Legislatura 13º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 346ø del 26 MARZO 1998

SENATO DELLA REPUBBLICA

———–     XIII LEGISLATURA    ———–





346º SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÍ 26 MARZO 1998



(Pomeridiana)





Presidenza del vice presidente FISICHELLA, indi del vice presidente CONTESTABILE









Presidenza del vice presidente FISICHELLA

PRESIDENTE . La seduta é aperta (ore 16,30).
Si dia lettura del processo verbale.

SPECCHIA , segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE . Non essendovi osservazioni, il processo verbale é approvato.

Congedi e missioni

PRESIDENTE . Sono in congedo i senatori: Agnelli, Bettoni Brandani, Bo, Bobbio, Bonfietti, Cabras, Caddeo, Carpi, Castellani Pierluigi, Cazzaro, Cecchi Gori, Corrao, Corsi Zeffirelli, Debenedetti, Del Turco, De Martino Francesco, De Zulueta, Fanfani, Lauria Michele, Leone, Manconi, Marini, Parola, Petruccioli, Pizzinato, Rocchi, Scivoletto, Senese, Squarcialupi, Taviani, Toia, Valiani.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Speroni, negli USA, per attività dell'Assemblea dell'Unione dell'Europa occidentale; Di Orio, Mignone, Pianetta e Provera, in Sicilia, per verificare lo stato delle strutture sanitarie incompiute; Bucci, a Kiev (Ucraina), per attività dell'Assemblea dell'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).
Sono assenti i senatori Dentamaro, Dondeynaz, D'Onofrio, Elia, Loiero, Pieroni, Salvato e Salvi, componenti del Comitato della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali, perché impegnati nella discussione alla Camera del progetto di legge costituzionale.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE . Le comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate in allegato ai Resoconti della seduta odierna.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE . Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.
Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento.

Su direttive emanate dal Ministro dell'interno in tema di coordinamento delle forze di polizia

PALOMBO . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

PALOMBO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, é con stupore, incredulità e - non lo nascondo - un sentimento di angoscia che ho appreso dalle agenzie di stampa che il Ministro dell'interno ha emanato 5 direttive per - a suo dire - dare una migliore funzionalità al sistema di coordinamento e direzione unitaria delle Forze di polizia.
Da pochi giorni é all'esame della Commissione difesa e della Commissione affari costituzionali del Senato il disegno di legge n. 2793 -ter concernente la delega al Governo per il nuovo ordinamento dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza. Dopo l'esauriente relazione del senatore Loreto, che sottolineava la positività dell'intenzione esplicitata dal Governo di non sopprimere reparti speciali e dopo la successiva e ampia discussione generale veniva deciso di istituire un comitato ristretto per l'esame approfondito del provvedimento.
Ieri poi é giunta la notizia che il ministro Napolitano, dimostrando di non tenere in considerazione il lavoro che si sta svolgendo nelle Commissioni difesa e affari costituzionali, con un colpo di mano incredibile ha emanato 5 direttive, due delle quali di carattere rilevantissimo, che prevedono di fatto la soppressione dei reparti speciali delle Forze di polizia e la ruralizzazione dell'Arma dei carabinieri, che é il primo passo verso la certamente già programmata smilitarizzazione della stessa.
Avendo intuito che il Governo, e per esso il ministro Napolitano, si sarebbe mosso al di fuori delle regole, nel corso della seduta delle Commissioni riunite 1º e 4º tenutasi in data 11 marzo ultimo scorso, sollecitai il Ministro dell'interno alla massima trasparenza, dichiarando che temevo sorprese riferendomi, in particolare, ad eventuali decisioni adottabili in via amministrativa dirette a ridimensionare la capacità operativa dei reparti speciali delle Forze di polizia. Sollecitai inoltre il Ministro ad assumere una decisione sulla delicata materia solo a seguito di un ampio e approfondito dibattito parlamentare. Come dimostrato dai fatti, questa esortazione, venuta da un Capogruppo dell'opposizione, come al solito e stata disattesa.
Il Governo, pressato da alcuni settori della magistratura che interferendo in modo inaudito tempo addietro si sono recati a Palazzo Chigi e presso altri Ministeri per chiedere che fosse messo il bavaglio al Ros dei carabinieri, reo di aver osato svolgere indagini su alcune procure per mettere in luce pericolosi legami tra magistratura e centrali della criminalità organizzata e lo stesso ministro Napolitano, pressato dalla lobby del Viminale, non tenendo in alcun conto la sovranità del Parlamento e non attendendo la fine dell'esame in Parlamento del delicato disegno di legge che riguarda il riassetto delle Forze di polizia, hanno preferito, come sempre, imporre in modo arrogante e antidemocratico il loro progetto.

PRESIDENTE . Senatore Palombo, cosa propone per quanto riguarda i lavori del Senato?

PALOMBO . Ho finito, Signor Presidente. Chiediamo che questi comportamenti, tipici del Governo dell'Ulivo, non vadano avanti, e un'urgentissima convocazione delle due Commissioni e del Ministro dell'interno affinché venga riaffermata la funzione sovrana del Parlamento sulla sistemazione normativa di una materia cosí delicata e vengano altresí evitate iniziative dell'Esecutivo che allo stato sembrano ispirate al desiderio di anticipare e vanificare il lavoro del Parlamento. (Applausi dai Gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia e Cristiani Democratici Uniti-Cristiani Democratici per la Repubblica).

NOVI . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Colleghi, vi chiedo scusa, ma non possiamo fare un dibattito su questo nuovo argomento. Senatore Novi, di cosa vuole parlare?

* NOVI . Signor Presidente, sui lavori del Senato, perché ho presentato questa mattina un'interpellanza che, secondo me, ha grande rilievo, soprattutto di fronte a questo autentico colpo di mano del Ministro dell'interno, che é stato accolto dalle cosche criminali del paese con grande esultanza, visto che sono stati depotenziati tutti quanti i Servizi speciali della lotta anticrimine, e sono stati, in pratica, azzerati. Si tratta di un colpo di mano che si rifà ad una logica di disarmo morale e politico nei confronti delle insorgenze criminali del paese, e che, in pratica, fa il gioco della nuova camorra, della nuova mafia del riciclaggio, che mal sopportavano la presenza di servizi come quello dei Ros e del Gico della Guardia di Finanza. Chiediamo al Ministro dell'interno di venire in Aula a motivare questo comportamento davvero indecente di un Governo che sta abbassando la guardia nella lotta contro il crimine organizzato. (Applausi dai Gruppi Forza Italia, Alleanza Nazionale e Cristiani Democratici Uniti-Cristiani Democratici per la Repubblica).

PERUZZOTTI . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

* PERUZZOTTI . Signor Presidente, molto rapidamente, senza entrare nel merito di quello che é successo, perché voglio pensare che forse é stata data un'errata interpretazione alle notizie di agenzia o a quelle pubblicate su organi di stampa, comunque reputo opportuno che il Ministro dell'interno si attivi per venire immediatamente, magari già nella stessa giornata di oggi, a rispondere al Senato, non davanti alle Commissioni, ma all'intera Assemblea, perché abbiamo la netta sensazione di essere presi in giro. Ció vuol dire che giorno dopo giorno, in questo paese, signor Presidente, si sta instaurando un regime. Non lo diciamo solo noi che siamo all'opposizione: non piú tardi di ieri, infatti , qualche eminente esponente della maggioranza lo ha detto in Commissione difesa. Allora, per evitare che si possano travisare certe cose fatte dal Ministro dell'interno, é forse opportuno che egli venga a dire che cosa sta succedendo, perché abbiamo la netta impressione che il Parlamento venga scavalcato in tutte le sue peculiarità. (Applausi dai Gruppi Lega Nord-Per la Padania indipendente, Forza Italia, Alleanza Nazionale e Cristiani Democratici Uniti-Cristiani Democratici per la Repubblica).

SALVI . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Sempre sui lavori del Senato?

* SALVI . Signor Presidente, per la verità, per rispetto al Regolamento dell'Assemblea, vorrei intervenire per un richiamo al Regolamento, perché non é che si possa, in ogni momento, avviare una discussione su una materia che qualche collega ritiene particolarmente rilevante; la tradizione parlamentare da secoli ha fissato criteri per quanto riguarda la predisposizione dell'ordine dei lavori. Nel merito, noi non abbiamo nessuna difficoltà ad aderire alla richiesta, se interrogazioni sono state presentate, che vi sia una sollecita risposta del Ministro dell'interno, cosicché potrà illustrare la saggia decisione che egli ha assunto, che si colloca nel quadro... (Vivaci commenti dai Gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia, Federazione Cristiano Democratica-CCD e Cristiani Democratici Uniti - Cristiani Democratici per la Repubblica.) ...di un'esigenza da molti avvertita di far cessare una situazione nella quale ogni procura della Repubblica ed ogni ufficio di polizia giudiziaria in Italia ritiene di poter sguinzagliare investigatori in altre parti del paese... (Vivaci proteste dai Gruppi Alleanza Nazionale, Forza Italia, Federazione Cristiano Democratica-CCD e Cristiani Democratici Uniti-Cristiani Democratici per la Repubblica.) ... aprendo continue indagini investigative. Se quindi si tratta di chiedere la sollecita risposta ad interrogazioni che siano state presentate su questo tema, siamo d'accordo; pregheremmo la Presidenza che ció avvenisse secondo lo strumento a tal fine previsto, che é la richiesta, alla fine della seduta, dello svolgimento urgente di interrogazioni.

PRESIDENTE . Allora possiamo concludere su questo argomento. Sappiamo che sono in corso iniziative sia in sede di Commissioni riunite 1º e 4º, sia adesso in sede di Assemblea, per conoscere l'orientamento in questa sede del Governo e per avere le spiegazioni relative. La Presidenza si farà comunque interprete presso il Governo delle richieste avanzate.

NOVI . Vergogna!

