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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03166


Atto n. 3-03166 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 28 settembre 2016, nella seduta n. 688

SIMEONI , MOLINARI , VACCIANO , MUSSINI , FUCKSIA , BENCINI , STEFANO - Ai Ministri della giustizia e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

Premesso che:

le operazioni di mobilità e ricollocamento del personale statale starebbero assumendo lineamenti fortemente preoccupanti;

la privatizzazione della Croce rossa italiana, iniziata ufficialmente nel febbraio 2016, e la conseguente mobilità obbligatoria avrebbero reso necessaria una ricollocazione, anche tramite il portale della pubblica amministrazione, il cui scopo dovrebbe, a rigor di logica, consistere in un'efficiente riallocazione del personale in carico, stimabile in circa 2.000 unità, compresi dipendenti, facenti parte del corpo militare della Croce rossa o di reparti tecnicamente avanzati del corpo;

in proposito, il "Corriere della Sera" ha pubblicato, in data 5 settembre 2016, la notizia, ripresa successivamente da vari quotidiani, che 11 soccorritori della Croce rossa italiana sarebbero stati destinati al lavoro di cancelleria presso il tribunale di Roma;

manovre di mobilità esterna del genere non rappresenterebbero un caso isolato: invero, unicamente all'interno degli uffici giudiziari, sarebbero state immesse, al fine di arginare le carenze di organico, circa 700 risorse, benché sprovviste delle necessarie competenze e prive di una formazione giurisprudenziale, requisiti ritenuti fondamentali per assolvere il delicato compito, cui sono chiamati a ottemperare, e rischiando, al contrario, di aggravare una situazione di per sé già critica e prossima al collasso, causando, altresì, ulteriori disagi;

un articolo apparso su "il Fatto Quotidiano" del 25 settembre 2015, a firma di Vincenzo Iurillo, riporta che alle risorse già destinate al tribunale di Roma, saranno aggiunte 24 figure professionali, da ripartirsi in egual misura tra Corte d'appello, Tribunale e Procura di Napoli nord. Parimenti, a Milano, l'organico del palazzo di giustizia dovrebbe essere incrementato con l'arrivo di un capitano e due sottoufficiali, provenienti dalla Croce rossa militare milanese, a causa del progressivo smantellamento del corpo;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

l'inopportunità di tali misure sarebbe stata oggetto di ferme prese di posizione da parte di numerosi capi dei distretti giudiziari, nonché di plurimi interventi di parte sindacale, quali FIFP e USB, che avrebbero sia denunciato la superficialità delle scelte ministeriali, sia paventato i rischi per la giustizia italiana, derivanti dall'immissione in ruolo di personale non specificatamente qualificato. Si tratterebbe, infatti, di personale proveniente da enti in esubero, tirocinanti ex art. 73 del decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013, ovvero personale precario, acquisito temporaneamente dalle Regioni, e successivamente, sulla base di convenzioni stipulate dalle stesse, ceduto agli uffici giudiziari, giungendo, in tal modo, a configurare situazioni paradossali, quali quella di Milano, dove detenuti, in permesso, pare si occuperebbero della delicatissima digitalizzazione dei fascicoli;

non dovrebbe, quindi, stupire il malcontento e le proteste dei cancellieri di ruolo che avrebbero lamentato l'equiparazione alle loro funzioni di personale inserito in organico, senza una procedura concorsuale di selezione incentrata su conoscenze tecniche della materia, come ribadito dalla presidente dell'associazione dipendenti giudiziari italiani;

ancora, il "Comitato lavoratori giustizia", in una nota ufficiale, avrebbe evidenziato come i cancellieri, assunti a seguito di regolare concorso, sarebbero letteralmente scavalcati da personale completamente sprovvisto delle competenze da questi acquisite negli anni, pur senza alcun riconoscimento di carriera. Ed infatti, mentre l'anzianità di servizio e le qualifiche conseguite nelle amministrazioni di provenienza, porrebbero molte delle unità di personale trasferito in ruoli sovraordinati rispetto al personale attualmente in servizio in qualità di cancelliere presso il Ministero della giustizia, questi ultimi vedrebbero, da anni, bloccata qualsiasi possibilità di avanzamento;

