranno
accedere al concorso per soli titoli sin dall'entrata in vigore della
presente legge, in graduatoria da approntare a cura delle sovrintendenze
scolastiche regionali.
Su questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti ed
articoli aggiuntivi.
Sostituire l'articolo con il seguente:
"1. Gli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione
previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970
e successive modificazioni, che abbiano prestato servizio nelle scuole
statali di ogni ordine e grado per attività di sostegno per almeno
360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-90 e l'anno
scolastico 1997-98, di cui almeno 180 giorni negli anni scolastici 1994-95,
1995-96, 1996-97 e 1997-98, sono ammessi alla sessione riservata di esame di
cui all'articolo 2. Le prove sono volte ad accertare il possesso delle
capacità didattiche relativamente all'integrazione scolastica degli
alunni portatori di handicap in connessione con le discipline di competenza.
Nelle operazioni di mobilità e di nomina in ruolo il cinquanta per
cento dei posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado é
riservato al personale in possesso del titolo di specializzazione conseguito
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n.
970".
8.1 (Nuovo testo)
BISCARDI, relatore
Sopprimere l'articolo.
8.2
MELE, BRUNO GANERI
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 8.
(Concorso riservato per gli insegnanti di sostegno)
1. Gli insegnanti precari che hanno svolto almeno 360 giorni
lavorativi nel quinquennio 1992-1997 ed hanno conseguito la specializzazione
nella funzione del sostegno possono accedere ad apposito concorso
riservato".
8.3
LOMBARDI SATRIANI, BORTOLOTTO, CORTIANA
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Per gli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione
previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970
e successive modificazioni, ammessi alla sessione riservata di esami di cui
all'articolo 2, le prove sono volte ad accertare il possesso delle
capacità didattiche relativamente alla integrazione scolastica degli
alunni portatori di
handicap
in connessione con le discipline di competenza".
8.4 (Nuovo testo)
MONTICONE, RESCAGLIO
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 8.
(Insegnanti di sostegno)
1. Gli insegnanti specialisti in applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive
modificazioni, che abbiano maturato 360 giorni di servizio d'insegnamento su
posti di sostegno nel quinquennio 1992-97, dall'entrata in vigore della
presente legge saranno inseriti in un apposito elenco da approntarsi a cura
degli uffici scolastici provinciali utilizzabile per le assunzioni sui posti
di sostegno fino alla prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui
al comma 1 articolo 2 della presente legge.
2. Nell'elenco saranno inclusi nell'ordine:
a)
Sostituire l'articolo con il seguente:
"Art. 8.
(Insegnanti di sostegno)
1. Gli insegnanti specializzati in applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive
modificazioni, sono da considerare abilitati per le attività di
sostegno. A tal fine viene istituita, in ogni ordine e grado di scuola, una
specifica classe di concorso.
2. Gli insegnanti specializzati che abbiano maturato 360 giorni di
attività di insegnamento di sostegno nel quinquennio 1992-97,
potranno accedere al concorso per soli titoli sin dall'entrata in vigore
della presente legge, in apposita graduatoria da approntarsi a cura delle
sedi competenti".
8.6
BORNACIN
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole:
Al comma 1, secondo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole:
Dopo il comma 1, inserire il seguente:
"1- bis . A decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge, nelle scuole o istituti secondari, per gli insegnanti di
sostegno viene abolita la suddivisione in aree disciplinari".
8.9
BEVILACQUA, MARRI
Al comma 2, dopo le parole:
Al comma 2, sostituire le parole:
Al comma 2, sostituire le parole:
Al comma 2, dopo le parole:
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
"2- bis.
Alla specifica classe di concorso afferiscono coloro che siano in possesso
del diploma di specializzazione biennale per l'insegnamento a portatori di
handicap conseguito ai sensi del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 970 del 1975 e successive modificazioni e integrazioni.
Tale titolo é considerato abilitante ai fini dell'insegnamento su
posti di sostegno".
8.14
TONIOLLI
Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
"2- bis . Il personale educativo non di ruolo, in servizio
da almeno 360 giorni presso i convitti statali per sordi, viene inserito
nella graduatoria permanente degli specializzati, previo superamento di un
corso specializzante specifico, ai fini dell'immissione in ruolo".
8.15
MARRI, BEVILACQUA, CAMPUS, SERVELLO, BONATESTA, COZZOLINO, CASTELLANI Carla,
MONTELEONE, BRIENZA, DEMASI
Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:
"Art. 8- bis.
(Posti a cattedra a
part-time)
1. A partire dall'anno scolastico 1998-99 sono costituiti, in
organico di diritto, posti a cattedra a part-time
nel numero stabilito con decreto del Ministero della pubblica istruzione,
previa contrattazione collettiva decentrata".
8.0.1
RONCONI, GUBERT
Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:
"Art. 8- bis.
(Concorso riservato per insegnanti di strumento)
1. Gli insegnanti di strumento nelle sperimentazioni musicali che
abbiano maturato 360 giorni di insegnamento nel quinquennio 1992-1997
possono accedere al concorso riservato per titoli ed esami appositamente
bandito entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge".
8.0.2
BORTOLOTTO, CORTIANA, LOMBARDI SATRIANI
Ricordo che nel corso della seduta antimeridiana di oggi sono stati
illustrati tutti gli emendamenti e espressi i pareri da parte del relatore e
del rappresentante del Governo.
La 5º Commissione permanente, bilancio e programmazione
economica, ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della
Costituzione, sull'emendamento 8.1, nuovo testo, per cui dovremo procedere
alla sua votazione con scrutinio simultaneo, mediante procedimento
elettronico.
Indíco la votazione dell'emendamento 8.1...