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(932) Disposizioni urgenti in materia di accelerazione di taluni procedimenti in materia di personale scolastico

(365) CURTO. - Interventi per il personale docente "accantonato" di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 24 dicembre 1993, n. 537

(950) VERALDI ed altri. - Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di pubblica istruzione

(1427) BERGONZI ed altri. - Norme per il reclutamento dei docenti della scuola

e delle mozioni nn. 116, 196, 200, 201, 211, 227, 228, 229 e 230, sulla politica scolastica, nonché della petizione n. 198

PRESIDENTE . L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 932, 365, 950 e 1427, nonché della petizione n. 198, attinente ai suddetti disegni di legge, e delle seguenti mozioni sulla politica scolastica:

PEDRIZZI , MACERATINI, MARTELLI, PALOMBO, BATTAGLIA, BEVILACQUA, SERVELLO, MARRI. - Il Senato,
premesso:
che negli ultimi tempi si sono moltiplicati in Italia i dibattiti sulla ormai ineludibile riforma del sistema scolastico educativo e formativo, considerata ormai una priorità assoluta e l'unica in grado di dare concrete risposte alle aspettative dei giovani sia per una piena formazione della loro personalità, sia per renderli competitivi nelle nuove situazioni di mercato del lavoro, sia per la costruzione di una valida futura classe dirigente del paese;
che una riforma di tale importanza, che assurge al livello di riforma istituzionale, non puó che scaturire da un dibattito approfondito e consapevole, al quale sono chiamate a partecipare tutte le forze politiche e culturali del paese, prescindendo da un'analisi separata ed estremamente limitativa dei singoli provvedimenti;
considerato:
che, secondo quanto sancito dalla Costituzione, la riforma del sistema scolastico deve avere come suoi fondamenti il rispetto della persona umana e la sua realizzazione, il diritto-dovere dei genitori di educare ed istruire i figli in piena libertà, la parità di trattamento degli studenti indipendentemente dalle scuole frequentate senza discriminazioni, neanche di carattere economico;
che la riforma del sistema scolastico deve garantire la libertà di insegnamento sia che questa si esplichi nelle scuole statali che in quelle non statali, in conformità con il dettato costituzionale;
che la riforma del sistema scolastico non puó in nessun modo eludere il grave problema della rivalutazione della dignità professionale e del trattamento economico degli insegnanti pur senza trascurare la necessità del loro aggiornamento,
impegna il Governo:
a sottoporre all'approvazione del Parlamento in tempi rapidi i provvedimenti sulla riforma della scuola annunciati dal Governo in modo che, insieme alle proposte parlamentari attualmente giacenti, la riforma complessiva del sistema scolastico salvaguardi tutti i pilastri della cultura e nel contempo adegui le strutture e i programmi alle esigenze di tutti gli studenti, sia che essi appartengano alla scuola statale che a quella non statale, alla scuola religiosa o a quella laica;
a tracciare le linee di indirizzo della revisione dei programmi, la disciplina dei rapporti tra studenti e insegnanti nonché le modalità di aggiornamento di questi ultimi secondo le indicazioni che verranno dal Parlamento;
a predisporre parimenti per le scuole statali e per quelle non statali norme atte a garantire un reale pluralismo educativo ed un pari trattamento economico dei docenti al fine di garantire la effettiva libertà di educazione e di insegnamento a tutti.
(1-00116)

BRIGNONE , PERUZZOTTI, SPERONI, MANFROI, ROSSI, MORO, TIRELLI, TABLADINI. - Il Senato,
considerato:
che la razionalizzazione scolastica prevista dall'articolo 21 della legge n. 59 del 1997, pur tenendo conto di una certa flessibilità a favore di aree svantaggiate in quanto montane oppure in condizioni socio-economiche precarie, si limita nei regolamenti attuativi a normare il dimensionamento degli istituti senza prendere in considerazione ulteriori criteri derivanti per esempio dalla densità della popolazione e dalla situazione orografica, climatica e delle vie di comunicazione in certe aree del paese;
che nel disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici presentato dal Governo e già calendarizzato si prefigurano prospettive di autonomia e profonde modifiche dell'assetto scolastico, istituzionale e strutturale, con un piú stretto e definitivo rapporto specie con gli enti territoriali di riferimento secondo un principio di sussidiarietà;
che é stato inserito nel calendario dei lavori parlamentari della Camera dei deputati il disegno di legge sul "riordino dei cicli scolastici";
che la legge n. 23 del 1996 prevede la formulazione da parte delle province di piani triennali riguardanti l'edilizia scolastica da sottoporre alle regioni e al Ministero della pubblica istruzione;
che i finanziamenti di tali piani triennali si sono limitati all'anno 1996 per un importo di 465 miliardi;
che detta legge n. 23 del 1996 ha significato per molte province il farsi fare carico di un patrimonio edilizio scolastico ingente e spesso in mediocre stato di conservazione e di manutenzione;
che molte amministrazioni provinciali si trovano in grave difficoltà nell'attuare le disposizioni del decreto legislativo n. 626 del 1996, con conseguente pericolo di chiusura di vari plessi scolastici a fronte delle comunicazioni avanzate dai presidi e del censimento degli interventi necessari e urgenti,
impegna il Governo:
a formulare un regolamento di dimensionamento degli istituti scolastici e di formazione delle classi secondo criteri i piú ampi ed elastici possibili, in modo che possano essere adottate le scelte e gli indirizzi piú opportuni in relazione alle caratteristiche degli ambiti territoriali di riferimento e ai loro specifici e legittimi interessi;
ad affidare alle regioni, province e comuni la redazione e la revisione quinquennale del piano pluriennale di razionalizzazione della rete scolastica al fine di costruire un sistema integrato di servizio scolastico pubblico e privato correlato alle realtà socio-economiche locali, alle necessità dell'utenza, agli insediamenti abitativi, alle caratteristiche orografiche del territorio e alle vie di comunicazione;
a rivedere i programmi di studio della scuola secondaria, affinché sia eliminata l'attuale ridondanza, che presuppone allievi con un grado di maturazione intellettuale cosí elevato da risultare poco diffuso sul piano statistico ed esige una disponibilità di ore di insegnamento di gran lunga superiore a quelle previste nonché un aggiornamento dei docenti attualmente ancora virtuale, e finalmente nella scuola prevalgano le conoscenze sulle nozioni;
ad incentivare la dimensione europea dell'istruzione attraverso l'insegnamento delle lingue degli Stati membri, forme di mobilità di insegnanti e studenti, definizione di standard internazionali di servizi formativi, reciproco riconoscimento dei periodi curriculari, cooperazione e scambio di informazioni e di esperienze fra scuole di paesi membri;
a verificare la situazione dell'edilizia scolastica su tutto il territorio nazionale e ad adottare gli opportuni provvedimenti finanziari al fine di adeguare gli edifici scolastici alle norme di sicurezza e alle necessità a cui sono adibiti.
(1-00196)

RONCONI , FOLLONI, GUBERT, CALLEGARO, PORCARI, FIRRARELLO, COSTA, CAMO, CIMMINO, ZANOLETTI, DENTAMARO. - Il Senato,
atteso:
che il sistema scolastico italiano ed in particolare la sua organizzazione necessita di una ampia riflessione per poter essere rivisto alla luce anche di una società - quella italiana - profondamente mutata nella struttura socio-economica che richiede una indiscussa professionalità e capacità diverse rispetto al passato;
che non é possibile immaginare di tentare di riorganizzare il sistema scolastico con indirizzi applicativi dettati dal Ministro della pubblica istruzione sottraendo gli stessi al dibattito parlamentare da cui nasce sempre un confronto di idee utile alle soluzioni ottimali;
che, nonostante le ripetute affermazioni del Presidente del Consiglio, i problemi della scuola italiana continuano ad essere trascurati mancando - al di là di progetti - un complessivo disegno di riorganizzazione che ponga sullo stesso piano la scuola statale e quelle non statali, esaltando cosí le possibilità di libera scelta da parte delle famiglie, e che definisca in modo certo e credibile l'autonomia scolastica ed il ruolo degli insegnanti sino ad oggi vergognosamente mortificati sia da un punto di vista professionale che economico,
impegna il Governo a riferire in Parlamento sugli intendimenti e sui tempi di approvazione della legge sulla parità scolastica e a chiarire il significato che intende dare all'autonomia scolastica e quale ruolo affidare agli insegnanti nella nuova organizzazione scolastica.
(1-00200)

D'ONOFRIO , BRIENZA, NAPOLI Roberto, NAPOLI Bruno, BIASCO, BOSI, CIRAMI, DE SANTIS, FAUSTI, LOIERO, MINARDO, NAVA, TAROLLI. - Il Senato,
considerato che nel nuovo contesto internazionale la capacità competitiva dell'Italia é sempre piú condizionata dalla qualità e dalla quantità degli investimenti nella formazione scolastica e post-scolastica;
ritenuta la necessità che venga finalmente affermata anche in Italia la priorità degli investimenti culturalmente produttivi nella scuola;
considerato inoltre:
che nel 1998 é in corso di attuazione l'autonomia scolastica;
che il Parlamento é chiamato a deliberare in ordine al nuovo sistema formativo; alla parità tra scuola statale e scuola non statale; al rapporto tra scuola e università da un lato, e tra scuola e formazione scolastica post-diploma dall'altro;
che é necessario un contratto radicalmente innovativo per il personale docente e non docente, centrale e periferico della scuola italiana;
rilevato che le riforme costituzionali discusse in Parlamento prevedono una sostanziale redistribuzione di poteri e risorse tra centro e periferia anche in materia scolastica, impegna il Governo:
ad indicare nel Documento di programmazione economica e finanziaria la priorità degli investimenti nella scuola rispetto ad ogni altro investimento produttivo;
a prevedere, nell'arco del triennio 1999-2001, investimenti per complessivi 20.000 miliardi per il finanziamento dell'intero arco dei provvedimenti legislativi concernenti la scuola italiana.
(1-00201)

BERGONZI , MARINO, MARCHETTI, ALBERTINI, CAPONI, CARCARINO, CRIPPA, CÓ, MANZI, RUSSO SPENA, SALVATO. - Il Senato,
considerato:
che nel quadro di una politica di qualificazione, di sviluppo e di riforma del sistema formativo scolastico, ormai non piú rinviabile e non piú frammentabile in molte parziali iniziative legislative dal disegno complessivo incerto, si rende necessaria un'inversione di tendenza cosí da:
considerare conclusa la fase delle razionalizzazioni e dei tagli di spesa ed avviare un programma di investimenti necessari alle riforme, che non possono farsi a costo zero pena l'inefficienza delle stesse innovazioni;
affrontare innanzi tutto la riforma culturale, didattica e organizzativa della scuola pubblica e poi riprendere e completare tutte le altre riforme che devono necessariamente discendere dalla prima e ad essa armonizzarsi (regolamenti dell'autonomia, organi collegiali, statuto degli studenti, aggiornamento, dirigenza dei presidi, eccetera);
che le priorità, per quanto concerne la riforma, attengono a:
interventi per il diritto allo studio ed un piano di risorse straordinarie per la riforma;
inserimento nella riforma di precise norme relative all'equipollenza delle scuole private per realizzare il dettato costituzionale ed esclusione di qualunque forma di finanziamento della scuola privata e di ogni prospettiva di creazione di un sistema integrato pubblico-privato nella formazione;
un contratto per gli insegnanti che, in funzione della riforma, ne ridisegni tempi di lavoro, organizzazione, funzioni e retribuzioni ed eliminazione di ogni forma di precariato;
una revisione della riforma degli ordinamenti universitari la cui struttura a "canne d'organo" e per livelli deve trasformarsi in un sistema universitario di tipo ricorrente;
rilevato che punti qualificanti di una autentica innovazione nella politica scolastica sono:
a) la scuola dell'infanzia come strumento di socializzazione e luogo formativo;
b) una scuola dell'obbligo, in tempi brevi fino a 18 anni, che sviluppi un progetto educativo e forme di orientamento che evitino ogni canalizzazione precoce;
c) una scuola secondaria in cui linguaggi, società, lavoro, tecnica e natura siano oggetto critico di ricerca culturale e non obiettivo di adeguamento subalterno, cosí che lo studio nel triennio sia essenzialmente primo approccio ad un sistema di formazione permanente e primo sguardo critico ed autonomo sul mondo;
d) un diritto allo studio fondato, per la scuola dell'obbligo, sul principio costituzionale della completa gratuità;
e) una politica di occupazione nella scuola mirata alla particolarità delle prestazioni e, in un quadro di lotta alla disoccupazione, alla piena integrazione dei lavoratori;
f) una concezione del lavoro docente che rovesci le prospettive di emarginazione e burocratizzazione e si fondi su un autentico progetto educativo;
g) una riorganizzazione del lavoro scolastico che non scivoli verso forme di accentuazione dell'aspetto quantitativo ma privilegi l'aspetto qualitativo,
impegna il Governo ad invertire una tendenza al risparmio nel settore scolastico e a produrre investimenti sulla scuola nei prossimi 5 anni per almeno 10.000 miliardi e a destinare i risparmi previsti nel triennio 1999-2001, alla costituzione di un fondo indirizzato prioritariamente alle aree ed ai livelli scolastici a maggiore rischio formativo, superando la logica dell'incentivazione individuale degli insegnanti e perseguendo la realizzazione del diritto di tutti ad avere una formazione qualitativamente omogenea.
(1-00211)

