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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03167


Atto n. 3-03167

Pubblicato il 29 settembre 2016, nella seduta n. 689

STEFANO - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

nel corso del convegno "Salute, ambiente e ruolo dell'A.I.L. nella provincia più inquinata d'Italia", promosso dalla sezione A.I.L. di Avetrana (Taranto) e tenutosi il 22 settembre 2016 ad Avetrana, il presidente dell'associazione "PeaceLink", Alessandro Marescotti, ha fatto testuale affermazione: «l'inquinamento del polo industriale di Taranto si riverbera anche in provincia e non solo attraverso il vento. Anni fa mi fu confidato che, nel 2005, decine e decine di sacchi contenenti diossina venivano trasportati a Manduria. A confidarmelo fu un operaio che riempiva e caricava quei sacchi sui camion. Un giorno chiese all'autista, inconsapevole della pericolosità del trasporto, dove era diretto. La sua risposta fu: Manduria»;

il presidente di PeaceLink ha aggiunto che "tutte le polveri di diossina prodotta dagli elettrofiltri del famigerato camino E312 dell'Ilva, finivano a Manduria" dove appunto un'azienda operante in loco si occupava di smaltire le diverse tonnellate di diossine, contenute insacchi di tela-plastica chiamati "big bag";

tale notizia, a detta di Marescotti, sarebbe stata inserita anche nella parte secretata dei verbali della propria audizione, presso la commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti tenutasi nella Prefettura di Taranto l'11 marzo 2016, dove avrebbe fornito ulteriori utili particolari come le generalità dell'operaio ILVA, che aveva ricevuto questa confidenza e il nome dell'azienda manduriana dove erano destinati i sacchi di polvere di diossine;

considerato che:

a Manduria non esistono siti idonei ad accogliere rifiuti di quel tipo e fino ad oggi l'Ilva ha fornito indicazioni circa la tracciabilità della diossina, indicando come sito autorizzato ed esclusivo solo quello di Orbassano, in provincia di Torino;

questa notizia è stata ripresa da diversi giornali locali facendo crescere la paura e la preoccupazione tra i cittadini,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questi fatti e se non ritenga necessario attivare, con estrema urgenza, tutte le iniziative utili a fare immediata chiarezza su quello, che costituirebbe un traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi.