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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03179


Atto n. 3-03179 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 4 ottobre 2016, nella seduta n. 691

URAS , DE PETRIS , PETRAGLIA , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , CAMPANELLA , STEFANO , VACCIANO , BELLOT , MUNERATO , MOLINARI , MUSSINI , ROMANI Maurizio , FUCKSIA , BIGNAMI , SIMEONI , BOCCHINO , MINEO , DE PIETRO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

Premesso che:

la questione dei "quota 96" concerne una platea di aspiranti pensionati rimasta ostaggio degli effetti della "riforma Fornero" (di cui al decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011) che, inspiegabilmente, non tenne conto delle specificità del comparto scuola;

l'articolo 24, comma 3, nell'indicare il 31 dicembre 2011 quale limite tra i vecchi ed i nuovi criteri per l'accesso al trattamento pensionistico, non stabilì infatti che, per il solo comparto scuola, tale limite dovesse coincidere con il 31 agosto 2012, data di conclusione dell'anno scolastico. Il comparto, al fine di garantire il diritto allo studio degli studenti ha da sempre usufruito di un'unica e sola finestra di uscita, coincidente con la fine dell'anno scolastico;

in questo modo, sono risultati penalizzati tutti quei lavoratori della scuola nati nel biennio 1951-1952, all'epoca circa 4.000, i quali sono rimasti bloccati in servizio, nonostante avessero maturato a fine anno i requisiti pensionistici (61 anni di età e 35 di contributi oppure 60 anni e 36 di contributi) e presentato relativa domanda di accesso al trattamento previdenziale;

sul tema dei "quota 96" non è stata ancora trovata una soluzione definitiva in grado di porre fine al vulnus inferto all'intera platea dei lavoratori;

nonostante la presentazione di numerosi atti parlamentari e l'emanazione di sentenze, con conseguenti rassicurazioni ed impegni da parte del Governo, risultano essere ancora presenti lavoratori ingiustamente penalizzati;

risulta tuttavia molto difficile individuare l'esatta platea degli interessati, un punto su cui esistono da sempre opacità e mancanza di trasparenza da parte del Governo e dell'INPS. Tra i dati delle due istituzioni è sempre infatti esistita una significativa discrepanza;

i comitati quota 96 hanno recentemente presentato una stima dei soggetti interessati di massimo 2.000 unità per il riconoscimento della pensione, con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2016 e decorrenza economica dalla data di effettivo pensionamento;

i costi per il bilancio dello Stato, a parere degli interroganti, risulterebbero decisamente contenuti relativamente al triennio 2017-2019, con massimo 1.000 soggetti che maturerebbero il diritto alla pensione nel 2017, 800 nel 2018 e 200 nel 2019;

già per altre categorie di lavoratori, inoltre, risulta essere stato individuato da parte della Ragioneria generale dello Stato un contingente numerico massimo di persone salvaguardate;

si segnala altresì come la grande maggioranza dei lavoratori attualmente interessati sia costituita da insegnanti di scuola dell'infanzia e scuola primaria, che risultano impossibilitati a procedere con il riscatto della laurea, perché non prevista dalla normativa dell'epoca per l'accesso alla professione;

il direttore generale dell'INPS, cui era stata presentata richiesta dai comitati quota 96 per l'esatta individuazione delle persone ancora interessate, ha affermato che i dati vengono forniti unicamente ad istituzioni, Ministeri o in risposta ad interrogazioni parlamentari;

la quantificazione dei quota 96 è indispensabile anche nel contesto del calcolo degli oneri per l'ottava salvaguardia, attualmente all'esame della XI Commissione permanente (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati,

si chiede di sapere se, nell'imminenza della presentazione della manovra di finanza pubblica, i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno farsi carico di individuare, tramite l'INPS, l'esatta quantificazione della platea dei lavoratori "quota 96".