LA LOGGIA , ASCIUTTI, DE ANNA, AZZOLLINI, SCHIFANI, GERMANÁ, TONIOLLI, VEGAS. - Il Senato,
considerato:
che il mondo della scuola é attraversato da molti anni da numerose polemiche e proteste per le insufficienze e inefficienze del sistema scolastico;
che tali proteste investono tutti gli operatori del settore, insegnanti, alunni, famiglie;
che il sistema scolastico italiano non appare adeguato alle esigenze del mondo del lavoro ed in assoluto al contesto sociale determinatosi negli anni;
che la riforma scolastica ha costituito obiettivo, sempre fallito, dei Governi che si sono succeduti, per la forte opposizione che hanno sempre incontrato i diversi progetti;
che il ministro Berlinguer ha presentato al Parlamento una serie di disegni di legge che hanno l'ambizione di costituire una completa rivoluzione nel mondo della scuola;
che la riforma é partita male con la modifica degli esami di maturità prima che fosse discussa la riforma generale dei cicli scolastici e quindi che fosse definito il nuovo volto della scuola in Italia;
che esiste ancora una forte prevenzione e discriminazione nei confronti del sistema scolastico privato, ció che impedisce un'effettiva competizione fra le scuole e che ha determinato un drammatico appiattimento verso il basso della qualità dell'istruzione;
che gli insegnanti non motivati economicamente, e senza quella spinta che solo la competizione potrebbe assicurare, finiscono per essere sfiduciati e meno interessati all'importante funzione che sono chiamati a svolgere;
che un gran numero di insegnanti, soprattutto giovani, attende da troppo tempo una definizione stabile del proprio posto di lavoro;
che il tasso di abbandono scolastico rimane troppo alto per un paese che si appresta ad entrare competitivamente nell'Unione europea;
che i programmi scolastici risultano ormai superati e le riforme proposte dal ministro Berlinguer appaiono assolutamente inadeguate;
che i problemi della scuola devono essere assolutamente risolti e superati, perché uno Stato civile deve avere come priorità assoluta la formazione delle nuove generazioni,
impegna il Governo a presentare un piano organico di riforma del sistema scolastico inteso a:
rispettare la libertà d'insegnamento e la possibilità per le famiglie di effettiva scelta del tipo di educazione da fornire al minore;
stimolare maggiormente gli insegnanti sia attraverso un sistema di effettiva competizione sia attraverso una diversa e migliore forma di retribuzione economica proporzionata all'impegno ed alla funzione che essi svolgono;
indirizzare le scuole a far sí che nello stabilire i programmi, pur tenendo conto delle necessità del nuovo contesto sociale, che esige l'apprendimento delle nuove tecnologie e delle lingue straniere, non si mortifichi la cultura classica, con la consapevolezza che la scuola non debba limitarsi a fornire una serie di nozioni utili ma debba soprattutto fornire un'impostazione culturale che consenta di imparare a "pensare", a "giudicare", a "decidere".
(1-00227)

FOLLONI , NAPOLI Roberto, ZANOLETTI, RONCONI, MINARDO, CAMO, CIMMINO, CIRAMI, COSTA, DENTAMARO, FIRRARELLO, GUBERT, LOIERO, NAVA, BEVILACQUA, MARRI. - Il Senato,
considerata:
l'urgenza di orientare in modo organico verso i problemi di riforma e di ammodernamento della scuola italiana l'attenzione e le scelte di Parlamento e Governo superando il modo frammentario con cui si sta procedendo;
la necessità di dare al paese chiare indicazioni di quali investimenti si intende riservare all'istruzione nei prossimi anni; l'esigenza che il Ministro della pubblica istruzione consegua una specifica delega ad operare ad un tavolo politico per i problemi della scuola (con riferimento alla specificità del comparto, ai temi dello stato giuridico e dei profili retributivi, al quadro globale e pluriennale per gli investimenti che si rendono necessari),
impegna il Presidente del Consiglio a provvedere il Ministro competente degli idonei strumenti di concertazione e della piú ampia delega finalizzata:
a definire i contenuti e i connessi ambiti attuativi del decreto del Presidente della Repubblica n. 35 del 1996 mediante il quale si sancisce la specificità del comparto scuola e la sua irriducibilità alle tematiche del pubblico impiego;
a definire percorsi e modelli, meno approssimativi, delle riforme in cantiere, risalendo dalla molteplicità delle proposte ad una rilettura organica e unitaria dell'impianto riformatore, nel contempo individuando tempi e simulando con sufficiente precisione gli effetti delle scelte che si vanno compiendo nell'esercizio dei poteri delegati nell'ambito della legge n. 59 del 1997;
impegna inoltre il Governo:
a delineare un quadro programmatico pluriennale provvisto dei necessari riferimenti finanziari, resi certi dalla definizione per legge della quota del prodotto interno lordo che si intende riservare annualmente alla scuola, che tenga conto:
degli investimenti in edifici, tecnologie, strumentazioni, con particolare riguardo alle aree arretrate soggette a fenomeni di dispersione e di degrado;
dei profili retributivi del personale della scuola fermi da anni, ai quali va conferita un'accelerazione commisurata all'importanza del servizio che la scuola rende al paese e alla qualità che tendono ad assumere la funzione docente e il sistema organizzativo che la rende possibile;
della promozione di un effettivo diritto allo studio che valorizzi la capacità ed esalti la libertà di insegnamento e di scelta da parte delle famiglie, la possibilità di dialogo fra scuola e famiglie, la relazione fra scuola e mondo del lavoro;
a prevedere nel Documento di programmazione economica e finanziaria chiari e precisi riferimenti alla realizzazione della politica scolastica che si intende adottare.
(1-00228)

MANIS , FUMAGALLI CARULLI, DI BENEDETTO, BRUNI, CORTELLONI, LAURIA Baldassare, D'URSO, MAZZUCA POGGIOLINI, FIORILLO, MUNDI. - Il Senato,
considerato:
che la definizione di tutto il problema del sistema formativo scolastico nazionale é urgente e non puó essere rinviata ed altresí non puó essere affrontata con iniziative legislative segmentate e parziali le quali allontanano tutte le problematiche della scuola da una visione complessiva globale;
che nel disegno di legge sul riordino dei cicli scolastici presentato dal Governo si evincono profondi cambiamenti dell'assetto strutturale del sistema scolastico, avviando prospettive di autonomia di gestione dei singoli istituti scolastici e promuovendo, nel contempo, un piú stretto rapporto con gli enti territoriali di riferimento;
che la razionalizzazione della rete scolastica, affidata alle regioni, province e comuni, con vincolo di revisione quinquennale del piano pluriennale, onde favorire la costruzione di un sistema integrato di servizio pubblico e privato piú aderente alla realtà socio-economica locale, in relazione agli insediamenti abitativi, alle particolarità orografiche territoriali ed anche alle vie di comunicazione, pone problemi nuovi di pianificazione del territorio, di cui anche la scuola per la sua parte di competenza deve farsi carico;
che la nuova realtà formativa, anche alla luce dell'adeguamento ai sistemi scolastici europei, impone una visione unitaria di riorganizzazione del sistema formativo che ponga sullo stesso piano le scuole statali e quelle non statali al fine di favorire la realizzazione dei contenuti costituzionali di cui all'articolo 33, ma particolarmente per valorizzare integralmente le enormi risorse in termini di offerta formativa di cui dispone il Paese che, nel concetto di pluralismo fonda non soltanto la propria vocazione democratica, ma anche il proprio divenire culturale, civile e sociale;
che é opportuno riconoscere nella giusta misura il ruolo peculiare degli operatori scolastici, spesso mortificati nella loro professionalità e nel trattamento economico ed altresí che i medesimi possano giovarsi di un sistema formativo e di aggiornamento a livello universitario;
che il sistema scolastico nazionale deve necessariamente competere in un contesto europeo confrontandosi con realtà diverse per qualità e per quantità degli investimenti culturalmente produttivi nella scuola,
impegna il Governo
ad avvicinare il livello di istruzione del nostro Paese a quello degli altri paesi della Unione europea indicando una precipua programmazione economica e finanziaria;
a considerare e rendere operativa con specifici strumenti normativi la questione della parità scolastica in un assetto di reale modernizzazione della scuola italiana;
a dare seguito all'applicazione ed attuazione della legge n. 23 del 1996 riguardante l'edilizia scolastica in tutte le sue implicazioni, relative anche ai piani triennali congelati all'anno 1996;
a tracciare concreti provvedimenti legislativi con un'ampia partecipazione delle forze sociali, politiche ed economiche del Paese e di tutte le componenti parlamentari sul problema scolastico e formativo italiano.
(1-00229)

