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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06716


Atto n. 4-06716

Pubblicato il 6 dicembre 2016, nella seduta n. 731

STEFANO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

la Puglia è una regione dinamica del Mezzogiorno d'Italia e vanta oggi uno sviluppato asset aeroportuale, che si colloca al centro di un'area geografica strategica, quale è il Mediterraneo, rappresentando uno snodo fondamentale a supporto delle reti di trasporto continentali;

nel 2015 negli aeroporti di Bari e Brindisi sono transitati più di 6,2 milioni di passeggeri (il 6,5 per cento in più rispetto al precedente anno) su numerose destinazioni nazionali ed internazionali, frutto dello sforzo che Aeroporti di Puglia ha dedicato allo sviluppo dei voli, che oggi collegano la regione con tutte le più importanti aree mercato d'Europa;

la crescita e la stabilizzazione dei collegamenti sono garantiti dai principali vettori low cost e dalle compagnie tradizionali, che oggi connettono la Puglia con tutte le più importanti destinazioni nazionali e con i primari hub europei;

il bacino di utenza degli aeroporti di Bari e Brindisi, basato sull'analisi dei tempi di percorrenza, include 332 comuni nelle province di Bari (48), Foggia (47), Lecce (97), Brindisi (20), Taranto (29), Barletta-Andria-Trani (10), Campobasso (2), Potenza (37), Matera (31), Benevento (2), Avellino (uno), Cosenza (8), per un totale di quasi 5 milioni di abitanti e pari a circa l'8 per cento della popolazione italiana;

secondo l'atto di indirizzo del Governo italiano per il piano nazionale degli aeroporti, l'aeroporto di Bari è riconosciuto quale aeroporto strategico, e quello di Brindisi "di interesse nazionale";

tra i vettori presenti negli scali pugliesi, Alitalia è certamente una delle compagnie aeree più importanti;

tuttavia Alitalia, pur essendo la compagnia di bandiera, sembra non tenere in alcun conto le necessità proprie del territorio, proponendo tariffe più alte fra quelle proposte dalle compagnie aeree presenti negli scali pugliesi, per cui, qualora un viaggiatore avesse bisogno di partire per una località italiana a ridosso del giorno di partenza, sarebbe costretto a pagare un biglietto di andata e ritorno, nella stessa giornata, di oltre 1.000 euro;

tale politica economica costringe molti potenziali viaggiatori a rinunciare a questi spostamenti;

considerato che, a parere dell'interrogante:

la citata somma di 1.000 e più euro è obiettivamente spropositata per un viaggio aereo di andata e ritorno all'interno del territorio italiano, anche se il viaggio viene prenotato all'ultimo momento;

Alitalia, nel 2015, in linea con le previsioni del piano industriale, ha registrato perdite per 200 milioni di euro e una diminuzione di circa 600.000 biglietti, non venduti, rispetto all'anno precedente;

la Puglia è una regione che cerca di resistere faticosamente alla grave crisi economica, e necessiterebbe di usufruire di misure atte a facilitarne il rilancio, a partire da un piano infrastrutturale strategico, comprensivo di un significativo potenziamento dei collegamenti aerei, ferroviari e viari,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato;

se sia a conoscenza dei dati di bilancio, compresi i saldi negativi, sia pur parziali, di Alitalia per l'anno 2016;

se risultino i motivi per i quali Alitalia, a differenza di altre compagnie aeree, adotta politiche economiche assai penalizzanti per i viaggiatori, interessati in special modo alle tratte nazionali;

se ritenga congrui i costi dei voli nazionali Alitalia che collegano il Mezzogiorno d'Italia e, in particolare, la Puglia, o se diversamente non ritenga necessario, nei limiti delle proprie competenze, promuovere una verifica dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) sull'eventuale esistenza di sacche speculative;

se non ritenga necessario convocare un tavolo presso il Ministero stesso, al fine di promuovere una ragionevole riduzione delle tariffe che riguardano le tratte da e per la Puglia.