considerato inoltre che:

le esortazioni rivolte in questi ultimi anni dal "Comitato lavoratori giustizia", finalizzate non solo a rafforzare l'opera di vigilanza sulla legittimità dei tirocini, ma anche a richiedere la formazione permanente, nonché la riqualificazione del personale di ruolo, come anche validi suggerimenti volti a circoscrivere tale mobilità, che altra ripercussione non avrebbe se non quella di aggravare ulteriormente i continui ritardi che caratterizzano l'ordinamento giudiziario, e che sembrerebbero destinati a rimanere lettera morta. Così come lettera morta parrebbero essere le ripetute richieste relative alla progressione di carriera per tutti i dipendenti giudiziari, prima che fosse effettuato qualsivoglia altro intervento relativo al personale organico: invero, la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito al personale di coordinare, con l'esperienza, le altre figure professionali subentranti, prevenendo il conflitto che invece sarebbe derivato da un'ingiustificata inversione dei ruoli e che contribuirebbe allo svilimento delle funzioni dei cancellieri ed ufficiali giudiziari reclutati tramite pubblico concorso;

l'annoso problema delle risorse nel comparto della giustizia è stato reiteratamente ribadito anche dal neopresidente dell'Associazione nazionale magistrati; questi ha tenuto a sottolineare, con forza, come vi sarebbero circa 9.000 unità sotto organico: una cifra mastodontica, ben al di sopra delle circa 1.000 unità, che dovrebbero essere messe a disposizione in un prossimo bando, già annunciato a gran voce sia la ministro Orlando che dal sottosegretario di Stato Ferri, a seguito dell'entrata in vigore del recentissimo decreto-legge n. 117 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 161 del 2016, e concernente la proroga dei termini previsti da disposizioni legislative in materia di processo amministrativo telematico e contenente, per l'appunto, disposizioni in tal senso;

in proposito, il 19 settembre 2016, sarebbero stati pubblicati sul sito internet del Ministero i bandi di concorso per cancellieri ed ufficiali giudiziari, tuttavia, al momento destinati unicamente al personale amministrativo delle cancellerie per la riqualificazione e la selezione interna di funzionari giudiziari e funzionari Unep;

come si legge sullo stesso sito del Ministero: "Aprire alla riqualificazione e alle ulteriori occasioni di crescita professionale del personale attualmente in servizio presso i nostri uffici, ha da sempre costituito un indispensabile traguardo nelle politiche del personale amministrativo anche perché è il naturale presupposto per arrivare ad un altro importante obiettivo: l'assunzione di giovani risorse che a breve si apriranno";

ci si augura, pertanto, che, a circa 18 anni di distanza dall'ultimo concorso bandito per il reclutamento del personale giudiziario, la prossima procedura di selezione tenga conto delle esigenze, competenze e conoscenze specifiche che tali figure richiedono, senza attingere a risorse esterne prive delle qualifiche e delle competenze necessarie per il corretto andamento della giustizia italiana,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo, ognuno per quanto di competenza, non intendano attivare procedure ispettive, al fine di verificare concretamente quale siano le attuali condizioni in cui i cancellieri e altri operatori sono chiamati a fronteggiare la notevole mole di lavoro degli uffici giudiziari, stante anche il processo di innovazione e digitalizzazione dei fascicoli, in assenza di necessaria formazione, nonché di adeguata riorganizzazione dei servizi;

se non intendano chiarire quali siano i criteri procedurali adottati, tali che figure provenienti da altre amministrazioni, prima tra tutte la Croce rossa italiana, siano collocati all'interno di uffici giudiziari, talvolta in posizioni addirittura sovraordinate rispetto al personale di ruolo, stante la mancanza degli opportuni requisiti professionali e sprovviste, altresì, di idonea formazione giurisprudenziale;

se non intendano, nell'ambito delle proprie attribuzioni, provvedere non solo all'espletamento di procedure di formazione e riqualificazione, che risultino valide per l'intero corpo amministrativo, attualmente in ruolo, indipendentemente dalla qualifica professionale detenuta, ma anche finalizzate a colmare le lacune del personale amministrativo in organico, che necessita di ben maggiori risorse di quanto finora previsto dal decreto-legge n. 117 del 2016.