CORTIANA , PIERONI, BOCO, BORTOLOTTO, CARELLA, DE LUCA Athos, LUBRANO di RICCO, MANCONI, PETTINATO, RIPAMONTI, SARTO, SEMENZATO. - Il Senato,
considerato:
che, attraverso la proposta di legge presentata alla Camera, "Legge-quadro in materia di riordino dei cicli d'istruzione" (atto Camera n. 3952), é stato elaborato un disegno di legge complessivo per la riforma generale del sistema scolastico italiano;
che da una parte la riforma del sistema scolastico e formativo in generale, alle soglie del terzo millennio, non ammette ulteriori ritardi, dopo decenni di immobilismo, dall'altra il dibattito all'interno del paese é stato frammentato e insufficiente, non coinvolgendo fino in fondo né gli attori, i protagonisti del mondo della scuola (personale docente e non, studenti, eccetera), né i cittadini, potenziali fruitori dello stesso;
che la riforma della scuola é stata fondata sulle figure dei dirigenti scolastici cui si riconoscono funzioni direttive fuori da ogni verifica di merito, consentendo loro la selezione del personale docente con il rischio di creare strutture di natura feudale, ideologiche e/o confessionali;
che la centralità del sistema scolastico e formativo per lo sviluppo culturale delle risorse umane nella nostra società, proiettata verso un futuro dove la conoscenza e la formazione continua rappresenteranno la migliore dote che una persona porterà con sé per avere pari opportunità, é una condizione fondamentale;
che vi é la necessità di aprire un confronto sereno sulla questione della parità, scevro da posizioni pregiudiziali, estranee ai nostri cromosomi che vedono nella pluralità delle offerte formative un fattore di ricchezza, se non ingabbiate dentro scelte ideologiche o confessionali, tenendo peró sempre in prima considerazione il dettato costituzionale contenuto nell'articolo 33;
che al centro dell'attenzione dovrà essere posta la parità di condizioni dello studente che frequenta gli istituti, sia pubblici che privati, la sua libertà di espressione, la qualità dell'istruzione ricevuta, il rispetto della persona;
che il progetto educativo "autonomo" di una scuola statale, anche se collegato alle esigenze del territorio, deve pur sempre essere il progetto di una scuola di tutti e per tutti e per questo si rende necessario il concorso nell'elaborazione del personale docente,
impegna il Governo:
a rivedere la proposta sulla parità scolastica al fine di creare le condizioni per un reale pluralismo tra le diverse identità e le diverse culture: condizioni assicurate dalla funzione di servizio offerto dalla scuola statale e dalle garanzie di controllo degli standard qualitativi esercitato dallo Stato; alla priorità che dovrà essere assegnata allo sviluppo della scuola pubblica e al miglioramento delle sue strutture si dovrà affiancare la legittimazione e la tutela di offerte formative e culturali diverse e plurali che dovranno accettare indirizzi e mete nazionali da sottoporre ad un sistema di valutazione nazionale e di forti e aggiornati controlli; le scuole private dovranno, inoltre, essere soggette ai provveditorati e al Ministero; dovranno garantire precisi standard qualitativi; dovranno reclutare i docenti rispettando le graduatorie pubbliche, senza discriminazioni; dovranno assicurare il rispetto del contratto nazionale di lavoro e i diritti politici, assembleari e di rappresentanza agli studenti e al personale, docente e non; le famiglie devono poter effettuare una libera scelta indipendentemente dal reddito, e questo puó tradursi nella possibilità, per le famiglie a basso reddito, di usufruire di sgravi fiscali; dunque nessun finanziamento diretto, nessun bonus e sconto (o sgravio) per i libri di testo;
a definire una previsione dei programmi scolastici volta all'introduzione di nuove e importanti conoscenze, ormai di fatto indispensabili ai giovani per acquisire una maggiore consapevolezza della nostra società e del mondo del lavoro quali l'ecologia e le innovazioni tecnologiche nel campo informatico e telematico; la centralità della questione ecologica, della compatibilità dello sviluppo, della complessità dei biosistemi e dell'uso consapevole e corretto delle risorse limitate impone la conversione in senso ecologico dei programmi di tutte le discipline; particolarmente importante appare, per il coinvolgimento dei giovani, una attenzione al valore etico del rispetto dei diritti di tutti i viventi; la scuola dovrà porsi come luogo della riflessione e della elaborazione del valore oggettivo del diritto, superando la visione antropocentrica ormai messa in discussione dalla riflessione etica contemporanea; la funzione strategica dell'acquisizione delle conoscenze necessarie a fruire delle nuove possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche dovrà essere strettamente connessa alla peculiare vocazione economica e culturale del territorio;
a riconoscere la professionalità degli insegnanti di sostegno attraverso il valore abilitante del titolo di specializzazione faticosamente e onerosamente acquisito con un corso biennale post-laurea o post-diploma che, oltre ad esigere 1.300 ore di frequenza obbligatoria, prevede il superamento di 18 esami comprendenti i contenuti delle pedagogie e delle didattiche speciali, attività di tirocinio diretto svolto nell'ambito dell' handicap sia psicofisico che sensoriale e la discussione di una tesi finale; una professionalità che verrebbe svilita qualora il Governo decidesse di riconvertire sul sostegno gli insegnanti di ruolo soprannumerari con un corso di riconversione breve, della durata di un anno; questo comporterebbe l'utilizzo di personale non adeguatamente specializzato ma soprattutto non sufficientemente motivato a svolgere questo delicato lavoro in cui la vocazione del singolo rappresenta un momento determinante; l'accesso all'insegnamento del sostegno dovrebbe quindi essere regolato dalle normali forme di reclutamento ovvero tramite classe di concorso specifica per ogni ordine e grado di scuola, riconoscendo il valore abilitante dei titoli di specializzazione finora conseguiti nei corsi biennali sia monovalenti che polivalenti nelle tre diverse tipologie dell' handicap , istituiti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 970 del 1975; la mancanza di questo riconoscimento continuerà a compromettere la continuità didattica e l'efficacia dell'azione educativa a favore degli alunni portatori di handicap e a favorire assegnazioni temporanee di docenti, spesso non specializzati, motivate solo da ragioni di opportunità e convenienza;
a rendere possibile, fin dalla scuola primaria, l'introduzione della seconda lingua straniera anche attraverso metodologie e supporti legati all'informatica; la scuola dell'autonomia dovrà ricevere, attraverso l'indirizzo del Ministero della pubblica istruzione, indicazioni tese a valorizzare, in ogni ordine e grado, la familiarizzazione con la seconda lingua straniera, in armonia con le piú efficaci tra le consimili esperienze europee;
a valorizzare le attività di educazione motoria e sportiva attraverso la professionalità degli insegnanti di educazione fisica in ogni ordine e grado di scuola e in collaborazione con le realtà istituzionali, territoriali e associative che operano a tal fine e in particolare a valorizzare tale educazione considerandola, sotto il profilo formativo, di pari dignità rispetto agli altri campi del sapere;
a porre la scuola quale centro permanente di formazione sia per adulti pienamente scolarizzati sia per le ancora troppo ampie fasce di analfabetizzazione, che a diversi gradi e livelli sono presenti nel nostro paese; la piena utilizzazione, a tal fine, della struttura scolastica, intesa come luoghi e strumenti, dovrà porsi quale soggetto di formazione permanente per l'intera popolazione;
a salvaguardare il diritto costituzionale all'istruzione e quindi alla frequenza scolastica degli alunni non sottoponendo tale diritto all'obbligo di vaccinazione; ad avviso dei proponenti la questione va risolta con urgenza tenendo conto dei danni psicofisici che l'intolleranza ai farmaci produce annualmente in dimensioni inquietanti; il diritto alla salute deve essere tutelato anche attraverso il rispetto delle decisioni derivanti dalla conoscenza dei rischi dei vaccini, ampiamente documentati in letteratura medica, con opzioni che allineano l'Italia alla normativa europea, tutta ormai orientata alla scelta facoltativa e non piú all'obbligo delle vaccinazioni;
a prevedere ulteriori stanziamenti, per il triennio 1999-2001, ponendo fine ai tagli di bilancio nel capitolo dell'istruzione;
ad istituire scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio nazionale, secondo il dettato costituzionale, per far sí che il diritto di scegliere non diventi un obbligo laddove le strutture pubbliche siano carenti, evitando cosí l'equivoco di parlare di "sistema integrato dell'istruzione"; il privato nel settore della formazione deve essere una opzione in piú, non un surrogato del pubblico;
ad attuare una campagna straordinaria contro la dispersione scolastica, unendo le forze dei Ministeri competenti, degli enti locali, dell'associazionismo e del volontariato;
a procedere all'elevazione dell'obbligo scolastico a 18 anni nel piú breve tempo possibile, tenuto conto delle risorse finanziarie e delle strutture;
a rivedere le proprie posizioni sulla condizione degli insegnanti, per garantire una effettiva partecipazione decisionale del personale docente e non negli organi collegiali, in un quadro di riequilibrio dei poteri, a fronte delle derive manageriali dei presidi e direttori didattici.
(1-00230)

Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 932, nel testo proposto dalla Commissione.
Riprendiamo l'esame dell'articolo 2:

Art. 2.


(Norme transitorie relative al personale docente)

1. Nella prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui all'articolo 401 del testo unico, come sostituito dall'articolo 1, comma 4, della presente legge, l'inclusione, in coda, dei nuovi aspiranti é effettuata a domanda. Hanno titolo all'inclusione, nell'ordine:

a) i docenti che chiedano il trasferimento dalla corrispondente graduatoria di altra provincia;
b) i docenti che siano in possesso dei requisiti richiesti dalle norme previgenti per la partecipazione ai soppressi concorsi per soli titoli;
c) i docenti che abbiano superato le prove di un precedente concorso per titoli ed esami o di precedenti esami anche ai soli fini abilitativi, in relazione alla medesima classe di concorso o al medesimo posto, e siano inseriti, alla data di entrata in vigore della presente legge, in una graduatoria per l'assunzione del personale non di ruolo.
2. I docenti di cui alla lettera a) del comma 1 sono inclusi con il punteggio della graduatoria di provenienza. I docenti di cui alle lettere b) e c) del medesimo comma 1 sono inclusi con il punteggio loro spettante sulla base dei titoli relativi al servizio prestato nelle scuole statali, nonché dei titoli culturali, professionali, scientifici e tecnici; il servizio riferito ad insegnamenti diversi da quello cui é riferita la graduatoria permanente non é valutabile.
3. I docenti che abbiano superato gli esami della sessione riservata di cui al comma 5 sono ricompresi tra quelli di cui alle lettere b) e c) del comma 1 a seconda che siano in possesso o meno del requisito di servizio richiesto dalle norme previgenti per l'ammissione ai soppressi concorsi per soli titoli.
4. É consentita la richiesta di trasferimento o inserimento per una sola provincia e per tutte le graduatorie permanenti per le quali gli aspiranti sono in possesso dei requisiti di ammissione di cui al comma 1.
5. Contemporaneamente all'indizione del primo concorso per titoli ed esami dopo l'entrata in vigore della presente legge é indetta, con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione, una sessione riservata di esami per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola materna e negli istituti e scuole di istruzione secondaria ed artistica, che dà titolo all'inserimento nelle graduatorie permanenti, secondo quanto previsto al comma 1. Ai predetti esami sono ammessi i docenti non abilitati, gli insegnanti tecnico-pratici, d'arte applicata e il personale educativo che abbiano prestato servizio di effettivo insegnamento nelle scuole statali, ivi comprese le istituzioni scolastiche italiane all'estero, ovvero negli istituti e scuole di istruzione secondaria legalmente riconosciuti o pareggiati o nelle scuole materne autorizzate per almeno 360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-90 e l'anno scolastico 1996-1997, di cui almeno 180 giorni complessivi negli anni scolastici 1994-1995, 1995-1996 e 1996-1997. Il servizio deve essere stato prestato per insegnamenti corrispondenti a posti di ruolo o relativi a classi di concorso, con il possesso dello specifico titolo di studio richiesto. Gli esami sono preceduti dalla frequenza di un corso della durata di 120 ore, finalizzato all'approfondimento della metodologia e della didattica relative alle discipline comprese nelle classi di concorso. I corsi sono svolti da personale direttivo e docente di provata capacità ed esperienza professionale. Gli esami consistono in una prova scritta e in una prova orale volte all'accertamento del possesso delle capacità didattiche relativamente agli insegnamenti da svolgere. La frequenza del corso non comporta l'esonero dal servizio. L'ordinanza del Ministro stabilisce anche le modalità di svolgimento dei corsi, prevedendo l'esclusione dall'esame finale dei candidati per insufficiente frequenza del corso e i criteri di composizione delle commissioni di esame. All'onere derivante dall'attuazione del presente comma, valutato in lire 36.630.000.000 per l'anno 1998, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
6. I commi 27, 28 e 29 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono abrogati.