Che cosa deve dire, senatore D'Onofrio? Se le do la parola e uso un
criterio diverso per lei rispetto a quello che ho appena adesso usato nei
confronti del collega Lorenzi, il quale tra l'altro su una procedura
metodologica richiesta dalla sua parte politica ha deciso di abbandonare
l'Aula per protesta, terrei un atteggiamento di disparità.
(Applausi del senatore Peruzzotti).
Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 8.1, nuovo testo,
sul quale la 5º Commissione ha espresso parere contrario.
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari
voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di
conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio
simultaneo, mediante procedimento elettronico:
Senatori presenti... 152
Senatori votanti... 151
Maggioranza... 76
Favorevoli... 113
Contrari... 33
Astenuti... 5
Il Senato approva.
(La seduta, sospesa alle ore 17,18, é ripresa alle ore
17,23).
Se vogliono, gli alunni delle scuole possono riprendere posto nelle
tribune.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.1.
Tra l'altro, le cattedre a part-time
potrebbero consentire anche un migliore adattamento alle situazioni di
scarsa popolazione, come, ad esempio, le zone di montagna. Pertanto, non
riesco proprio a capire il giudizio negativo su questa proposta.
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari
voteranno no, i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di
conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione)
(La seduta, sospesa alle ore 17,28 é ripresa alle ore 18,28).
Votazione nominale con scrutinio simultaneo
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari
voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di
conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione)
Interpellanze e interrogazioni relative al ponte sullo stretto di Messina.
I. Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 2 febbraio 1998, n. 7,
recante disposizioni urgenti per fronteggiare l'eccezionale carenza di
disponibilità abitativa (3127) (Approvato dalla Camera dei
deputati).
II. Discussione del documento:
Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle
retribuzioni nel settore pubblico ( Doc.
XXII, n. 21).
III. Discussione del disegno di legge:
- SPERONI ed altri. - Modificazione all'articolo 241 del codice
penale (143) (Relazione orale).
IV. Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge:
- Disposizioni urgenti in materia di accelerazione di taluni
procedimenti in materia di personale scolastico (932).
- CURTO. - Interventi per il personale docente "accantonato" di cui
all'articolo 3, comma 2, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (365).
- VERALDI ed altri. - "Differimento di termini previsti da
disposizioni legislative in materia di pubblica istruzione (950).
- BERGONZI ed altri. - Norme per il reclutamento dei docenti della
scuola (1427).
e di mozioni sulla politica scolastica.
La seduta é tolta (ore 18,30).
Dott. VICO VICENZI
Consigliere parlamentare preposto alla direzione del Servizio dei Resoconti
dell'Assemblea
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
Il Presidente della Camera dei deputati ha trasmesso i seguenti
disegni di legge:
C. 1184-1394-1803-3168-3469. - Deputati NARDONE ed altri; COMINO ed
altri; NOCERA e PERETTI; PRESTAMBURGO ed altri; POLI BORTONE ed altri. -
"Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Azienda di
Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA)" (3177) (Approvato
dalla 13º Commissione permanente della Camera dei deputati) ;
C. 4500. - "Ratifica ed esecuzione del Trattato di Amsterdam che
modifica il Trattato sull'Unione europea, i Trattati che istituiscono le
Comunità europee ed alcuni atti connessi, con allegato e protocolli,
fatto ad Amsterdam il 2 ottobre 1997" (3178) (Approvato dalla Camera
dei deputati) .
É stato presentato il seguente disegno di legge:
dal Ministro per i beni culturali e ambientali:
"Modifiche alla legge 21 aprile 1962, n. 161, in tema di revisione
di opere cinematografiche" (3180).
Sono stati presentati i seguenti disegni di legge d'iniziativa dei
senatori:
LO CURZIO, ANDREOLLI, DIANA Lino, FOLLIERO e PALUMBO. - "Nuove norme
sul processo amministrativo" (3179).
MACERATINI, BEVILACQUA, SERVELLO, MARRI e CAMPUS. - "Immissione nel
ruolo del personale direttivo dei direttori incaricati dei Conservatori di
musica utilmente inclusi nella graduatoria nazionale di idoneità dal
1982" (3181).
I seguenti disegni di legge sono stati deferiti
- in sede deliberante:
alla 1º Commissione permanente
(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione):alla 3º Commissione permanente
(Affari esteri, emigrazione):alla 1º Commissione permanente
(Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione):alla 3º Commissione permanente
(Affari esteri, emigrazione):
A nome della 3º Commissione permanente (Affari esteri,
emigrazione), in data 25 marzo 1998, il senatore Volcic ha presentato la
relazione sul disegno di legge: "Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la
Repubblica italiana e la Repubblica di Croazia sui diritti delle minoranze,
fatto a Zagabria il 5 novembre 1996" (3003) (Approvato dalla Camera dei
deputati).
Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 20 marzo
1998, ha trasmesso, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge
21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla
gestione finanziaria della Sezione speciale per l'assicurazione del credito
all'esportazione (SACE), per l'esercizio 1996 ( Doc . XV, n. 96).
Detto documento sarà inviato alla 5º, alla 6º e
alla 10º Commissione permanente.
La senatrice D'Alessandro Prisco ha aggiunto la propria firma
all'interrogazione 3-01727, dei senatori Figurelli ed altri.
L'interrogazione 4-10227, del senatore Demasi, rivolta al Ministro
dell'ambiente, é rivolta anche al Ministro per i beni culturali e
ambientali e per lo spettacolo e lo sport.
PRESIDENTE. Il Governo ha inviato risposte scritte ad interrogazioni
presentate da onorevoli senatori.
Tali risposte saranno pubblicate nel fascicolo 69.
A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente
interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:
2º Commissione permanente
(Giustizia):3º Commissione permanente
(Affari esteri, emigrazione):