Su questo articolo restano da votare il seguente emendamento ed i seguenti ordini del giorno, accantonati nella seduta antimeridiana:

Sostituire il comma 5 con i seguenti:

"5. Nel quadro degli interventi per la formazione del personale della scuola, il Ministro delle pubblica istruzione, con ordinanza adottata d'intesa con il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, istituisce e disciplina corsi speciali per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola materna e nella scuola secondaria di primo grado normale e speciale e per l'acquisizione dell'idoneità per gli insegnamenti della scuola elementare gli insegnamenti tecnico-pratici della scuola secondaria superiore. Detti corsi comprendono l'approfondimento della didattica delle discipline comprese nelle classi di concorso nonché degli aspetti piú significativi della funzione docente. Essi si concludono con un esame consistente in una prova scritta e in una prova orale aventi per oggetto i contenuti del corso e la verifica delle capacità didattiche. La commissione d'esame é composta dai docenti che hanno tenuto i corsi e da un presidente esterno.
5- bis . Ai corsi di cui al comma 5 sono ammessi i docenti con contratto a tempo determinato che abbiano prestato effettivo servizio di insegnamento per almeno trecentosessanta giorni di lavoro in materie di insegnamento riconducibili a classi di concorso, nel periodo intercorrente tra l'anno scolastico 1989-90 e l'anno scolastico 1997-98.
5- ter . Il Ministero della pubblica istruzione bandisce, entro tre mesi dalla conclusione dei corsi abilitanti di cui al comma 5, un concorso per titoli ed esami. I criteri di valutazione dei titoli, nel loro equilibrio con la valutazione degli esami, sono determinati con decreto ministeriale e dovranno assicurare un congruo riconoscimento del servizio prestato. Fino alla pubblicazione delle nuove graduatorie dei vincitori dei concorsi si continuerà ad attingere alle graduatorie degli abilitati già in vigore".
2.47
BERGONZI, Có

Il Senato,
in relazione alla indizione di una nuova sessione riservata di esami per il conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento, cosí come previsto dall'articolo 2 comma 5 del disegno di legge 932,
impegna il Governo:
a prevedere nell'ordinanza ministeriale che stabilisce le modalità di svolgimento di detti esami che le Commissioni esaminatrici siano composte in prevalenza di Commissari che hanno svolto funzione docente nei corsi di cui al comma 5.
9.932.2.
BERGONZI, BRIENZA, OCCHIPINTI, BEVILACQUA, RESCAGLIO, ASCIUTTI, MELE

Il Senato,
con riferimento alla prima integrazione delle graduatorie di cui all'articolo 2 comma 1 del disegno di legge 932 e piú in particolare all'inserimento nelle stesse dei docenti che abbiano superato la sessione riservata di esami cosí come previsto dal comma 5 della stessa legge,
impegna il Governo:
a far sí che l'inclusione nelle graduatorie di questi ultimi avvenga secondo le seguenti modalità:
1) sono ricompresi nel comma a) i docenti che avendo superato la sessione riservata siano in possesso del requisito di servizio richiesto dalle norme previgenti per l'ammissione ai soppressi concorsi per soli titoli, mentre sono ricompresi nel comma b) coloro che non siano in possesso di tale requisito;
2) i docenti di cui alle stesse lettere a) e b) dello stesso comma 1 sono inclusi con il punteggio loro spettante sulla base dei titoli relativi al servizio prestato nelle scuole statali, nonché dei titoli culturali, professionali, scientifici e tecnici.
9.932.3.
BERGONZI, BRIENZA, OCCHIPINTI, BEVILACQUA, RESCAGLIO, ASCIUTTI, MELE

CAMERINI . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

CAMERINI . Signor Presidente, mi riferisco molto piú modestamente ... (Brusío in Aula).

PRESIDENTE . Per favore, colleghi, quello che doveva essere detto é stato detto, adesso é sufficiente. L'invito al Governo é stato trasmesso dalla Presidenza; riprendiamo i nostri lavori. Prego, senatore Camerini.

CAMERINI . Mi riferisco, dicevo, piú modestamente ad un problema di principio e di contenuti che é sorto questa mattina, quando é stato presentato l'emendamento 2.68, primo firmatario il senatore Marri, riguardante una serie di esami riservati ad un gruppo di insegnanti. Ai predetti esami venivano ammessi anche insegnanti italiani all'estero e, nell'emendamento 2.68, gli insegnanti delle scuole della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia. Questo emendamento non é stato approvato, peró il Governo ha invitato il primo firmatario a trasformarlo in un ordine del giorno ( Brusío in Aula. Richiami del Presidente ) - cito il resoconto stenografico - "specifico e alternativo all'emendamento presentato". Questo ordine del giorno non é stato portato in alcun modo a conoscenza dell'Aula del Senato, e senza entrare nel mento dell'argomento vorrei dire due cose. La prima: io credo che se un ordine del giorno é classificato come specifico ed alternativo dovrebbe essere portato a conoscenza dell'Aula. La seconda, e concludo: nell'ordine del giorno, che tra l'altro il senatore Volcic ed io stesso avremmo volentieri sottoscritto, veniva implicato il riconoscimento dei diritti di un sia pur piccolo gruppo di docenti che hanno visto disattesi per anni i loro diritti, diritti che tra l'altro potrebbero benissimo essere risolti in maniera amministrativa.
Questi sono i due punti che volevo portare all'attenzione sua, signor Presidente, e dell'Aula. (Applausi dal Gruppo Democratici di Sinistra-L'Ulivo).

PRESIDENTE . Quindi in sostanza, senatore Camerini, lei avrebbe gradito aggiungere la sua firma a questo ordine del giorno.
Invito il Governo, nella persona dei Ministro della pubblica istruzione, a pronunziarsi sull'emendamento 2.47 e sugli ordini del giorno nn. 2 e 3.

BERLINGUER , ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica. Il Governo accoglie i due ordini del giorno all'articolo. L'ordine del giorno n. 2 reca le firme dei senatori Bergonzi, Brienza, Occhipinti, Bevilacqua, Rescaglio, Asciutti e Mele: di fronte ad uno schieramento cosí ampio l'ordine del giorno assume il significato impegnativo di una pronuncia da parte di quest'Aula; ma, anche per profonda convinzione del Governo, noi siamo assolutamente d'accordo di rispettare e di realizzare l'indicazione che ci viene da questo ordine del giorno, che prevede che le modalità di svolgimento degli esami saranno stabilite attraverso l'ordinanza ministeriale secondo la quale le commissioni esaminatrici saranno composte, in prevalenza, da commissari che hanno svolto la funzione docente. Siamo completamente d'accordo.
Altrettanto desidero dire sull'ordine del giorno n. 3, che riguarda la questione delle graduatorie e delle modalità con le quali devono essere compilate.

PRESIDENTE . Senatore Bergonzi, gradirei sapere se é soddisfatto della valutazione e dell'orientamento espresso dal Governo; se é disposto a ritirare l'emendamento 2.47 facendolo confluire nell'ordine del giorno n. 3 che reca come prima la sua firma oppure se mantiene l'emendamento.

* BERGONZI . Signor Presidente, prendo atto delle dichiarazioni del Governo, che soddisfano le richieste che abbiamo fatto e che erano finalizzate all'unico obiettivo che ho avuto modo di evidenziare nel corso del mio intervento di questa mattina; mi riferisco, cioé, al fatto che le corsie preferenziali di reclutamento degli insegnanti precari e gli esami conseguenti non siano indirizzati e ispirati da una logica selettiva e da contenuti nozionistici dell'esame, ma esclusivamente da una verifica delle capacità didattiche e pedagogiche acquisite dai docenti durante il corso e durante la loro lunga esperienza didattica.
Quindi, assumo le dichiarazioni del ministro Berlinguer come impegno cogente per il Governo e pertanto ritiro l'emendamento che ho presentato per le motivazioni che questa mattina ho avuto modo di esprimere durante il mio intervento.
A margine di questo mio intervento, voglio precisare che la richiesta di intervento del Ministro in questa seduta, che ho rivolto questa mattina, non doveva essere assolutamente intesa - non deve essere intesa neanche ora - come un atto di sfiducia nei confronti della Sottosegretario presente in quest'Aula. Se il mio Gruppo politico volesse assumere degli atteggiamenti di sfiducia nei confronti di un Sottosegretario, lo farebbe apertamente e con un preciso atto politico. La richiesta della presenza in Aula del Ministro era motivata esclusivamente dall'importanza che questa materia ha assunto, agli occhi dell'opinione pubblica, per decine di migliaia di persone, per il fatto che i contenuti proposti non sono assunti dal disegno di legge, ma da un semplice ordine del giorno. Questo semplice ordine del giorno, su cui si é pronunciato direttamente il massimo rappresentante del Governo in materia, ossia il Ministro della pubblica istruzione, evidentemente assume per ció stesso un carattere cogente nel momento in cui viene accolto.

PRESIDENTE . Chiedo al relatore ed al Governo se ribadiscono il parere favorevole sull'ordine del giorno n. 3.

BISCARDI , relatore . Signor Presidente, il relatore si rimette al Governo.

MASINI , sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione . Il Governo ribadisce il parere favorevole.

BEVILACQUA . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

BEVILACQUA . Signor Presidente, vorrei per prima cosa sottolineare il miracolo accaduto quest'oggi: il peso politico di Rifondazione Comunista e del senatore Bergonzi hanno fatto arrivare in Aula il ministro Berlinguer. Non lo vedevamo da molto. Lo salutiamo con soddisfazione e prendiamo atto del peso politico di Rifondazione Comunista.
Lei, Presidente, ha fatto riferimento solo all'ordine del giorno n. 3, ma credo che ció sia dovuto ad un errore perché c'é anche l'ordine del giorno n. 2.

PRESIDENTE . Sí, certamente.

BEVILACQUA . Li abbiamo sottoscritti entrambi e li condividiamo. Approfitto della presenza del Ministro per chiedergli se nell'ordine del giorno n. 3 non sia sfuggita la previsione oltre che delle scuole statali anche di quelle parificate e legalmente riconosciute e chiedo se non sia possibile inserirle.
Riguardo all'ordine del giorno n. 2 faccio davvero fatica a ravvisarci quanto vi legge il senatore Bergonzi. Mi sembra infatti che in esso si dica semplicemente che le commissioni esaminatrici sono composte in prevalenza da commissari interni. Non vi trovo invece alcun riferimento alla didattica piuttosto che al nozionismo. Ripeto che la filosofia sottesa all'ordine del giorno mi trova d'accordo, esplicitiamo peró questo concetto perché cosí non é evidenziato. Non so se il Governo ed il Ministro sono in condizione di assumere impegni in questa direzione e di dirci, ad esempio, come intendono far concludere le sessioni riservate. Se potessimo sapere qualcosa di piú ne saremmo grati. Resta fermo che avendolo sottoscritto sosterremo l'ordine del giorno, ugualmente vorremmo qualche chiarimento in piú da parte del Governo, del Ministro.

BRIGNONE . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà

* BRIGNONE . Do atto anche io al senatore Bergonzi di essere riuscito a stanare il Ministro della pubblica istruzione con il soccorso del Presidente di turno di questa mattina. In realtà il senatore Bergonzi ha ritirato il suo emendamento semplicemente perché confrontandolo con gli emendamenti che lo precedevano o appena con quello immediatamente precedente si evincerebbe immediatamente l'estrema povertà di esso, sotto il profilo della redazione e della modestia dei contenuti. E lo dimostro: nell'emendamento 2.47 si prevede che il Ministro della pubblica istruzione "... istituisce e disciplina corsi speciali per il conseguimento della abilitazione all'insegnamento..." senza precisare peró da chi questi corsi siano tenuti. Ci si limita poi a stabilire che: "La commissione d'esame é composta dai docenti che hanno tenuto i corsi e da un presidente esterno". Quando l'ordine del giorno impegna il Governo a prevedere che la maggior parte dei commissari siano interni e non esterni non fa altro che riempire di un minimo di contenuto una previsione che di contenuto era abbastanza priva. Se il collega avesse partecipato a qualcosa di piú del 5 o del 10 per cento delle sedute di Commissione e di Comitato ristretto dedicate a questo disegno di legge saprebbe benissimo che tutti gli emendamenti precedenti il suo che concernono il corso abilitante e l'esame finale non avevano comunque, da parte di alcun proponente, un intento selettivo. Questo tendo a sottolinearlo perché altrimenti tutto il lavoro che é stato fatto dalla maggioranza e dall'opposizione viene mortificato da chi a questo lavoro non ha mai partecipato. (Applausi dai Gruppi Lega Nord-Per la Padania indipendente e Alleanza Nazionale).

ASCIUTTI . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

ASCIUTTI . Signor Presidente, il senatore Bevilacqua mi ha preceduto nel sollecitare a prendere in considerazione nell'ordine del giorno n. 3 le scuole parificate e legalmente riconosciute. Anch'io inoltre non leggo nell'ordine del giorno n. 2 quel che vi legge il senatore Bergonzi.
Siamo entrambi firmatari dell'ordine del giorno ma, nella trasversalità della presentazione, non vorrei far introdurre aspetti che non sono stati nè scritti nè firmati. Ognuno ha la sua opinione: il senatore Bergonzi ha il suo parere ma non corrisponde a quello al quale il sottoscritto ha aderito.

GUBERT . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

GUBERT . Signor Presidente, volevo far notare la stranezza di una procedura che vede il Governo proporre prima lo stralcio di norme e poi dire che é d'accordo con le stesse attraverso un ordine dei giorno: mi sembra veramente una procedura strana.
Dichiaro comunque di non sostenere questo ordine del giorno, sul quale dunque esprimeró voto contrario, per il fatto che, al punto 2, evita di menzionare chiaramente i servizi prestati nelle scuole non statali, pareggiate, parificate o riconosciute. Inoltre non mi e stato risposto sul fatto se tra i titoli culturali, professionali e scientifici puó essere compreso questo tipo di servizio. Per tali motivi non concordo con quanto contenuto nell'ordine dei giorno.

MELE . Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facolta.

MELE . Signor Presidente, sono anch'io firmatario dell'ordine del giorno e, nella forma in cui é stato letto, non mi pare ci fossero refusi. Qualora rimanga cosí, mantengo la mia firma anche perché risponde, insieme anche a quanto il Ministro ci ha riferito, ad una richiesta comune, trasversale, di tutti. Pertanto contribuiamo ad un fatto positivo qualora rimanga quel testo, trovandoci di fronte, come ci e stato detto, ad un impegno preciso da parte del Ministro della pubblica istruzione.

PRESIDENTE . Facendo riferimento al testo lei si riferisce anche a quella aggiunta proposta poc'anzi dal senatore Asciutti e cioé "parificate e legalmente riconosciute"?

MELE . Non ho visto questa aggiunta. Per me il testo é quello originario.

PRESIDENTE . Invito il senatore Bergonzi, primo firmatario dell'ordine del giorno n. 3, a pronunciarsi sulla proposta del senatore Asciutti.

* BERGONZI . Signor Presidente, mi astengo dal rispondere agli accenti polemici con i quali sono stato investito in alcuni interventi. Posso soltanto dire che alla vicenda dei precari ho dedicato un anno e mezzo circa di interesse e me ne sto ancora occupando, ma mi fermo qui.

PRESIDENTE . La ringrazio.

BERGONZI . Per quanto riguarda la proposta avanzata dal senatore Asciutti di integrare l'ordine del giorno, in qualità di primo firmatario, mi permetto di non accettarla per una ragione semplicissima. Infatti, dal punto di vista del contenuto l'integrazione implicherebbe un riconoscimento de iure agli insegnanti della scuola non statale che oggi non puó essere dato. Se accettassi di introdurre questa correzione gli insegnanti della scuola non statale, che come si sa vengono assunti con criteri completamente liberi da parte delle scuole non statali e quindi non sono soggetti a vincoli di esame e di graduatorie, ai quali sono invece soggetti gli insegnanti delle scuole pubbliche, verrebbero de iure messi alla pari, in sostanza, degli insegnanti delle scuole statali. Questa é la ragione di fondo che non mi consente di accettare, come primo firmatario dell'ordine del giorno, la proposta avanzata.
Come questione di metodo, poiché l'ordine del giorno é stato sottoposto ai colleghi nella formulazione che ho letto, rivolgendomi al senatore Asciutti devo dire che rispetto l'interpretazione che ogni firmatario dà all'ordine del giorno, che puó essere estensiva, personale, politica (io evidentemente do la mia), rispetto dunque coloro che hanno sottoscritto l'ordine del giorno in questi termini, ma credo che la modifica richiesta assumerebbe un peso talmente forte che snaturerebbe l'ordine del giorno e, come abbiamo ascoltato in alcuni interventi, comprometterebbe le adesioni che sono state date ad esso. Mantengo dunque l'ordine del giorno, cosí come é stato presentato.

PRESIDENTE . Senatore Bergonzi, tenga presente che il senatore Asciutti, uno dei firmatari dell'ordine del giorno, ha chiesto in precedenza di intervenire per una modifica. Lei comunque rimane fermo sul testo iniziale.
Senatore Asciutti, lei mantiene la firma su questo ordine del giorno?

ASCIUTTI . Ritiro la mia firma dall'ordine del giorno n. 3.

PRESIDENTE . Invito il rappresentante del Governo a pronunciarsi sui due ordini del giorno.

BERLINGUER , ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica . Il Governo si é già espresso sull'ordine del giorno n. 2.

PRESIDENTE . Dal momento che la discussione ha avuto qualche momento di incertezza, la prego di ribadire il suo parere per una maggiore chiarezza.

BERLINGUER , ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica . Il Governo oltre ad accogliere l'ordine del giorno n. 2, si impegna ad ottemperare a ció che ne deriva.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno n. 3 tengo a sottolineare che la situazione é piú complessa di quanto non appaia dalla discussione. Con questo ordine del giorno si impegna il Governo, negli adempimenti che ne derivano, a seguire una procedura di questa natura: si tratta, infatti, di due momenti che vanno tenuti distinti, senatore Bevilacqua. Il primo riguarda l'ammissione alle sessioni riservate, cosa che non era mai successa in precedenza. Questa volta, grazie ai proponenti, riserviamo agli insegnanti della scuola non statale il vantaggio, identico in questo caso a quello della scuola statale, di accedere alla sessione riservata e quindi creiamo per loro una condizione di particolare vantaggio, vale a dire di acquisire nel corso della sessione e del corso con il suo esito finale l'abilitazione e quindi avere il riconoscimento di un titolo del quale sono sprovvisti e che altrimenti molto probabilmente avrebbero qualche difficoltà a conseguire. Mi sembra un aspetto molto importante per consentire loro di entrare nel doppio canale.
Un'altra cosa é la compilazione della graduatoria che, come effetto pratico, favorisce sostanzialmente le immissioni in ruolo. Per questo motivo nella individuazione della graduatoria si prevede in questo caso una limitazione della riserva a favore degli insegnanti della scuola statale, perché per quel che riguarda l'inserimento nella graduatoria il servizio prestato nella scuola statale é quello che, fino ad ora, per ordinamento, é stato calcolato comunque a numero pieno. Nell'attuale normativa gli insegnanti della scuola non statale acquistano punteggio calcolando metà di validazione del punteggio rispetto all'anzianità di servizio prestata nella scuola non statale, senza che questo provochi le conseguenze che riguardano l'insegnamento.
Mi sembra difficile confondere i due livelli e mi sembra anche che non sia il caso di sottovalutare il vantaggio che gli insegnanti della scuola non statale hanno per il servizio da loro prestato derivante dalla circostanza di poter essere ammessi alla sessione riservata. Se l'ordine del giorno non viene approvato si nuoce anche alla causa degli insegnanti della scuola non statale. Non solo accolgo questo ordine del giorno, ma ritengo anche di poter dimostrare in questo modo l'impegno del Governo ad una soluzione equa.

PRESIDENTE . Stante il parere del Governo, gli ordini del giorno nn. 2 e 3 non verranno posti ai voti. Metto ai voti l'articolo 2... (Il senatore Lorenzi alza la mano segnalando alla Presidenza di voler intervenire) . Senatore Lorenzi, per la verità ho già indetto la votazione.

LORENZI . Avevo già alzato il braccio per chiedere di intervenire in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE . Senatore Lorenzi, per la verità le segnalazioni di richiesta di parola per dichiarazione di voto devo riceverle prima di aver indetto la votazione, secondo quella formula che é stata peraltro da voi stessi richiesta. Mi spiace, ma non le posso dare la parola.

LORENZI . Quando ho sentito che si stava passando al voto, in quel momento ho chiesto la parola per dichiarazione di voto...

PRESIDENTE . Possiamo parlarne anche dopo, per il momento dobbiamo votare l'articolo 2: non possiamo fare diversamente.
Metto ai voti l'articolo 2, nel testo emendato.

É approvato.

Riprendiamo l'esame dell'articolo 8:

Art. 8.


(Insegnanti di sostegno)

1. Gli insegnanti specializzati in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive modificazioni, sono da considerare abilitati per le attività di sostegno. A tal fine viene istituita per ogni ordine e grado di scuola specifica classe di concorso.
2. Gli insegnanti specializzati che abbiano inoltre maturato 360 giorni di attività di insegnamento nel quinquennio 1992-1997 potranno accedere al concorso per soli titoli sin dall'entrata in vigore della presente legge, in graduatoria da approntare a cura delle sovrintendenze scolastiche regionali.

Su questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti ed articoli aggiuntivi.

Sostituire l'articolo con il seguente:

"1. Gli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970 e successive modificazioni, che abbiano prestato servizio nelle scuole statali di ogni ordine e grado per attività di sostegno per almeno 360 giorni nel periodo compreso tra l'anno scolastico 1989-90 e l'anno scolastico 1997-98, di cui almeno 180 giorni negli anni scolastici 1994-95, 1995-96, 1996-97 e 1997-98, sono ammessi alla sessione riservata di esame di cui all'articolo 2. Le prove sono volte ad accertare il possesso delle capacità didattiche relativamente all'integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap in connessione con le discipline di competenza. Nelle operazioni di mobilità e di nomina in ruolo il cinquanta per cento dei posti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado é riservato al personale in possesso del titolo di specializzazione conseguito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970".
8.1 (Nuovo testo)
BISCARDI, relatore

Sopprimere l'articolo.

8.2
MELE, BRUNO GANERI

Sostituire l'articolo con il seguente:

"Art. 8.

(Concorso riservato per gli insegnanti di sostegno)

1. Gli insegnanti precari che hanno svolto almeno 360 giorni lavorativi nel quinquennio 1992-1997 ed hanno conseguito la specializzazione nella funzione del sostegno possono accedere ad apposito concorso riservato".
8.3
LOMBARDI SATRIANI, BORTOLOTTO, CORTIANA

Sostituire l'articolo con il seguente:

"Per gli insegnanti in possesso del titolo di specializzazione previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970 e successive modificazioni, ammessi alla sessione riservata di esami di cui all'articolo 2, le prove sono volte ad accertare il possesso delle capacità didattiche relativamente alla integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap in connessione con le discipline di competenza".
8.4 (Nuovo testo)
MONTICONE, RESCAGLIO

Sostituire l'articolo con il seguente:

"Art. 8.

(Insegnanti di sostegno)

1. Gli insegnanti specialisti in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive modificazioni, che abbiano maturato 360 giorni di servizio d'insegnamento su posti di sostegno nel quinquennio 1992-97, dall'entrata in vigore della presente legge saranno inseriti in un apposito elenco da approntarsi a cura degli uffici scolastici provinciali utilizzabile per le assunzioni sui posti di sostegno fino alla prima integrazione delle graduatorie permanenti di cui al comma 1 articolo 2 della presente legge.
2. Nell'elenco saranno inclusi nell'ordine:

a) i docenti specializzati provvisti di abilitazione o idoneità già in graduatoria del concorso a titoli;
b) i docenti trasferiti da concorso a titoli di altre province;
c) i docenti sprovvisti di abilitazione o idoneità con 360 giorni di servizio nel periodo 1992-97".
8.5
CORTIANA

Sostituire l'articolo con il seguente:

"Art. 8.

(Insegnanti di sostegno)

1. Gli insegnanti specializzati in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1975, n. 970, e successive modificazioni, sono da considerare abilitati per le attività di sostegno. A tal fine viene istituita, in ogni ordine e grado di scuola, una specifica classe di concorso.
2. Gli insegnanti specializzati che abbiano maturato 360 giorni di attività di insegnamento di sostegno nel quinquennio 1992-97, potranno accedere al concorso per soli titoli sin dall'entrata in vigore della presente legge, in apposita graduatoria da approntarsi a cura delle sedi competenti".
8.6
BORNACIN

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: "successive modificazioni" inserire le seguenti: "ivi compresi i docenti specializzati nei corsi previsti dall'articolo 1, comma 75, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e istituiti ai sensi del decreto ministeriale 16 giugno 1997".
8.7
DE LUCA Athos

Al comma 1, secondo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "su posti di sostegno".
8.8
TONIOLLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

"1- bis . A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nelle scuole o istituti secondari, per gli insegnanti di sostegno viene abolita la suddivisione in aree disciplinari".
8.9
BEVILACQUA, MARRI

Al comma 2, dopo le parole: "Gli insegnanti specializzati" aggiungere le seguenti: "di ogni ordine e grado di scuola".
8.10
FOLLONI, RONCONI, GUBERT

Al comma 2, sostituire le parole: "nel quinquennio 1992-97" , con le parole: "negli anni solari 1992, 1993, 1994, 1995, 1996 e 1997".
8.11
MONTELEONE

Al comma 2, sostituire le parole: "nel quinquennio 1992-97" con le seguenti: "tra l'anno scolastico 1992-93 e l'anno scolastico 1997-98".
8.12
MARRI, BEVILACQUA, CAMPUS, SERVELLO, BONATESTA, COZZOLINO, MONTELEONE, CASTELLANI Carla, BRIENZA, DEMASI

Al comma 2, dopo le parole: "della presente legge" inserire le seguenti: "con inclusione nelle rispettive gradutorie provinciali".
8.13
TONIOLLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

"2- bis. Alla specifica classe di concorso afferiscono coloro che siano in possesso del diploma di specializzazione biennale per l'insegnamento a portatori di handicap conseguito ai sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 970 del 1975 e successive modificazioni e integrazioni. Tale titolo é considerato abilitante ai fini dell'insegnamento su posti di sostegno".
8.14
TONIOLLI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

"2- bis . Il personale educativo non di ruolo, in servizio da almeno 360 giorni presso i convitti statali per sordi, viene inserito nella graduatoria permanente degli specializzati, previo superamento di un corso specializzante specifico, ai fini dell'immissione in ruolo".
8.15
MARRI, BEVILACQUA, CAMPUS, SERVELLO, BONATESTA, COZZOLINO, CASTELLANI Carla, MONTELEONE, BRIENZA, DEMASI

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

"Art. 8- bis.

(Posti a cattedra a part-time)

1. A partire dall'anno scolastico 1998-99 sono costituiti, in organico di diritto, posti a cattedra a part-time nel numero stabilito con decreto del Ministero della pubblica istruzione, previa contrattazione collettiva decentrata".
8.0.1
RONCONI, GUBERT

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

"Art. 8- bis.

(Concorso riservato per insegnanti di strumento)

1. Gli insegnanti di strumento nelle sperimentazioni musicali che abbiano maturato 360 giorni di insegnamento nel quinquennio 1992-1997 possono accedere al concorso riservato per titoli ed esami appositamente bandito entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge".
8.0.2
BORTOLOTTO, CORTIANA, LOMBARDI SATRIANI

Ricordo che nel corso della seduta antimeridiana di oggi sono stati illustrati tutti gli emendamenti e espressi i pareri da parte del relatore e del rappresentante del Governo.
La 5º Commissione permanente, bilancio e programmazione economica, ha espresso parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sull'emendamento 8.1, nuovo testo, per cui dovremo procedere alla sua votazione con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

LORENZI . Signor Presidente, in seguito a quanto é accaduto, abbandono l'Aula per protesta.

PRESIDENTE . Senatore Lorenzi, lei non deve abbandonare l'Aula per protesta; lei sa perfettamente che abbiamo sempre usato un criterio omogeneo, e lo abbiamo fatto anche questa volta: peraltro quel criterio da voi stessi sollecitato. (Il senatore Lorenzi abbandona l'Aula) .
Indíco la votazione dell'emendamento 8.1...

ASCIUTTI . Signor Presidente, ci sono le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE . Colleghi, dovete manifestare il vostro proposito di parlare e renderlo visibile prima che sia indetta la votazione, altrimenti in questo modo i lavori dell'Aula risultano disturbati. (Il senatore D'Onofrio alza la mano con l'intenzione di chiedere la parola) .
Che cosa deve dire, senatore D'Onofrio? Se le do la parola e uso un criterio diverso per lei rispetto a quello che ho appena adesso usato nei confronti del collega Lorenzi, il quale tra l'altro su una procedura metodologica richiesta dalla sua parte politica ha deciso di abbandonare l'Aula per protesta, terrei un atteggiamento di disparità. (Applausi del senatore Peruzzotti).

D'ONOFRIO . Vorrei fare una dichiarazione di voto.

PRESIDENTE . Senatore D'Onofrio, la dichiarazione di voto si fa prima che sia stata indetta la votazione: é quanto abbiamo costantemente assunto come criterio.

D'ONOFRIO . Ma se lei non mi vede quando chiedo la parola, come faccio a rendere visibile la mia richiesta?

PRESIDENTE . Tra l'altro, nella seduta antimeridiana eravamo già passati alla votazione della nuova formulazione dell'emendamento 8.1, proposto dal relatore, senatore Biscardi. In quella sede sono avvenute numerose dichiarazioni di voto. Non posso ora aprire di nuovo le dichiarazioni di voto, avendo peraltro già aperto le procedure di votazione.

D'ONOFRIO . Ma allora che cosa si vota, se si é già votato l'emendamento? Non capisco.

PRESIDENTE . Questa mattina su quella votazione era mancato il numero legale: per questo ripetiamo la votazione. Abbiamo comunque già svolto le dichiarazioni di voto. Trattandosi di una votazione a scrutinio simultaneo, ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, ed essendo questa mattina mancato il numero legale, ripetiamo ora la votazione di quello stesso testo su cui già si sono espressi in dichiarazione di voto tutti i Gruppi. Per questo motivo non posso darle la parola per dichiarazione di voto. É tutto molto semplice e lineare. (Il senatore D'Onofrio prende atto) .
Passiamo quindi alla votazione dell'emendamento 8.1, nuovo testo, sul quale la 5º Commissione ha espresso parere contrario.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, indíco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8.1, nuovo testo, presentato dal relatore.
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Proclamo il risultato della votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico:
Senatori presenti... 152
Senatori votanti... 151
Maggioranza... 76
Favorevoli... 113
Contrari... 33
Astenuti... 5

Il Senato approva.

VOCE DALLA TRIBUNA DEL PUBBLICO . Vergognatevi!



Presidenza del vice presidente CONTESTABILE

PRESIDENTE . Invito i commessi ad allontanare immediatamente dalla tribuna la signora che ha parlato. (I commessi eseguono l'ordine del Presidente).

VOCE DALLA TRIBUNA DEL PUBBLICO . Berlinguer, era meglio Enrico!

BARBIERI . Questo é il risultato che ottenete! (Proteste dal Gruppo Alleanza Nazionale).

PRESIDENTE . Invito i commessi a sgomberare le tribune. (I commessi provvedono a far uscire il pubblico dalle tribune).

BARBIERI . Sono bambini, Presidente! (Proteste dai gruppi Alleanza nazionale e Lega Nord-Per la Padania indipendente).

PERUZZOTTI . Non é giusto! É una vergogna!

PRESIDENTE . Signori, vi prego, non é mai successo, almeno che io ricordi, che siano intervenuti in questa maniera gli ospiti delle tribune. Le tribune saranno sgombrate per tre minuti, poi gli ospiti saranno riammessi. (Commenti).

PERUZZOTTI . Hanno ragione, Presidente!

PRESIDENTE . Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17,18, é ripresa alle ore 17,23).

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 932, 365, 950, 1427 e delle mozioni nn. 116, 196, 200, 201, 211, 227, 228, 229 e 230, nonché della petizione n. 198

PRESIDENTE . Riprendiamo la seduta.
Se vogliono, gli alunni delle scuole possono riprendere posto nelle tribune.

SCOPELLITI . Bravo!

PRESIDENTE . A seguito dell'approvazione dell'emendamento 8.1, nel nuovo testo, i rimanenti emendamenti all'articolo 8 sono preclusi, se non precedentemente ritirati.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.1.

GUBERT . Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

GUBERT . Signor Presidente, volevo dichiarare la mia sorpresa per il parere contrario espresso sia dal relatore che dal rappresentante del Governo. Dal momento che il part-time é un principio introdotto in tutta la pubblica amministrazione, non si capisce come mai non debba valere per gli insegnanti.
Tra l'altro, le cattedre a part-time potrebbero consentire anche un migliore adattamento alle situazioni di scarsa popolazione, come, ad esempio, le zone di montagna. Pertanto, non riesco proprio a capire il giudizio negativo su questa proposta.

BISCARDI , relatore. Domando di parlare.

PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

BISCARDI , relatore. Signor Presidente, vorrei ricordare al senatore Gubert che questa é materia riservata alla contrattazione. Questo dunque e il significato del parere contrario al suo emendamento.

PRESIDENTE . Passiamo alla votazione dell'emendamento 8.0.1, sul quale la 5º Commissione ha espresso parere contrario.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, indíco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamendo 8.0.1, presentato dai senatori Ronconi e Gubert.
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari voteranno no, i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione) .
Il Senato non é in numero legale.
Pertanto, sospendo la seduta per un'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 17,28 é ripresa alle ore 18,28).

Ripresa della discussione dei disegni di legge nn. 932, 365, 950 e 1427, delle mozioni nn. 116, 196, 200, 201, 211, 227, 228, 229 e 230 e della petizione n. 198

PRESIDENTE . Riprendiamo i nostri lavori con la votazione dell'emendamento 8.0.1, su cui la 5º Commissione ha espresso parere contrario.

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE . Ai sensi dell'articolo 102- bis del Regolamento, indíco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 8.0.1, presentato dai senatori Ronconi e Gubert.
I senatori favorevoli voteranno sí; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.
Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione) .

Il Senato non é in numero legale.
Apprezzate le circostanze, decido di togliere la seduta e rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge, delle mozioni e della petizione in titolo alla prossima seduta.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE . Invito la senatrice segretario a dare annunzio della mozione, delle interpellanze e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

D'ALESSANDRO PRISCO , segretario, dà annunzio della mozione, delle interpellanze e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza, che sono pubblicate in allegato ai Resoconti della seduta odierna.

Ordine del giorno per le sedute di martedí 31 marzo 1998

PRESIDENTE . Il Senato tornerà a riunirsi martedí 31 marzo, in due sedute pubbliche, la prima alle ore 10,30 e la seconda alle ore 16,30, con il seguente ordine del giorno:

ALLE ORE 10,30


Interpellanze e interrogazioni relative al ponte sullo stretto di Messina.

ALLE ORE 16,30


I. Discussione del disegno di legge:
Conversione in legge del decreto-legge 2 febbraio 1998, n. 7, recante disposizioni urgenti per fronteggiare l'eccezionale carenza di disponibilità abitativa (3127) (Approvato dalla Camera dei deputati).

II. Discussione del documento:
Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle retribuzioni nel settore pubblico ( Doc. XXII, n. 21).
III. Discussione del disegno di legge:
- SPERONI ed altri. - Modificazione all'articolo 241 del codice penale (143) (Relazione orale).

IV. Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge:
- Disposizioni urgenti in materia di accelerazione di taluni procedimenti in materia di personale scolastico (932).
- CURTO. - Interventi per il personale docente "accantonato" di cui all'articolo 3, comma 2, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 (365).
- VERALDI ed altri. - "Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia di pubblica istruzione (950).
- BERGONZI ed altri. - Norme per il reclutamento dei docenti della scuola (1427).
e di mozioni sulla politica scolastica.
La seduta é tolta (ore 18,30).

Dott. VICO VICENZI
Consigliere parlamentare preposto alla direzione del Servizio dei Resoconti dell'Assemblea








Allegato alla seduta n. 346

Votazioni qualificate effettuate nel corso della seduta


Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati

Il Presidente della Camera dei deputati ha trasmesso i seguenti disegni di legge:
C. 1184-1394-1803-3168-3469. - Deputati NARDONE ed altri; COMINO ed altri; NOCERA e PERETTI; PRESTAMBURGO ed altri; POLI BORTONE ed altri. - "Istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sull'Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA)" (3177) (Approvato dalla 13º Commissione permanente della Camera dei deputati) ;
C. 4500. - "Ratifica ed esecuzione del Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull'Unione europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee ed alcuni atti connessi, con allegato e protocolli, fatto ad Amsterdam il 2 ottobre 1997" (3178) (Approvato dalla Camera dei deputati) .

Disegni di legge, annunzio di presentazione

É stato presentato il seguente disegno di legge:

dal Ministro per i beni culturali e ambientali:

"Modifiche alla legge 21 aprile 1962, n. 161, in tema di revisione di opere cinematografiche" (3180).

Sono stati presentati i seguenti disegni di legge d'iniziativa dei senatori:
LO CURZIO, ANDREOLLI, DIANA Lino, FOLLIERO e PALUMBO. - "Nuove norme sul processo amministrativo" (3179).
MACERATINI, BEVILACQUA, SERVELLO, MARRI e CAMPUS. - "Immissione nel ruolo del personale direttivo dei direttori incaricati dei Conservatori di musica utilmente inclusi nella graduatoria nazionale di idoneità dal 1982" (3181).

Disegni di legge, assegnazione

I seguenti disegni di legge sono stati deferiti
- in sede deliberante:

alla 1º Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione):
"Finanziamento integrativo per il censimento intermedio dell'industria e dei servizi relativo al 1996" (3161) (Approvato dalla 1º Commissione permanente della Camera dei deputati) , previ pareri della 5º, della 10º e della 11º Commissione;

alla 3º Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):
"Partecipazione italiana al finanziamento del Segretariato per il controllo delle esportazioni di armi convenzionali e prodotti a tecnologia " dual use ", e del Gruppo delle consultazioni intergovernative (IGC) di Ginevra per i rifugiati" (2923-B) (Approvato dalla 3º Commissione permanente del Senato e modificato dalla 3º Commissione permanente della Camera dei deputati) , previo parere della 5º Commissione;
"Concessione di un contributo straordinario al Centro internazionale per la scienza e l'alta tecnologia (ICS) per il finanziamento delle opere di ristrutturazione, consolidamento e restauro del palazzo sede dell'Istituto in Trieste" (3162) (Approvato dalla 3º Commissione permanente della Camera dei deputati) , previ pareri della 1º, della 5º e della 7º Commissione.

I seguenti disegni di legge sono stati deferiti
- in sede referente:

alla 1º Commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'interno, ordinamento generale dello Stato e della pubblica amministrazione):
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA. - DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE. - "Autonomia statutaria della regione Sardegna in materia di forma di governo" (3163), previo parere della Commissione parlamentare per le questioni regionali.

alla 3º Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):
"Ratifica ed esecuzione del Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull'Unione europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee ed alcuni atti connessi, con allegato e protocolli, fatto ad Amsterdam il 2 ottobre 1997" (3178) (Approvato dalla Camera dei deputati) , previ pareri della 1º, della 2º, della 4º, della 5º, della 6º, della 7º, della 8º, della 9º, della 10º, della 11º, della 12º, della 13º Commissione e della Giunta per gli affari delle Comunità europee.

Disegni di legge, presentazione di relazioni

A nome della 3º Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione), in data 25 marzo 1998, il senatore Volcic ha presentato la relazione sul disegno di legge: "Ratifica ed esecuzione del Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Croazia sui diritti delle minoranze, fatto a Zagabria il 5 novembre 1996" (3003) (Approvato dalla Camera dei deputati).

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 20 marzo 1998, ha trasmesso, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria della Sezione speciale per l'assicurazione del credito all'esportazione (SACE), per l'esercizio 1996 ( Doc . XV, n. 96).
Detto documento sarà inviato alla 5º, alla 6º e alla 10º Commissione permanente.

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice D'Alessandro Prisco ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01727, dei senatori Figurelli ed altri.

Interrogazioni, integrazione dei Ministri competenti

L'interrogazione 4-10227, del senatore Demasi, rivolta al Ministro dell'ambiente, é rivolta anche al Ministro per i beni culturali e ambientali e per lo spettacolo e lo sport.

Interrogazioni, annuncio di risposte scritte

PRESIDENTE. Il Governo ha inviato risposte scritte ad interrogazioni presentate da onorevoli senatori.
Tali risposte saranno pubblicate nel fascicolo 69.

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

2º Commissione permanente (Giustizia):
3-01730, del senatore De Luca Michele, sull'iscrizione nel registro dei revisori contabili dei commercialisti in possesso dei requsiti richiesti.

3º Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione):
3-01731, dei senatori Russo Spena ed altri sulla repressione della pacifica manifestazione svoltasi il 21 marzo 1998 nella città di Dijarbakir (Kurdistan turco).